images/friuli_venezia_giulia/medium/Luca_Cainero_1.jpg
Judo

L’Olimpiade di Luca Cainero, coach di judo a Tokyo con San Marino

Luca Cainero, udinese classe 1973, è già arrivato a Tokyo e si appresta a vivere la sua prima Olimpiade da tecnico. Luca, infatti, dopo una brillante carriera agonistica iniziata a Udine assieme a Federico e Marco, suoi fratelli maggiori, ha percorso molta strada fino a che, nel 2009, è stato chiamato a San Marino per rilanciare il judo sanmarinese.

Luca Cainero 2Va detto che la famiglia Cainero è una grande famiglia di judoka, cresciuta da papà Bruno, recentemente scomparso, che è stato il presidente del Judo Club Libertas Udine che negli anni 80 ottenne eccellenti risultati individuali e a squadre a livello nazionale. “Almeno uno di voi tre deve andare alle Olimpiadi” disse un giorno papà Bruno ai tre giovani figli che sicuramente annuirono. E quel giorno è finalmente arrivato, Luca è a Tokyo con l’accredito di tecnico di judo per seguire il sanmarinese Paolo Persoglia, atleta che gareggerà mercoledì 28 luglio, nella categoria dei 90 kg.

“È un sogno che si avvera” ha detto Luca ricordando proprio la visione che tanti anni prima fu pronunciata da papà Bruno.

“Sono felice e fiero per essere riuscito a riportare il judo sammarinese alle Olimpiadi dopo 25 anni, l’ultima partecipazione risale infatti ad Atlanta 1996 e ci ritorniamo oggi a Tokyo con Paolo Persoglia nei 90 kg. Fu proprio con questo atleta che iniziò la mia avventura internazionale con San Marino in occasione delle prime Olimpiadi giovanili, nel 2010 a Singapore. Abbiamo continuato a lavorare sempre, incessantemente, con umiltà in tante gare e stage in giro per il mondo ed il suo percorso è stato importante dal punto di vista umano e poi sportivo, fino ad arrivare al punto di essere premiato con la qualificazione olimpica grazie ad una wild card concessa dal CIO”.

Ma cosa significa per te essere a Tokyo e vivere l’Olimpiade?

“Toccare l'olimpo partendo da via Marangoni a Udine, dove nel lontano 1978 iniziai a praticare judo con il Tenri Judo Club, e poi allo Stadio Friuli con la Libertas, non è soltanto un’emozione forte, è sicuramente un risultato importante che giunge a premiare i tanti sacrifici fatti da atleta e poi da tecnico”.

I fratelli Marco e Federico sono felici per Luca e forse, gli sono anche grati per aver coronato quel sogno. “Ciascuno di loro mi ha dato qualcosa per essere qui -ha detto ancora Luca- ed a mio papà, che sicuramente da lassù starà sorridendo soddisfatto”.