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Judo

Winter Camp day 3 – le frasi addosso

Terzo giorno di Winter Camp. Tutti ormai sembrano aver preso il ritmo dello stage: il lavoro procede alacremente sul tatami e si fa judo col sorriso sulle labbra. Ai tecnici che anche quest’oggi affollano il Palazzetto di Lignano all'EFA Village chiediamo qual è quella frase che ti è rimasta addosso, influenzando e guidando il tuo percorso judoistico?

A risponderci per prima è Emanuela Pierantozzi, non proprio con una frase, ma con una parola che racchiude tutto: “Judo”! Saper cedere. Il vero percorso è proprio imparare a conoscerci, quindi accettare e individuare la strada migliore per poter trovare la via, per se stessi, la propria realizzazione e quindi il “qui e adesso” per poter apprezzare quello che stai facendo. Sennò sei troppo proiettato sul risultato. Invece ciò che conta è il percorso. È questo che ho imparato nella mia carriera. Il percorso verso Sydney è stato così bello e così ricco che comunque fosse andata, il risultato mi avrebbe soddisfatto, perché mi ero impegnata a vivere bene proprio il percorso di per sé. E poi il risultato è arrivato. E quindi la capacità di vivere il presente, che il judo ti permette di poter perseguire. Non è scontato, bisogna saperlo ricercare, ma è possibile. All’inizio della mia carriera mi sono lasciata un po’ condizionare da varie cose, perché ero molto giovane e alla ricerca di una guida. Poi, per fortuna, si scopre che bisogna ascoltare se stessi, trovare il proprio centro e serve tempo. È questo ciò che dico ai miei studenti, che dovranno essere bravi allenatori che daranno tempo ai propri allievi nel trovare la propria strada.

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Giorgio Vismara:Non ce la puoi fare”! Però mi ha fatto bene, perché ho dimostrato il contrario. Avevo 17, 18 anni… ripensandoci, è una cosa che mi aveva colpito e dato motivazione. Mi aveva anche ferito, certo, ma aiutato. Bisogna sempre vedere come l’individuo reagisce a una frase del genere!

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Go Tsunoda: Posso dire quello che io ho realizzato nel tempo e mi sento di dire agli altri? “Non farti illusioni, rimani concreto”. Le persone pensano troppo e fantasticano su ciò che potrebbe essere. Ma il passato è andato, era ieri; il futuro non lo conosciamo. L’importante è ora, cosa posso fare oggi: come posso concretizzare nel presente le mie ambizioni, le mie speranze, i miei sogni. È fondamentale analizzare prima di agire, lasciando da parte emozioni, illusioni, mantenendo la mente lucida, focalizzando i passi da fare e mettendoli in pratica. E prima si inizia a ragionare in quest’ottica, meglio è. Per i giovani che anche in questi giorni si trovano al camp, il mio consiglio è: volete diventare campioni, volete essere famosi? Lavorate, fate, costruite. E metteteci passione, tutta quella che vi brucia dentro, fatela diventare benzina per i vostri sogni.

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