Una vittoria costruita con forza, tecnica, resilienza e mentalità: il judoka romano trionfa nella prima edizione italiana del format Netflix.
Dal tatami all’arena di Physical Italia: da 100 a 1, Emanuele Bruno ha portato con sé ciò che il judo gli ha insegnato in una vita di allenamenti e competizioni: disciplina, controllo, capacità di rialzarsi e, soprattutto, la volontà di non arrendersi mai.
Il judoka romano è il primo vincitore di Physical Italia: da 100 a 1, la competizione che ha messo alla prova 100 atleti attraverso prove di forza, resistenza, agilità e strategia.
Una vittoria arrivata al termine di un percorso tutt'altro che semplice.
Bruno era stato inizialmente escluso dalla propria squadra, rischiando di lasciare la competizione. Ma proprio da quella difficoltà è partita la sua rimonta: scelto come leader di una nuova squadra formata dagli atleti rimasti fuori dai rispettivi gruppi, ha guidato il quartetto alla vittoria nella prova della corsa dei carri, conquistando così l'accesso alla fase successiva.
Nel percorso individuale Emanuele ha poi superato una delle prove più dure della competizione, quella della sospensione sopra la piscina, arrivando tra i sei concorrenti ancora in gara.
La semifinale gli ha regalato un altro momento decisivo. Dopo che Tommaso Nisi aveva conquistato il primo posto per la finale, Emanuele si è giocato l'ultimo pass disponibile contro Matteo Sartori nella prova a eliminazione diretta delle trazioni. Una sfida senza appello che il judoka è riuscito a vincere, guadagnandosi il posto nella finalissima.
Ad attenderlo c'era Tommaso Nisi, vigile del fuoco e atleta di grande preparazione fisica.
La prova conclusiva ha messo Emanuele e Nisi uno di fronte all'altro in una sfida di forza e resistenza. I due concorrenti, posizionati ai lati di una struttura mobile sopra un acquedotto, dovevano spingere progressivamente l'avversario verso il bordo.
Una battaglia estenuante, durata quasi due ore, nella quale nessuno dei due ha voluto cedere.
Emanuele Bruno ha progressivamente conquistato terreno fino a riuscire nell'impresa: superare Nisi e diventare il campione della prima edizione italiana di Physical Italia: da 100 a 1.
Per Emanuele Bruno arriva così anche il premio finale di 100.000 euro.
La vittoria di Emanuele Bruno rappresenta un risultato importante anche per il movimento judo del Lazio.
Romano, classe 1992, Emanuele ha iniziato a praticare judo a soli cinque anni, seguendo le orme della madre Sabrina Giungi e della zia Alessandra Giungi. Nel corso della sua carriera ha conquistato due titoli italiani di categoria, la medaglia d'argento ai Campionati Europei Under 23 di Samokov nel 2013 e diverse medaglie nel circuito internazionale.
Il suo percorso in Physical Italia ha dimostrato ancora una volta come i valori costruiti sul tatami possano accompagnare un atleta anche lontano dalla gara tradizionale.
Cadere, rialzarsi, affrontare l'avversario con rispetto, rimanere lucidi sotto pressione e continuare a lottare fino all'ultimo secondo: sono valori profondamente legati alla cultura del judo e che Emanuele Bruno ha saputo portare fino alla vittoria.
Il Comitato Regionale Lazio Judo si congratula con Emanuele Bruno per questo prestigioso risultato, che porta ancora una volta il nome del judo laziale davanti a un pubblico vastissimo.
Complimenti Emanuele!
Il Presidente
Fijlkam Lazio Judo
Gianluca Ricciotti




