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Judo

Marika ed i primi 40 anni di judo, storia di amore e passione

Marika è un'amica, ma non è per questo che oggi riportiamo le sue parole. Marika descrive molto bene una storia che può essere quella di chiunque, atleta appassionato di ieri, ma anche e soprattutto di oggi che oltre i dilemmi fra studio, lavoro, passione sportiva, deve considerare anche le difficoltà determinate dalle zone gialle, arancione e rosse, dall'allenamento senza contatto e senza calendari reali e attendibili... oggi, la storia di Marika andrebbe scolpita all'ingresso delle nostre palestre per incoraggiare e per dire che non ci si ferma se nel cuore batte la vera passione...
 
"Ho appena "compiuto" 40 anni di judo e 20 di insegnamento. Seppur io sia un tecnico non conosciutissimo nella compagine nazionale ho una storia.
Provengo da una società molto piccola.
Nata e cresciuta al Judo Club Olmo che mi ha vista in tatami a sgambettare a un anno e mezzo e già a 3 anni il Maestro Carraro Gastone ha dovuto farmi entrare nel corso dei più piccoli perché ormai ero da tappezzeria lì dentro. Al torneo di Parigi compro’ una bambola che indossava un judogj, solo quello mi andava bene!, e me lo diede potendo così iniziare a fare judo con gli altri bimbi.
Mi classificai 7a e 3a alle finali nazionali da esordiente con il Maestro Carraro, che è sempre stato un padre per me.
Ma nel periodo in cui divenni cadetta purtroppo, per motivi gravi famigliari, dovetti cambiare palestra perché cambiai residenza . Fu un periodo molto travagliato il mio. Un'adolescenza piena di problemi famigliari che sicuramente mi ha impedito di esprimere un potenziale che il Maestro Carraro con grande dedizione aveva costruito .
Solo quando approdai al Judo Club Mestre, ormai era la fine del 1998, iniziai a trovare una strada . Il Maestro Pajola e la Maestra Zangoni mi hanno seguita sia dal punto di vista tecnico che atletico e non posso non citare il dott. Roberto Pajola che mi ha aiuta nella mia preparazione.Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone, persone in piedi e spazio al chiuso
Nel periodo che va dal 2001 al 2004 ho fatto ottimi risultati.
Sappiamo tutti cos’è successo nel 2001 al Judo Club Mestre .
In quegli anni non avendo sparring, perché andati in altra società, mi allenavo in molte palestre. Con la Maestra Zangoni facevo un ottimo lavoro tecnico, però per tutta la parte di combattimenti - Randori mi dovevo appoggiare a società amiche .
Opide Padova con il tecnico Albanese, Jigoro Kano Vicena con il Maestro Piccoli, Sport Team del Maestro Casellato.. e altre palestre non me ne vogliano, ringrazio tutti.
Tanti tantissimi Stage. Molti dei quali affiancata dall’insostituibile amica Maria Elena Turchet. Persona straordinaria oltre che tecnico d’eccellenza .
Questo periodo e’ stato coronato con 2 medaglie in Coppa Italia , una medaglia agli Assoluti, una medaglia agli Universitari e tanti piazzamenti importanti.
Non dimentico il mio grande allenatore Stefano Ravagnin che mi insegnò moltissimo sulla preparazione atletica e sul sollevamento pesi e che mi permise di classificarmi al primo posto ai Campionati Universitari a Caltanissetta sia nello Slancio che nello Strappo, e di classificarmi 5a Senior e
3a agli Asssoluti di Biathlon a Fiammes Cortina.
Insomma un gran lavoro.
Ho fatto tanto, tanto judo. In quel periodo non so a quanti feci da Uke. In un esame per il terzo Dan feci da Uke a 3 candidati. Uke a vari maersti nei Corsi di aggiornamento e anche al corso aspiranti ricordo che feci per 4 ore da Uke al Maestro Crema. Maestro di una tecnica straordinaria.
Ho imparato moltissimo da Uke, soprattutto l’umiltà .
Ho avuto l’onore di fare da Uke al grandissimo Maestro Gamba che è da sempre il mio idolo e che durante una presentazione ad uno dei suoi Camp a Lignano mi fece l'onore di inserire il nostro Uchi komi. Quel video me lo giro’ il mio intramontabile amico Massimo Pettena’.
Avrei molti aneddoti, storie che non riuscirei a inserire tutte in un post su Facebook.
Però una cosa rimarrà sempre nella mia memoria: la convocazione in ritiro in Nazionale dal Maestro Mariani. Ma chi se lo sarebbe mai aspettato?! Io, una sconosciuta . Di una società piccola e distrutta da una scissione. Una società che aveva solo i miei punti arrivati grazie alle mie partecipazioni ai campionati italiani.
Ricordo il mio Presidente, che stimo moltissimo, Aurora Breda una sera entra in sala. Si toglie le scarpe e viene verso di me con un foglio.
"Sei convocata in ritiro in nazionale per la selezione del torneo di Rotterdam".
Mesi prima avevo partecipato al corcorso per i Carabinieri gruppo sportivo. C’era un posto .
Ci presentammo in 4 .
Io , Mazza, Marinosci e Barbara Andolina.
Alla fine del concorso presi 6 punti in più e il telegramma che ricevetti a casa diceva: idonea ma esuberante. Passo’ Marinosci.
Credo che la convocazione del Maestro Mariani sia stata un po’ una rivincita che rimetteva un po’ a posto la delusione del concorso.
Anche la rivista Athlon del 2004 mi fece onore. Scrisse che nell’edizione di quegli Assoluti tenutosi a Torino c’era la quasi totalità delle azzurre e che una certa Vianello Marika nei 48kg aveva inanellato 4 vittorie di IPPON di fila, con tutte tecniche differenti.
L’articolo che ebbi sul giornale, sul Gazzettino, lo devo alla Spes Mestre, indignata dell'assenza di ogni riferimento al mio 3o posto ai Campionati Italiani Assoluti. E nell’ultima pagina, ma in grande, c’era la mia foto: una società di pesistica mi fece un articolo per un risultato judoistico.
Il Presidente Gallo e il mio Allenatore Stefano Ravagnin avrebbero scalato montagne per me. Avevano capito appieno la mia passione.
Fatto il ritiro con il Maestro Mariani, che conobbi finalmente di persona, mi richiamo’ ancora.
Credo sia stata quella una soddisfazione enorme per una atleta poco conosciuta e valorizzata .
Nessuno aveva chiamato per me. Nessuno si era interessato nè "raccomandato", se così si può dire, la Vianello. Ma il Dt. Della Nazionale avrà pensato: ma questa sconosciuta che sta facendo risultati perché non posso vederla?
Non posso non riconoscere questa onesta’ intellettuale oltre che sportiva .
Dovetti fare una scelta . Dovevo lavorare: o mangiavo o facevo judo ...Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone, persone in piedi e spazio al chiuso
Nel gruppo sportivo non c’era posto per me che non avevo avuto risultati altissimi perché’ non ne avevo avuto l’opportunità . Capite bene che le piccole società non hanno soldi e tempo di tatami a disposizione . Mi allenavo da sola!
Così il mio senso di responsabilità e anche per necessità famigliare dovetti andare a lavorare.
E iniziai il mio percorso di tecnico che mi ha dato moltissime soddisfazioni tra cui quella di aver conosciuto e seguito il grandissimo Maestro Tsunoda, che mi diede moltissimo sotto il profilo Judoistico e umano, invitandomi anche a casa sua in Spagna a mangiar sushi e a parlare di judo ore e ore e anche a prendere "mazzate". Per me è il più grande Judoka e Maestro che ho conosciuto.
Posto due foto di me e del Maestro Mariani. Nel 2006, già non ero più agonista, alla festa de Maestro Cappelletti insignito del 9 Dan abbiamo fatto una dimostrazione . Il Maestro avrebbe potuto scegliere un’azzurra che in quel momento era presente ma scelse ancora me che dopo ben 2 anni non ero più agonista. Ancora una sconosciuta.
Se avete avuto voglia di leggere tutta questa storia è per dire: guardiamo alla qualità .
Non tutti hanno alle spalle società blasonate. Non tutti hanno denaro per partecipare a certi tornei. Guardate l’atleta. Ci sono delle eccellenze che sono state tralasciate e messe da parte perché per motivi politici di alleanze non vengono messi in evidenza e fatti sbocciare e fiorire.
Spero vivamente che si possa avere un cambio di direzione e che tutti abbiano la possibilità di essere il nostro campione, anche il più sconosciuto .
Marika Vianello
Istruttore 5 Dan"