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Se oggi si chiudessero i giochi per i Giochi…

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È stata fermata ormai tutta l’attività internazionale in attesa che il COVID – 19 allenti la presa, ed è convocata per domani una riunione d’urgenza del Cio, rigorosamente in videoconferenza. All’ordine del giorno il punto della situazione con i rappresentanti delle federazioni internazionali delle discipline olimpiche estive a 130 giorni dall’eventuale inizio dei Giochi a Tokyo, al via in calendario il 24 luglio. Le problematiche sul tavolo sono diverse e complesse, ma è chiaro a tutti ormai che a tutto si trova una soluzione purché la salute pubblica non sia in pericolo. Fra quelli che non si fermano c’è anche Elisabetta Fratini, responsabile IJF per la gestione della ranking list, che oggi ha puntualmente aggiornato e dalla quale si può estrapolare qualche dato, utile se non altro, ad offrire la fotografia dello stato attuale di salute dei nostri top-judoka. E si tratta di una fotografia indubbiamente positiva che, qualora i Giochi a Tokyo iniziassero domani, sarebbero ben otto gli atleti qualificati. Manuel Lombardo, primo nei 66 kg, Odette Giuffrida, quarta nei 52 kg, ad oggi sono entrambi ammessi ai Giochi, così com’è Christian Parlati, diciannovesimo negli 81 kg. Dei cinque azzurri attualmente in classifica fra i top 30, ad avere oggi il pass olimpico sono Fabio Basile, 22esimo nei 73 kg, Maria Centracchio, 26esima nei 63 kg ed Alice Bellandi, 27esima nei 70 kg. A prescindere dal fatto di essere preceduti da un compagno di squadra, sono top 30 e vicini alla ‘zona qualificazione’ anche Matteo Medves, 26esimo nei 66 kg ed Antonio Esposito, 28esimo negli 81 kg. Altri due atleti qualificati (si ribadisce, nell’ipotesi di qualificazione chiusa oggi) sono Edwige Gwend, 31esima nei 63 kg e Nicholas Mungai, in quota continentale, 35esimo nei 90 kg e con loro, fra i top 40, ma non qualificati Giovanni Esposito, 32esimo nei 73 kg, Francesca Giorda e Francesca Milani rispettivamente 39 e 40 nei 48 kg. È questa dunque, la situazione maturata dal Team Italia se oggi si chiudessero i giochi per i Giochi. Un risultato concreto che valorizza un team solido, che nel dopo Rio si è costruito un’identità forte ed è riuscito a farsi strada a prescindere da tutto.

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