Roma, 24 giugno 2026 – Si è conclusa in Italia, Spagna e Portogallo la fase pratica del progetto europeo KATAUTISM, iniziativa coordinata dalla FIJLKAM e sviluppata insieme all’European Judo Union, all'Università degli Studi di Roma Foro Italico, all'Universitat Ramon Llull di Barcellona e a Sport Evolution Alliance del Portogallo.
Nato con l'obiettivo di favorire l'inclusione delle persone autistiche attraverso la pratica sportiva, il progetto ha coinvolto tecnici, psicologi, famiglie e giovani praticanti in un percorso che, nel solo territorio italiano, si è sviluppato in Campania, Lazio, Emilia-Romagna, Liguria e Veneto.
Uno dei momenti più significativi dell'intero percorso è stato rappresentato dagli eventi conclusivi, ai quali hanno partecipato, insieme ai bambini protagonisti del progetto, anche le loro famiglie e alcuni atleti della nazionale italiana di judo. In questo contesto si è svolta la consegna delle cinture gialle ai giovani partecipanti, traguardo raggiunto al termine delle attività svolte durante l'anno.

Particolarmente significativo è stato il riscontro ricevuto dalle famiglie. Molti genitori hanno raccontato che non avrebbero mai immaginato di vedere i propri figli affrontare il percorso sul tatami, partecipare alle attività e raggiungere questo obiettivo abbia rappresentato un'esperienza importante sotto il profilo educativo, sportivo e personale.
La fase pratica si è conclusa con risultati positivi anche in Spagna e Portogallo, confermando l'efficacia del modello sviluppato all'interno del progetto e la sua capacità di promuovere percorsi sportivi realmente inclusivi in contesti differenti.
Il progetto è coordinato dalla project manager Nicole Maussier con la supervisione tecnico-scientifica della professoressa Emanuela Pierantozzi, dell'Università di Genova, figura di riferimento del judo italiano.
Dopo il sostegno ottenuto attraverso il bando Sport e Salute, l'iniziativa ha proseguito il proprio percorso a livello internazionale grazie al finanziamento Erasmus+ Sport, ampliando il proprio raggio d'azione e coinvolgendo partner europei.
Determinante per il raggiungimento dei risultati ottenuti è stato il contributo degli insegnanti tecnici, degli psicologi coinvolti nel progetto e degli uffici federali che hanno supportato le attività nei diversi territori, contribuendo alla costruzione di ambienti sportivi accoglienti e strutturati.
Con la conclusione della fase pratica si apre ora una nuova fase di analisi e valorizzazione delle esperienze raccolte nei tre Paesi coinvolti, con l'obiettivo di consolidare e diffondere strumenti sempre più efficaci per l'inclusione attraverso il judo.




