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Fabio Basile, un Caffè con Céline Géraud

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Roma, 8 aprile 2020 – Lunedì 6 aprile è andata in onda sul sito e sui canali social della IJF l’intervista a Fabio Basile nel programma Coffee with Céline, lanciato durante il Grande Slam di Parigi, dove i grandi del judo contemporaneo si possono raccontare per quello che sono, con i loro hobby, le loro passioni anche oltre il tatami.

Céline Géraud è una conduttrice TV (anchorwoman) molto popolare in Francia, ma prima ancora è stata judoka di eccellenza, con un argento mondiale ed un bronzo europeo individuali in un palmares di assoluto prestigio.

In questa occasione, a bere una tazza di caffè e chiacchierare con Céline c’è il nostro Fabio, oro olimpico a Rio de Janeiro 2016. Assaggiato e approvato il caffè, inizia l’intervista che immediatamente vira sul Grande Slam di Parigi dove Fabio non è riuscito ad arrivare alla medaglia. “Qualche volta si vince, qualche volta si perde. È comunque buono per la mia preparazione alle Olimpiadi. Lottare a Parigi è stato importante, c’era tanta bella gente nel Palazzetto ed io ero molto motivato, volevo vincere”.

Nel 2020 si è lottato anche al Grand Prix di Tel Aviv, dove invece Fabio ha conquistato l’oro. L’impressione di Céline è che stesse preparando qualcosa di grande in vista di Tokyo. La risposta, però, è molto semplice. Dipende tutto dall’allenamento: “Io mi alleno tantissimo da quattro anni e piano piano il mio corpo e la mia preparazione salgono”.

Con tutti gli allenamenti che si possono fare, nella categoria di Fabio c’è un vero e proprio mostro sacro come Shohei Ono, attualmente terzo nel ranking mondiale. Quello con lui è un vero e proprio appuntamento. Ma, ricorda Fabio, non è il solo: “C’è anche Hashimoto. Sono due atleti davvero forti, di un altro livello. Io mi alleno per vincere con loro due”.

Le intervistae di Céline Géraud sono fatte non soltanto per sapere cosa gli atleti fanno, ma anche, e soprattutto, per sapere chi sono. Per questo si intrecciano domande puramente sportive a domande relative al privato di questi atleti. Una delle domande verteva sul comportamento di Fabio ritenuto da alcuni, a detta della giornalista, eccessivo, troppo da showman. La risposta, come sempre, è diretta e sincera: “Io sono Fabio, questo è Fabio. Ho la mia personalità e per me non esiste altro che arrivare sul tatami e provare a sconfiggere chiunque. Una volta va bene, una volta va male, non c’è problema, ma soltanto la competizione è importante”.

Passando a domande più leggere, si toccano gli hobby di Fabio e scopriamo che ama guardare film: “mi piace per rilassarmi e riposare un po’. L’ultimo film che ho visto in tv è Rocky Balboa, il terzo della saga. Mi piace perché è buono per la mentalità degli atleti essendo reale”; e che in fatto di musica ha i suoi gusti: “Sì, mi piace la musica italiana e la musica romantica. Anche prima di combattere non mi piace la musica troppo aggressiva, ma quella che è rilassante per la mente”; e che inoltre sta scrivendo: “un libro sulla mia vita e sulla mia fanciullezza. Forse dopo Tokyo sarà pronto. Voglio che i bambini conoscano la mia storia perché per loro avere un idolo buono, e non stupido, è importante. Ma uscirà dopo le Olimpiadi, ora penso solo ad allenarmi”.

Tuttavia, nella sua vita, è davvero soltanto il judo che conta: “Non ho altre passioni. La mia testa è concentrata solamente sul judo. Non ho altre strade. Penso soltanto al judo. Vivo per questo. Quando ho visto le Olimpiadi di Sidney, ho detto a mia madre: ‘Guarda, Maddaloni ha vinto. Fra qualche anno vincerò anche io’. Mia madre disse che ero un bambino e non dovevo pensare al judo, ma a studiare e a stare e giocare con gli amici. Già allora le risposi che volevo solo vincere le Olimpiadi, non volevo altro.”

E poi è arrivato l’oro di Rio. “Quando ho vinto a Rio, il giorno dopo, mi sono detto che volevo diventare una legenda e vincere due Olimpiadi. Quante persone hanno vinto due Olimpiadi?”, chiede a Céline che non si fa cogliere impreparata. Il judoka che è riuscito a vincere due medaglie d’oro olimpiche in due categorie di peso diverse è stato il polacco Waldemar Legień nel 1988 e nel 1992. “Esatto, e questo è il mio sogno e obiettivo. Il mio peso non è troppo alto, oscillo fra i 72 e i 71, ogni tanto arrivo a 74 ma soltanto se mangio tanta pasta di mia nonna (ride). Credo di poter scendere di nuovo a 66kg”. 

Fabio ha vinto a Rio, quattro anni fa, nei 66kg e a Tokyo gareggerà invece nei 73 kg, inseguendo appunto il suo sogno. Ma la sua ultima frase ci proietta oltre Tokyo, in un futuro in cui Fabio Basile potrebbe prendere in considerazione l’idea di scendere nuovamente di categoria, come ha anche dichiarato in un’intervista di venerdì sul canale Instagram IJF a Sheldon Franco. Non una scelta facile, certamente, ma neanche tanto astrusa se si pensa che Manuel Lombardo potrebbe tentare la stessa strada di Fabio, passando ai 73 kg, e considerato che a 81kg c’è il migliore amico di Fabio, Antonio Esposito, contro il quale non vuole gareggiare. 

Tornando a Tokyo e alla nostra intervista, Célin Géraud chiede a Fabio di lasciarsi con un messaggio per il rivale di oggi, Shohei Ono. “Ti ho aspettato qui al Grande Slam ma non sei venuto. Dove sei? Il mio sogno è combattere con te, e di certo voglio vincere”.

“E ci riuscirai?”, lo incalza Céline.

“Non saprei. Ono è davvero fortissimo, come Hashimoto. Ma esiste un solo re. Chi sarà il re?”

L’intervista, tratta dal programma Caffè con Céline, finisce così, con una sfida lanciata. Ma nei giorni a seguire, l’emergenza Covid-19 ha stravolto tutto. Le Olimpiadi saranno nel 2021 e la preparazione è da rifare, ma soprattutto c’è una nuova sfida per la quale Fabio lancia il suo appello: “Rimanere a casa e rimanere forti perché i campioni si distinguono nel sapersi rialzare”.

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