Il Green Camp 2026, svoltosi dal 9 al 14 giugno presso il Play Hall di Riccione, ha riunito il meglio del judo internazionale in un'unica, intensa settimana di allenamento. La rappresentativa della FIJLKAM Emilia-Romagna era presente con dieci atleti e atlete, che hanno dato il loro meglio in questi 5 giorni di judo intensivo.
Un palcoscenico internazionale da 1.500 judoka
L'evento, autorizzato dalla FIJLKAM, ha trasformato la Play Hall di Riccione in un vero e proprio centro nevralgico del judo internazionale: 1.700 metri quadrati di tatami e 1.500 judoka provenienti da 20 Nazioni diverse. Un contesto quasi unico per la crescita degli atleti, che hanno avuto l'opportunità di confrontarsi con coetanei e avversari di caratura nazionale e internazionale.
Gli ospiti d'onore: Kotsoiev e Bellandi sul tatami
Il Green Camp 2026 ha potuto contare sulla presenza di due tra i più grandi campioni del judo mondiale. La “nostra” Alice Bellandi e Zelym Kotsoiev, entrambi Campioni Olimpici, Europei e Mondiali, hanno partecipato come ospiti d'onore, portando sul tatami di Riccione l'esperienza e il livello tecnico di chi ha conquistato i vertici assoluti del judo mondiale.
I dieci atleti dell'Emilia-Romagna
La delegazione regionale, seguita dai Tecnici accompagnatori Mauro Bisi e Gianluca Valeriani (quest'ultimo presente nell'ultima giornata dello stage) era composta da:
- Sofia Bragagni (AKDK Judo)
- Marta Zaffagnini (Judo Faenza)
- Massimiliano Inviati (Academy Modena)
- Eric Merola (Dojo Equipe Bologna)
- Claudia Barbeitos (Village Ravenna)
- Leonardo Copioli (Team Evolution Judo&Sambo)
- Sofia Longo (Judoka Riccionese)
- Morgana De Paoli (Judoka Riccionese)
- Luca Fornasiero (Judoka Riccionese)
- Anna Vittoria Forlani (Judoka Riccionese)
Il commento del Responsabile Tecnico Federale
Paolo Oleari, Responsabile Tecnico del Centro Tecnico Federale dell'Emilia-Romagna, ha espresso soddisfazione per l'esperienza vissuta dagli atleti: “Ottima esperienza per i nostri atleti e atlete, che si sono impegnati al massimo durante tutto lo stage. La presenza di judoka di livello internazionale ha sicuramente giovato ai ragazzi, che hanno potuto confrontarsi con atleti più esperti”.
A cura di Daniele Gasparri




