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Gwend e Marconcini cedono solo ai leader mondiali, recuperi alle 20.30 per Matteo

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Ostia, 9 agosto 2016. È un’altra giornata da sogno quella che ci stanno facendo vivere gli azzurri del judo. Quarta giornata di gare a Rio de Janeiro, in gara le categorie medie, 63 kg femminili con Edwige Gwend, 81 kg maschili con Matteo Marconcini, chiamato a disputare proprio il match di apertura con il filippino Nakano. L’azzurro si muove sicuro, una breve fase di studio per mettere a fuoco la situazione e dopo un minuto, poco più, si lavora a terra Nakano fino a blindarlo con tate shiho gatame. Giusto in tempo per volgere lo sguardo sull’altro tatami, dove Edwige Gwend affronta la svedese Hermansson. Edwige parte subito con un o uchi gari: yuko! E questo è soltanto il ‘buongiorno’, perché due minuti più tardi il match si chiude con un seoi nage che sorprende completamente la svedese, cade dalla parte opposta: ippon! Tocca nuovamente a Matteo Marconcini, secondo turno con il tostissimo Bottieau, n. 7 nel ranking, ma il forte aretino non è da meno e lo dimostra sul tatami anticipando ogni intenzione del belga. Alla fine si arriva con il tabellone senza punteggi e Bottieau paga pegno per l’unica penalità assegnata, a lui per passività. Gran bel match. Siamo quindi agli ottavi nei 63 kg, ecco il match clou per Edwige con Tina Trstenjak, la slovena che domina il ranking mondiale ormai da qualche anno. Entrambe si conoscono alla perfezione, cinque i precedenti, tutti a favore di Trstenjak, ma Gwend dimostra di non tenerne conto e ribatte colpo su colpo, anche se la prevalenza della slovena è dettata da due sanzioni all’azzurra. Manca una manciata di secondi quando Trstenjak scende in ginocchio, Gwend schiaccia e avanza. Il braccio sinistro della slovena tocca la gamba dell’azzurra. Braccio che spinge o gamba che avanza? Passa la seconda ipotesi e Gwend è fuori, mentre la slovena prosegue la sua corsa ed è in semifinale. Come a Londra, Gwend perse al secondo turno con la cinese Xu Lili, che poi arrivò in fondo, seconda. Ma è già il turno di Matteo Marconcini, chiamato a disputare l’ottavo di finale con il moldavo Duminica. Matteo ha una marcia in più e dopo un paio di sanzioni, una ciascuno, parte un seoi nage dell’azzurro: waza ari. Si va avanti senza preoccupazioni, ma ad una manciata di secondi dal termine arriva la doccia fredda, sumi gaeshi del moldavo: waza ari. Si va al golden score, dove l’azzurro sfodera il guizzo giusto, yoko tomoe nage: ippon! E si va ai quarti con sua maestà Tchirikishvili. È una battaglia, il georgiano prevale, ma l’azzurro non si inchina all’imperatore e combatte fino la fine. Sul tabellone yuko e waza ari indicano la vittoria di Tchirikishvili, e Matteo si prepara per il recupero che lo vedrà impegnato alle 20.30 con il bulgaro Ivaylo Ivanov, numero 4 del ranking, classe 1994 come Basile e Giuffrida.