Domenica 12 aprile 2026 si è tenuto presso il Palazzetto dello Sport di Castel Maggiore (BO) il primo incontro del Corso Regionale Obbligatorio di Aggiornamento per Insegnanti Tecnici FIJLKAM Emilia-Romagna, edizione 2026.
Un mattino sul tatami con Monica Barbieri
Dalle 9:00 alle 13:00, una platea di Tecnici regionali si è ritrovata sul tatami del Centro Tecnico Regionale di Via Lirone 46 a Castel Maggiore per il primo appuntamento formativo del 2026. Docente d'eccezione della mattinata: il M. Monica Barbieri, figura di riferimento nel panorama tecnico nazionale del judo italiano.
Il tema del modulo — Didattica e pedagogia del Judo per l'età evolutiva — ha messo al centro dell'attenzione le categorie dei più piccoli: i bambini tra i 3 e i 5 anni e quelli tra i 6 e i 9 anni, fasce d'età fondamentali per costruire il corretto rapporto con il judo e con lo sport in generale.
Chi è Monica Barbieri: un curriculum d'eccellenza
Monica Barbieri è una delle personalità più autorevoli del judo italiano. Nata a Trieste nel 1969, si avvicina al judo nel 1976 alla corte dello storico maestro Palmiro Gaio, conquistando la cintura nera già a 14 anni.
Da atleta, ha raggiunto traguardi di assoluto livello: campionessa italiana nella categoria U61kg nel 1989 e quinta classificata ai Campionati Europei di Helsinki nello stesso anno.
Il suo percorso tecnico è altrettanto eccezionale. Nel 2016, presso il Centro Olimpico FIJLKAM di Ostia Lido, ha conseguito il diploma di Istruttore Mondiale di I livello IJF (International Judo Federation), dopo aver superato brillantemente sia le prove teoriche online sia le prove pratiche di una settimana intensa sul tatami. Monica era già Istruttore FIJLKAM dal 1998.
A livello federale, figura nell'organigramma ufficiale FIJLKAM, confermando il suo ruolo istituzionale nella formazione tecnica nazionale.
Il primo modulo: il judo per i più piccoli
Durante la lezione, il M. Barbieri ha illustrato e condiviso il suo metodo di insegnamento per le categorie giovanili, articolato sulle specificità delle due fasce d'età:
- 3–5 anni: approccio ludico, sviluppo della coordinazione motoria di base, acquisizione della consapevolezza corporea attraverso il gioco guidato sul tatami.
- 6–9 anni: introduzione progressiva ai fondamentali tecnici, costruzione delle prime competenze posturali e relazionali, consolidamento dei valori del judo (rispetto, lealtà, autocontrollo).
La docente ha proposto esercizi pratici concreti, dimostrandone l'applicazione diretta in lezione, così da fornire ai tecnici presenti strumenti immediatamente spendibili nelle proprie palestre.
La parola alla specialista
Per l’occasione abbiamo avuto l’onore di poter intervistare Monica Barbieri, andando a toccare diverse sfumature dell’insegnamento.
Maestra Barbieri, quando un bambino entra per la prima volta sul tatami, qual è il primo obiettivo che si pone come insegnante — e cosa NON bisogna mai fare in quella prima lezione?
"Il mio obiettivo quando un bambino entra in palestra per la prima volta è farlo sentire a proprio agio. L'ambiente deve risultare accogliente ed al contempo basato su regole precise e condivise. Su questi presupposti ovviamente si innesta il discorso specifico del judo, che dovrà essere percepito come divertente ed interessante. Cosa non fare? Essere noiosi e ripetitivi, non considerare le individualità e gestire il gruppo sempre allo stesso modo senza analizzarlo".
Qual è l'errore didattico più comune che vede fare agli istruttori quando lavorano con i più piccoli — quello che la fa ‘soffrire’ di più quando lo vede sul tatami?
"Due errori opposti in realtà. Essere troppo generici ed approssimativi pensare che i bambini non siano capaci di affrontare sia determinati elementi tecnici che un vero confronto. e Al contrario trattare i bambini come piccoli atleti che devono da subito performare in gara e proporre un metodo di allenamento volto a questo scopo, anche con l'inserimento precoce di tecniche e passaggi efficaci ma oggettivamente pericolosi. Va da sé che in alcuni casi le valutazioni tecniche sono soggettive, ma in altri casi a mio avviso le incongruenze sono assolutamente evidenti".
Il coinvolgimento dei genitori nel percorso judo dei bambini piccoli: risorsa o ostacolo? Come gestisce questa dinamica e cosa consiglia ai tecnici?
"I genitori sono evidentemente una risorsa. Sono loro che scelgono di portare i figli a judo e dobbiamo conquistare la loro fiducia e la loro stima. L'importante è definire bene i ruoli. In palestra è il maestro che detta le regole. Non ci devono essere dubbi nè interferenze su questo. Diamo sempre disponibilità al colloquio ed alla spiegazione naturalmente, ma non alla 'trattativa'. Le strategie per i casi particolari e/o gli eventi eccezionali vanno sicuramente condivise per ottenere effetti positivi, ma la linee guida e la gestione del gruppo non cambiano".
Lei insegna judo ai bambini dagli anni '90: cosa è cambiato nei bambini che arrivano oggi sul tatami rispetto a quelli di trent'anni fa — e quanto ha dovuto cambiare il suo metodo per stare al passo con questi cambiamenti?
"L'evoluzione è continua. Potrei a posteriori fare un'analisi, dire che i bambini hanno perso un po' di capacità di attenzione, le esperienze motorie sono sempre meno e più controllate, i genitori sono più apprensivi e protettivi, ma lascia tutto il tempo che trova e porrebbe l'accento solo su cose comunemente considerate negative. lo preferisco considerarle semplicemente 'diverse'. Il cambiamento (non il 'peggioramento') avviene gradualmente e l'insegnante ci si deve adattare anno per anno, se non addirittura giorno per giorno. Analisi continua, elaborazione di strategie, ricerca di soluzioni, tentativi ed ovviamente errori, sono anche il nostro mondo, non solo quello dei nostri allievi, piccoli o grandi che siano".
Dopo trent'anni sul tatami come insegnante, cosa la emoziona ancora — c'è un momento preciso, durante una lezione con i bambini, in cui pensa 'ecco perché lo faccio'?
"Trent'anni di insegnamento con i bimbi sono davvero un bel po', ma non me ne rendo conto appieno! Il primo giorno sembra davvero ieri e quei 'bimbi' lì li vedo ancora. II mese prossimo vado al matrimonio proprio di uno di loro. Ecco, questo è uno di quei momenti in cui sento perché lo faccio! Se parliamo delle singole lezioni un momento di particolare sintonia, una piccola crisi risolta, un ostacolo superato assieme, il giorno in cui realizzo che i miei giovani allievi sono diventati 'un gruppo' е sentono la palestra come casa loro e certo, anche un lavoro tecnico che ha dato i suoi frutti ed è diventato davvero parte di quel piccolo judoka. Potrei continuare... :)".
Se potesse dire una sola cosa a un giovane istruttore che si avvicina per la prima volta all'insegnamento del judo ai bambini, quale sarebbe il consiglio che avrebbe voluto ricevere lei quando ha iniziato?
"Continua sempre ad imparare, ad analizzare ciò che fai e a pensare come proporlo efficacemente. Dai ai tuoi allievi la maggior attenzione possibile, trattali con equilibrio, non sottovalutare né mettere su un piedistallo nessuno. Impara a superare i momenti di stanchezza, perché ci saranno. Sappi che il tuo lavoro ed i suoi effetti non si esauriscono nelle due o tre ore a settimana che passi con i tuoi allievi sul tatami".
Il Corso Regionale di Aggiornamento FIJLKAM Emilia-Romagna 2026
Questo primo incontro si inserisce nel programma del Corso Regionale Obbligatorio di Aggiornamento per Insegnanti Tecnici, organizzato dal Comitato Regionale Emilia-Romagna FIJLKAM – Settore Judo in ottemperanza alle normative federali vigenti.
Il percorso formativo 2026 prevede il raggiungimento di 12 ore annuali di aggiornamento, articolate in moduli tematici da 4 ore ciascuno, e si sviluppa nell'arco dell'anno con i seguenti appuntamenti:
- Domenica 12 aprile — Didattica e pedagogia del Judo per l'età evolutiva (Docente: Monica Barbieri) ✅
- Domenica 24 maggio — Struttura Tecnica e Metodo: il legame tra Go-Kyo e Nage no Kata (Docente: Giovanni Strazzeri)
- Domenica 13 settembre — mattina: Progettare l'attività inclusiva nel Judo (Docente: Alessandro Grande); pomeriggio: Il Codice Etico nel Judo: Ruoli, Responsabilità e Relazioni nel Contesto Agonistico (Docenti: Marco Gruppi, Laura Di Toma)
- Domenica 1 novembre — mattina: Autostima, Rispetto e Controllo: il Metodo Judo nella prevenzione del bullismo (Docente: Stefania Martino); pomeriggio: Koshi Waza in ambito agonistico: Progressioni Tecniche, Renraku e Kaeshi Waza da Competizione (Docente: Paolo Oleari)
Tutti gli incontri si tengono presso il Centro Tecnico Regionale, Via Lirone 46 – Castel Maggiore (BO). L'accredito mattutino è dalle ore 8:45, quello pomeridiano dalle 13:45. La firma della presenza è obbligatoria e durante le sessioni pratiche è richiesto il judogi bianco.
Le assenze ingiustificate vengono segnalate e possono comportare la collocazione "fuori quadro" secondo il regolamento FIJLKAM. Al termine del percorso, la Segreteria Regionale provvederà alla registrazione e certificazione delle ore di aggiornamento maturate.
A cura di Daniele Gasparri




