L’italiano Fabio Basile non avrebbe mai immaginato che potesse esserci un momento in grado di eguagliare, nè superare, la sensazione di diventare campione olimpico.
Almeno fino al 1° novembre 2025, quando Basile e la compagna Nica hanno accolto la nascita del loro figlio, Aiden Mike. Un momento che Fabio definisce topico nella sua vita.
«L’istante in cui è nato è stato molto di più rispetto a quando ho vinto la medaglia d’oro olimpica» ha raccontato Basile in un’intervista esclusiva all’EJU. «Niente è paragonabile alla nascita di un figlio, niente. Senza sminuire il momento della finale olimpica, che è stato incredibile e non lo dimenticherò mai.»
Il nome Aiden Mike ha un significato profondamente personale. È un omaggio al fratello di Basile, scomparso prematuramente, una decisione che la coppia ha preso subito dopo la sua morte. «Ho detto a Nica che, se un giorno avessimo avuto un maschio, avrebbe portato il nome di mio fratello» ha ricordato Basile. «L’ho detto il giorno dopo che è morto.»
Basile ha rivelato che lui e Nica desideravano formare una famiglia già da oltre un anno, ma l’estremo stress fisico delle competizioni nei -66 kg rendeva tutto più difficile. «Rientrare nel peso era durissimo» ha spiegato. «Quando ho chiuso la carriera con i 66 chili ho ricominciato a mangiare normalmente e il mio testosterone è tornato al 100 per cento.»
Come è cambiata la vita di Basile da quando è padre?
Basile è il primo a riconoscere il ruolo della compagna, Nica, nel “gioco di squadra” che hanno costruito come nuovi genitori, sottolineando con un sorriso che lei «fa il 99 per cento del lavoro». Ex judoka di alto livello, Nica conosce bene le esigenze del World Judo Tour e la disciplina che richiede.
«Sono molto fortunato perché Nica fa quasi tutto» ha detto Basile. «Sa quanto è difficile restare al top e mi supporta completamente. Di notte, a volte mi sveglio quando lui piange e sono felice solo di essere lì, di baciarlo. Sono totalmente dipendente dal baciargli la testa, adoro questi momenti.»
Basile ammette anche che la paternità ha cambiato completamente le sue giornate, sia come persona sia come atleta. Il tempo che prima era dedicato ai pisolini pomeridiani, alla pizza con gli amici o a rilassarsi davanti alla TV dopo l’allenamento ora è riservato al figlio, un cambiamento che accoglie con entusiasmo.
Pur continuando a considerare la carriera nel judo come la migliore strada che potesse scegliere per sé, non nasconde la durezza di questo sport e di tutto ciò che lo circonda. Aggiunge, ridendo, che spera che un giorno Aiden Mike possa scegliere una via diversa, magari diventare medico.
Guerriero una volta, guerriero per sempre: lo sguardo verso LA28
Basile assicura che la paternità non ha attenuato la sua voglia di competere. La motivazione, dice, non gli è mai mancata.
Ricorda il momento in cui si è svegliato dopo il delicato intervento alla colonna cervicale, un’operazione lunga e complessa dopo la quale i medici lo avevano avvertito che la sua carriera poteva essere finita. Anche allora, il suo istinto è stato guardare avanti.
«Quando mi sono svegliato dall’operazione, la prima cosa che ho detto è stata che sarei tornato e che volevo andare a Los Angeles» racconta Basile. «Non mi rendevo nemmeno conto di quello che stavo dicendo. Me l’ha raccontato mia madre e ho pensato: come ho fatto a dirlo quando il medico aveva appena detto che la mia carriera era finita? Ma quando nasci guerriero, resti guerriero.»
Per Basile, questa identità resta immutata. Non è qualcosa che si possa spegnere, mai.
Si ferma un passo prima dal confermare apertamente la corsa ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028, ma ammette che il desiderio c’è. Per ora, il suo obiettivo è semplice: ricostruire e tornare al meglio.
«Non voglio dire che andrò a Los Angeles» afferma. «Voglio tornare il migliore al mondo. Voglio restare umile e allenarmi forte, in silenzio.»
L’azzurro è rientrato alle competizioni al Grand Slam di Tokyo lo scorso dicembre e di recente ha chiuso al quinto posto nella sua prima gara del 2026, il Grand Prix dell’Alta Austria, perdendo il bronzo con lo statunitense Jack Yonezuka. Basile ha espresso gratitudine al suo team e all’Esercito Italiano per il supporto.
Il prossimo appuntamento già segnato sul calendario è il Grand Slam in Kazakistan (8‑10 maggio), mentre ha in programma di sostenere i compagni Giovanni Esposito e Manuel Lombardo, che gareggiano nei -73 kg, ai Campionati Europei di Tbilisi (16‑19 aprile).
Una cosa, però, resta certa. Come ripete spesso Basile, «i re non muoiono mai». Ora, con un piccolo principe al suo fianco, chissà fin dove potrà spingersi ancora questo re.
Fonte: EJU net
Autore: Grace Goulding




