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Judo

Napoli onora le radici del suo judo: l’omaggio a Nicola Tempesta, Aldo Nasti e Sergio Fati

 

Agli Europei Under 23, il conferimento del 10° dan alla memoria di Tempesta e Nasti. Il Presidente del Settore Judo Giuseppe Matera ha consegnato personalmente a casa del professor Sergio Fati il riconoscimento di Maestro Benemerito.

Napoli ha riabbracciato la storia del suo judo. Durante i Campionati Europei Under 23, accanto alle sfide dei giovani atleti, un momento di profonda emozione è stato dedicato a chi ha contribuito a costruire le basi del movimento campano e italiano: Nicola Tempesta e Aldo Nasti.

La commemorazione, fortemente voluta dal Presidente del Settore Judo FIJLKAM, Giuseppe Matera, e dal Presidente federale, Giovanni Morsiani, ha visto la consegna di targhe ricordo alle famiglie dei due Maestri e il conferimento del 10° dan alla memoria di entrambi, un altissimo riconoscimento ai loro percorsi e al contributo offerto alla disciplina. A consegnare le targhe e i riconoscimenti è stato il Presidente dell’European Judo Union, László Tóth.

Nella città in cui Tempesta e Nasti hanno vissuto e lavorato, l’omaggio ha riunito la memoria dei loro insegnamenti e il futuro rappresentato dai giovani judoka europei. Un’occasione per ricordare quanto le opportunità di oggi debbano anche alla passione e alla tenacia di chi ha aperto la strada.

Nicola Tempesta, dal primo oro europeo alla formazione dei Maestri

Nato a Napoli il 28 giugno 1935, Nicola Tempesta si avvicinò al judo nel 1950, iniziando un percorso legato alla Polisportiva Partenope. Nel 1957, a Rotterdam, conquistò il primo titolo europeo del judo italiano, seguito da un secondo oro continentale a Milano nel 1961. Nel 1964, insieme a Bruno Carmeni, rappresentò l’Italia ai Giochi di Tokyo, nell’edizione che segnò il debutto olimpico della disciplina.

Alla carriera agonistica affiancò l’insegnamento, l’arbitraggio internazionale e la direzione tecnica della Nazionale. L’esperienza maturata sui tatami divenne così un patrimonio da trasmettere, mettendo conoscenze e capacità al servizio della crescita di altri judoka.

Una parte fondamentale della sua opera si sviluppò nel collegio ENAOLI di Napoli, dove collaborò con il professor Sergio Fati alla formazione dei ragazzi attraverso il judo. Da quella scuola nacquero campioni e futuri insegnanti, capaci di proseguire il lavoro educativo ricevuto. Tra loro Giuseppe Marmo, che avrebbe portato avanti la tradizione del Kodokan Napoli.

Il 28 giugno 2018, nel giorno del suo ottantatreesimo compleanno, il Kodokan ospitò la celebrazione per il conferimento del 9° dan, insieme a Bruno Carmeni. La presenza di allievi, campioni e Maestri provenienti da tutta Italia testimoniò il legame costruito in una vita dedicata alla disciplina.

Nicola Tempesta si spense il 20 febbraio 2021, all’età di 85 anni. Il 10° dan alla memoria, conferito in occasione degli Europei di Napoli, ha rinnovato il riconoscimento al campione e al Maestro, davanti alle generazioni che oggi continuano il cammino del judo.

Aldo Nasti, costruire una casa per il judo

Maestro, arbitro internazionale e dirigente federale, Aldo Nasti ha accompagnato a lungo la crescita del movimento campano. La sua attività si è sviluppata tra insegnamento, organizzazione e responsabilità istituzionali, fino alla lunga presidenza del Comitato Regionale FIJLKAM Campania e alla presidenza della Commissione nazionale Azzurri.

Tra le realizzazioni legate al suo nome emerge la nascita della sala judo dello Stadio Collana nel 1967. Secondo la testimonianza raccolta, Nasti, insieme a Franco Ferrieri e Nicola Tempesta, si adoperò presso l’amministrazione comunale per trasformare una palestra precedentemente destinata alla pallavolo in un dojo. L’altezza del soffitto, divenuta inadeguata alle nuove disposizioni per la pallavolo, aveva offerto l’occasione per proporre una diversa destinazione dello spazio.

Il tatami poggiava su un tavolato di legno ammortizzante, secondo il modello giapponese, mentre la fotografia di Jigoro Kano richiamava le origini e i principi della disciplina. Quella sala offrì agli atleti un luogo nel quale allenarsi e agli insegnanti la possibilità di sviluppare il proprio lavoro.

Al Collana si lega anche l’esperienza del Gruppo Sportivo Vigili Urbani Napoli, del quale, secondo la ricostruzione ricevuta, Nasti fu presidente. In questo contesto operarono Franco Ferrieri e Gegè Ranno, entrambi vigili urbani, contribuendo all’attività del gruppo e alla formazione degli atleti.

Le Stelle al merito sportivo del CONI — bronzo nel 1994, argento nel 2003 e oro nel 2012 — e il premio alla carriera “Una vita per lo sport”, ricevuto nel 2022, hanno riconosciuto un impegno durato decenni.

Aldo Nasti si spense il 27 gennaio 2025, all’età di 93 anni, lasciando un’eredità di insegnamento, impegno organizzativo e dedizione al judo. Il conferimento del 10° dan alla memoria, durante gli Europei Under 23, ha reso omaggio al suo lungo percorso nella città alla cui crescita sportiva aveva contribuito.

Sergio Fati, l’intuizione educativa e la visita del Presidente Matera

Alla valorizzazione di queste figure storiche si è aggiunto il riconoscimento al professor Sergio Fati, al quale è stata conferita la qualifica di Maestro Benemerito.

Considerata l’età avanzata del professore, il Presidente del Settore Judo Giuseppe Matera si è recato personalmente a casa sua per onorarlo e consegnargli il riconoscimento. Un gesto di attenzione e gratitudine che ha portato la vicinanza della Federazione direttamente a una delle persone che hanno contribuito alla nascita di una scuola fondamentale per il judo campano.

Medico del collegio ENAOLI e specialista in medicina e fisiologia sportiva, Fati creò nel 1966 la sezione judo dell’istituto, destinato all’accoglienza e alla formazione degli orfani dei lavoratori italiani. Alla guida tecnica chiamò Nicola Tempesta: dalla loro collaborazione prese forma un’esperienza capace di offrire ai ragazzi un percorso di crescita. La storia ufficiale del Kodokan ricorda che, in soli tre anni, due allievi divennero campioni italiani e raggiunsero la Nazionale.

Alla base di quella scelta c’era un’intuizione educativa: attraverso il judo, i ragazzi potevano sviluppare autocontrollo, rispetto e responsabilità. Fati contribuì personalmente all’acquisto delle prime attrezzature e un locale sotto la chiesa del collegio venne trasformato in palestra. Tra i primi allievi vi fu Giuseppe Marmo. Da quel nucleo prese forma la tradizione del Kodokan Napoli.

La visita di Matera ha dato al riconoscimento una dimensione particolarmente umana: incontrare il professore e ringraziarlo personalmente per un’opera i cui frutti continuano a vivere nel lavoro degli atleti e degli insegnanti cresciuti in quella scuola.

Un’eredità che continua sul tatami

Nel ricordo di Tempesta e Nasti e nel riconoscimento a Fati si incontrano percorsi diversi, uniti dal lavoro dedicato al judo e alle persone. Le vittorie, le palestre, l’insegnamento e l’impegno organizzativo sono parti della stessa storia.

Le targhe alle famiglie, il 10° dan alla memoria dei due Maestri e il riconoscimento consegnato personalmente al professor Fati esprimono la gratitudine del movimento verso chi ha contribuito a farlo crescere.

La loro eredità continua ogni volta che un insegnante accompagna un giovane sul tatami e gli offre, attraverso il judo, un’occasione per costruire il proprio futuro.

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Antonio Romano – Ufficio Stampa