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Judo

Il futuro del Kata inizia con il Mondiale a Pordenone

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Pordenone, 14 settembre 2012. «Pordenone ha aperto una nuova finestra sul futuro del Judo Kata». È entusiasta Franco Capelletti, vicepresidente della Fijlkam, nonché vicepresidente dell’Unione Europea Judo (EJU), quando descrive l’impegno dei sodalizi in prima linea nell’organizzazione dei Mondiali, evento all’insegna dei primati. Consulente tecnico del presidente della Federazione mondiale Judo (IJF), rappresentante europeo nella commissione IJF “Education & Coaching”, nonché responsabile delle commissioni EJU “Kata” e “Education Special Projects”, Capelletti è punto di riferimento per migliaia di judoka in tutto il mondo. «Considero questa quarta edizione dei Mondiali la prima vera competizione a carattere internazionale, perché finalmente partecipano tanti Paesi, Africa inclusa e sono rappresentati tutti i continenti. C’è voluto tanto tempo per uniformare le regole, affinché tutti gli Stati concordassero su una procedura comune e condivisa. Ce l’abbiamo fatta. Finalmente possiamo parlare di universalità. Quello di Pordenone è il primo vero Campionato del Mondo nel Kata, il più vero di tutte le precedenti edizioni. Questo traguardo corona un sogno e il lavoro di una vita: quando ho cominciato il Giappone dettava le regole, Francia e Germania le snobbavano, Sud America e Oceania andavano per conto proprio. La Federazione europea e italiana hanno lavorato molto e bene per creare una piattaforma condivisa e le associazioni organizzatrici hanno contribuito a perfezionare questo progetto». Secondo il maestro Cappelletti (9° dan), da poco rientrato dalle Olimpiadi di Londra, l’edizione Kata World 2012 resterà negli annali per una serie di motivi: «I Mondiali di Pordenone sono preceduti dagli esami di qualifica per arbitri mondiali e, per la prima volta, abbiamo 4 maestri del Kodokan di Tokyo, la realtà depositaria del verbo del Judo, che con grande umiltà e intelligenza saranno a Pordenone per sottoporsi a questa prova ed acquisire l’importante licenza. Non era mai successo prima ed è stata una vera sorpresa, ma questo come altri risultati non arrivano per caso, ma sono frutto di una sinergia organizzativa eccezionale. Non per niente saranno presenti i più grandi nomi del Judo Mondiale: Haruki Uemura, presidente del Kodokan di Tokyo e della federazione judo del Giappone, Marius Vizer, presidente IJF, Sergey Soloveychik, presidente EJU, Matteo Pellicone, presidente FIJLKAM. In Friuli Venezia Giulia c’è un coinvolgimento diffuso: non sarà un evento esclusivamente sportivo, ma avrà una valenza culturale, grazie al collegamento con Pordenonelegge, alla mostra sul Giappone e al coinvolgimento attivo di scuole, associazioni culturali, cooperative sociali, enti pubblici, operatori economici, aziende. Pordenone ha attivato un modello per le prossime edizioni». I Mondiali, alla pari di altri eventi sportivi, rappresentano lo strumento migliore per far conoscere il Judo Kata e diffondere una consapevolezza maggiore sulla validità dello studio e dell’approfondimento delle arti marziali in genere: «Gli agonisti costituiscono la punta dell’iceberg delle realtà sportive che si reggono su tutti quegli iscritti che non gareggiano e restano nell’anonimato. Affinché il Judo abbia la stessa visibilità di altre discipline è necessario che la Federazione faccia squadra con le Regioni, le Istituzioni locali e la Commissione mondiale di Judo, che rappresento, affinché crescano i club e gli iscritti. Per l'organizzazione di questo Campionato del Mondo, Pordenone si presenta unita: la Società Sportiva, in questo caso la Polisportiva Villanova, accanto alle Istituzioni politiche, sociali ed economiche. Tutte insieme hanno creato i presupposti per vedere gli spalti affollati di tecnici e appassionati, ma anche giovani, studenti, cittadini e non soltanto addetti ai lavori, proprio come si addice a un grande evento quale è un Campionato del Mondo».

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