Karate

“Ogni gesto nella massima consapevolezza”: Valdesi racconta Legends of Kata

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Roma, 11 settembre 2026 – Si è concluso oggi al PalaPellicone di Ostia il seminario internazionale Legends of Kata – Olympic & World Champions Seminar, due giornate di lavoro dedicate al kata con Tsuguo Sakumoto, Ryo Kiyuna e Luca Valdesi.

L’appuntamento, organizzato dalla FIJLKAM con il supporto della WKF, ha portato sul tatami italiano tre protagonisti assoluti della storia del kata mondiale, con un lavoro tecnico dedicato in particolare agli stili Ryuei-ryū e Shōtōkan.

A tracciare il bilancio dell’iniziativa è Luca Valdesi, Direttore Tecnico della Nazionale Italiana e guida della Commissione Rules and Ranking Kata della WKF.

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Che bilancio facciamo di queste due giornate di “Legends of Kata” al PalaPellicone?

“Un bilancio grandioso. Siamo riusciti a portare il campione olimpico di kata per la prima volta in Europa. Abbiamo portato lui e il suo maestro che sono il top assoluto dello stile Ryuei-ryū, qui in Italia, per condividere il loro sapere. Per noi è importante. Con lo Shōtōkan, le cui lezioni le ho tenute io, abbiamo messo insieme i due stili che hanno dominato a livello mondiale negli ultimi vent’anni. Abbiamo fatto la storia di questa disciplina. La partecipazione è stata adeguata, erano i numeri che ci aspettavamo viste le giornate infrasettimanali e gli impegni delle gare a squadre nel prossimo weekend. Era anche il giusto numero per lavorare bene, con gli spazi ideali per un lavoro tecnico portato ai minimi dettagli.

La classe segue con moltissima attenzione tutte le indicazioni tecniche e tutti i particolari. La differenza, in questi seminari, è data proprio dalla possibilità di specificare dettagli che non tutti conoscono benissimo.

Il maestro Sakumoto era già stato in Italia mentre per Ryo Kiyuna è stata la prima volta. Averli qui assieme, il maestro caposcuola e il suo miglior allievo presenti, che condividono il tatami con i nostri atleti e praticanti, ha un valore altissimo. Così come la possibilità di avere le loro informazioni teoriche e, soprattutto, il fatto che immediatamente possono metterle in pratica e mostrarle sul campo.

Dal mio canto sono abituato a lavorare con platee così grandi. Faccio kata in giro per il Mondo da quarant’anni. Adesso, seguendo la Nazionale Italiana, ho dato indicazioni importanti ai tecnici che si sono susseguiti alla guida dei Senior e sono molto contento che quest’anno abbiamo conquistato il titolo di campioni europei a squadre anche maschile. Ed è il primo anno che vinciamo l’Europeo a squadre dopo quelli ottenuti dalla mia squadra quando ero atleta. È il primo della nuova era ed in parte me ne prendo il merito”

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Avere insieme sul tatami Tsuguo Sakumoto, Ryo Kiyuna e Luca Valdesi significa mettere a confronto generazioni, scuole ed esperienze diverse del kata mondiale. Che tipo di lavoro è emerso da questo incontro e che cosa possono portarsi a casa praticanti e tecnici italiani?

“Sicuramente sono generazioni diverse, anche se io e Ryo abbiamo condiviso un paio di Mondiali. Abbiamo avuto Sakumoto, primo grande esecutore e campione di kata, che ha vinto tre Mondiali di fila. Io ho fatto altrettanto. Ryo Kiyuna è riuscito addirittura a vincerne quattro, a livello individuale. C’era davvero il massimo possibile per i partecipanti al seminario. I dettagli tecnici sono la cosa più difficile da sviscerare e da attenzionare, perché necessitano di una conoscenza profonda. Oltre a questo, penso che sia un’esperienza umana importante vedere come si siano evoluti i kata e la loro esecuzione nel corso di tre generazioni diverse. I giovani devono farne tesoro e devono capire che per arrivare ai grandi risultati ci vuole davvero tanto lavoro. Ognuno di noi tre ha dimostrato in questo seminario quanto lavoro sia necessario per sistemare anche un solo piccolo passaggio del kata.”

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“Legends of Kata” può diventare un appuntamento di riferimento anche per il futuro? Qual è, secondo te, il ruolo di iniziative come questa nella crescita del kata italiano e nella formazione di chi pratica, insegna e compete?

“Mi auguro che possa diventare un appuntamento fisso. Credo tantissimo nel lavoro e nella condivisione delle conoscenze. Io ho avuto la possibilità di lavorare con tanti maestri da giovane, di apprendere da ciascuno una particolarità ed oggi il mio karate è figlio di una ricerca costante fatta su me stesso per più di 25 anni e che partiva, però, da basi solide di karate grazie a confronti con maestri che venivano da scuole diverse. Questo mix di tradizione, ricerca, innovazione è un mix vincente. I giovani devono conoscere perfettamente la tecnica, conoscere il significato di quello che fanno, e poi ci devono mettere anche del loro: ricercare giorno dopo giorno la perfezione, quello stato (soltanto ipotetico probabilmente) di eseguire ogni gesto nella massima consapevolezza, con la migliore tecnica possibile e l’efficacia assoluta del colpo. Mi auguro che questo tipo di seminario possa essere un appuntamento fisso ogni anno, sia per le indicazioni sia per risvegliare quella ricerca personale che ogni praticante di karate dovrebbe fare”.

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