Eravamo seduti al tavolo della mensa del Villaggio Accademia di Cesenatico nei primissimi giorni di quest'anno e Adalberto mi parlò di un idea che da qualche tempo gli balenava in testa. "Sai Maurizio che dopo aver dedicato un bel po' di tempo al gioco della lotta ed essendo vicino al compimento dei miei primi 27 anni d'età, mi piacerebbe togliermi la soddisfazione di partecipare ad un grande torneo internazionale". "Vai avanti, che il discorso mi interessa". Gli risposi. "Certo che per disputare un Campionato Europeo dovrei vincere il titolo Assoluto fra una ventina di giorni, ma se non riuscissi nell'impresa, potrei provare a giocarmi un'altra carta....". Lo guardai con fare interrogativo, nello stesso tempo chiesi delle delucidazioni. "E quale sarebbe il piano B?". I suoi occhi scurissimi si illiuminarono alla mia domanda, ed in quel momento venne a galla un lato del carattere di Adalberto che mai avrei sospettato potesse avere.
"Tu sai che sono nato in Bolivia, ma forse non conosci che detengo anche il passaporto di quel paese. Se non ce la facessi in Italia, potrei sempre provare con la mia patria natia ed andare a giocarmi i Panamericani". Incredibile ma vero. Quel ragazzo taciturno, all'apparenza quasi ombroso, si lanciava in un progetto che lo avrebbe addirittura portato a gareggiare al di la dell'oceano. Tutto ciò per la passione sconfinata verso lo sport che alcuni anni prima aveva intrapreso nella palestra del Kokoro Dai di Cairate. "Certo" Gli risposi. "Quella della Bolivia potrebbe essere una buona carta per portare a compimento il tuo progetto, ma secondo me hai qualche possibilità anche nel paese che ti ha accolto quando ancora eri un bimbo". I suoi occhi si fecero speranzosi e nel medesimo tempo colmi di incertezze. "Per poter ambire al massimo del risultato ai Campionati Assoluti di fine gennaio, devo necessariamente gareggiare nella categoria al limite dei 55 chilogrammi della greco-romana, ed in questo momento ne ho ancora 5 da perdere". In effetti la prova era ardua, ma non impossibile, quindi mi sentii di consigliarlo a tener duro e tentare. "Mancano tre settimane all'evento, di tempo ne hai a sufficienza, e per quanto ti conosco; la determinazione non ti manca". Ci alzammo dal tavolo. Io con la pancia piena, lui un po' meno, perchè già aveva iniziato da qualche giorno le operazioni per il calo del peso. Chiudemmo li la conversazione dandoci l'appuntamento ad Ostia per domenica 25 gennaio al Palapellicone: quel giorno ci sarebbero stati i Campionati Italiani Assoluti 2026 di lotta greco-romana.
Erano le 7:00 della domenica mattina quando arrivai nella palestra di riscaldamento del PalaPellicone. Adalberto era li assieme al suo allenatore Francesco Placenti e ad al suo papà. Aveva fatto da pochissimo una prova del peso e doveva scendere ancora di qualche centinaio di grammi. Già dal pomeriggio di sabato, dopo essersi sorbito un viaggio di sette ore in auto, si era lanciato in un allenamento stressantissimo nel tentativo di togliere qualche grammo da quel corpo che ormai faceva sempre più fatica a reagire. Correva tutto attorno i tappeti di lotta, completamente coperto da capo a piedi, ma ogni volta che andava a spogliarsi mettendosi il costumino regolare per la prova del peso, quella maledetta bilancia gli negava la gioia di vedere segnata sul display la fatidica cifra: 55,00. Mancavano 150, poi 100, e infine 50 grammi per poter cantare vittoria. Il tempo stringeva, mancava si è no un minuto alla chiusura della prova peso. Un ultimo massaggio per togliere ancora una manciata di grammi, poi Adalberto rimise nuovamente il costumino da gara e con le ultime energie rimaste si avvicinò all'odioso macchinario che avrebbe decretato la effettiva possibilità di partecipazione ai Campionati Italiani Assoluti nella categoria prescelta.
"Buono 55! Peso chiuso!" La dichiarazione del presidente di giuria rimbombò nella sala oramai vuota. Il volto di Adalberto si riempì di gioia. Da li ad un un'ora e mezza, sarebbe sceso sul tappeto per giocare alla lotta.
Girone nordico con quattro atleti dove tutti quanti si incontrano vicendevolmente. Al primo match Adalberto è ancora in trance dopo la fatica immane per raggiungere il peso e perde con il bravo e giovanissimo barese Andrea De Rosalia. Quando tutto sembra essere perduto, viene fuori la prova di carattere del ragazzo di Varese che non si perde d'animo perchè sa di avere ancora una chance. Nel confronto con il siciliano Giuseppe Giangreco, suo vecchio avversario in altre battaglie, tira fuori le unghie e lo batte nettamente mettendolo in schiena in 2 minuti e 34 secondi. In contemporanea, nell'altro tappeto di gara, il giovane romano Riccardo Maria Raccagni va a schienare De Rosalia. A questo punto, prima dell'ultima tornata di incontri, c'è in testa Raccagni con due vittorie per schiena, seguito da De Rosalia e Adalberto Minazzi con una, e zero per Giangreco.
Serve l'impresa. Bisogna battere Raccagni di schiena. In quel caso, lo scontro diretto premierebbe il lottatore venuto dalle Ande.
Il romano parte forte, va in vantaggio e sembra superiore ad Adalberto che però lotta come un leone e risponde colpo su colpo. Raccagni è quasi sul punto di chiudere il match per manifesta superiorità tecnica, ma accade qualcosa di imponderabile. Un inarcamento del corpo non perfetto, magari una presa non sufficientemente salda, espone gravemente il giovane delle Fiamme Oro a specchiare la materassina con la propria schiena.
Questa è l'occasione della vita!
Adalberto stringe il tronco dell'avversario e lo schianta a terra inesorabilmente, fin quando l'arbitro, battendo la mano a terra, decreta la sua vittoria.
Il titolo di Campione d'Italia 2026 di lotta greco-romana della categoria al limite dei 55 chilogrammi, è tuo, Adalberto! Ed insieme al titolo conquistato sul campo, arriva anche la possibilità di gareggiare ai Campionati Europei di Tirana ad aprile.
Adalberto Minazzi si trova in questo momento al Centro Olimpico di Ostia in fase di rifinitura per la preparazione dei Campionati Europei. Deve ancora limare un poco di peso per raggiungere il peso limite di 55 chilogrammi. Alle ore 07:30 del mattino di lunedì prossimo, salirà di nuovo sulla bilancia della Sports Hall "Feti Birova" di Tirana, e in quel momento si materializzerà il suo sogno: la partecipazione ad un Campionato Europeo. Accanto al suo, cognomi da far tremare i polsi come quelli di Khachatrian, Mammadov, Grigorov, Lolua, Moroz, Cerep, Stefanskyi e Shefershaev. Ma questo non fa altro che aumentare l'onore di poter essere, anche lui, assieme ai protagonisti della lotta internazionale, nella capitale albanese.
Bravo Adalberto. I sogni qualche volta s'avverano. E non sei nemmeno dovuto andare sulle Ande boliviane per vedere l'azzurro del cielo.
L'azzurro ce l'hai già sulla maglietta che indossi.
Maurizio Casarola




