La sfida degli azzurri a paintball, fra risate e sano agonismo

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Se per caso un giorno decidete di fare una passeggiata nella pineta di Ostia, tenete conto che può capitare anche di trovarsi nel bel mezzo ad una sparatoria. Ma no, che ha avete capito? Non uno scontro a fuoco, bensì una sfida a paintball, gioco in cui, per conquistare la base avversaria, devi eliminare gli avversari colpendoli con palline di gelatina riempite di vernice sparate ad aria compressa con i cosiddetti marker. Ed è proprio quello che hanno fatto ieri gli atleti della squadra olimpica di judo. Così, tanto per trascorrere il tempo nella giornata di riposo, dopo tre giorni di allenamenti ad alta intensità nella seconda settimana di collegiale. Da una parte i ‘mimetici’ e dall’altra i ‘neri’, ovviamente sulla base delle divise indossate. E quindi Maria Centracchio, Fabio Basile, Nicholas Mungai, Christian Parlati e Luca Poeta, da una parte e Giovanni Esposito, Antonio Esposito, Matteo Medves, Fracesco Bruyere e Felice Romano dall’altra. Odette non si è presentata, per l’appuntamento con la fisioterapia per recuperare un acciacco alla schiena. “È stato un bel pomeriggio di “riposo” se così lo si può chiamare – ha detto Francesco Bruyere- la mentalità vincente dei ragazzi ha trasformato subito il gioco in qualcosa di molto molto impegnativo, sia a livello fisico che mentale. Litigi, risate e sano agonismo”. “Siamo contenti di essere riusciti ad inserire un’attività di team building come queste all’interno della programmazione –ha aggiunto- Il judo, come diceva un mio buon vecchio amico, è uno sport individuale a carattere collettivo, in cui la squadra ci aiuta a superare le difficoltà e a dividere le fatiche del duro allenamento. Gioiamo insieme e perdiamo insieme. L’uomo del match, o meglio, la donna del match è stata Maria Centracchio, la più coraggiosa! Sempre forza Italia”. Il risultato? I segni per qualche colpo, ma anche quello dei rovi. Però tutti assolutamente contenti. Ed alle 7.30 di questa mattina tutti pronti… via! Ripartiti subito per un’altra giornata impegnativa.