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Judo

Il Grand Slam di Brasilia si chiude nel segno dell'oro di Giuffrida e l'argento di Lombardo

Si è concluso ieri il Grand Slam di Brasilia, gara del circuito IJF valida per l'accumulo punti in chiave olimpica. Due sono state le medaglie conquistate dagli azzurri all'interno della rassegna: l'oro di Odette Giuffrida nei 52 kg e l'argento di Manuel Lombardo nei 66 kg. Ad essi, inoltre, si aggiungono poi i tre quinti posti collezionati da Giovanni Esposito nei 73 kg, Christian Parlati negli 81 kg e Nicholas Mungai nei 90 kg.

Gara nefasta per il nostro Matteo Medves, invece, che non è riuscito ad andare oltre ai sedicesimi, seppur costringendo il campione Mudranov a difendersi e avendo combattuto con la stessa determinazione e grinta di sempre.

Ma andiamo per ordine. Nel primo giorno Odette ha superato Nina Estefania Esteo Linne (Esp), ha saldato un conto in sospeso con Gefen Primo (Isr), quindi Natsumi Tsunoda (Jpn) ed in finale ha costretto alla resa (shime waza) la ventenne promettente brasiliana Larissa Pimenta. Nei 66 kg Manuel Lombardo ha superato per ippon Nathan Katz (Aus) e Michel Adam (Ger), quindi ha regolato Beslan Mudranov (Rus) che, al primo turno, aveva messo fuori gioco Matteo Mevdes. Semifinale e finale, due brasiliani, vincendo con William Lima e perdendo per un wazari da Daniel Cargnin. Ha lottato duramente anche Elios Manzi che, nei 60 kg, ha prevalso al golden score con Yanislav Gerchev (Bul) cedendo poi con Felipe Kitadai (Bra), nuovamente al golden score. 

“Gara strepitosa di Odette – ha detto Francesco Bruyere - è partita un po’ emozionata, ma forse erano solo buone sensazioni. Ha proseguito sempre lucida ed efficace, specialmente nell’incontro contro la forte giapponese Natsumi Tsunoda, per concludere la finale in pochi secondi. Non smette mai di stupirci, professionista vera che vive di emozioni e ce ne regala ogni giorno. Non possiamo che ringraziarla, bravissima. Dispiaciuto invece per Manuel, perché questo secondo posto gli sta strettissimo, come gli stanno strette tutte le medaglie che non ha preso quest’anno. Deve imparare ad essere più cinico e concreto negli incontri clou, ha tutte le potenzialità per farlo, deve solo concretizzare. Detto questo è comunque la sua prima medaglia in un Grand Slam e dobbiamo fargli un grande applauso. In conclusione è stata un’ottima giornata, le promesse sono state mantenute. Oggi abbiamo preso due medaglie importanti che portano punti pesanti per la qualificazione olimpica, e speriamo che diamo fiducia a chi combatterà nei prossimi giorni. Come sempre grazie ai club, ai gruppi sportivi e tutti quelli che ci aiutano in questo difficile percorso”.

Nella seconda giornata di gare, invece sono stati Giovanni Esposito nei 73 kg e Christian Parlati negli 81 kg a mettere a segno due prove maiuscole, dove hanno affrontato e sconfitto avversari di altissimo profilo come l’ungherese Ungvari ed il russo Khalmurzaev, rispettivamente argento ed oro olimpici. Ma è stata eccezionale l’intera gara di Esposito, così come quella di Parlati. Il primo, dopo aver eliminato Miklos Ungvari, ha compiuto un vero e proprio capolavoro di determinazione e lucidità con il cinese Daga Qing. Andato sotto di wazari a 40 secondi dal termine, Giovanni ha rovesciato il risultato sullo scoccare dello 0’00” sul cronometro con un o soto gari micidiale. Il brasiliano David Lima è poi riuscito a fermare Esposito, che si è guadagnato poi la finale per il bronzo a spese del turco Bilal Ciloglu, cui ha restituito il dispiacere di 40 giorni fa, quando lo eliminò dal Mondiale in Giappone. Un’altra conferma del valore del 21enne napoletano, se mai ce ne fosse bisogno, è arrivata dalla finale per il terzo posto disputata con Soichi Hashimoto (Jpn), decisa da un wazari di sode tsuri komi goshi indubbiamente bellissimo, ma unico. Grande prova anche quella di Christian Parlati che prima ha schiantato Carlos Luz (Por), poi ha rifilato due wazari (o uchi gari e sumi gaeshi) a Victor Penalber (Bra) e ha piazzato wazari (o uchi gari) al primo minuto a Khasan Khalmurzaev (Rus), portandoselo fino in fondo con grande maestria. Il ko soto gake di Takanori Nagase, piazzato subito dopo la metà del match, ha deciso la semifinale ed un seoi nage ad una presa (wazari) di Alan Khubetsov (Rus) ha assegnato il bronzo al forte russo, ma la giornata di Christian è ugualmente da incorniciare. Antonio Esposito purtroppo, è stato eliminato da Guilherme Schimidt con un gaeshi su un seoi portato nel golden score. Nei 70 kg Alice Bellandi ha superato agevolmente Yolande Bukasa (Rot) ed è stata poi fermata dal sumi gaeshi (wazari) di Anna Bernholm (Swe). La cinese Jing Tang invece, è stata l’ostacolo che non è riuscita a superare Maria Centracchio nei 63 kg che, al golden score, è stata penalizzata con il terzo shido, mentre Edwige Gwend ha incassato wazari ed osae komi da Ketleyn Quadros (Bra). “Due finali in un Grand Slam sono un buon risultato – ha commentato sempre il coach Francesco Bruyere - ma i quinti posti fanno sempre male. I due ragazzi hanno disputato un’ottima prestazione battendo atleti di altissimo livello. Come al solito prendiamo quello che c’è stato di buono e appuntiamo gli errori su cui lavorare. Un plauso a tutto il resto della squadra che, come sempre, ha messo anima e cuore sul tatami e poi ha sostenuto i propri compagni fino alla fine. È una bella Italia”. 

Nell'ultima giornata di gare, Nicholas Mungai si è classificato al quinto posto. La gara dell'azzurro è stata eccellente, tenuto conto anche delle peripezie fisiche che ha dovuto superare negli ultimi mesi, tre le vittorie, per ippon sul cinese Xuewen Wang e sul tedesco Falk Petersilka, per wazari nel recupero con Rafael Macedo, mentre le sconfitte sono state con Nikoloz Sherazadishvili (Esp) in semifinale e con Mikail Ozerler (Tur) in finale per il bronzo. In entrambi i casi, sia con lo spagnolo campione del mondo nel 2018, che con il turco che mise al collo l’argento iridato nel 2017 per la Slovenia con il nome Mihael Zgank, Nicholas è stato sconfitto per somma di sanzioni, 3 a 1 con Sherazadishvili, 3 a 2 con Ozerler. Un elemento questo, abbastanza significativo sulla condizione di Mungai, che non è mai caduto in tutta la gara. “Sono soddisfatto al 50% - ha detto Nicholas - È difficile essere contenti se perdi una finale in un Grand Slam nel modo in cui io l'ho persa oggi. Sono cosciente che devo lavorare ancora molto, sia dal punto di vista tecnico che tattico e mentale, ne prendo atto. D'altro canto però, per la prima volta da quando mi sono infortunato a marzo, mi sono sentito bene sul tatami. Gli ultimi sei mesi sono stati abbastanza difficili e penso che un quinto posto in un Grand Slam non sia male per ripartire. La fatica non mi fa paura, per cui non resta altro da fare che ricominciare ad allenarmi sempre meglio e più forte di prima”. Una condizione ottimale l’ha dimostrata anche Matteo Marconcini, che ha messo a segno tre wazari di tomoe nage, due con lo statunitense Jayne ed un altro proprio con Ozerler, che poi ha rimontato e superato l’azzurro. “Grande gara di Nic, deciso e concreto durante tutta la giornata, – ha detto coach Francesco Bruyere - purtroppo si è lasciato sfuggire la medaglia che aveva per metà in tasca. Comunque punti importanti e un’ottima prestazione, in cui si evidenzia il fatto che ha recuperato egregiamente il brutto infortunio che lo aveva condizionato per qualche mese. Complimenti a lui. Qualche giorno di meritato riposo per tutta la squadra è poi incominciamo il raduno con obiettivo Abu Dhabi”. Una nota su Teddy Riner che, nel centellinare le gare, ha scelto proprio Brasilia per la seconda dell’anno. Ha vinto e ha sofferto molto nel match di apertura con Kageura (Jpn) durato 10 minuti, ma ha recuperato con una finale-lampo con il brasiliano David Moura, venti secondi per un ippon in o soto gari maki komi.