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Lotta

Gli atleti FIJLKAM protagonisti di “Physical Italia: da 100 a 1”

 
Judo e lotta conquistano la grande platea di Netflix: i campioni federali diventano ambasciatori delle nostre discipline anche fuori dalle tradizionali aree di gara.
 
La promozione dello sport non passa soltanto attraverso le competizioni, i palazzetti e l’attività quotidiana delle società. A volte sono gli stessi atleti, con la loro storia, la preparazione e il comportamento, a diventare i migliori ambasciatori delle proprie discipline.
 
È quanto sta accadendo con “Physical Italia: da 100 a 1”, la nuova competizione prodotta da Endemol Shine Italy e disponibile in esclusiva su Netflix dall’11 settembre 2026.
 
Il programma, versione italiana del format internazionale “Physical: 100”, mette di fronte cento concorrenti provenienti dal mondo dello sport, del fitness e dello spettacolo nell’imponente arena allestita al Lingotto di Torino.
 
Le prove richiedono forza, resistenza, agilità, strategia, determinazione e, soprattutto, una straordinaria capacità di gestire la pressione. Un confronto nel quale i titoli conquistati in carriera vengono idealmente azzerati e ogni concorrente deve dimostrare sul campo le proprie qualità fisiche e mentali.
 
La programmazione prevede otto episodi: i primi tre sono stati pubblicati l’11 settembre, gli episodi 4 e 5 il 18 settembre, mentre il 25 settembre arriveranno il sesto e il settimo episodio. La finale sarà disponibile il 2 ottobre.
 
La FIJLKAM entra nell’arena.
 
Tra cento concorrenti e tanti grandi nomi dello sport italiano, la presenza degli atleti provenienti dalle discipline FIJLKAM non è certamente passata inosservata.
 
Judo e lotta hanno portato nel programma campioni abituati da anni a confrontarsi con fatica, pressione, avversari e situazioni nelle quali forza fisica e capacità mentale devono necessariamente procedere insieme.
 
Tra loro figurano l’oro olimpico della lotta greco-romana Andrea Minguzzi e, per il judo, Susy Scutto, Manuel Lombardo, Emanuele Bruno, Rosalba Forciniti e Sabrina Giungi.
 
Un gruppo nel quale convivono generazioni ed esperienze differenti, ma con una matrice comune: quella delle discipline di combattimento e di una formazione sportiva nella quale tecnica, preparazione atletica, disciplina, autocontrollo e capacità di affrontare le difficoltà rappresentano elementi fondamentali.
 
Da cento a quaranta: la selezione diventa durissima.
 
Dopo le prime prove la competizione ha già operato una selezione importante: dai cento concorrenti iniziali si è passati a quaranta atleti ancora in corsa.
 
Con il procedere delle sfide è diventato sempre più evidente quanto le caratteristiche sviluppate attraverso judo e lotta possano rappresentare un patrimonio importante anche quando il confronto esce dai confini delle tradizionali aree di gara.
 
Equilibrio, esplosività, resistenza, capacità di adattamento e lucidità sotto pressione sono qualità che appartengono profondamente alla preparazione degli atleti FIJLKAM.
 
Ma con il passaggio dalle prove individuali a quelle collettive entra in gioco un altro elemento fondamentale: la capacità di fare squadra.
 
Andrea Minguzzi capitano: nasce un team a forte impronta FIJLKAM.
 
Tra gli otto capitani scelti nella nuova fase della competizione c’è anche Andrea Minguzzi, campione olimpico della lotta greco-romana.
 
Una scelta che premia non soltanto le sue indiscusse qualità atletiche, ma anche quelle caratteristiche di esperienza, personalità e leadership che accompagnano la storia di un grande campione.
 
Intorno a lui si forma una squadra nella quale la componente proveniente dalle discipline FIJLKAM assume un ruolo particolarmente significativo.
 
Ed è proprio nella prima grande sfida tra squadre che il gruppo guidato da Minguzzi riesce ancora una volta a mettersi in evidenza, superando il team capitanato dall’ex rugbista Alvise Rigo e proseguendo così il proprio cammino nella competizione.
 
Un risultato importante, soprattutto perché ottenuto in una prova nella quale la sola forza individuale non basta.
 
Servono strategia, collaborazione, fiducia nei compagni, capacità di distribuire le energie e disponibilità a mettere le proprie caratteristiche al servizio del gruppo.
 
Valori che chi vive quotidianamente judo e lotta conosce molto bene.
 
Susy Scutto, la Campania nella grande vetrina di Netflix.
 
Per il movimento campano c’è poi un motivo di particolare soddisfazione: la presenza di Susy Scutto, napoletana e grande protagonista del judo internazionale.
 
La sua partecipazione rappresenta una straordinaria vetrina anche per il judo della nostra regione.
 
Vederla confrontarsi in prove completamente differenti da quelle abituali permette al grande pubblico di comprendere quanto completa sia la preparazione di una judoka di alto livello.
 
Forza ed esplosività, certamente, ma anche coordinazione, equilibrio, resistenza, concentrazione e capacità di trovare rapidamente una soluzione davanti a una difficoltà.
 
La sua presenza rappresenta inoltre un messaggio importante per tanti giovanissimi che ogni giorno salgono sul tatami nelle società della Campania: il percorso sportivo, quando è accompagnato da impegno, sacrificio e determinazione, può condurre verso traguardi ed esperienze che vanno ben oltre l’area di gara.
 
Non soltanto forza: emerge la formazione dell’atleta.
 
Uno degli aspetti più interessanti di “Physical Italia” è proprio la possibilità di osservare campioni provenienti da discipline differenti quando vengono chiamati ad affrontare prove per le quali non hanno una preparazione specifica.
 
È in queste situazioni che emerge la formazione complessiva dell’atleta.
 
Essere un judoka o un lottatore non significa semplicemente essere fisicamente forti.
 
Significa saper utilizzare e controllare la forza, mantenere lucidità nella fatica, studiare l’avversario e la situazione, adattarsi rapidamente, rispettare ruoli e strategie e continuare a lottare quando il corpo comincia a chiedere di fermarsi.
 
Il pubblico televisivo ha così l’opportunità di conoscere un volto delle discipline FIJLKAM che spesso non emerge completamente dalla semplice visione di una competizione.
 
Gli atleti diventano ambasciatori della Federazione.
 
Ed è qui che “Physical Italia: da 100 a 1” assume un significato che va oltre il programma televisivo.
 
Una piattaforma come Netflix consente ai nostri atleti di raggiungere un pubblico enorme, composto anche da persone che probabilmente non hanno mai assistito a una competizione di judo o di lotta.
 
 
Qualcuno può conoscere Susy Scutto attraverso il programma e successivamente incuriosirsi al judo. Un altro spettatore può scoprire la storia olimpica di Andrea Minguzzi e avvicinarsi alla lotta.
 
È questa la grande forza promozionale di esperienze del genere.
 
Gli atleti diventano testimonial naturali delle discipline che rappresentano.
 
Non servono slogan: sono le loro prestazioni, il loro comportamento, la capacità di affrontare le difficoltà e il rispetto dimostrato verso compagni e avversari a raccontare cosa significhi crescere sportivamente all’interno delle discipline FIJLKAM.
 
Dietro ogni atleta c’è un intero movimento.
 
Dietro ogni campione che oggi milioni di spettatori possono vedere sullo schermo ci sono anni di sacrifici, tecnici, società sportive, compagni di allenamento, famiglie e un sistema federale che accompagna il percorso dell’atleta dalle prime esperienze fino all’alto livello.
 
Per questo la presenza degli atleti FIJLKAM in una produzione di grande visibilità come “Physical Italia: da 100 a 1” rappresenta anche un’importante occasione di promozione per l’intero movimento federale.
 
La competizione è ancora aperta. Gli episodi 6 e 7 arriveranno il 25 settembre, mentre per conoscere il vincitore bisognerà attendere la finale del 2 ottobre.
 
Ma indipendentemente da chi arriverà fino all’ultima prova, un risultato è già evidente.
 
Judo e lotta stanno entrando nelle case del grande pubblico mostrando quanto completa possa essere la formazione fisica, tecnica e mentale di un atleta FIJLKAM.
 
E quando un campione riesce, attraverso il proprio esempio, a far conoscere e apprezzare lo sport dal quale proviene, il risultato va ben oltre una classifica.
 
Diventa promozione, cultura sportiva, esempio per i giovani e immagine della Federazione.
 

Gli atleti FIJLKAM continuano così a combattere, dentro e fuori dalle tradizionali aree di gara, portando con sé i valori e l’identità delle nostre discipline.

 

Ufficio Stampa FIJLKAM Campania