Il PalaPrometeo Estra di Ancona ha vissuto una giornata che il judo marchigiano ricorderà a lungo. La Finale A1 del Campionato Italiano Cadetti ha portato in città il meglio del movimento nazionale, trasformando l’appuntamento in un banco di prova importante sia sul piano agonistico sia su quello organizzativo.
Sul tatami le Marche hanno brillato. Nella categoria più affollata, i 66 kg, Luca D’Andreis del Judo Club Sakura Osimo ha costruito una gara impeccabile, vincendo tutti gli incontri e conquistando un titolo italiano che pesa doppio, per il valore della categoria e per il contesto casalingo. Nella stessa categoria è arrivato anche il bronzo di Mattia Costantini, che ha completato una giornata straordinaria per la società osimana.
Non è stato da meno Filippo Canter dell’Accademia Judo Fano, che negli 81 kg ha imposto il proprio ritmo fin dal primo incontro, chiudendo la giornata con la medaglia d’oro al collo. A completare il quadro dei risultati marchigiani è arrivato il quinto posto di Diego Mori della Polisportiva Senigallia nei 90 kg.
La soddisfazione per i risultati è stata condivisa anche dal presidente del Comitato Regionale Marche, Marco Masi, presente per l’intera durata della manifestazione. Masi si è congratulato personalmente con gli atleti medagliati, sottolineando il valore del lavoro svolto dalle loro società e l’importanza di vedere i giovani marchigiani protagonisti in una competizione così prestigiosa.
Ma la giornata non è stata solo un successo sportivo. L’organizzazione ha ricevuto apprezzamenti unanimi da parte delle istituzioni presenti: il presidente del CONI Marche Fabio Luna, il presidente federale Giovanni Morsiani, la consigliera Motta e numerosi componenti delle commissioni tecniche federali hanno sottolineato la qualità dell’evento e la capacità organizzativa della Judo Club Camerano di ospitare una finale nazionale con professionalità e cura dei dettagli.
Soddisfatto anche l’assessore allo sport e vicesindaco di Ancona, Giovanni Zinni, che ha evidenziato la grande partecipazione di atleti, tecnici e accompagnatori. Per molti di loro la gara è stata anche un’occasione per scoprire la città, in un anno in cui Ancona inizia a proporsi come una delle prime vetrine verso il percorso che la porterà a essere Capitale Italiana della Cultura 2028.




