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Lombardo, Bellandi e Parlati, il pensiero dei tre ‘iridati’

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Era proprio il 24 ottobre di cinque anni fa, quando Antonio Esposito conquistò a Lubiana il titolo di campione del mondo U21 nei 73 kg. Il napoletano, oggi 23enne, divenne il primo judoka italiano a vincere il titolo mondiale maschile. Trascorsero due anni ed un altro Esposito, il fratello Giovanni, conquistò la corona mondiale a Sarajevo, classe cadetti, categoria 66 kg. Pochi giorni fa, 5 per Manuel Lombardo, 4 per Alice Bellandi e Christian Parlati, questi tre magnifici ragazzi hanno portato l’Italia U21 al secondo posto del medagliere mondiale. E prima c’è solo il Giappone. Un’impresa? Fino ad un certo punto, perché un mese prima, tutti e tre hanno disputato un campionato d’Europa straordinario e l’ipotesi che le cose andassero bene anche al mondiale non era poi così remota. Tre medaglie d’oro al mondiale però, qualsiasi mondiale, non le avevamo ancora immaginate. Ci hanno pensato Manuel, Alice e Christian a servirle con piatto unico e, per ciascuno, l’emozione per avercela fatta ad esser salito sul tetto del mondo, è stata incrementata dalla gioia condivisa con altri due compagni di squadra, che hanno vissuto la stessa emozione. Questo il loro pensiero.

“La prima cosa che mi viene in mente oggi, è la qualifica olimpica, un piccolo passo che ho fatto verso di essa” ha detto Manuel Lombardo che poi ha aggiunto “Sui miei compagni di squadra che dire... vincere è bello! Ma se vinci e vincono anche i tuoi amici diventa unico!”.

“È quasi trascorsa una settimana e ancora fatico a realizzare ciò che ho fatto – ha detto invece Alice Bellandi - ma se ci penso intensamente inizio a sorridere e a pensare che tutte le volte in cui ho sofferto, in cui sembrava andare tutto storto, in cui ho dovuto prendere in mano la situazione mentre stavo sul fondo hanno pagato! Quando guardo foto e video ancora una lacrima scende, però sono già motivata per il prossimo obiettivo, poi voler vincere diventa un po’ come la fame. Secondariamente mi riempie di gioia vedere che anche Christian e Manuel sono riusciti a vivere il mio stesso attimo di gloria, se lo meritano tutto perché si sono veramente spaccati la schiena e perché sono veramente forti e se lo meritavano! Quando siamo scesi dal podio ci guardavamo e dicevamo ‘ragazzi vi rendete conto di cosa abbiamo fatto?’, insomma alla felicità del mio oro si è aggiunta anche quella per il loro. Poi dai, ascoltare tre volte l’inno d’Italia è stupendo!"

“È una sensazione strana, mi sento bene ed il bello è che ora mi sento pronto ad affrontare sfide ancora più grandi! – è stata la riflessione di Christian Parlati - È una cosa fantastica perché siamo davvero una grande famiglia. La vittoria di Manuel mi ha dato una grande carica e sono sicuro che io ho dato a mia volta tanta carica ad Alice. Sono sicuro poi che non siamo solo noi tre ad aver vinto, ma tutta la squadra, perché su quel tappeto non mi sentivo solo”.

Altro da aggiungere non c’è!

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