Dietro la medaglia, il percorso di cinque giovani judoka, l’impegno delle loro società e un progetto nel quale il Maestro Antonio Romano e il Presidente del Settore Judo Olindo Rea hanno creduto con convinzione.
Ci sono medaglie che raccontano molto più di un risultato. Il bronzo conquistato dalla rappresentativa campana di judo al Trofeo CONI 2026 è una di queste: racchiude allenamenti, sacrifici, fiducia e la crescita di un gruppo che ha imparato a lottare insieme, portando sul tatami l’orgoglio della propria regione.
Guidati dal Maestro Antonio Romano, tecnico responsabile della squadra, i ragazzi hanno raggiunto un traguardo sudato, cercato e voluto. Un risultato che appartiene agli atleti, ma anche alle società, ai maestri e alle famiglie che hanno reso possibile questo cammino.
Il podio è il punto d’arrivo di un percorso iniziato molto prima della gara. Alla preparazione nelle rispettive palestre si è affiancata la costruzione di un’identità comune: imparare a conoscersi, sostenersi e riconoscersi in una squadra. Ragazzi provenienti da società diverse hanno condiviso un obiettivo, trasformando il lavoro individuale in una forza collettiva. Sul tatami, ogni incontro è diventato una responsabilità condivisa; fuori, ogni incoraggiamento ha rafforzato il legame del gruppo.
A scrivere questa bella pagina del judo campano sono stati Alessandra Greco, Sabrina Patricelli, Matteo Sosa Fiore, Davide Scaramuzzo e Antonio Fabbrizio. A ciascuno di loro va il riconoscimento per aver contribuito a una medaglia che premia l’intera squadra.
Un ringraziamento particolare va alle ASD di appartenenza e ai rispettivi tecnici:
- Alessandra Greco, dell’ASD Il Rio, accompagnata nel suo percorso dal Maestro Domenico Salernitano;
- Sabrina Patricelli e Matteo Sosa Fiore, della Nippon, seguiti dal Maestro Stefano Fiorillo;
- Davide Scaramuzzo, del KDK Fuorigrotta, seguito dal Maestro Antonio Capezzuto;
- Antonio Fabbrizio, della Nippon, seguito dal Maestro Vincenzo Russo.
Il loro lavoro quotidiano, la disponibilità e la fiducia nel progetto hanno contribuito alla crescita dei ragazzi e alla riuscita di questa esperienza.
Per Antonio Romano, questo bronzo ha anche un significato personale: da circa un decennio il Maestro si impegna per far crescere il progetto Trofeo CONI e dare alla manifestazione la considerazione e la credibilità che merita.
«Da ormai dieci anni porto avanti questo impegno, convinto del grande valore sportivo, educativo e sociale del Trofeo CONI. Per molto tempo questa manifestazione ha ricevuto meno attenzione di quanta meritasse. Oggi, grazie al contributo del Presidente Olindo Rea e alle società che scelgono di crederci, possiamo vedere i frutti di un lavoro paziente. Portiamo a casa un bronzo sudato, cercato e voluto, ma soprattutto un’esperienza che rimarrà nel cuore dei nostri ragazzi. I miei ringraziamenti personali vanno alle società, ai loro maestri e ai genitori, che hanno sostenuto questo percorso con fiducia e partecipazione».
Ai ringraziamenti del tecnico responsabile si aggiungono quelli del Presidente del Settore Judo del Comitato Regionale Campania, Olindo Rea, che ha creduto nel progetto e ne ha sostenuto il valore. Un riconoscimento rivolto alle famiglie, alle ASD e ai tecnici che, con pazienza e dedizione, hanno guidato i giovani judoka verso questo risultato.
Il Trofeo CONI offre ai ragazzi la possibilità di vivere lo sport come incontro, amicizia e appartenenza. Indossare i colori della Campania significa assumersi una responsabilità, condividere le emozioni della gara e scoprire quanto conti il sostegno reciproco.
Questo bronzo è una vittoria corale della Campania: nasce nelle palestre, cresce attraverso la collaborazione e prende forma nell’impegno dei ragazzi. Una medaglia da custodire insieme ai ricordi, alle amicizie e alla consapevolezza di aver costruito qualcosa di bello, tutti insieme.
Ufficio stampa FIJLKAM Campania




