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Concluso il primo raduno del "Progetto Tokyo 2020", appuntamento a fine agosto per il prossimo stage

Roma, 2 agosto 2017 - Si è concluso oggi il primo raduno relativo al “Progetto Tokyo 2020” supportato dal Coni che da questo quadriennio olimpico coinvolge anche i migliori talenti del Karate. Le condizioni climatiche quasi proibitive, considerando le temperature elevate delle ultime due settimane, non hanno condizionato il lavoro degli atleti, portato avanti dai coach Cristian Verrecchia e Roberta Sodero - coadiuvati dal preparatore atletico della Nazionale Massimo Montecchiani - sotto la supervisione del direttore tecnico Pierluigi Aschieri. Tredici giorni di ritiro e ventotto allenamenti per Andrea Arioli, Danilo Greco, Clio Ferracuti, Viola Lallo, Samuele Marchese, Simone Marino, Lucrezia Angelica Molgora, Silvia Semeraro che torneranno a fine agosto nel centro Olimpico di Ostia per riprendere la preparazione. “L’obiettivo di questo primo raduno è stato quello di mettere a punto tutti gli aspetti tecnici e fare un punto sulla situazione fisica dei ragazzi - sottolinea Cristian Verrecchia - nel prossimo raduno programmato a fine agosto andremo a fare delle verifiche continuando il percorso che abbiamo intrapreso in questi giorni. Siamo consapevoli del fatto che da gennaio le tappe si accorceranno notevolmente, stiamo cercando di attivarci sin da ora per essere pronti. I ragazzi hanno metabolizzato bene i lavori che hanno sostenuto, stanno condividendo il progetto perché è il sogno di ogni atleta quello di partecipare alle prossime Olimpiadi. Il periodo non è stato propizio dal punto di vista delle temperature, e anche dal punto di vista psicologico è stato impegnativo. I ragazzi hanno lavorato con molta serietà, siamo tutti molto soddisfatti”. E’ stato un raduno particolare anche dal punto di vista psicologico, con la tragica notizia della scomparsa di Andrea Nekofaar che ha scosso l’intero gruppo. “Ne abbiamo risentito tutti - conclude il coach azzurro - è un ragazzo che ho visto crescere perché sono milanese come lui, conosco molto bene i suoi genitori. Andrea era qui con noi al Centro Olimpico fino a pochi giorni prima del tragico incidente, porteremo il suo esempio sempre con noi”.     

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