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Federazione

Ci ha lasciato Umberto Sabatini. Una vita tra sport e poesia

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Roma, 30 dicembre 2020 - Si è spento serenamente, all’età di 95 anni, Umberto Sabatini, uomo di sport e di cultura, membro d’Onore della FIJLKAM.

Ce ne descrive il profilo di sportivo ed intellettuale il Presidente Onorario della FIJLKAM, Prof. Giuseppe Pellicone.

“Per un arco di oltre 60 anni la sua vita è stata legata indissolubilmente a quella federale. Era un personaggio dalle abitudini, notoriamente schive, semplici ed aliene dal “mettersi in mostra”; tanto che un Alto Magistrato, alcuni anni addietro, parlando di lui, sentenziò: “Umberto Sabatini è uno che cammina in punta di piedi”. Ma se pur lo ha fatto, cioè a “camminare in punta di piedi”, egli è stato uno dei componenti dell’élite dirigenziale della nostra Federazione, sempre disponibile a concederci la sua attenzione e la sua competenza offrendoci totalmente la sua operatività  ogni volta che gliene facevamo richiesta. Egli, infatti, si fregia della Medaglia d’Onore della FIJLKAM, della Stella d’Argento e della Stella  d’Oro CONI al Merito Sportivo, delle Medaglie d’Oro della FITAK, del Panathlon International  e della Provincia di Reggio Calabria quale Veterano Sportivo e, non ultimo, del Diploma d’Onore del Comitato Internazionale Olimpico. Nel contesto d’una vita, spesa esemplarmente nel mondo familiare e delle proprie funzioni civili, è stato d’insegnamento a tutti noi: come Atleta è rimasto sulla scena fino a quasi quarant’anni (Master ante litteram), guadagnando titoli nelle discipline della Lotta e dei Pesi; come Arbitro Mondiale di Pesistica ha raggiunto i più alti vertici internazionali, palesando assoluta indipendenza ed alta preparazione, fermezza nei giudizi e serenità nell’operato. Per lungo tempo ha esercitato le alte funzioni di Magistrato Sportivo nella Commissione Federale d’Appello, dove ha prodotto molte ed apprezzatissime decisioni finali, che, per ineccepibilità costruttiva, rigore giuridico e chiarezza formale, hanno contribuito non poco al “nuovo corso” della Giustizia Sportiva.

Con fermezza e signorilità ha spesso diretto le Assemblee Federali, centrali e periferiche, ha fatto parte di speciali Commissioni per la compilazione delle Carte Federali, ha tenuto brillantemente conferenze e lezioni, ha pubblicato, sulla Rivista Federale e su quotidiani, numerosi articoli di natura giurico-sportiva, tutti di notevole caratura. Come già aveva avuto con il defunto Presidente Matteo Pellicone, così aveva mantenuto un rapporto di assoluta stima e rispetto anche con l’attuale Presidente, Dottore Domenico Falcone, che lui da Arbitro aveva conosciuto in tante gare di Pesistica, apprezzandone le qualità di Atleta e di Uomo.

In molti anni delle nostre esistenze parallele il lavoro svolto, assai spesso fianco a fianco, la perfetta intesa di vedute, il rispetto per le reciproche personalità, la lealtà assoluta che abbiamo scambiato tra noi e, non ultimi, gli interessi culturali comuni mi hanno legato ad Umberto Sabatini con il filo tenace d’un sentimento fraterno.   

Ma, soprattutto, desidero vivamente che i nostri Associati conoscano di lui la parte che io ritengo la più degna di essere onorata nel caleidoscopio delle sue capacità: l’ “Arte Poetica”,  coltivata fin dagli anni giovanili, sempre con estrema dignità, immersa nella trama d’un retroterra culturale profondo e bene assimilato, ricca di felicità espressiva e di inappuntabile utilizzazione della tecnica metrica. Elementi tutti riversati sia nei componimenti in lingua che in quelli nel vernacolo d’origine ( la “Lingua di Napoli”). Tra i temi da lui trattati sono stati particolarmente evidenziati quelli tipici dello Sport, del cui mondo si è posto all’attenzione per aver prodotto alcune liriche specificamente attinenti alla figura ed alla personalità dell’Atleta: “La Preghiera dell’Atleta”, tanto sublime da meritare le congratulazioni, oltre che di esponenti sportivi e politici di primissimo piano, addirittura del Santo Padre Paolo VI;  “Il Giuramento dell’Atleta”, che è un’alta voce di sensibilità sportiva e di grandezza morale; “L’Atleta ideale”, in cui sono riversate le qualità da concepire allorquando si voglia delineare la figura dell’ Atleta autentico.

Delle liriche dedicate alla mia famiglia ricordo quelle celebrative dei matrimoni dei miei figli, quella sublime per le mie nozze d’oro (“Per le Nozze d’Oro dei miei Fratelli d’Anima Giuseppe e Maria Letizia Pellicone”) e quella struggente per l’immatura scomparsa del Presidente della nostra Federazione (“A Matteo Pellicone”), pubblicata sullo splendido volume di Livio Toschi a lui dedicato. Ma il Nostro è stato ispirato anche da eventi di portata mondiale, come quello della scomparsa di Giovanni Paolo II, il Grande, oggi Santo. Nella lirica “2 aprile 2005”, infatti, Umberto Sabatini ha dimostrato di saper cogliere, nel momento giusto ed in modo apprezzabile, la scomparsa dell’ “Atleta di Cristo”, che, a dirla con le sue parole, “illuminerà la memoria del tempo con lo splendore della sua presenza, così importante fin quando è stata fra noi, creature imperfette per nostra stolida scelta.”  

La personale modestia  -pregio che, certamente, non si accompagna ai mediocri-  ha impedito, talvolta, al nostro Autore di farsi apprezzare in ambiti culturali di maggiore ampiezza, anche se le sue liriche e le pagine di prosa sono state pubblicate in molti volumi e, recentemente, più di una Casa Editrice ha espresso il proposito di dare alle stampe tutta la sua produzione.                         

A buon diritto, Umberto Sabatini è considerato dai Critici una delle voci liriche più intense del panorama poetico del Novecento.

Umberto Sabatini, infine,  nella sua partecipazione a Concorsi Nazionali ed Internazionali di Poesia (tanto in lingua che in vernacolo) è salito…..sul podio ben 89 volte, essendosi classificato  43 volte primo (Oro), 26 volte secondo (Argento) e 20 volte terzo (Bronzo).   Inoltre, si è fermato ai piedi del podio (tanto per mantenere la metafora dell’agonismo) ben 31 volte, con premi speciali di “riconoscimento al merito culturale e poetico”.

Pochi… Atleti possono vantare un simile palmarès.

Grazie, mille grazie Umberto, da Tuo fratello Giuseppe.”

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