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Judo

Bilancio azzurro 2019, da Tel Aviv a Qingdao con 20 medaglie pregiate

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Qingdao ha completato il 2019 della squadra azzurra che ha programmato il suo percorso con destinazione Tokio. Sono stati dodici mesi faticosi, intensi ed impegnativi, ma costellati anche da risultati e soddisfazioni che, passo dopo passo, hanno portato solidità nello staff tecnico, solidarietà e fiducia fra atlete ed atleti. Il primo appuntamento dell’anno è stato il Grand Prix a Tel Aviv, in gennaio, con due medaglie d’oro (Maria Centracchio e Manuel Lombardo), tre d’argento (Alice Bellandi, Giovanni Esposito, Nicholas Mungai), una di bronzo (Christian Parlati) e secondo posto nel medagliere. Febbraio, due appuntamenti top level, il Grand Slam a Parigi con le straordinarie medaglie di bronzo di Odette Giuffrida e Fabio Basile ed il quinto posto, altrettanto straordinario, di Manuel Lombardo. Due settimane più tardi a Dusseldorf, Odette Giuffrida ha messo al collo un altro bronzo, mentre Manuel Lombardo ha confermato l’eccellente piazzamento ottenuto a Parigi. Metà marzo e ad Ekaterinburg si è disputato un altro Grand Slam, Fabio Basile è risalito sul podio, medaglia d’argento, mentre a fine mese in occasione del Grand Prix a Tbilisi, Odette Giuffrida ha conquistato il primo posto, Alice Bellandi il terzo, Edwige Gwend e Giuliano Loporchio il quinto. Aprile, ad Antalya c’è un altro Grand Prix e con una gara eccellente Christian Parlati mette al collo la medaglia d’argento. Arriva giugno con la seconda edizione degli European Games a Minsk, giochi europei che assegnano anche le medaglie del campionato d’Europa e per l’Italia salgono sul podio Matteo Medves per l’argento e Maria Centracchio per il bronzo, ai quali si aggiungono i quinti posti di Odette Giuffrida e Antonio Esposito. Fine agosto, inizio settembre a Tokio si va al campionato del mondo ed anche se le medaglie non arrivano, Manuel Lombardo conquista il mondo intero. La sua gara sorprende tutti, ma impressiona ancor di più il modo con il quale ha incassato l’annullamento dell’ippon valido per il bronzo. Al termine della finale, poi vinta da Abe, l’applauso di tutto il Nippon Budokan è stato dedicato a Manuel Lombardo. Ottobre con due Grand Slam, a Brasilia Odette Giuffrida ritorna sul gradino più alto del podio e Manuel Lombardo è medaglia d’argento, mentre Giovanni Esposito, Christian Parlati e Nicholas Mungai si classificano al quinto posto; ad Abu Dhabi invece, Manuel Lombardo e Odette Giuffrida disputano nuovamente la finale, ma invertono l’ordine d’arrivo, oro Manuel, argento Odette. E siamo a Qingdao, per il Masters, con la ‹perla› che in dicembre chiude un 2019 da incorniciare. Manuel Lombardo stravince ed incassa il primo oro dell’Italia al Masters, ma sono straordinarie anche le gare di Odette Giuffrida, Christian Parlati (quinti) e Maria Centracchio (settima), che spingono l’Italia al quinto posto nel medagliere. Questo 2019 ha portato quindi 20 medaglie pregiate, 6 d’oro, 8 d’argento, 6 di bronzo e, con queste, la percezione nettissima che nessun risultato sia precluso a nessuno. Atlete ed atleti del resto, lo hanno lasciato intendere in tutte le gare, anche quando le medaglie non sono arrivate. World Ranking ed Olympic Ranking (da compulsare con le accortezze necessarie) mettono a disposizione dei dati molto positivi per la squadra azzurra che, come ha detto coach Francesco Bruyere, è un gruppo molto coeso. «Chiudiamo il Master con 11 partecipazioni, 3 finali disputate, un settimo posto e parecchi incontri importanti vinti. - sono le parole di Bruyere - Penso sia un buon risultato dato il livello della gara, ma ovviamente non ci accontentiamo, c’è ancora molto su cui lavorare e molto da migliorare. Ora ci fermiamo un attimo per recuperare le forze e per esaminare i dati raccolti durante questo lungo anno, ma siamo pronti a ripartire subito. I primi di gennaio infatti, la squadra maschile si recherà in Giappone all’Università di Kokushikan e quella femminile al training Camp a Mittersill per preparare il Grand Slam a Parigi. A guardarci indietro posiamo affermare che sia stato un buon anno è un’Italia forte, una squadra che è cresciuta molto ottenendo risultati importanti, il lavoro non li spaventa e si aiutano a vicenda. La forza di questo gruppo è diventata la condivisione di un sogno che adesso tutti credono possibile e a noi non resta che guidarli verso questo traguardo».

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