Anche la seconda giornata del Trofeo Alpe Adria, dedicata oggi alle classi U21 ha regalato grandi emozioni con cinque medaglie regionali, di cui tre ori andati al collo di altrettanti atleti dello Skorpion Pordenone (Rachele Moruzzi, Leonardo Copat e Francesco Mazzon), un argento per il Dojo Sacile (Alex Martin) e un bronzo per il DLF Yama Arashi Udine (Sara Salvadori).
Quattro gli ippon che hanno segnato la gara di Leonardo Copat nei 90 kg, marcati per lo più a suon di uchimata, su Francesco Gambuzza (Judo Ushijima), Tommaso Bellei (Team Arashi), Matteo Schiavon (A. M. Murano) e col corregionale Alex Martin (Dojo Sacile).
Sono contento di com’è andata la gara e per averla affrontata con mente aperta e tranquillità. E sono contento di come ho combattuto. Questa è sempre la prima gara dell’anno, è sempre un piacere farla e adesso si punta alle prossime!

Nella stessa categoria quattro incontri vinti da Alex Martin, che ha esordito segnando uno yuko contro Federico Cerullo (Sharin Judo), ha continuato vincendo con un ippon di morote contro Lorenzo Lo Grasso (Kumiai); uno yuko al golden score gli ha permesso di avere la meglio su Riccardo Nolli (Isao Okano), mentre un waza ari quasi a fine dell’incontro con Niccolò Tamburini (Shinsei Firenze), mentre era sotto di due yuko, lo ha portato alla finale con Copat.
Sono molto contento di questa gara, perché dopo un sacco di tempo è arrivata la prima medaglia a un grand prix! Ringrazio specialmente il mio allenatore, Valentino Piccinini e anche mio papà che fa un sacco di sacrifici per portarmi ad allenamento e venirmi a prendere.
Il secondo oro in ordine cronologico per lo Skorpion è arrivato da Francesco Mazzon nei 100 kg, dove ha dominato la categoria con quattro incontri vinti di ippon in ne waza su Diego Ballardini (Energy Mediglia), Alessandro Vallino (Team Farasse) e Giorgio Cappello (Koizumi Scicli).
Sono molto contento di questa gara, la prima nella nuova categoria sia di età che di peso. Sono molto soddisfatto di come ho combattuto: ho vinto tutti gli incontri a terra e ne sono contento perché a me piace molto la lotta a terra!
Come prima gara dell’anno fare due ori maschili è un risultato di grande livello –ha detto coach Copat-, perché è una competizione di alto profilo, per cui è motivo di orgoglio vincere in una gara di questo tipo. I due ragazzi hanno fatto un percorso simile durante la gara, perché entrambi sono arrivati a giocarsi gli incontri vincendoli per ippon, quindi direi che oltre il risultato c’è stata anche una prestazione di alto livello. Storicamente lo Skorpion è una società che ha una storia nel ne waza, cerchiamo di indirizzare i nostri atleti in quella direzione; anche perché abbiamo visto che col cambio di regolamento è importante saper combattere a terra, perché vale anche come attacco. Non serve soltanto per vincere gli incontri, ma anche tatticamente per riuscire a gestire il match e risolvere incontri che magari in piedi richiedono più fatica.

Quattro incontri vinti da Rachele Moruzzi nei 63 kg: i due match nelle fasi preliminari, vinti di yuko al golden score su Ilaria Tsurkan (Bezigrad) e di ippon su Nicole di Michele (Budo Sanremo), hanno dato a Moruzzi l’accesso alla semifinale con Reika Zambon (Cus Venezia), dove uno yuko al golden score l’ha proiettata in finale. Qui Moruzzi ha chiuso in bellezza con un ippon segnato contro Paulina Selan (Bezigrad).
Sono molto contenta di questa gara, penso di aver dato tutto quello che avevo! Sono molto felice di come ho combattuto, soprattutto perché è stata tosta, ma sono riuscita a uscirne e ne sono molto felice! Grazie anche alla squadra di supporter che mi ha dato una bella carica, li ringrazio tutti quanti!
Che dire? La Rachi delle meraviglie – scherza coach Blancuzzi- perché ogni volta ci stupisce! Di sicuro non mi posso annoiare con questa ragazza! Siamo entrati in questa categoria un po’ sulle punte dei piedi e invece poi ci fa questi exploit, vince degli incontri per nulla scontati, di livello che si può dire tranquillamente mondiale… stiamo lavorando tanto per riempire la categoria e per far bella figura, ma se iniziamo così ci sono buone speranze!

Medaglia di bronzo per Sara Salvadori nei 48 kg: la portacolori del DLF trova la chiave per risolvere il primo incontro con l’ostica Beatrice Ivaldi (Akiyama), marcando uno yuko al golden score, per poi perdere l’incontro successivo contro Chiara Cesana (Ronin Monza). Nella finale per il bronzo, Salvadori trova la spinta giusta e mette a segno l’ippon decisivo contro Francesca Nese (Dojo SDK).
Era l’ultima gara in casa e ci tenevo tantissimo. La gara non è andata del tutto come speravo, però sono felice del percorso che sto facendo, soprattutto nel primo incontro si è visto che sono migliorata tanto. Questo è solo uno step, ho altri obiettivi per quest’anno e per il futuro. Questa è solo una gara, penso alla prossima che sarà a Bassano; spero di aver imparato dagli errori che ho commesso oggi e spero di migliorare quest’anno per non commetterne più in futuro.
Il risultato che cercavamo era ovviamente un altro – precisa coach Zanette- ed era alla portata, ma mi auguro sia un buon punto di partenza per costruire, migliorare le prestazioni e continuare a crescere.
Podio sfiorato, infine, per Eleonora Fiorenza (Sport Team Udine) nei 70 kg.
La classifica società maschili U21 premia il Piemonte: al primo posto il Kumiai con 38 punti, seguito dal CRS Akiyama con 30 punti e dall’Accademia Torino con 28 punti. Speculare quella femminile, con una leggera variazione di punti: Kumiai 36, Akiyama 28, Accademia Torino 18.
La classifica generale si chiude con 74 punti per il Kumiai, che solleva alto il premio, un’opera dell’artista Erna Vukmanic; 58 punti per l’Akiyama e 46 per l’Accademia Torino, mentre la prima società regionale risulta essere lo Skorpion Pordenone con 30 punti.
Qui i risultati completi di giornata: pdf ResultsReport14 380727 Results 01 25 2026 (538 KB)
Per due tecnici corregionali, Massimo Cester per gli U18 e Gianni Maman per gli U21, è stata anche un’occasione per mettersi in gioco nell’inedito ruolo di Rappresentante degli Insegnanti Tecnici, una figura utile a mediare tra la classe dei Giudici di Gara e quella dei coach, consentendo uno svolgimento più lineare della gara.
Cester: Oggi, per la prima volta, mi sono ritrovato ad una delle più importanti e storiche gare internazionali di judo in Italia, l'Alpe Adria, in una veste inedita che mi portato a saggiare il "mondo arbitrale" come Rappresentante dei tecnici. È stata un'esperienza molto edificante e formativa perché ho potuto ricoprire il ruolo in tutta tranquillità, forte del supporto tecnico che arbitri e commissari molto preparati mi hanno dato per poter gestire le "controversie" che alcuni tecnici hanno sollevato nel corso della competizione. Ho potuto apprezzare quanto lavoro e professionalità ci siano in questa parte dell'universo dello shiai, dove esiste una grande sinergia tra le squadre che si dedicano ad arbitrare le varie aree di gara ed i commissari che instancabilmente li supportano affinché venga raggiunto un giudizio oggettivo. Certamente, rispetto a quando sul tatami ci salivo da ragazzo, oggi la tecnologia fornisce un aiuto molto importante a chi deve dare un giudizio su un'azione che dal vivo può apparire una cosa ma che può essere diversa dopo attenta analisi dei filmati. Ma tutto questo aiuto tecnologico potrebbe essere vanificato se non ci fossero giudici ed arbitri preparati, attenti ed obiettivi. Intendiamoci bene: nessuno è perfetto e anche gli arbitri sono esseri umani, ma è certo che vige un'etica ed un'obiettività che per apprezzarle bisognerebbe almeno una volta viverle da "dentro"... come ho fatto io oggi. Grazie a tutti per avermi supportato.
Maman: Ho semplicemente dato una mano a degli amici. Mi faceva piacere collaborare con lo Yama Arashi, non avendo Junior per questa edizione e quindi mi sono messo a disposizione. Devo dire che è stato molto interessante partecipare alla riunione degli arbitri e capire quanto lavoro c’è dietro a ogni gara, la sinergia che va creata e la linea comune che si sceglie di seguire. I tecnici che si sono interfacciati sono venuti a chiedere spiegazioni per capire e migliorare il lavoro in palestra, a volte rimanendo sulle proprie posizioni, quasi sempre ringraziando per i chiarimenti forniti.
L'ultima parola spetta alla forza motrice dello Yama Arashi Udine, l'inesauribile Milena Lovato: l'Alpe Adria è nato per oliare meccanismi all'interno di un gruppo di ragazzi che allora avevano quindici, vent'anni e ora ne hanno trenta in più e sono ancora qui. A parte questo valore storico, il trofeo ha mantenuto quell'intenzione e negli anni è diventato un evento, fino a essere magico. E' andato così bene che è quasi da non credere!




