Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo

Mungai nono a Baku. Le riflessioni sul Mondiale del DT e del Presidente

images/JUDO/2018/20180924_AGonzalez_NMungai_1.jpg

Ultima giornata ‘Mundial’ per l’Italia a Baku con Carola Paissoni nei 70 kg e Nicholas Mungai nei 90 kg. Carola Paissoni ha superato al primo turno Ange Ciella Niragira (Burundi), ippon di sankaku gatame, poi è stata eliminata da Kelita Zupancic (Canada) per somma di sanzioni. Nicholas Mungai invece, ha iniziato con la vittoria su Celtus Williams Abiola Dossou Yovo (Benin), ippon di sankaku jime, cui è seguita quella sullo slovacco Milan Randl, ottenuta con yoko tomoe (waza ari), ma il match che ha suscitato maggiore impressione è stato proprio quello perduto con Asley Gonzalez, cubano già argento olimpico (Londra 2012) e oro iridato (Rio 2013). L’azzurro ha interpretato l’incontro in maniera impeccabile, portando Gonzalez a due sanzioni, soltanto ad un passo dalla vittoria e gli agognati quarti di finale. Nel golden score però, è stato il cubano che ha trovato il guizzo giusto aggiudicandosi il match. “Ho buttato via l’incontro – ha detto Mungai – stavo ‘vincendo’, non si può perdere in questo modo, sarebbe bastato soltanto un altro shido. Devo crescere ancora, devo migliorare”. Anche le parole di Carola Paissoni trasmettono il senso di una delusione: “Non è più forte di me, non la sentivo più forte – ha detto – ma anche quando riuscivo a chiuderla non partiva l’attacco. Il perché non lo so dire, non partiva e basta, non c’era l’idea, lo spunto. Sono molto dispiaciuta”. Questo invece, è il commento dei coach Francesco Bruyere e Roberto Meloni, che hanno seguito Paissoni e Mungai: “A questo livello spesso è la testa a fare la differenza. Abbiamo buttato incontri contro campioni che sono alla nostra portata per mancanza di espressione della motivazione personale. Siamo sicuri che tutti i nostri i ragazzi siano motivati ad ottenere il massimo risultato, ma bisogna concretizzare e imparare ad esprimersi sfruttando le opportunità con il giusto atteggiamento, lo stesso che dimostrano in allenamento”. Queste invece le riflessioni a caldo del Direttore Tecnico Kyoshi Murakami e del Presidente Domenico Falcone su questo Mondiale dell’Italia a Baku. “Non è arrivato il risultato – ha detto Murakami – siamo giustamente dispiaciuti perché il percorso di avvicinamento a questo mondiale è stato ottimale e gli atleti hanno svolto un lavoro di preparazione tecnica e fisica eccellente e con impegno e dedizione sempre al massimo. Si sono presentati a questo appuntamento lottando con tutti ad armi pari. Episodi individuali hanno condizionato il risultato, ma questo non deve scoraggiarci, perché la squadraiè in continua crescita e siamo sicuro che presto raccoglierà i suoi frutti”. “La crescita c’è e si vede – è stato il commento del Presidente Falcone – perché questa squadra, composta da 5 atleti al primo mondiale su 9 elementi, ha avuto un atteggiamento sul tatami complessivamente convincente. In particolare penso alle gare di Matteo Medves e Nicholas Mungai, e penso che questi giovani possano fare qualcosa d’importante, senza dimenticare che Matteo Marconcini non ha gareggiato e che Odette Giuffrida è tormentata dagli infortuni. Nei 73 kg, la categoria di Fabio Basile, hanno gareggiato 82 atleti ed è evidente che così diventa tutto troppo difficile, per arrivare in fondo devi fare sei, sette incontri, mentre alle Olimpiadi è molto diverso. Sicuramente ci manca qualcosa per competere a questo livello, ma a Tokio dobbiamo fare bene e sono comunque soddisfatto perché, oltre questi giovani ci sono anche gli junior che stanno facendo molto bene”. Il Team Italia dunque, lascia Baku senza la gioia per una medaglia, ma bisogna tener conto anche che negli ultimi 20 anni, dal 1999 ad oggi, ne sono state vinte otto, tre delle quali da una sola atleta, Ylenia Scapin (bronzo nel 2001, 2003, 2007). A Baku, in cinque giorni, il Giappone ha già raccolto 5 medaglie d’oro, 5 d’argento, 3 di bronzo per un totale di 13. E non ha finito, ma bisogna considerare anche che il livello tecnico si è elevato molto e la distribuzione delle medaglie fra le nazioni è molto più ampia. Ad oggi, a Baku, sono addirittura 21 le nazioni che hanno festeggiato un proprio atleta sul podio iridato. Da domani le gare non avranno azzurri impegnati, le categorie in gara sono 78 e 100 kg.

Le classifiche della quinta giornata.

70: 1) Chizuru Arai (Jpn), 2) Marie Eve Gahie (Fra), 3) Yuri Alvear (Col) e Yoko Ono (Jpn)

90: 1) Nikoloz Sherazadishvili (Esp), 2) Ivan Felipe Silva Morales (Cub), 3) Kenta Nagasawa (Jpn) e Axel Clerget (Fra)

Altre News