Se cercassimo una definizione per il detto "gettare il cuore oltre l'ostacolo", sotto probabilmente trovereste una foto di Odette Giuffrida.
Nella seconda giornata dei Mondiali di Baku l'azzurra ha conquistato la terza piazza del podio nei -52 kg. Dopo il brutto infortunio alla spalla rimediato al Grand Slam di Ulaanbaatar, Odette ha messo in fila tre vittorie fino alla semifinale: ha superato la brasiliana Rafaela Rodrigues per accumulo di sanzioni, poi la marocchina Soumiya Iraoui di yuko e, ai quarti, la beniamina di casa Gultaj Mammadaliyeva con un netto ippon in contrattacco sull'uchi mata dell'azera.
In semifinale è arrivato però l'imprevisto: un ko uchi gari della spagnola Ariane Toro Soler ha sorpreso la judoka romana, mandandola a contendersi il bronzo con la tedesca Mascha Ballhaus. Qui Odette ha compiuto un'altra delle sue magie: con un de ashi barai seguito a terra da uno strangolamento, l'azzurra è tornata sul podio mondiale.
E in quell'urlo liberatorio alla fine c’era davvero tutto quel fuoco che non si spegnerà mai.
"È incredibile" ha detto a caldo il coach Francesco Bruyere. "Ho finito le parole. Non è stato un periodo facile: aveva un infortunio importante alla spalla che si portava dietro dal Grand Slam di quest'estate ed è riuscita, anche grazie al nostro medico federale, a rimettersi in sesto. La conosco, aveva male ma cercava di nasconderlo e non lo diceva nemmeno a me. Ho cercato di tutelarla in tutti i modi per portarla nelle migliori condizioni possibili a questo appuntamento. Lei ci ha messo tutto il cuore e la testa che la caratterizzano, e oggi si è visto. Non è stato facile metabolizzare la semifinale persa, perché ovviamente si sentiva superiore all'avversaria, e lo era dal mio punto di vista. È stato complicato ritrovarsi, ma la conosciamo: più che ritrovarsi, si è presentata sul tatami una nuova Odette, più forte di quella vista nelle fasi eliminatorie, e ha sconfitto una delle avversarie con cui soffre di più al mondo. Oggi ha fatto un incontro superlativo e alla fine si è vista tutta la voglia che aveva di vincere, trasformata sul tatami in una splendida realtà."
Dopo il bronzo a Doha nel 2023 e l'oro nel 2024, questa è la terza medaglia iridata per Giuffrida, che finisce dritta nel suo immenso palmares.
(foto di Gabi Juan)




