La capitale giapponese ha ospitato lo scorso fine settimana l'ultima tappa del circuito WKF valevole per il ranking per Tokyo 2020.
Per gli italiani del kata in gara, la prova giapponese ha lasciato l'amaro in bocca dove il risultato migliore è stato quello di Viviana Bottaro 5° nel kata femminile.
Oltre alla vice campionessa europea c'erano in gara anche Sara Soldano, Michela Pezzetti e Serena Bonucelli che sono uscite al primo turno, mentre Carola Casare, Terryana D'Onofrio e Sara Battaglia non sono riuscite a superare il secondo turno.
Nella compagine maschile, invece, nessuno tra gli atleti italiani è riuscito a superare il primo turno.
Mattia Busato si è scotrato con Uemura Takuya, uscendo con un 5:0 netto in favore del giapponese; Alessandro Iodice ha perso con un punteggio 3:2 con lo statunitense Tozaki Gakuji e Gianluca Gallo si è scontrato con il vice campione del mondo cadetti 2017 Yuta Hibi cedendo il passo per 3:2.
In ultimo, ha preso parte alla competizione Alessio Ghinami, il karateka in forze all'Atletic Karate di Azzano, partito da solo alla volta di Tokyo insieme alla madre Julie. Una prova non fortunata nemmeno per questo giovane talento che al primo incontro si è dovuto arrendere al bronzo PanAmericano Joseph Martinez con un punteggio di 4:1.
"Tokyo è stata un’esperienza di grande crescita poiché sono stato a stretto contatto con atleti di altissimo livello, che mi hanno ulteriormente stimolato. - racconta Alessio - Purtroppo la tensione della gara mi ha giocato un brutto scherzo facendomi perdere l’equilibrio alla fine del kata e perciò perdere 4-1 contro un atleta americano, il quale nel turno successivo perde con il campione del mondo a squadre 2012, eliminando così la mia possibilità di essere ripescato. Ora sono tornato a casa pronto per affrontare un periodo di allenamento in previsione di future gare. "
Le uniche medaglie arrivate nel kata sono stati i due bronzi nella gara a squadre: il team femminile, composto da Sara Battaglia, Michela Pezzetti e Terryana D’Onofrio, ha conquistato la terza piazza vincendo nettamente per 5-0 sulla formazione giapponse della Keio University, così come il team maschile, composto da Alessandro Iodice, Giuseppe Panagia e Gianluca Gallo, ha superato la Shinkogauken High School giapponese sempre per 5-0.
Tre medaglie, invece, sono arrivate dagli azzurri del kumite: un oro e cinque bronzi.
Di particolare rilievo è stato il ritorno sul tatami di Luigi Busà che ha dominato i -75kg contrapponendosi al giapponese Yuta Mori in finale e vincendo l'oro grazie ad un uramawashi spettacolare al viso.
A questo primo posto di aggiungono poi cinque terzi, a cominciare da Mattia Pampaloni che conquista nei 60 kg un bronzo degno di nota contro il brasiliano campione del mondo Douglas Brose. A lui seguono a ruota Clio Ferracuti che nei +68kg si impone in finale sulla bulgara Aleksandra Stubleva e Silvia Semeraro nei -68kg che porta a casa la terza piazza dominando la statunitense Cheryl Murphy.
Al termine della competizione sono stati premiati anche i Grand Winner del circuito Premier League 2018 con Sara Cardin dominatrice della categoria -55 kg.




