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Judo

A Emanuele Di Feliciantonio il premio “Robert Danis Photo of the Year”

Ci sono persone che solitamente stanno dietro le quinte, che sai che ci sono, ma che non sempre vedi durante la competizione. Eppure a loro non sfugge nulla: sono l’occhio che testimonia e rende eterne le emozioni che caratterizzano le gare.

Emanuele Di Feliciantonio è un pilastro della fotografia judoistica. È uno di quelli che, quando guardi una sua foto, capisci subito che l’ha scattata lui. A riconoscerne la grandissima abilità e sensibilità è stata anche la giuria de L’Esprit du Judo, che lo scorso fine settimana ha conferito al nostro fotografo FIJLKAM, da anni parte integrante del team IJF, il premio “Robert Danis Photo of the Year”.

Un riconoscimento nato per onorare l’eredità del fotografo svizzero Robert Danis, per decenni figura centrale dell’immaginario internazionale del judo e stretto collaboratore della rivista, con l’intento di valorizzare uomini e donne capaci di fermare quell’istante decisivo. Ogni anno i fotografi più meritevoli vengono invitati dalla rivista a inviare un singolo scatto che racconti l’essenza del judo.

Per Emanuele, la scelta è stata immediata.

La fotografia che gli è valsa il premio è stata scattata il 14 febbraio al Baku Grand Slam, durante i sedicesimi di finale della categoria –66 kg. L’immagine mostra il tedesco Martin Setz mentre realizza uno spettacolare ippon contro il mongolo Nyamrenchin Badamragchaa.

«Questa immagine cattura un ippon che, per me, rappresenta l’armonia della tecnica, fermando l’attimo del volo. L’intensità negli occhi di Setz, insieme alla composizione, mi ha portato a selezionarla tra tutte le mie fotografie del 2025. La considero un vero riflesso del mio modo di intendere la fotografia d’azione.»

Emanuele partecipa raramente ai concorsi. Sa quanto possa essere soggettivo il rapporto di un fotografo con il proprio lavoro e quanto il judo richieda competenza: ciò che appare evidente a uno specialista può non essere immediatamente compreso da tutti. Tuttavia, per una pubblicazione che legge e rispetta da tanti anni, partecipare è stato naturale.

«In un momento in cui la stampa di qualità sta diventando sempre più rara, vincere questo concorso fotografico ha per me un valore ancora maggiore.»

Così, durante il Grand Slam di Parigi, per una volta Emanuele ha lasciato l’obiettivo per salire sotto i riflettori e ricevere questo prestigioso riconoscimento, tra gli applausi del pubblico.