Ci sono weekend che non si limitano a raccontare risultati. Weekend che parlano di crescita, presenza e identità. Quello dell’11 e 12 aprile 2026 è stato uno di quelli.
Sul tatami del Bella Italia Village, la European Cup Junior di Lignano Sabbiadoro ha preso il via con giornate intense, vibranti, di altissimo livello. E, ancora una volta, l’Italia ha risposto presente. Anzi, dominante.
Gli azzurri hanno messo subito le cose in chiaro: leadership nella classifica generale e prestazioni convincenti in ogni categoria. Ma dentro questo successo collettivo c’è una firma ben riconoscibile: quella della Campania.
Oro, carattere e conferme: la giornata perfetta di Sodano

Tra i protagonisti assoluti c’è Raffaele Sodano, che nei 60 kg ha costruito una gara semplicemente perfetta. Cinque incontri, uno dopo l’altro, gestiti con lucidità, intelligenza e una superiorità mai in discussione.
Dopo il successo nella tappa portoghese, la conferma a Lignano non è solo una vittoria: è un messaggio. Sodano c’è, ed è sempre più protagonista a livello europeo.
La forza della reazione: Tinelli sale sul podio
Se Sodano ha brillato per continuità, Mario Tinelli ha conquistato il podio con qualcosa di altrettanto prezioso: il carattere.
Dopo una partenza difficile, ha saputo rimettersi in carreggiata, vincendo incontro dopo incontro fino a prendersi un meritatissimo bronzo. Una medaglia che racconta molto più di un risultato: racconta resilienza, lucidità e fame.
Non solo tatami: la Campania c’è, ovunque
La cosa più interessante, però, è che la Campania non si è limitata a vincere. Ha partecipato. Ha inciso. Ha lasciato il segno in ogni ambito.
A dirigere gli incontri della European Cup, infatti, anche Annachiara Morabito e Diego Del Regno. Una presenza che certifica la qualità del movimento campano non solo tra gli atleti, ma anche nel settore arbitrale.
RISULTATI EUROPEAN CUP MEDAGLIERE
Allenarsi, crescere, condividere: il lavoro dietro i risultati
Mentre a Lignano si combatteva per le medaglie, sul territorio si costruiva il futuro.
Gli allenamenti regionali FA-RA e i CTF hanno rappresentato un altro tassello importante di questo intenso weekend. Sotto la guida del coordinatore regionale Carmine Di Loreto, e con il contributo tecnico di Mimmo D’Angelo, atleti provenienti da Campania, Calabria e Molise si sono ritrovati per lavorare insieme.
A testimoniare l’importanza dell’attività e la vicinanza delle istituzioni al movimento, presenti agli allenamenti anche il presidente del settore judo Campania, Olindo Rea, e il direttore tecnico Giovanna Tortora.
Una nota dolente, seppur comprensibile alla luce dei numerosi impegni agonistici e delle tante attività distribuite in tutta Italia, è stata la presenza piuttosto ridotta ai FA-RA. Un dato che invita alla riflessione, ma che va letto nel contesto di un calendario particolarmente fitto, che inevitabilmente divide energie e partecipazione.
Di contro, massiccia e significativa la partecipazione ai CTF, nonostante la contemporanea presenza di molti atleti impegnati a livello internazionale a Lignano. Un segnale forte, che conferma quanto questi appuntamenti siano percepiti come centrali nel percorso di crescita tecnica.
Resta comunque evidente il valore di questi momenti: è proprio da qui che passa la costruzione del futuro del movimento.
Leinì, esperienza e qualità: Iacomino non smette di stupire
E poi c’è chi il judo lo vive da una vita, e continua a farlo ad altissimo livello.
All’PalaMaggiore, nella seconda prova del Trofeo Italia Master di judo, Pasquale Iacomino ha dimostrato che esperienza e qualità possono andare di pari passo.
Bronzo nel judo shiai, a conferma di una competitività sempre viva e fondamentale per restare ai vertici del ranking nazionale, e argento nel ne waza, nella prima competizione italiana interamente dedicata alla lotta a terra. Un risultato storico, ma soprattutto una dimostrazione di versatilità tecnica non comune.
Una storia che continua
Lignano, Leinì, i tatami regionali. Tre luoghi diversi, un unico filo conduttore.
La Campania c’è. C’è quando si vince, quando si costruisce, quando si arbitra, quando si insegna. C’è nei giovani che crescono e negli atleti che non smettono mai di migliorarsi.
E in un movimento come il judo, alla fine, è proprio questa la vittoria più importante.
Antonio ROMANO
Web master Fernando Gallia








