Otto atleti tra individuale e prova a squadre, i tecnici Antonio Ciano ed Enrico Parlati, il Direttore Tecnico Raffaele Parlati e il Direttore Sportivo Bruno D’Isanto: il contributo campano alla Nazionale azzurra.
I Mondiali di judo di Baku parlano napoletano. L’argento di Assunta Scutto e il bronzo di Gennaro Pirelli illuminano una spedizione nella quale la Campania esprime sei atleti nelle gare individuali, altri due convocati per la prova a squadre e figure di riferimento nello staff tecnico e nella direzione sportiva.
Il bilancio delle prove individuali comprende anche il settimo posto di Giovanni Esposito e gli ottavi di finale raggiunti da Antonio Esposito, Manuel Parlati e Kenny Komi Bedel. Risultati diversi, maturati attraverso confronti con alcuni dei protagonisti del judo mondiale.
Scutto apre il Mondiale con l’argento
Il 4 ottobre, nella categoria −48 kg, Assunta Scutto, portacolori delle Fiamme Gialle, ha regalato all’Italia la prima medaglia della manifestazione. Il suo percorso è cominciato con il successo sulla cinese Hui Xinran, seguito dalle vittorie sulla turca Merve Azak e sulla brasiliana Clarice Ribeiro.
In semifinale, la napoletana ha superato la russa Marina Vorobeva, conquistando l’accesso alla sfida per il titolo. Soltanto la giapponese Wakana Koga è riuscita a fermarla in finale. Un argento prezioso, che premia il ritorno di Scutto ai massimi livelli dopo un percorso di recupero affrontato insieme al tecnico campano Antonio Ciano.
Giovanni Esposito batte Heydarov e chiude settimo
Il 6 ottobre, nei −73 kg, Giovanni Esposito, atleta delle Fiamme Azzurre, ha firmato uno dei successi più significativi della presenza campana a Baku. Negli ottavi ha eliminato il padrone di casa e campione olimpico Hidayat Heydarov, costretto alla resa dal terzo shido.
Una vittoria che ha portato Giovanni ai quarti, dove il brasiliano Daniel Cargnin ne ha interrotto la corsa verso le semifinali. Nel successivo recupero è arrivata la sconfitta contro Elbaz, che ha chiuso il suo Mondiale al settimo posto. Resta il valore di un piazzamento tra i migliori otto e di un successo ottenuto contro uno degli avversari più attesi della categoria.
Antonio Esposito e Manuel Parlati, due percorsi fino agli ottavi
Il 7 ottobre, nei −81 kg, Antonio Esposito, delle Fiamme Azzurre, ha superato il portoricano Adrian Gandia e l’ucraino Mykhailo Svidrak. Agli ottavi ha affrontato il sudcoreano Lee Joonhwan: il confronto si è prolungato al golden score, dove la somma delle sanzioni ha deciso l’eliminazione dell’azzurro.
Nella stessa categoria, Manuel Parlati, delle Fiamme Oro, ha battuto per waza-ari prima il moldavo Petru Pelivan, poi il canadese François Gauthier-Drapeau, numero due del ranking mondiale e prima testa di serie del torneo. Due vittorie di spessore, soprattutto quella contro il canadese, prima dello stop agli ottavi contro lo sloveno Nace Herkovic, impostosi per ippon dopo 2 minuti e 20 secondi.
Bedel, un ippon di prestigio prima dello stop
L’8 ottobre è toccato a Kenny Komi Bedel, portacolori delle Fiamme Oro nei −90 kg. All’esordio ha superato il peruviano Yuta Galarreta, squalificato per tre shido. Nel secondo incontro il campano ha trovato una vittoria importante contro il brasiliano Guilherme Schmidt, numero cinque del ranking mondiale, chiudendo il combattimento per ippon dopo appena 61 secondi.
Agli ottavi, contro l’uzbeko Nurbek Murtozoev, è stata invece la gestione delle penalità a determinare l’esito: il terzo shido ha fermato Bedel, lasciando comunque nel suo percorso il successo netto contro un avversario di primo piano.
Pirelli reagisce e conquista il bronzo
Il 9 ottobre, nei −100 kg, Gennaro Pirelli, delle Fiamme Oro, ha completato il bilancio delle medaglie campane. Superati lo svizzero Daniel Eich, lo spagnolo Nikoloz Sherazadishvili e l’ucraino Anton Savytskiy, ha raggiunto la semifinale, dove è stato fermato dal georgiano Ilia Sulamanidze, poi campione del mondo.
Pirelli ha saputo ripartire nella finale per il bronzo: il successo sull’uzbeko Tulkinbek Turdiev gli ha consegnato il podio iridato. Al suo fianco, dalla sedia, il tecnico Enrico Parlati, protagonista insieme all’atleta di una giornata conclusa con una medaglia di grande valore.
Una scuola che porta atleti, tecnici e dirigenti ai vertici
L’impronta campana attraversa anche la guida della spedizione, con il Direttore Tecnico Raffaele Parlati e il Direttore Sportivo Bruno D’Isanto. Insieme al contributo di Antonio Ciano ed Enrico Parlati, la loro presenza racconta una scuola capace di esprimere competenze lungo tutto il percorso dell’alto livello.
Il Mondiale attende ora la prova a squadre miste dell’11 ottobre, per la quale sono convocati anche Michela Terranova, dei Carabinieri, e Kwadjo Anani, delle Fiamme Azzurre. La rappresentanza campana arriva così a otto atleti tra individuale e squadra.
Dietro questi risultati ci sono le società di provenienza, i maestri, le famiglie e il lavoro quotidiano sui tatami. Baku premia questa storia con un argento e un bronzo, ma anche con vittorie e prestazioni che confermano il contributo della Campania al judo azzurro.
Uficio stampa FIJLKAM Campania




