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Gli Olimpionici del Judo di rientro al Centro Federale di Ostia

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Roma, 11 agosto 2016 - Il volo da Rio de Janeiro è atterrato presto stamane, tanto presto che la squadra olimpica del Judo è arrivata in tempo al Centro Federale di Ostia per essere festeggiata con applausi, baci ed il classico cappuccino e cornetto! Atleti, atlete e staff tecnico/sanitario sono stati accolti con grande gioia ed emozione, anche se Fabio Basile ed Odette Giuffrida (oro nei 66 chilogrammi e argento nei 52) non sono atterrati con gli altri. Il Campione Olimpico ha proseguito il suo viaggio fino in Calabria dove si godrà un periodo di meritate vacanze con la sua fidanzata Sofia Petitto, anche lei judoka e argento mondiale cadetto, mentre Odette è rimasta a Rio in veste di turista.
Siamo molto felici per questa accoglienza - ha detto il tecnico Dario Romano - così come siamo soddisfatti di come ci siamo comportati in gara. Al di là delle medaglie conquistate - e un oro e un argento, più un quinto posto non sono pochi - tutta la squadra ha dimostrato lucidità, carattere e presenza di spirito. Nessuno ci ha fatto sconti e anche gli incontri più difficili sono stati affrontati con la massima maturità”.
Sorridente anche Edwige Gwend, dopo le lacrime di frustrazione viste in mondovisione al termine dell’incontro con la campionessa slovena Tina Trstenjak: “ci sono rimasta male e sono convinta che non doveva andare così, ma pazienza. So di non essermi risparmiata e, anche se avrebbe potuto esserci un altro finale, dico che va bene così”.  Nessun rimpianto nemmeno nelle parole di Matteo Marconcini, reduce da una gara da grande guerriero (oltre 10 minuti effettivi la sua semifinale per il bronzo vinta contro il bulgaro Ivanov al golden score) conclusa con un quinto posto: “ci ho creduto fino alla fine, ma sono arrivato alla finale veramente stanco e ho pagato. Però sono sereno, so di aver fatto un percorso complicato e di aver dato il massimo. Alla fine anche un quinto posto per uno che fino a pochi mesi fa non era nemmeno in corsa per la qualificazione non è male, no?” Sono apparsi emozionati dall’accoglienza anche i più “leggeri” della compagnia, Velentina Moscatt e Elios Manzi: “è stata una grandissima emozione essere salita sul tatami olimpico, già questo è un traguardo importante per un atleta” ha detto Valentina, mentre il riservato Elios sorridendo assicura che “questo è stato per me un inizio, anche se non sono stato fortunato ad incontrare subito il numero uno della classifica mondiale, però non mi sono sentito intimorito. Ora lavorerò per il prossimo appuntamento olimpico”.
I ragazzi sono stati eccezionali - commenta Ciccio Bianchessi - aver vissuto dall’angolo la gara dei nostri azzurri a Rio è stata un’emozione indescrivibile. Ci si emoziona molto di più come tecnico che come atleta, almeno per me è stato così, perché quando sei atleta sei teso fino al momento prima di salire sul tatami, ma poi quando sei su tutto passa e pensi solo a combattere. Come tecnico no, l’emozione e l’ansia non ti abbandonano mai, anche se devi essere bravo a controllarti per comunicare all’atleta in modo positivo”.
Abbracci e sorrisi anche per i partner degli Azzurri a Rio: Monica Iacorossi, Maria Centracchio, Valeria Ferrari, Carmine Di Loreto, Antonio Esposito e Salvatore Mingoia. “Vivere l’Olimpiade da partner è comunque una cosa grande - racconta Antonio Esposito, sparring e migliore amico di Fabio Basile - conosco Fabio da anni e da sempre siamo grandissimi amici. Sapevo che avrebbe portato a casa una medaglia, ma il suo oro ha sorpreso anche me come tutti gli altri. E’ stato perfetto, lucido e sicuro. E’ un vero campione e io sono molto orgoglioso di lui. Mi sono emozionato molto più per la sua medaglia che per il mio oro mondiale juniores!”.
Festa grande anche per il DT Kyoshi Murakami che non nasconde il suo orgoglio nel raccontare come il rispetto dell’ambiente judoistico internazionale nei confronti dell’Italia sia cambiato dopo la prestazione olimpica dei nostri Azzurri e delle nostre Azzurre: “abbiamo ricevuto tanti complimenti da grandi personalità del nostro ambiente per come i nostri si sono comportati in gara. Il Presidente della IJF, Marius Vizer, mi ha abbracciato con le lacrime agli occhi per l’emozione. Cosa dire, sono orgoglioso di tutti loro, faremo grandi cose ancora”.

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