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Laura Di Toma: “Il 2018? Tante cose da sistemare, ma tante vanno bene”

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Ostia, 12 dicembre 2018 - Tre titoli mondiali juniores prima di tutto, ma nel 2018 del judo italiano c’è stato tanto altro ancora, ed in tutte le classi d’età. Dai cadetti ai senior, dai veterani ai kata, in tutte le competizioni ai più alti livelli. C’è da esserne fieri ed orgogliosi, sicuramente soddisfatti. E consapevoli che c’è sempre ed ancora tanto da fare, consapevoli di non essere mai arrivati, consapevoli di voler migliorare sempre ed ancora. È questo, in sintesi, il filo del ragionamento fatto da Laura Di Toma, Grande Donna del Judo Italiano e Team Manager delle squadre nazionali.
“I risultati agonistici che le nostre rappresentative nazionali hanno ottenuto quest’anno sono stati eccellenti, - ha detto con convinzione Laura Di Toma - così come sono stati eccellenti i risultati internazionali ottenuti dagli atleti che hanno partecipato all’attività autonomamente. Dai Cadetti con gli Eyof e gli Yog, gli Europei ed i Mondiali, con il grande lavoro dei tecnici di Società, un lavoro che viene svolto da sempre, società piccole o grandi che siano, con il supporto delle famiglie, non solo morale, per far fare ai ragazzi quell’intensa attività nazionale ed internazionale che ormai è imprescindibile. Sempre seguiti e preparati nei collegiali dalla CNAG ed accompagnati nelle varie European Cup, Europei e Mondiali. E non faccio nomi, non per evitare di dimenticarne qualcuno, non è certo un’eventuale dimenticanza fra le citazioni che toglie valore ad un atleta, ma perché esprimo con convinzione l’importanza di non dimenticarsi mai della base e di quelli che sono indietro.
E penso quanto questo sia importante proprio nel ricordare l’importanza delle medaglie conquistate agli Europei senior, una gioia che mancava da tempo, alle Continental Open, nei Grand Prix e nei Grand Slam. Tutto questo accade perché il lavoro delle Società, dei Gruppi Sportivi è fatto con cura, attenzione, tanta passione e, naturalmente, perché la Direzione Tecnica Nazionale è sinergica, Kyoshi Murakami, Dario Romano, Luigi Guido, i tecnici Francesco Bruyere e Roberto Meloni, continuamente impegnati a seguire e sostenere i ragazzi in tutte le competizioni del mondo, svolgono un lavoro quotidiano non semplice e faticoso.
Un discorso diverso lo riservo agli Junior che già lavorano con i Senior e partecipano anche alle gare Senior. I risultati ottenuti agli Europei ed ai Mondiali sono stati veramente eccezionali e valorizzano, ovviamente, il lavoro, la fatica, la determinazione degli atleti, ma anche dalla collaborazione, più o meno esplicita, delle Società di appartenenza con le nuove Società, i Gruppi Sportivi, ed il lavoro in Nazionale e con il Maestro Murakami, che ha imposto un durissimo lavoro negli allenamenti del primo Progetto Tokyo.
Salvatore Ferro e Luca Poeta sono stati sempre presenti in tutti gli allenamenti nei collegiali degli Junior e hanno portato un contributo fondamentale. Nelle classi cadetti e juniores, legate dall’eccellente coordinamento di Raffaele Toniolo, sono a disposizione numerosi atleti con potenzialità enormi, ed è doveroso non disperdere nulla questo potenziale e continuare a lavorare in sinergia, parola magica che deve rimanere un obiettivo-collante fra le società di appartenenza e la Nazionale. Certo si può, si deve pensare ad una commissione per gli Junior che favorisca queste sinergie. Ma questo compito si ferma alle cose fatte in questi 12 mesi del 2018, per quanto riguarda le cose da fare i confronti sono costanti e, lo posso assicurare, nessuno si distrae e si impegna al massimo delle sue possibilità. Come fa chiunque. Certo, sono tante le cose da sistemare, ma sono tante anche quelle che vanno bene. Ciascuno poi è libero di scegliere quali guardare”.
Il 2019 è l’anno cruciale, quello in cui si chiarisce il quadro delle sensazioni e delle possibilità, quello in cui si inizia a distinguere fra un ‘ce la può fare’ ed un ‘ce la potrebbe fare’. Ma la lezione di tre bravi ragazzi che, nel dicembre di tre anni fa, si misero a correre a perdifiato nella classifica mondiale nessuno l’ha dimenticata. E se ci hanno creduto loro…

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