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Karate

L’Italia ancora tra le squadre leader

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Roma, 2 dicembre - il risultato ottenuto dall’ Italia ai mondiali di Parigi con sei medaglie (1 oro, 3 argenti , 2 bronzi) e il terzo posto nella classifica per Nazioni dietro ai padroni di casa la Francia e Giappone, su venti Nazioni a medaglia (119 i Paesi partecipanti) e con la Spagna storicamente tra le formazioni leader al 13° posto, è da ritenersi un risultato di straordinario valore. Se l’obiettivo della vigilia era quello di rimanere nelle posizioni di alta classifica tra i paesi leader ( Italia 1^ Tampere 2006, 3^ a Tokio 2008 e 2^ a Belgrado 2010, tranquillamente si può affermare che con il terzo posto l’obiettivo è stato ampiamente raggiunto.

Questo successo, come affermato anche in altre occasioni, è il risultato di un impegno corale, di tutte le componenti, tecniche, dirigenziali, arbitrali della Federazione e delle Società Sportive. Ma, in questa occasione ci fa piacere riconoscere che il merito va soprattutto alla nostra Nazionale, una formazione di atleti che si è costruita e consolidata nel tempo, la quale nonostante sia composta da tante individualità dominanti, al di là delle specialità, del sesso, del grado di cultura, della società di provenienza, nei momenti più importanti si è dimostrata una squadra unita e compatta. Ed è questo sicuramente il motivo di tanto successo! Quest’anno in un momento particolare di contenimento delle spese federali, che hanno limitato la possibilità di partecipazione a gare all’estero e quindi, con la ridotta possibilità di confronto tra atleti di alto livello (vedi partecipazione al circuito della WKF Premier League), la squadra azzurra ha cercato di non perdere mai l’attenzione verso l’appuntamento del mondiale di Parigi. In effetti, pur sapendo che Parigi sarebbe stata un appuntamento agonistico particolarmente difficile, la squadra azzurra anche in questa occasione, è riuscita a farsi rispettare sia nel kata che nel kumite, fortissima nelle competizioni sia a squadre che a livello individuale. In particolare nel kata il nostro “dream team” squadra pluricampione del mondo composta da Figuccio, Maurino e Valdesi, dopo un’eccellente fase eliminatoria, in finale si è confrontata con il Giappone esprimendosi ancora una volta ad altissimo livello anche se, il giudizio arbitrale, alla fine ha premiato i nipponici, lasciando ai nostri la piazza d’onore con una prestigiosa medaglia d’argento. Eccellente anche la prova delle ragazze Battaglia, Bottaro e Pezzetti, che, dopo aver compiuto l’impresa di superare la formazione di casa della Francia, si è battuta a testa alta contro la fortissima formazione giapponese ottenendo un altro prezioso argento. Sempre nel kata, encomiabile anche l’impegno del campionissimo Luca Valdesi, che dopo aver espresso la sua grande bravura nelle fasi eliminatorie si è dovuto arrendere in finale di poule al francese V. Dack, dopo un giudizio arbitrale che ai più è apparso discutibile. L’unico rammarico è stato che il nostro Valdesi, che poi ha ottenuto la medaglia di bronzo, avrebbe meritato una rivincita di Belgrado 2010 contro il Campione del Mondo, il venezuelano Antonio Diaz che, poi, non ha avuto alcuna difficoltà a riconfermarsi vincitore. Anche nel kumite l’Italia a fatto la sua parte sia nel maschile con Luigi Busà (-75 kg) e Stefano Maniscalco (+84 kg) rispettivamente medaglia d’oro e di bronzo che nel femminile con Greta Vitelli (+68 kg) medaglia d’argento. In particolare ci fa piacere sottolineare la grande prestazione di Busà in tutta la gara ed in particolare la finale dove è riuscito a dare spettacolo annientando letteralmente il pluricampione del mondo l’azero R.Aghayev, entusiasmando il numeroso pubblico del “Palais Omnisports de Paris Bercy”. Senza esclusione di qualcuno, tutti gli azzurri presenti al mondiale hanno cercato di esprimersi ai massimi livelli, gioendo per gli incontri vinti e piangendo per l’occasione perduta ma sempre, però, uscendo da ogni combattimento a testa alta. Caratteristica di questa nazionale, che nel tempo è riuscita a diventare squadra leader, proprio per questo modo di essere compatta e unita e questo è anche il merito di alcuni atleti di riferimento come in particolare i capitani Savio Loria e Roberta Minet, gli atleti più longevi, che nel tempo, sono stati validi punti di riferimento della Squadra dando sempre un esempio di correttezza e compostezza sia dentro che fuori il tatami. Le generazioni di campioni si susseguono e la speranza è che, su questa impronta ormai tracciata, la nostra Nazionale possa in futuro continuare ad essere squadra leader. Complimenti Azzurri!

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