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Judo

Il potere della condivisione: 153 piccoli judoka allo Stage Giovanissimi

Il palazzetto è vuoto nel pomeriggio di oggi, domenica 9 giugno. Sembra quasi debba prendersi un attimo di pausa dopo un giorno e mezzo di sorrisi, emozioni, giochi, judo e una bella compagnia. Lo stage giovanissimi si è appena concluso, ma l'atmosfera è ancora carica e la calma della struttura serve forse a lasciare che tutto possa sedimentarsi e crescere nel migliore dei modi.

153 bambini, 13 tecnici FVG: questi sono i numeri in definitiva per questa edizione, che lascia la società organizzatrice del Fenati con una immensa soddisfazione. Qualcosa di dovuto non solo al programma judoistico e alle attività proposte, ma quanto a ciò che questi giovani atleti portano a casa, dentro i loro borsoni, grazie a questa esperienze. 

Si parla di qualcosa che non si può cucire sul judogi o su una cintura, ma che si può appendere ad un vestito ben più intimo, quale lo spirito; si parla della bellezza della condivisione di esperienze. "Mi sono divertito tanto", "E' bellissimo", "Sono felicissimo", sono i commenti che rieccheggiavano forti tra i ragazzi. Sono momenti di scambi, dove, come molti ci hanno raccontato, hanno avuto non solo di provare tecniche nuove, ma anche di conoscere altri judoka come loro che non avrebbero incontrato in altre occasioni. 

Ma se questa era la visione dei piccoli judoka, è anche negli occhi degli adulti che si può leggere lo stesso entusiasmo, come Patrizia Nicolettis che con un sorriso commenta: "Bellissimo, stupendo!"

E' una soddisfazione grande per il comitato regionale, per l'affluenza memorabile dovuta alla risposta delle società che hanno posto fiducia nel progetto.

E se dovessimo descrivere in qualche modo ciò che si respira in occasioni così, forse basta pensare a quel momento poco prima che tutto si concluda, poco prima di quel silenzio che qualche ora dopo regnava nel palazzetto, con le parole di Gianni Maman, mentre tutti insieme, insegnanti e allievi, raccolgono e sistemano i tatami: "E' quasi finita, manca ancora poco. Guarda come ci danno una mano, è incredibile!"