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Para Karate, Ventura è d'argento alla World Cup di Dublino: "Ha trovato la sua luce nella cecità"

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Roma, 13 maggio 2019 - Qualcuno dice che dopo i 30 anni la vita cambia, per qualcun altro è addirittura sinonimo di una vera e propria rinascita. Così è stato per Fabio Ventura che nel 2001, a 35 anni, ha perso la vista a causa di un incidente stradale. Da quel momento tutto è cambiato, ma la passione per il karate è rimasta e oggi, a 53 anni, si è messo al collo un argento mondiale che vale oro, regalandoci l’insegnamento più grande: tutto è possibile.

Fabio scopre questa disciplina a 18 anni, a 19 vince il titolo di Campione Italiano di kumite e da lì inizia la sua ascesa: allenatore, istruttore, maestro, collaboratore tecnico della Nazionale.. fino a ricoprire il ruolo di Direttore Tecnico del Gruppo Sportivo Fiamme Oro dal 1994 al 2000, proprio un anno prima di quel brutto incidente. Ma chi ha un animo karateka non si da certo per vinto: torna in palestra, consegue il 6° Dan da non vedente e decide di rimettersi in gioco, così come il mese scorso in Irlanda.

Il 26 e il 27 aprile a Dublino è andata in scena la terza edizione della World Cup IKF (Inclusive Karate Federation), dedicata agli atleti con le più varie disabilità che si sono espressi nelle prove di kata, kumite e bunkai. Più di 250 i partecipanti da 19 Nazioni, Italia compresa, tra cui il Maestro Ventura che ha brillantemente figurato nella categoria dei disabili sensoriali, accedendo alla finalissima contro l’atleta lituano: l’egregia esecuzione del kata “Paiku”, con precisione e potenza, ha riscosso l’ovazione del pubblico e ottenuto i complimenti dei tecnici stranieri presenti. Fabio, forte dei due titoli iridati già vinti nelle prime edizioni (Belgio 2016, Ungheria 2017), ha sfiorato il tris conquistando però una gloriosa medaglia d’argento: “Purtroppo ha pesato l’inesperienza di qualche arbitro – commenta Donatella Sciurpa, interprete e accompagnatrice dell’azzurro per il controllo dei tabulati e per le pubbliche relazioni –, hanno premiato la lunghezza del kata dell’avversario, innalzandone il livello, ma i valori da considerare sono molti e ci sono stati degli errori evidenti da parte del lituano. Siamo tuttora convinti della superiorità di Fabio”. Un secondo posto che ha lasciato l’amaro in bocca anche al Maestro Benemerito Fijlkam Enzo Cappelli, tecnico dell’A.s.d. Karate Roma che da più di due anni segue e prepara Ventura: “Enzo ha trovato un metodo eccezionale e affidabile per la guida dei non vedenti – continua Sciurpa -. Hanno lavorato tanto insieme e la preparazione è stata curata nei minimi dettagli, quando si arriva così vicino all’obiettivo è giusto desiderare il massimo”.

La direzione e l’equilibrio nel kata sono fondamentali e sono anche i primi fattori su cui lavorare per un non vedente: “Se sbagli anche solo di qualche grado una posizione rischi di terminare l’esecuzione da una parte completamente sbagliata. La difficoltà è elevata e se aggiungi la potenza non controllata rischi la perdita dell’equilibrio, ecco perché il Maestro Enzo ha allenato Fabio per trasformare i suoi piedi in occhi, le fondamenta che toccano terra diventano la tua fonte di luce e direzione”. Una direzione che ha portato Fabio Ventura a salire di nuovo sul podio mondiale, lasciando il segno fra i grandi e scrivendo una nuova pagina della sua “seconda” vita: “You can do it!”, così proprio come il motto della IKF.  “Ci teniamo a ringraziare il Presidente Fijlkam Domenico Falcone e il Dott. Antonio Pellicone per aver autorizzato la partecipazione. Siamo davvero orgogliosi di questo risultato e Fabio non si fermerà di certo qui!”, conclude Sciurpa. 

Sempre a Dublino altri 6 azzurri hanno lasciato il segno. A salire sul gradino più alto del podio ci hanno pensato Valerio Di Cocco (wheelchairs) e Daniele Alfonsi (intellectual impaired) che dopo una prova incredibile si sono messi al collo uno splendido oro. Quarto posto invece per Federico Spallotta (wheelchairs), per Luca Sambucci (intellectual impaired) e per la squadra composta da Mirko Cellucci, Valerio Di Cocco e Daniele Alfonsi. Ottavo Marco Spallotta (intellectual impaired). Complimenti anche a tutti questi valorosi guerrieri che portano in alto il tricolore nel para karate. 

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