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Ciro Russo: pedalando contro il cancro. L’arrivo

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Roma, 22 giugno 2020 – “Sono stati dieci giorni intensi in cui ho visto luoghi bellissimi e che mi hanno permesso di guardare anche dentro di me, perché andare in bicicletta permette di pensare a lungo. Ho vissuto emozioni che mi accompagneranno sempre”.

È finita. Ciro Russo ha terminato la sua missione: Torino Roma in sella di una mountain bike, una campagna per raccogliere fondi per la lotta e la ricerca contro il cancro. È partito venerdì 12 giugno e in dieci giorni ha percorso circa 1.000 chilometri tra salite e discese, strade asfaltate e sterrate, tra sole e pioggia battente.

Ci eravamo lasciati giovedì sera a Radicofani, in Toscana, dopo alcuni giorni parecchio burrascosi a causa delle improvvise piogge che lo attendevano tra una collina e l’altra della splendida Toscana. Venerdì mattina, come sempre di buon’ora e dopo un’abbondante colazione, è montato in sella pronto a lasciare la regione del Rinascimento per approdare nel Lazio, sua ultima meta regionale. “Vista la salita per Radicofani (800 metri di altezza) del giorno prima, quella mattina tutta la parte iniziale è stata una bella discesa che mi sono potuto godere, prima dell’inizio di un sali e scendi nello sterrato, anche questo non particolarmente faticoso, che mi ha portato a Bolsena. Gli scorci sul lago e poi la discesa fino in riva sono stati molto belli”. Prima tappa saliente della giornata, non restava che ricominciare a pedalare in direzione Viterbo. Tra il capoluogo della Tuscia e il lago di Bolsena, però, c’era la tappa di Montefiascone ed un’ostica salita per arrivare: “Sì, ma una volta finita la salita ho potuto godere di un panorama mozzafiato su tutta l’alta Tuscia e sul lago che mi precedeva. In quelle zone sono anche passato dentro a incredibili distese di grano, mi sembrava di essere dentro al Gladiatore, il film.”. Da lì, in discesa fino a Viterbo dove, come già successo, c’era un caro amico di Ciro ad aspettarlo. “Mi ha ospitato a casa, abbiamo mangiato e passato la serata insieme. Ci voleva!”

Il giorno seguente, il nono di viaggio, Ciro ha lasciato Viterbo per dirigersi a Formello, passando così per numerosi borghi laziali come Capranica, Vetralla e Sutri. Una giornata stancante, questa volta. “Il tanto dislivello, circa 1200 metri, e soprattutto il tanto sterrato che ho incontrato mi hanno distrutto. Sono arrivato la sera a Formello molto stanco ma, insomma, ce l’ho fatta anche questa volta.”. Una bella doccia rilassante ed una cena, pensando e preparandosi al giorno seguente, il decimo, nonché l’ultimo. “Mi sono preparato, ma comunque il più era fatto: mi aspettavano soli 45 chilometri fino a piazza San Pietro, l’obiettivo finale di tutta l’avventura.”. Pochi chilometri, per gli standard a cui ci ha abituato Ciro, e tutta discesa fino a Roma Nord, dove poi è cominciata la pista in pianura che lo ha portato a Roma, sotto l’Obelisco Vaticano. Partenza con calma, questa volta, e arrivo programmato alle 15:00. Certo, nonostante la tappa non fosse fra le più toste, non si deve dimenticare che Ciro aveva più di 900 chilometri già nelle gambe: “la fatica nelle gambe mi accompagnava ormai da qualche giorno, ogni tanto mi sono dovuto fermare per fare un po’ di stretching altrimenti i crampi avrebbero preso il sopravvento.”. Nonostante tutto, l’arrivo è stato puntualissimo: domenica 21 giugno alle 15:00 in punto. “È stato il momento che più ricorderò di tutto il viaggio. Ad accogliermi c’era la mia famiglia, che mi ha fatto una sorpresa, e tutti i miei compagni di squadra e allenatori delle Fiamme Oro. Un’accoglienza calorosa, mi hanno fatto emozionare e non posso che essere davvero contento di come è andata la giornata.”.

Insomma, Ciro Russo ce l’ha fatta. Una vera e propria avventura che in dieci giorni scarsi gli ha permesso di attraversare mezza Penisola, toccando sei regioni e tantissimi comuni. Un’avventura che gli ha fatto scoprire le pianure, i monti, le colline e i fiumi della nostra bella Italia e, soprattutto, di raccogliere tanti fondi per una causa importante, per il bene comune. “Sono veramente contento di questo viaggio e di averlo portato a termine nei tempi prestabiliti. Ma sopra ad ogni cosa, sono contento, e ancora emozionato, per l’enorme consenso che ho ricevuto dalle persone che mi sono vicine. Inizialmente, non pensavo di avere così tante persone che decidessero di accompagnarmi in questo viaggio e invece le donazioni sono arrivate a circa 4.000 euro e l’obiettivo è quasi raggiunto. Il link della Rete del Dono è ancora attivo e c’è ancora tempo per raggiungere l’obiettivo finale. Voglio ripeterlo, sono davvero contento.”.

Oggi Ciro è tornato a Roma, dove riprenderà ad allenarsi con i suoi compagni, nello sport che lo ha visto competere su palcoscenici europei e mondiali indossando la divisa azzurra: la lotta greco-romana. Potete rivedere tutto il suo viaggio sulle sue pagine social (FB e Instagram) attraverso dirette, foto e video, e qui sul sito Fijlkam, con i racconti e le testimonianze scritte.

Ma se davvero vogliamo ringraziare Ciro per averci portato con sé nel suo viaggio, non ci resta che sostenere la sua causa e donare quel che si può per la lotta contro il cancro, cliccando qui.  

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