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Judo

Cala il sipario sul Winter Camp di Lignano e si riaccende la stagione del judo

Anche per quest’anno il Winter Camp di Lignano ha chiuso i battenti, con un bilancio assolutamente positivo in termini numerici e di riscontro dei partecipanti (1270 per 18 Nazioni rappresentate). Un motore potente che lavora a beneficio di tutta la Regione FVG e del movimento judo, costituendo un appuntamento di spessore nel panorama internazionale.

Abbiamo chiesto ad alcuni dei tecnici di raccontarci che cosa si portano a casa da quest’edizione e che cosa l’ha resa speciale.

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Sami Chouchi: L’atmosfera. E la collaborazione. E il buon cibo! E i fantastici incontri: ho conosciuto un sacco di belle persone, buoni coach, tutti felici di lavorare insieme. E sono felice che non ci siano praticamente stati infortuni. Ritengo che questo sia un ottimo camp prima di andare a Mittersill e per cominciare l’anno dopo le festività, tornando ad allenarsi al meglio. Conto di tornare l’anno prossimo!

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Robert Msvidobadze: Vengo qui da cinque anni e ho sempre vissuto da atleta bellissime esperienze, ho sempre trovato ottimi sparring con cui confrontarmi e un’atmosfera molto buona. Quest’anno, in veste di responsabile di team, ho avvertito la responsabilità di gestire situazioni di vario tipo che, inevitabilmente, uno stage di questo livello porta con sé e ho potuto mettermi alla prova. Del resto, con Ezio si fanno sempre esperienze nuove e stimolanti e questo è il bello!

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Telma Monteiro: Per me è stata un’ottima occasione non soltanto per insegnare, ma anche per imparare da un punto di vista organizzativo, constatare come sia importante mantenere una buona energia e buone vibrazioni per fare andare bene le cose. Qui ho trovato le cose basilari per far funzionare un camp: lavoro di gruppo e lo spirito adatto, cose che rendono questo stage davvero speciale e molto professionale.

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Cedric Taymans: Ho trovato questo camp davvero formidabile! Ezio Gamba è un grande maestro, non c’è bisogno che lo sottolinei… ciò che mi è piaciuto davvero è stato il livello degli atleti: era davvero alto, soprattutto per quanto riguarda gli atleti italiani.

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Lasciamo l’ultima parola a Milena Lovato, Direttore Tecnico dello Yama Arashi Udine che organizza lo stage, ma che in questa sede rilascia un commento in qualità di componente dello staff operativo del CR: Avere un camp che è una solida garanzia da anni, e’ un vantaggio per tutto il movimento FVG. Presenti la quasi totalità dei club che si occupano di agonismo, 16 club su 35 affiliati. Ottima la risposta dei ragazzi del ctr. Sono stati individuati in base a 5 appuntamenti di allenamento collegiale e risultati minimi, 27 ragazzi che si sono allenati con il massimo Impegno.