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Judo

SELFONI, IL TRUCCO DELLE FOTO E “PARLA COME MANGI”: IL WINTER CAMP SI E’ CHIUSO COL BOTTO!

Eccoci qui come promesso… non sono sparita! In ritardo come sempre (per fortuna non così in ritardo come per la pubblicazione dei pagelloni di ottobre…), ritorno online, a questo punto, per farvi vivere da vicino i restanti tre giorni di Winter Camp!

Lo stage si è concluso ormai da qualche oretta, ho pranzato come sempre in questi giorni ingozzandomi come un tacchino (sperando di non fare la sua fine…!), per poi ritornare presto operativa: c’è da scrivere questo articolo e poi alle 14.30 mi hanno incredibilmente riaffidato un altro transfer. Stavolta si va in aereoporto, Milena si è assicurata che con me venga qualcun altro, lei dice perché così non mi annoio, io credo perché ha paura che faccio altri danni, anche se temo finirà che le mie compagne di viaggio mi serviranno soltanto per sdrammatizzare eventuali situazioni poco piacevoli o, ancora peggio, un’eventuale dispersione in terra veneta. Si sono fatte avanti Michelle e Serena, una perché non ha voglia di smontare i tatami, l’altra perché diciamo gli sta “simpatico” uno dei passeggeri (n.d.r. i nomi li ho messi in ordine casuale per tutelare la loro privacy”.

Che dire di quest’edizione? La prima cosa che mi passa per la mente è che è stata un’edizione “col botto”, in tutti i sensi!

“Col botto” o meglio “con le botte” di chi, spazientito per il troppo casino alle 2 di notte, ha ripetutamente percosso il muro che lo divideva dalla stanza 245 fino a rischiare di tirarlo giù. Ci tenevo a dire, a nome delle casiniste, che si scusano per i troppi schiamazzi e promettono di non farlo mai più, a patto che possano venire nuovamente allo scoperto senza più doversi nascondere per paura di ritorsioni.

“Col botto” perché qualcuno il secondo giorno l’ha fatto veramente, stampandosi letteralmente su una balaustra in vetro di quelle che si affacciano sul tatami e scheggiandolo in parte. Ovviamente, come spesso accade, il tempismo ha fatto sì che succedesse nel momento meno opportuno, poco prima della presentazione dei docenti. Tatami invaso da piccole mini schegge, che ci costringono a cercare in tempi rapidi un’aspirapolvere in giro per il Bella Italia Village. Partito l’input, la “macchina Yama Arashi” si è attivata, forse fin troppo bene… Fatto sta che lui lo dice a me, che io lo dico a te, che poi, non sapendo a chi rivolgerti, lo dici alla cameriera del bar, che ti dà il numero della responsabile dell’impianto, che chiama la donna delle pulizie, che chiama la reception, che richiama la responsabile dell’impianto, che richiama te, che… al mercato mio padreeee comprooooò!

“Col botto” perché, risolto questo problema, se ne sovrappone subito un altro: non si capisce il perché non funziona il videoproiettore con la presentazione ufficiale video dei docenti. Mica ci sentiamo sotto pressione no, sono solo 700 persone sul tatami che ci fissano, con Ezio Gamba in agguato a sorvegliare, che chissà, magari si spazientisce per il tempo perso (mai successo per l’amor di Dio, ma …. non si sa mai, ha delle conoscenze mooooolto in alto quindi meglio tenerselo amico!). Mentre comincia a crearsi del panico io per un attimo penso di intrattenere il pubblico al microfono, ma poi intuisco che non tutti capiscono la mia particolare simpatia e quindi preferisco nascondermi dietro un obiettivo a fare finta di lavorare. Per la cronaca poi anche questo inghippo è stato risolto e la cerimonia è stata da brividi, una vera FI-GA-TA!

“Col botto” perché per la prima volta ci si è pure infortunato un docente, il tutto ovviamente è stato ripreso da un video che è finito erroneamente online ed è pure diventato virale … almeno il sacrificio della sua coscia è servito a qualcosa! I più maligni hanno subito pensato che la persona in questione “non avesse più l’età per fare certe cose”, io ho pensato piuttosto che, semplicemente, è vero quello che si dice, IL JUDO NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE!

Cos’altro raccontarvi?

In questi giorni infiniti trascorsi a fotografare sul tatami (a proposito, se non lo avete già fatto andatevi a guardare la gallery sulla pagina FB Yama Arashi… non ve ne pentirete!), oltre a tanti complimenti, mi son sentita dare del “lei” per ben 11 volte e in altri 2 casi addirittura della “signora”. Ecco, volevo solo informare tutti quelli che l’hanno fatto che ho solo 28 anni, che però normalmente me ne danno 20, e che se vogliono le foto per punizione dovranno pagarle 5€ l’una. Tra l’altro poi, a dirla tutta, volevo confessarvi che la magia delle foto pubblicate non sta tanto in chi di noi le ha scattate, quanto nella reflex di Erika: penso che abbia qualche trucco perché a riguardarle sembrate tutti “come i veri”.

E poi volevo anche svelarvi un segreto: tutti i selfie che mi avete visto fare e avete fatto insieme a me con il “sorrisone” che mi contraddistingue mi serviranno per cercare sponsorizzazioni da qualche industria di dentifrici.

Potrei raccontarvi poi che mentre andavo ad accompagnare Andrea Regis nella sala interviste, scambiando qualche parola con lui sulle tempistiche della sua permanenza mi ha risposto: “rientro già domani, ho una certa età ormai, son vecchio per fare queste cose e tutti questi allenamenti…”. Andrea è classe ’91 come me e dice le stesse cose che dico anche io quando mi chiedono come va con judo, solo che a me nessuno mi crede. Buuuuh, fischiiiiii!

So che in tanti ve lo state chiedendo: per chi avesse aperto l’articolo soltanto per sapere com’è andata a finire con la mia pseudo nuova “fiamma”… niente, diciamo che, come si dice, siamo rimasti solo amici! Le mie difficoltà linguistiche, la troppa concorrenza “rosa” causa la sua bellezza e tutta una serie di piccole cose han fatto sì che niente, finirà nel cassetto dei sogni impossibili. Lui sospetto si sia accorto del mio troppo pressing, da Ezio avevo avuto già un avvertimento sulla difficoltà dell’impresa, ma credo che tutto sia finito in cavalleria nel momento in cui gli è scomparsa la cintura e tutti hanno pensato che fossi stata io. Giuro che non l’ho fatto, ma mi avete dato una bella idea per il futuro!

E per chiudere… buoni propositi per la prossima edizione?

Sicuramente rispolverare il mio inglese. Ci ho provato a farmi capire, a gesti e nella mia diciamo “lingua speciale”, simile ad un inglese maccheronico, ma ho il sospetto che qualcuno abbia pensato che sono fuori! Meno male che l’unica volta che ho intivato qualche parola l’ho fatta con la persona giusta, sono riuscita a mediare tra niente meno che l’olimpionico Khalmurzaev e il cameriere, che al suo “cheeeeese” rispondeva mettendosi in posa con il sorriso anzichè servirgli la mozzarella. Imparare meglio le usanze degli stranieri. Ho rischiato almeno in tre occasioni diciamo spiacevoli incidenti diplomatici, scambiando i soliti baci di saluto iniziandoli dal lato sbagliato.

Sono le 19.37 e finalmente ce l’ho fatta: tutti salvi in aeroporto, io a casa e articolo finito. Se avevate ancora qualche riserva sul perché il Winter Camp è SPECIALE o sull’esserci o meno il prossimo anno spero di avervi convinto! E sennò… non sapete cosa vi perdete!

#LABELVA