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Judo

Il respiro del Budokwai in Italia: a tu per tu con Kohta Nishizono

Nato nella Prefettura di Kanagawa, a circa 60 km da Tokyo, 28 anni fa, Kohta Nishizono è una persona che trasuda gentilezza e cordialità. All’apparenza schivo, si lascia andare sul tatami quando insegna ai bambini, con pazienza e passione.

Sei uno stimato coach presso la Budokwai di Londra, primo club di judo aperto in Europa, nel 1918. Qual è il tuo ricordo più vivido, come insegnante, fino a questo momento?

Forse la lezione di oggi! [ride] Non ero mai stato in questa parte d’Italia e mi piace moltissimo! Il cibo, il caffè che adoro, la gente così accogliente e gentile, anche i bambini, tutti molto educati.

Come allievo, invece, qual è il coach che ricordi con maggior gratitudine?

Un insegnante che ho avuto quando andavo alle scuole medie: una persona eccezionale, mi ha insegnato tutto, il judo, la disciplina, il rispetto, tutto ciò che è importante.

Quali sono al momento le tre cose più importanti della tua vita?

Non mi viene da fare classifiche. In questo momento mi sento felice di avere delle persone alle quali tengo e ciò che voglio è ricambiare questa fortuna cercando di rendere felici le persone che sono intorno a me.

Piancavallo (PN) - 02/04/2026 - SKORPION STAGE 2026 - Foto Elia Falaschi © 2026 - https://www.eliafalaschi.it - https://www.skorpionpn.com

Di che cosa ha bisogno il judo oggi?

Il judo è un ottimo sport, ma non è popolare come il calcio o altri sport di palla. Ciò che dovremmo fare è incrementare la popolazione di judoka, allargare la base, cosa non facile, perché non porta ad avere molti soldi. Credo che se si iniziasse a praticare judo già da giovani, nelle scuole, in maniera sistematica, alcune cose cambierebbero. Però devo dire che il judo europeo, francese e italiano in particolare, mi ha sorpreso, perché in questi Paesi è molto più popolare di quanto mi aspettassi e il livello tecnico è molto buono.

 Che cosa significa per te insegnare judo?

Quando insegno sento che sto aiutando le vite dei giovani e imparo molto da loro in cambio: insegnare judo ha aiutato molto la mia vita, spero di riuscire a far sì che per tanti altri questo percorso sportivo ed educativo sia un riferimento e un sostegno.

Che cosa saresti diventato se non avessi intrapreso la carriera di insegnante di judo?

Non lo so! Quand’ero un ragazzino sognavo di partecipare alle Olimpiadi… perlomeno ora insegno ed è la cosa che amo di più al mondo!

Hai altri hobby oltre al judo?

Non esattamente… amo bere caffè, per cui mi piace, quando ho tempo libero, girare per la città, cercare una buona caffetteria, bere i differenti tipi di caffè…

Qual è la cosa più interessante che hai visto allo Skorpion Stage finora?

La passione degli atleti: il modo in cui si sforzano di imparare da me e dagli altri coach. Mi auguro che si godano questo camp al massimo!