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Europei Giovanili e prossimi appuntamenti. Il punto con il Direttore Tecnico Aschieri

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Roma, 10 febbraio 2020 – È stato un fine settimana intenso per il karate italiano e continentale. Si sono infatti appena conclusi i Campionati Europei Giovanili di Budapest, che hanno visto solcare i tatami del Budapest Olimpic Centre Arena i karateka delle classi Cadetti, Juniores e Under 21. La Nazionale italiana ha conquistato dieci medaglie, tre ori, tre argenti e quattro bronzi.

Abbiamo commentato questa tre giorni di Budapest con il Direttore Tecnico Nazionale Pierluigi Aschieri. Cominciamo dalle dieci medaglie, considerabili un buon bottino. “Direi di sì. Il livello tecnico della nostra Nazionale è complessivamente buono, anche rispetto al livello degli altri paesi europei. Questo è sicuro. Però noi dobbiamo cercare comunque di migliorare la nostra capacità di prestazione, lavorando per ottimizzare il bagaglio tecnico dei nostri atleti e soprattutto di lavorare sulle capacità tattiche. Perché è qui che si gioca il successo e l’insuccesso, la scelta giusta nel momento giusto. In ogni caso abbiamo mantenuto il trend degli anni passati agli Europei, che ci vede portare a casa generalmente fra le dieci e le tredici medaglie”.

Nel Kata l’Italia si è confermata ancora, come sempre, una scuola molto forte. Nel Kumite si è forse stentato un pochino di più. Ma Aschieri non fa differenza fra le due componenti: “La questione è sempre collegata al livello tecnico complessivo. Abbiamo a che fare con un continente dove c’è un’altissima concentrazione di atleti competitivi. Paesi come quelli dell’Est europeo che in passato erano meno performanti e adesso lo sono molto di più. E le Olimpiadi hanno dato un impulso generale molto forte. In secondo luogo tutto il discorso è anche collegato agli investimenti in termini economici. Alcune nazioni hanno un numero di atleti davvero molto elevato. La Turchia, ad esempio, è un paese che investe molto. Come i paesi dell’Est, che hanno una tradizione sportiva molto importante e stanno crescendo molto anche nel karate da quando è diventata disciplina olimpica. Un altro fattore molto incisivo è quello della motivazione. I nostri ragazzi ne hanno e sono legate alla voglia di far bene e di affermarsi come sportivi. In altri paesi le motivazioni sono ben più forti, perché se fanno bene emergono e gli cambia la vita, in particolare per gli Under 21 che sono già Senior.”. Dunque non si tratta di differenze tra Kata e Kumite, ma di questioni più strutturali, legate al continente e ad ogni paese che ne fa parte.

C’è soddisfazione per questa partecipazione europea, ma non si può fare a meno di puntare gli occhi sui prossimi appuntamenti della Nazionale senior, fra cui, il primo, la Premier League di Dubai in scena dal 14 al 16 febbraio. “Noi andiamo a tappe e ad obiettivi. Abbiamo fatto un lavoro tecnico molto accurato e adesso la parola passa alla tattica. Ci stiamo lavorando molto sopra in modo da allenare ed elaborare schemi tattici alternativi. C’è un forte lavoro da parte di tutti i paesi, noi ovviamente compresi, sulla video-analisi. Un atleta che vince viene studiato e la volta successiva sono già pronte le contromisure. Quindi c’è lo studio dell’avversario e la preparazione perché gli atleti di punta non siano sempre uguali a se stessi, ma pronti a modificare le proprie tattiche. È chiaramente un lavoro che non finisce mai. In pratica si lavora sugli indicatori, che sono importanti per la lettura del comportamento tattico dell’avversario”.

Sulle note della tecnica, della tattica e delle strutture delle nazionali rivali, chiudiamo questo punto della situazione post Europei Giovanili di Budapest, in vista dei prossimi importanti appuntamenti del karate senior. Ma prima di chiudere, il Direttore Tecnico ci lascia un ultimo commento che ci funziona da raccordo fra quelle che non sono due nazionali diverse, i giovani e i senior, ma sono un tutt’uno: “C’è una cosa da dire. Noi mettiamo il prima possibile i giovani con i senior, in allenamento. In questo modo i giovani si trovano di fronte atleti che possono già trasmettere qualcosa in termini di esperienza. L’atleta esperto, nella nostra nazionale, fa da tutor e da guida a quello più giovane. Lo aiuta ad esprimersi. È un rapporto educativo e formativo e si cerca di fare il meglio nell’ambito di quelle che sono le reali possibilità”.

Non ci resta che ricordare il prossimo appuntamento della Nazionale maggiore: dal 14 al 16 febbraio la Premier League di Dubai, dove ci sono in gioco punti fondamentali per la qualificazione a Tokyo 2020.

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