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Difesa Personale MGA Campania protagonista al “Vulcano Buono”: i primi in Italia al 1° esame della nuova disciplina

 

Nel contesto della manifestazione “L’Esercito incontra le nuove generazioni”, svoltasi presso il Vulcano Buono di Nola, anche la Difesa Personale MGA Campania, in rappresentanza del Comitato Regionale FIJLKAM Campania, ha portato sul tatami non solo tecnica, ma un progetto strutturato, innovativo e già operativo.

Protagonisti cinque allievi guidati dal Maestro Raffaele Funaro, Docente Nazionale Difesa Personale MGA e psicologo, che hanno sostenuto la seconda fase dell’esame di primo grado della nuova disciplina.

Si tratta dei primi candidati in assoluto in Italia ad affrontare l’esame secondo questo nuovo impianto metodologico.

Un programma nato da una visione progettuale precisa

Il programma d’esame applicato prende origine da una progettazione elaborata dal Maestro Raffaele Funaro, frutto di mesi di studio, strutturazione didattica e integrazione tra competenza tecnica e psicologica.

Successivamente, il progetto è stato condiviso e posto al confronto con i co-fiduciari regionali Riccardo Marzi e Domenico Farina, con i quali è attualmente in corso un lavoro costante di revisione, affinamento e consolidamento metodologico, in una logica di crescita collegiale e istituzionale.

La proposta è stata presentata in sede nazionale il 29 novembre, durante la riunione alla presenza della Commissione Nazionale e di tutti i fiduciari regionali. In quell’occasione il progetto è stato accolto come base di lavoro e ritenuto meritevole di approfondimento.

In accordo con il Presidente Nazionale Enzo Failla, che si ringrazia per l’attenzione e la disponibilità dimostrate, il percorso è stato quindi avviato in forma sperimentale sul territorio campano, in attesa di ulteriori sviluppi formali.

Il sostegno della Presidenza regionale

Fondamentale il sostegno del Presidente FIJLKAM Campania Antonio Bracciante, promotore convinto del processo di strutturazione della Difesa Personale MGA in ambito regionale.

Pur non presente alla manifestazione, il suo supporto istituzionale ha rappresentato un elemento determinante per la legittimazione e l’avanzamento del progetto, inserendolo in una visione organica di sviluppo della disciplina.

Un esame in due fasi: tecnica e maturità

La seconda fase dell’esame si è svolta domenica pomeriggio sul tatami FIJLKAM allestito all’interno della manifestazione.

La prima parte si era tenuta il sabato presso la sede della SSD AMA Club di Caserta, società di appartenenza dei candidati.

Il percorso è iniziato a settembre 2025 e in pochi mesi ha prodotto risultati tangibili. Non si è trattato soltanto di apprendere tecniche di difesa personale, ma di costruire un processo formativo centrato su:

  • consapevolezza corporea
  • gestione dello stress
  • controllo della distanza
  • capacità comunicativa
  • responsabilità individuale

L’impatto sui più giovani e sulle famiglie

Durante l’evento i cinque candidati hanno interagito con bambini e ragazzi interessati a provare la disciplina.

Ciò che ha colpito genitori e osservatori non è stata soltanto la competenza tecnica, ma il livello di maturità e consapevolezza mostrato.

I giovani praticanti hanno saputo spiegare il senso della prevenzione, il valore della distanza, la gestione del conflitto prima ancora della tecnica. Un approccio che ha sorpreso positivamente molte famiglie presenti.

Psicologia e autodifesa: un modello integrato

Elemento distintivo del progetto è l’integrazione strutturale della dimensione psicologica all’interno del percorso tecnico.

L’esperienza professionale del Maestro Funaro in ambito psicologico ha consentito di costruire un programma in cui:

  • riconoscimento del rischio
  • gestione emotiva
  • modulazione della risposta
  • autocontrollo
  • costruzione dell’autostima

diventano parte integrante dell’allenamento, non elementi accessori.

Un laboratorio in evoluzione

Il fatto che questi cinque ragazzi siano i primi in Italia ad aver sostenuto l’esame secondo questo modello rappresenta un passaggio significativo.

Il progetto resta in fase di elaborazione e sviluppo, in costante confronto con i co-fiduciari regionali e nel rispetto del percorso istituzionale nazionale.

C’è ancora lavoro da fare. Ma l’esperienza del “Vulcano Buono” ha dimostrato che il modello è concreto, operativo e già capace di produrre risultati formativi evidenti.

Non una semplice dimostrazione tecnica, ma l’avvio di un percorso strutturato che nasce in Campania e guarda con ambizione a un riconoscimento sempre più ampio.

Un primo passo solido, costruito con metodo, responsabilità e visione.

 

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Ufficio Stampa FIJLKAM Campania