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Cacchione brilla a Sarajevo, è argento nei 63

  • Sarajevo
  • European Cup senior
  • Chiara Cacchione

Tre ippon per disputare la finale per l’oro a Sarajevo, un’European Cup Senior con 231 atleti provenienti da 28 nazioni. Questo è stato il percorso di Chiara Cacchione, romana 22enne del Banzai Cortina, argento nei 63 kg e che si è sbarazzata della belga Maxine Heyns, della montenegrina Mirjana Milic e dell’ungherese Kira Katzenmajer. “Sono soddisfatta di questa medaglia – ha detto Chiara - nonostante non sia riuscita ad esprimermi al meglio nella finale. Sono state due settimane intense che, pur con un po' di amaro in bocca, ma mi lasciano comunque soddisfatta. Ringrazio di cuore la mia famiglia e tutto il Banzai Cortina, che ci accompagna anche nelle trasferte più complicate”. Ad avere la meglio nella finale con Chiara Cacchione, è stata la svizzera Carina Hildbrand. A Sarajevo hanno gareggiato anche Davide Nuzzo, nono nei 73 kg con tre vittorie, Alvise Tomaselli (settimo nei 60 kg) e Valentina Tomaselli (52).

Emozioni e riconoscimenti nell’incontro Fijlkam-Master

  • master
  • Francesco Bruyere

In settanta sul tatami, quasi cento alla cena di gala e “La Fijlkam incontra i Master”, iniziativa promossa dalla Commissione Master e Kata, registra con soddisfazione il successo. L’impegno nell’allenamento diretto da Francesco Bruyere, che ha aperto i lavori nel pomeriggio, è stato il preludio ideale alla cena-cerimonia che è stata l’occasione per ricordare, premiare e riconoscere meriti particolari. Un commosso ricordo è stato dedicato infatti, a Romolo De Angelis e Macabra Jamal, judoka assidui nell’attività master recentemente scomparsi, prima di consegnare gli attestati di partecipazione per il triennio (campionati italiani, europei e mondiali 2016-2018) e la promozione di grado per meriti sportivi, in cui sono stati riconosciuti Lucia Assirelli, Rosanna Dell’Accio, Fabiana Fusillo, Rosa Pinna, Cesare Busini, Sergio Valli (3° dan), Aurora Calamo, Arturo Esposito, Franco Ghiringhelli, Francesco Iannone, Roberto Mascherucci, Carlo Scognamiglio (4° dan). Nel saluto di congedo, la Commissione presente al completo con Monica Piredda, Giosuè Erissini, Giuseppe Macrì e con la rappresentanza del consiglio di Gianni Strazzeri, ha rimandato l’appuntamento all’anno prossimo, ma con una festa che unisca Master, Kata e non solo.

Altre tre medaglie da Cluj Napoca, bronzo Lisciani, Caleo e Miele

  • Sara Lisciani
  • Alessandro Comi
  • Cluj Napoca
  • Irene Caleo
  • Valentina Miele

Tre medaglie di bronzo per l’Italia nella seconda giornata dell’European cadet Cup a Cluj Napoca le hanno conquistate Sara Lisciani nei 57 kg, Irene Caleo e Valentina Miele nei +70 kg. “È stata un’altra giornata di conferme e sorprese – ha detto Alessandro Comi - con Sara, che è salita per la terza volta sul podio in questa stagione, Irene, che non ci saliva dal 2018 e ci è tornata ed infine Valentina, che ha assaporato questa gioia per la prima volta”. “Quella di oggi – ha detto Sara Lisciani - è la mia terza medaglia: sono contenta anche se potevo fare meglio, ma la semifinale non è andata come speravo... ora penso ad altre gare con obiettivi più importanti”. “Sono contenta per questa medaglia – ha detto invece Irene Caleo - dopo tante gare che non sono andate come avrei voluto oggi è arrivato il risultato che aspettavo... è vero che poteva andare meglio, ma per oggi va bene così. Ringrazio la mia famiglia e la mia società, mi hanno spinta a fare sempre meglio, e il Comitato Regionale Toscana che mi ha portata qui”. “Finalmente è arrivata anche per me! – è stato il commento conclusivo di Valentina Miele - Ce l’ho messa tutta e sono felicissima del risultato… mi dispiace per la semi dove avrei potuto fare meglio: ad essere sincera sognavo la medaglia d’oro... ma solo per oggi va bene così”.

Cluj Napoca d’argento per Schiraldi, terza Carnà

  • Alessandro Comi
  • Cluj Napoca
  • Giulia Carnà
  • Michele Schiraldi

Argento e bronzo per l’Italia U18 nella prima giornata dell’European cadet Cup a Cluj Napoca, torneo con 563 atleti di 28 nazioni. Michele Schiraldi si è classificato al secondo posto nei 60 kg, mentre Giulia Carnà si è piazzata terza nei 48 kg. Questo il commento dei protagonisti. “Oggi mi sentivo bene e sono finalmente riuscito a fare il mio – ha detto Michele Schiraldi - in finale ho sbagliato, ma per ora va bene così, perché sono consapevole di avere ancora molto da migliorare. Ringrazio Pierangelo e l’Akiyama, in particolare Flavio e Leo, che oggi mi hanno sostenuto da vicino insieme a Comi e Gianluca Ferro”. “Questa è un’altra medaglia importante per il mio percorso – ha detto invece Giulia Carnà - puntavo ad un metallo più pregiato, ma il fatto che le cose non siano andate come volessi è uno sprone in più per migliorare. Ringrazio i miei maestri Fabrizio e Marco Fantauzzo che mi hanno sostenuto in questa giornata e la mia famiglia, che mi sta sostenendo in questa avventura”. È il coach Alessandro Comi infine, “Quella di oggi è stata una giornata di conferme e di sorprese – ha detto - Giulia è salita sul podio per la terza volta, per Michele è stata invece una prima assoluta. Entrambi sono stati protagonisti di una gara molto buona; così come Simone Aversa che, purtroppo, si è fermato ai piedi del podio dopo una finale concitatissima nella quale non è stato premiato come avrebbe meritato. In generale abbiamo visto tanti ragazzi italiani combattere a livello, a fare la differenza sono stati i dettagli, ora tecnici, ora tattici o fisici o anche nell’approccio mentale alla gara. Qualcuno è stato premiato sul podio, altri ritornano a casa ricchi di un’importante esperienza. Domani sarà la volta delle categorie più pesanti: stiamo a vedere di cosa saranno capaci i nostri ragazzi”.

Fijlkam incontra i Master, sabato a Ostia l’evento dedicato

  • ostia
  • Commissione Kata & Master
  • Fijlkam incontra i Master

Il Centro Olimpico si appresta ad accogliere gli atleti della classe Master che si sono distinti nel corso del triennio 2016-2018. È stato fissato per sabato ad Ostia infatti, l’incontro promosso dallaCommissione Kata & Master denominato “La Fijlkam incontra i Master” e pensato proprio per ritrovarsi e fare un punto su un’attività vissuta da centinaia di atleti con entusiasmo e perseveranza. Il raduno sarà aperto dall’allenamento condotto da un tecnico federale, al quale seguirà una serata conviviale in cui, a conclusione, saranno premiati tutti quegli atleti che nel corso del triennio hanno ottenuto risultati di prestigio partecipando ai campionati italiani, europei e mondiali. A sovrintendere l’evento ci sarà Gianni Strazzeri, consigliere a rappresentare la federazione e la commissione Master al completo con Monica Piredda, Giosuè Erissini e Giuseppe Macrì.

Quì il programma dell'evento e l'elenco dei premiati

A Torino è stato l’Assoluto dei giovani, oro ad 1 cadetta, 3 junior e 3 under 23

  • Campionato Italiano Assoluto
  • Torino
  • PalaRuffini
  • Media Team

Spenti i riflettori nel PalaRuffini, rimossi tatami ed attrezzature, del campionato italiano Assoluto 2019 a Torino rimane la memoria, rimangono le emozioni e, con loro, i risultati e le classifiche. È stato un campionato vissuto con grande intensità da tutti, affascinante per molti, partecipato da tanti, che ha messo a confronto 470 atleti (262 M-208 F) in due giornate di judo che sono state indubbiamente entusiasmanti. È interessante il dato dell’età media (22.4) che hanno trasmesso i 14 vincitori del titolo italiano assoluto di Torino, un segnale di maturazione agonistica che i nostri giovani hanno saputo dare, tenendo conto dell’intensa partecipazione all’attività internazionale e profittando anche dell’opportunità che gli azzurri ‘top’ hanno offerto rinunciando in blocco all’appuntamento. Una maturazione agonistica che, anche in questo caso, è stata più precoce nelle categorie femminili, dove hanno conquistato il tricolore assoluto ben quattro atlete della classe juniores, Assunta Scutto (17), che essendo del 2002 è ancora cadetta, Martina Castagnola (19), Nicolle D’Isanto (20), Martina Esposito (17), ma sono indubbiamente giovani anche le altre tre neo-campionesse, Anita Cantini (22), Giorgia Stangherlin (23), Eleonora Geri (22), per una media d’età femminile che si attesta a 20 anni tondi tondi. È una buona media anche quella maschile, che si attesta sotto i 25 anni (24.8) con i più giovani, Angelo Pantano (21), Andrea Gismondo e Lorenzo Rigano (22) che sono tutti U23, mentre i ‘senatori’ – se così li vogliamo definire – sono ragazzi che hanno 25 anni Matteo Piras, 27 Luca Ardizio, 28 Andrea Regis e 29 Vincenzo D’Arco. E se Assunta Scutto, con i suoi 17 anni è stata la medaglia d’oro più giovane a Torino, i 29 anni di Vincenzo D’Arco sono obiettivamente poca cosa per essere definito il campione più ‘vecchio’ di quest’Assoluto. Certo, di assoluti maschili ne sono stati disputati 74, 53 quelli femminili e compilare una statistica anagrafica degna di questo nome è praticamente impossibile, anche perché è solo dallo scorso anno che è stato consentito agli U18 di partecipare agli Assoluti. Ciò nonostante è lecito ritenere che i più giovani campioni italiani assoluti di sempre possano essere Maria Teresa Motta che, con il Sakura Arma di Taggia, vinse il titolo assoluto dei 72 kg a Roma (Eur) nel 1977 ed Ugo Fontana che, con il Kodokan Varese, vinse quello dei 60 kg a Roma (Cecchignola). Maria Teresa aveva 14 anni e otto mesi, Ugo invece, 16 anni e sei mesi ed entrambi, malgrado la giovane età, sono stati poi due grandi campioni, Maria Teresa in particolare, che partecipò a due Olimpiadi, vinse un mondiale, un europeo, 10 assoluti e molto altro ancora. Campione è stato anche Francesco Giorgi, classe 1970, che di assoluti ne vinse due e prese parte ai Giochi ad 20190428 Assoluti GStangherlinAtlanta ottenendo la qualificazione diretta con il quinto posto al mondiale 1995 a Chiba. In questo caso però, la citazione per Francesco Giorgi, che all’assoluto torinese è stato onnipresente e duttile, è una dedica che vale per tutta la squadra Fijlkam Piemonte. Perché, con oltre duemilacinquecento spettatori e le sette finali “spettacolo” una dietro l’altra a chiudere le gare sia sabato che domenica, quest’Assoluto lo hanno vinto anche loro. “I giovani sono usciti allo scoperto – ha commentato Fabio Basile – ed è su di loro che metto la mia attenzione, ma anche i ‘vecchietti’ non mollano nulla. Insomma, è stato proprio un bell’Assoluto”.

Post Scriptum: Media Team regionali, un progetto che sta diventando realtà

Ma il campionato italiano assoluto a Torino ha registrato un successo anche sul piano della comunicazione e della visibilità, valorizzando la manifestazione e gli atleti attraverso un’importante presenza mediatica, recepita e rilanciata anche da tutte le testate giornalistiche interessate all’evento a livello regionale e nazionale. L’iniziativa intrapresa dalla Fijlkam, che 13 mesi fa ha messo a disposizione dei comitati regionali siti web e canali social istituzionali, è stata valorizzata infatti dal Piemonte, radunando un Media Team in grado di ottenere risultati lusinghieri facendo riferimento agli standard EJU. Fra dieci giorni, in occasione del campionato italiano juniores a Brescia, l’appuntamento metterà alla prova anche il Media Team Lombardia, ma l’auspicio è che tutti i comitati regionali vogliano e possano soddisfare quanto prima le richieste di valorizzazione provenienti dai rispettivi territori.

Memorial Bisi, alto livello nel Grand Prix di kata a Campegine

  • Memorial Otello Bisi
  • kata
  • Reggio Emilia
  • Campegine

Si è disputata oggi l’undicesima edizione del Grand Prix di Reggio Emilia Memorial Otello Bisi. Record di presenze con le 60 coppie di contendenti che si sono sfidate nei sette Kata Kodokan sui tatami dell’accogliente palazzetto dello sport di Campegine. Alto il livello espresso, sempre all’insegna del “savoir faire” judoistico, massimo il rispetto nei confronti dei competitors e degli UDG. Impeccabile l’organizzazione capitanata da Mauro Bisi. I pronostici sono stati sostanzialmente rispettati ed hanno visto affermarsi ai primi posti del Grand Prix e del Criterium le coppie più blasonate anche se la tenzone è stata dura e la differenza punti tra una coppia e l’altra minima. Segno questo che il livello dei concorrenti resta sempre molto alto e nulla è scontato. Grande soddisfazione è stata espressa dal M° Giosuè Erissini che ha visto confermato un trend di crescita sia numerica che qualitativa che sta premiando il lavoro della Commissione Nazionale Kata e Master, i risultati ci sono, i nostri atleti sono sempre più agguerriti e pronti a difendere i colori nazionali nelle prossime competizioni internazionali. Grande anche la soddisfazione del Presidente Regionale Emilia Romagna Antonio Amorosi che, portando i saluti della Regione si è congratulato con i partecipanti per il loro impegno e per i sacrifici fatti per portare avanti la disciplina. Il Presidente si è anche congratulato con la squadra regionale per i risultati raggiunti anche in quest’occasione e che non fanno altro che confermare il trend positivo che l’attività regionale sta registrando sia in termini numerici (quattordici coppie su sessanta) che in termini qualitativi. Il prossimo appuntamento con il Grand Prix di kata è a Catania. (fonte: fijlkam.it/emiliaromagna)

Risultati del Grand Prix

Nage No Kata

  1. Collini Mauro - Rondinini Tommaso
  2. Cesana Stefano - Campanella Tommaso
  3. Stefanel Gino Gianmarco - Cugini Alessando

Kime No Kata

  1. Ferretti Yuri - Giani Contini Andrea
  2. Tommasi Enrico - Gainelli Giulio
  3. Drigo Tommaso - Rizzetto Andrea

Katame No Kata

  1. Fregnan Andrea - Corcioni Pietro
  2. Cester Massimo - Mauri Davide
  3. Dorigo Paolo - Dorigo Matteo

Kodokan Goshin Jutsu

  1. Sato Marika - Polo Fabio
  2. Volpi Ubaldo - Calderini Maurizio
  3. Placidi Ilaria - Placidi Nicola

Ju No Kata

  1. Tarabelli Giovanni - Tarabelli Angelica
  2. Calugi Marco - Calugi Martina
  3. Franzina Carlotta - Franzina Camilla

Risultati Criterium Nazionale

Nage No Kata

  1. Peschiera Marco - Fanzini Marcello

Kime No Kata

  1. Panfili Daniele - Proietti Stefano
  2. Vertuani Lisa - Maria Cristina Zuccatti De Zordo

Katame No Kata

  1. Parma Raffaella - Fumarola Natale
  2. Franco Luna - De Bortoli Chiara
  3. Rambaldi Roberto - Piselli Luca

Kodokan Goshin Juts

  1. Silvagni Giancarlo - Ceroni Luca
  2. Ferranti Renzo - Morozzi Davide
  3. Angelini Leonardo - Benedettelli Matteo

Ju No Kata

  1. Bugo Laura - Bruni Barbara
  2. Tollardo Stella - Rorato Bhagawathiya
  3. Ponzio Manlio - Gheorghita Mihaela

Risultati Tour Junior

Randori No Kata

  1. Leorda Alexandru - Bosco Elio
  2. Dacci Riccardo - Cavina Alex

Risultati Tour Senior

Koshiki No Kata

  1. Bondi Marco - Collini Mauro
  2. Cavecchia Luca - Ferretti Yuri

Itsutsu No Kata

  1. Collini Mauro - Rondinini Tommaso
  2. Tarabelli Angelica - Tarabelli Giovanni
  3. Bugo Laura - Cesario Lisa

Assoluti femminili, sul podio a Torino Akiyama, Carabinieri e, pari merito, Fiamme Gialle ed Esercito

  • Assoluti judo,
  • Torino
  • PalaRuffini

Torino – I protagonisti sono gli stessi, ma il podio delle società appare rimescolato rispetto a ieri: a trionfare in questa seconda giornata è stata infatti l’Akiyama Settimo Torinese a salire al primo posto, seguita da Carabinieri, secondi, Fiamme Gialle ed Esercito terze pari merito. 

Martina Castagnola nei 52 kg ha conquistato l’unico oro dell’Akiyama, al termine di una bella gara vinta in finale con Giulia Pierucci delle Fiamme Gialle. Martina, raggiante dopo la premiazione, ha commentato: “Ancora non ci credo!!! A inizio gara mi sentivo bene e sapevo di potercela fare, che poteva accadere… poi, man mano che andavo avanti me ne sono resa conto… e poi la finale è stata una bella finale! La dedico alla mia famiglia, al mio ragazzo, al mio allenatore, alla mia palestra!”
Un terzo posto è arrivato con Sofia Petitto, bronzo nei 48 kg, mentre ben tre sono stati i quinti posti, rispettivamente per Michela Fiorini nei 48 kg, Giada Giardino nei 52 kg e Anna Righetti nei 63 kg. 

Come sempre capita, i final block hanno regalato i momenti più emozionanti della giornata: dalla finale dei 48 kg, arbitrata da Roberta Chyurlia, con la napoletana Assunta Scutto del Centro Sportivo Maddaloni da una parte e Francesca Giorda dall’altra. Ad andare in vantaggio, dopo alcune sanzioni accumulate per ciascuna delle atlete, è stata la Giorda, che ha marcato waza ari di o uchi gari, non riuscendo però a gestire bene la prosecuzione in ne waza, dove la Scutto è riuscita a bloccare subito una gamba, per poi rovesciare la Giorda e bloccarla in osaekomi fino all’ippon. 
“Avevo tanta voglia di dimostrare quanto valgo” ha detto Assunta “però non mi aspettavo di vincere questo assoluto, anche perché non ho tanta esperienza e sono ancora piccola! Sull’ultima azione, all’inizio pensavo di aver perso, solo che ho saputo sfruttare il momento… poi mi sentivo bene per questa gara e alla fine è andata bene come speravo, come sognavo!”

Nella finale dei 52 kg il waza ari per Castagnola è arrivato quasi subito contro Giulia Pierucci delle Fiamme Gialle; il secondo waza ari, che ne ha poi decretato la vittoria è arrivato con un veloce ko soto gake.

Lungo l’incontro tra la piemontese Pellitteri e la pratese Cantini nei 57 kg, arbitrate da Lorenzo Bagnoli: niente di fatto nel tempo di gara normale, ma arrivate al golden score è stata Anita Cantini ad avere la meglio, con un waza ari di morote seoi nage. “È stata una gara particolarmente difficile e unica, però l’importante, come dice il mio allenatore è cercare sempre l’ippon! Bisogna evitare di prendere le sanzioni, fare molti attacchi e vincere così. Alla fine ho sempre vinto, quindi sono contenta!”.

Il waza ari di morote arriva subito da parte di Nicolle D’Isanto contro Marta Palombini nei 63 kg: la triestina, oramai trapiantata a Roma, è stata colta impreparata dall’attacco fulmineo della napoletana, che non ci ha messo poi molto a replicare con un altro waza ari di seoi nage.“Sicuramente è stata una grande emozione; era anni che aspiravo al titolo: l’anno scorso avevo fatto una bella gara, però mi ero classificata quinta. Diciamo che avevo un po’ di amaro in bocca insomma. Però sono veramente contenta perché è stato un riscatto personale!”

Si è conclusa invece per waza ari la finale dei 70 kg, arbitrata da Aldo Albanese; a fronteggiarsi Carola Paissoni (Esercito) e Martina Esposito (Star Club Napoli). È stata quest’ultima a segnare il waza ari della vittoria: “Anche se ero molto fiduciosa in me stessa, ero un po’ timorosa, ma ero comunque consapevole delle mie capacità e questo lo devo al mio maestro che mi ha sostenuto per tutta la gara”.

Una conferma nei 78 kg, per il secondo anno di seguito ha vinto Giorgia Stangherlin (Carabinieri) sulla compagna di squadra Linda Politi (Carabinieri), con un bell’ippon di morote arrivato quasi ad inizio incontro. 

“Sono felice della giornata di oggi: è sempre difficile confermarsi, ma ce l’ho fatta… sto lavorando tanto e avevo questo obiettivo… e poi Paolo Bianchessi, che mi ha seguito in tutte le situazioni di gara, mi ha detto che se non vincevo, quando scendevo mi avrebbe dato il resto!”

A chiudere il blocco delle finali la vittoria di Eleonora Geri (Carabinieri) su Elisa Marchiò (Esercito) nei + 78 kg. Le due atlete si sono mantenute in parità fino al golden score, dove Geri è riuscita ad imporsi grazie ad un waza ari di o uchi gari. 

“Pensavo devo vincere, devo vincere a tutti i costi…. E c’era Ciccio fuori, il mio allenatore, Paolo Bianchessi che ringrazio, insieme a tutto il Centro Sportivo Carabinieri che mi guardava e mi incitava! Mi sono detta: ce la devo fare!”

Prima dei blocchi finali, la signora Pellicone ha premiato l’atleta femminile più promettente di quest’anno, Veronica Toniolo, con una borsa di studio della Fondazione Matteo Pellicone. A precedere la premiazione, anche oggi, un momento dedicato alle atlete olimpioniche medagliate, con l’intervento di Ylenia Scapin e Rosalba Forciniti. (fonte: fijlkam.it/piemonte)

Risultati

48: 1) Assunta Scutto (CS Maddaloni), 2) Francesca Giorda (FFGG), 3) Sofia Petitto (Akiyama Settimo) e Elisa Adrasti (Asd Amici Sport)

52: 1) Martina Castagnola (Akiyama Settimo), 2) Giulia Pierucci (FFGG), 3) Annarita Campese (AM Torre del Greco) e Chiara Palanca (Accademia Torino)

57: 1) Anita Cantini (Accademia Prato), 2) Silvia Pellitteri (Accademia Torino), 3) Giulia Caggiano (FFOO) e Martina Lo Giudice (FFGG)

63: 1) Nicolle Disanto (Cs Pomilia), 2) Marta Palombini (Preneste Castello), 3) Flavia Favorini (Judo Frascati) e Chiara Cacchione (Banzai Cortina Roma)

70: 1) Martina Esposito (Star Judo Club), 2) Carola Paissoni (Cs Esercito), 3) Irene Pedrotti (Dojo Equipe Bologna) e Ilaria Qualizza (Kumiai)

78: 1) Giorgia Stangherlin (CC), 2) Linda Politi (CC), 3) Melora Rosetta (Cs Esercito) e Carolina Mengucci (Banzai Cortina Roma)

+78: 1) Eleonora Geri (CC), 2) Elisa Marchiò (Cs Esercito), 3) Francesca Roitero (Skorpion Pordenone) e Eleonora Ghetti (Judo Mestre 2001)

Società: 1) Akiyama Settimo, 2) Carabinieri, 3) Fiamme Gialle ed Esercito

Reportage da Berlino… di Vito Zocco

Come da tradizione la tappa di Berlino si è rivelata come una delle più dure del World Cadet tour. Presenti infatti, al gran completo le squadre della Russia, Francia, Olanda, Israele, Brasile e Germania. Nel complesso gli atleti azzurri impegnati hanno ben figurato, dimostrando carattere e voglia di far bene. Nei due giorni di gara da segnalare l'ottimo rientro di Skenderi che conquista una merita medaglia d'argento nei kg 55 al termine di una giornata quasi impeccabile e il 5° posto di Zuccaro nei kg 48.

PalaRuffini in festa, in 2000 per applaudire gli Assoluti, trionfo FFGG

  • Fabio Basile,
  • #JudoAssoluti2019

Torino - Con trentacinque punti totali conquistati, due ori, un argento e un bronzo, sono state le Fiamme Gialle a trionfare in questa prima giornata di gara, tutta al maschile, ai Campionati Assoluti che si stanno svolgendo questo fine settimana al PalaRuffini di Torino.Sono stati Vincenzo D'Arco nella categoria +100 kg e Andrea Gismondo nei 73 kg a cogliere l’oro per le Fiamme Gialle. D'Arco, testa di serie, ha affrontato al primo incontro Matteo Montorfano, chiudendo l’incontro di ippon; ha vinto il successivo scontro con Lorenzo Agro Sylvain con un waza ari al golden score, chiudendo la gara in bellezza, quando, in finale, ha sconfitto Tiziano DI Federico con un bell’ippon di uchimata. 
Tre gli incontri vinti, invece dalla testa di serie Andrea Gismondo prima di approdare alla finale dei 73 kg: tutti i combattimenti, finale compresa, sono stati vinti di ippon.
Due gli ori colti anche per i Carabinieri, uno nei 100 kg, con Luca Ardizio, testa di serie, che ha superato Christian Storto, chiudendo l’incontro con un ippon, riservando la stessa sorte a Domenico Pappalardo, sul quale ha marcato waza ari al golden score con un efficace sumigaeshi. Anche la finale con Andres Felipe Moreno, atleta delle Fiamme Gialle, si è conclusa con un waza ari, ottenuto con makikomi. 
Il secondo oro è arrivato dai 66 kg, dove ha trionfato Matteo Piras, che ha agevolmente raggiunto la finale, mettendo a segno ben tre ippon, per chiudere la finale con un waza ari awasete di uchimata concluso con un osaekomi. 
Le ultime tre medaglie d’oro sono arrivate dalla società quarta classificata, l’Airon Judo, che ha piazzato sul gradino più alto del podio nei 60 kg Angelo Pantano e nei 90 kg con Lorenzo Rigano e dall’Esercito con Andrea Regis negli 81 kg. Pantano ha chiuso i suoi tre incontri prima della finale con una vittoria per waza ari, una per hansoku make e una per un ippon fulmineo a pochi secondi dall’inizio dell’incontro. 
Un waza ari e un waza ari awasete ippon sono i punteggi che hanno proiettato Rigano in finale, dove ha concluso la bella sequenza con un ippon. 
Ottima gestione degli incontri in ogni situazione per Andrea Regis, che ha concluso in ne waza il primo incontro, e ha scalato la categoria degli 81 kg fino alla finale, adattandosi soltanto in un incontro, a vincere per hansoku make e non per ippon. “I giovani sono usciti allo scoperto – ha detto Fabio Basile al termine della gara – ed è su di loro che metto la mia attenzione. Mi sono piaciuti Valeriani, Mella, Rubeca, Aramu, Iudicelli, anche se non hanno portato l’oro, ma sui giovani io ci credo per scelta. Anche i ‘vecchiatti’ non mollano nulla, come Lanzafame, la finale Regis-Carollo, ma anche Pantano, è stato fermo due anni ed è tornato e vince. I re non muoiono mai, l’ho sempre detto! Ma è stato veramente un bell’Assoluto”. Ma gli applausi, alla fine, sono andati anche a Felice Mariani, Girolamo Giovinazzo, Pino Maddaloni e Fabio Basile, con la premiazione ‘Olimpic Special Guest’ riservata alle medaglie olimpiche del judo italiano maschile. Un momento per celebrare ed emozionarsi. Ezio Gamba, assente giustificato. L'occasione ideale per la consegna delle borse di studio della Fondazione Matteo Pellicone, consegnate dalla signora Marina a Giovanni Zaraca (Borsa di studio nazionale), Veronica Brunori (K), Luca Russo (L), Lorenzo Turini (J) (Borse di studio regionali). Gli incassi raccolti nel corso di questo fine settimana attraverso gli ingressi al PalaRuffini saranno devoluti alla Fondazione Pellicone. (fonte: fijlkam.it/piemonte)

“Ieri non stavo benissimo – ha detto Angelo Pantano, oro nei 60 kg – ma questo non mi ha condizionato, né creato ansia, anzi forse mi ha aiutato. La sensazione è stata di combattere come in allenamento, tranquillo, a fare ciò che mi piace. Solo dopo l’ippon in finale ho preso atto di avere vinto, ho vissuto gli incontri secondo per secondo e mi sono divertito!”

“Sono arrivato pronto a questa gara, era un obiettivo dell’anno – ha detto il vincitore dei 66 kg Matteo Piras – l’avevo stabilito già in gennaio. E’ andata bene, ci sono arrivato in forma e concentrato, sono salito sempre tranquillo, consapevole dei miei punti forti e determinato a sfruttarli al massimo”.

“All’inizio ero molto teso – ha detto Andrea Gismondo, primo nei 73 kg - poi andando avanti la tensione è calata, ed è aumentata la carica. Poi mi sono sentito molto bene, ho dato tutto, volevo vincere! E dopo la semifinale ho capito che sarebbe successo!”.

“La tensione si sente sempre – è stato il commento di Andrea Regis, oro negli 81 kg - perché il campionato italiano è la gara più tosta, più difficile anche di un Continental Open o di un Grand Prix secondo me… la pressione è altissima ed ora avrò bisogno di una settimana per riprendermi! Sono venuto per vincere, ma qualunque cosa accadesse, facevo ciò che ritenevo giusto e vedevo cosa succedeva! Solo dopo la finale, quando l’arbitro ha alzato la mano verso di me, ho compreso che avevo vinto, non prima!”.

“Superata la fase iniziale, andando avanti con gli incontri, ho capito che sarebbe stata la mia giornata. – ha detto invece Lorenzo Rigano, oro nei 90 kg - Nonostante ciò in semifinale mi sono fatto male alla costola e sono salito per combattere infortunato, ma l’obiettivo è rimasto vincere!

Sin dall’inizio ho creduto in questo risultato, poi ho capito anche che questa sarebbe stata la mia giornata”.

“Forse è più emozionante un campionato italiano che tante altre gare – è stato il commento di Luca Ardizio, primo nei 100 kg – soprattutto perchè, finalmente ho cambiato colore… sempre bronzo, argento, ed è arrivato l’oro! Come l’ho affrontata? Mi sono buttato e sono contento per come ho combattuto! È andata benissimo.”

“La gara è andata bene – ha concluso Vincenzo D’Arco, nuovo campione nei +100 kg - avevo alcuni problemi fisici, ma non hanno influito. Me la sentivo, me la sentivo proprio, ero concentrato al massimo e nonostante il male alla schiena, è andato tutto bene!”

60: 1) Angelo Pantano (Airon Judo 90), 2) Andrea Ferretti (Cus Siena), 3) Alessandro Aramu (Kumiai) e Angelo Lanzafame (Titania Catania)

66: 1) Matteo Piras (CC), 2) Samuele Fascinato (Isao Okano Club 97), 3) Biagio Stefanelli (Nippon Napoli) e Carmine Di Loreto (FFOO)

73: 1) Andrea Gismondo (FFGG), 2) Rene Villanello (AKiyama Settimo), 3) Edoardo Mella (Akiyama Settimo) e Luca Rubeca (Akiyama Settimo)

81: 1) Andrea Regis (CS Esercito), 2) Massimiliano Carollo (FFAA), 3) Kenny Bedel (Villanova) e Gaetano Palumbo (Star Judo Club Napoli)

90: 1) Lorenzo Rigano (Airon Judo 90), 2) Gianluca Iudicelli (Accademia Torino), 3) Paolo Persoglia (Judo San Marino) e Raffaele Dalessandro (Nippon Napoli)

100: 1) Luca Ardizio (CC), 2) Andres Felipe Moreno (FFGG), 3) Giuliano Loporchio (FFGG) e Federico Cavanna (Shodokan Genova)

+100: 1) Vincenzo D’Arco (FFGG), 2) Tiziano Di Federico (Torlupara), 3) Nicola Becchetti (Kodokan Fratta) e Lorenzo Agro Sylvain (Kyu Shin Do Kai Parma)

JUDO – Bravo Skenderi, argento nell’European Cadet Cup a Berlino

È d’argento la medaglia che Vincenzo Skenderi ha messo al collo a Berlino, al termine della prima giornata dell’European Cadet Cup con 588 atleti di 32 nazioni. Il forte atleta spezzino si è classificato secondo nei 55 kg con quattro vittorie ottenute sul brasiliano Joao Calvetti, sul tedesco Maxim Gusselnikov, sull’israeliano Yam Wolczak e sul britannico Artur Patemian. Tre vittorie per ippon, una con il terzo shido arrivato al golden score e poi la finale, lunghissima, con Tal Alhazov, un altro israeliano. Ci sono voluti quasi nove minuti e, per Vincenzo, è arrivata la medaglia d’argento. "Sono molto felice del risultato ottenuto - ha detto Vincemzo - anche se con qualche accortezza in più mia e dal punto di vista arbitrale, sarei riuscito ad aggiudicarmi l'oro. Ma detto questo, è stata una gara dura, soprattutto come prima gara dopo un lungo periodo di stop. Dedico questa medaglia a tutti i miei amici e compagni che mi hanno supportato, ai miei genitori che mi sostengono e aiutano del punto di vista economico e morale, tutto lo staff e compagni dell'Akiyama Settimo, ma soprattutto il mio maestro Pierangelo Toniolo, senza il quale oggi io non avrei mai fatti questa medaglia". Brava anche Chiara Zuccaro, quinta nei 48 kg con tre vittorie, due sulle tedesche Anja Vishnevskaya e Lara Matilda Jetter, la terza sulla croata Ana Viktorija Puljiz. Poi due sconfitte, entrambe per tre sanzioni, ed il quinto posto. Due vittorie anche per Alessandro Bellini che, nei 60 kg, gli sono valse il nono posto.

Verde e Galstyan, legami, sensazioni e rispetto di due grandi campioni

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Conclusa a Piancavallo la 35esima edizione dello Skorpion Stage, un appuntamento fra i tanti organizzati durante le vacanze pasquali sul territorio nazionale, ma oltre allo staff tecnico di grande spessore, con Hikari Sasaki, Donata Burgatta, Arsen Galstyan, Rok Draksic, Antonio Ciano, Elio Verde, Giovanni Casale, Riccardo Caldarelli, Marco Caudana, Fabrizio Chimento, oltre una partecipazione ha raggiunto le 500 presenze, la manifestazione organizzata dallo Skorpion Pordenone è stata anche l’opportunità per due grandi campioni di ritrovarsi, ricordare e parlare, ovviamente, di judo. Si tratta di Elio Verde ed Arsen Galstyan e l’intervista è stata raccolta da Cinzia Valle del Media Team FVG.

Elio (classe 1987) e Arsen (classe 1989) si sono “conosciuti” nel 2006, al Campionato del Mondo Junior di Santo Domingo. “Vinsi io al secondo incontro per uno shido. A quel tempo lui era appena entrato negli junior e non era ancora esploso” dice Elio “però mi ricordo che in quella gara era stanco, secondo me quella volta non aveva fatto bene il peso”, a questo punto la risposta di Arsen è lapidaria: “ma non solo il peso, quella volta avevamo fatto una preparazione in altura, 20 giorni in montagna, e poi là ci siamo trovati a combattere con 40 gradi, senza aria condizionata, un incubo!”. Uno a zero per Elio, ma da qui in poi sono state altre 5 le occasioni in cui si sono incontrati, quasi sempre in competizioni importanti, dai Campionati d’Europa ai Campionati del Mondo. “Mi ricordo al Campionato d’Europa a Tbilisi nel 2009” continua Elio, “incontro di semifinale, combattiamo cinque minuti tirati e poi mi fa ippon sul gong!” (Arsen annuisce e ridacchia) “aveva fatto tutto l’incontro provando spesso una specie di yoko-tomoe-nage da una parte, non ricordo se destra o sinistra – continua - quindi io me l’aspettavo ed ero pronto a pararlo, e all’ultimo secondo, me l’ha fatto dall’altra, sono caduto di fianco e ho perso!”, nemmeno Arsen sa spiegarsi come gli sia venuto quel tiro “automatismi, istinto”, forse una spiegazione non c’è, se non il talento che contraddistingue i grandi campioni come loro. Poi Arsen, quell’europeo lo vinse da primo anno senior “ma non era ancora al top” precisa Elio. Nel 2010 si giocano una medaglia pesante, il bronzo ai Mondiali a Tokyo. Elio aveva perso da Sobirov, mentre Arsen – ricordano in uno scambio di battute - aveva preso “una bomba” in o-soto-gari da Zantaraia “ho preso un ippon… e che ippon!” commenta (ora) ridendo e agitando le mani davanti alla faccia. Alla fine il bronzo lo vinse Arsen lasciando Elio ai piedi del podio. Ad ottobre dello stesso anno, al Grand Prix ad Abu Dhabi, è ancora il russo ad avere la meglio grazie ad una difesa in acrobazia su un o-goshi di Elio “pensavo di averlo proiettato, invece si è girato in volo, mi è caduto sopra e mi ha immobilizzato”. Arsen arrivò poi secondo, mentre Elio si fermò al quinto posto. Si ritrovarono poi nel 2011, quarti di finali all’Europeo ad Istanbul, Elio attacca in morote-seoi-nage e Arsen mette a segno un contrattacco all’indietro “mi sono sempre sentito bene nei contrattacchi quando mi attaccavano a destra”, poi Arsen perde in semifinale contro il georgiano Betkil Shukvani (dal 2015 Bekir Ozlu, portacolori della Turchia, ndr). Alla fine entrambi salgono sul terzo gradino del podio nella gara che fu poi vinta da Zantaraia. Appena Elio ci fa vedere la foto di quel podio ad Istanbul pensiamo tutti la stessa cosa... che magri! Arsen commenta subito “ah quel calo peso… per me era la cosa in assoluto più difficile! Non so per Elio, ma per me è stata veramente dura” e subito la risposta “no, anche per me, era impossibile, mi è capitato anche due volte di non riuscirci”. Nel 2011 Elio s’infortuna al ginocchio e resta fuori dalle competizioni per circa un anno. Si rivedono così alle Olimpiadi a Londra nel 2012, ma non si incrociano. “Se non perdevo la semifinale con Hiraoka ci saremmo incontrati in finale – dice Elio - ma io ho sempre avuto difficoltà con il judo dei giapponesi, poi eravamo entrambi destri” il cambio di prospettiva è repentino quando arriva il commento di Arsen “Elio mi ha fatto un regalo quel giorno – sostiene - io mi sentivo bene con il giapponese, anche se le prime tre volte che ci ho fatto ho perso, poi ho vinto due volte e alla fine ho vinto anche a Londra… tre a tre” e poi aggiunge “ma ci conoscevamo tutti talmente bene, in quel quadriennio eravamo quei 5-6 ai primi posti nella ranking e a tutte le gare arrivavamo noi in fondo. In quattro anni abbiamo avuto tempo e modo di conoscerci e studiarci, capitava raramente che qualcun altro si inserisse”. Poi chiedo ad entrambi se all’interno di quel gruppo di 5-6 c’era qualcuno che proprio non volevano incontrare. “Arsen e Sobirov, erano proprio forti” dice Elio. “Ad esser sincero io sapevo che alla fine arrivavamo sempre noi e da lì non potevi scappare – sostiene Arsen - Anche per me combattere con Elio era difficile, lui aveva un’ottima forma fisica, poteva andare avanti per cinque minuti senza mai fermarsi e se tu ti fermavi lui non perdonava – prosegue - Diciamo che a quel livello si giocava tutto sull’errore, facevi un errore e avevi perso”. “Esatto. In finale alle Olimpiadi per esempio, Hiroaka gli ha fatto te-guruma” ricorda Elio, poi continua Arsen “sì, un regalo per me! Non glielo avevo mai visto fare prima” (ride). Si ritrovarono per l’ultima volta in gara dopo le Olimpiadi a Londra, quando entrambi erano già passati a 66 kg. E’ il 2015 ed in quest’occasione è Elio ad avere la meglio, conquistando poi il terzo posto all’Asian Open di Taipei. Andava meglio con il peso a 66 kg? La domanda, lo so, è retorica. “A 66 kg? Da Dio! Non solo il peso, anche l’umore era migliorato!” ha risposto subito Arsen. Poi, traducendo una curiosità di Elio, chiedo perché ha smesso? Dato che, è il parere di Elio, anche a 66 kg era ancora il più forte dei russi. “Avevo dato tutto, non avevo più la volontà né di allenarmi né di gareggiare. Un giorno, al Grand Prix ad Abu Dhabi (2016, ndr), prima dell’incontro con il mio compagno di squadra Shamilov, ho detto a Taov, il nostro allenatore, che non ce la facevo più, non volevo più combattere. Lui mi ha convinto a finire la gara e sono arrivato terzo. Poi in hotel ho chiamato Ezio, gli ho spiegato tutto e lui mi ha detto che se non c’era più la volontà non bisognava andare avanti”. Arsen parla molto apertamente ed Elio si ritorva completamente in quelle sensazioni. Sarà forse un caso o magari il destino, ma anche Elio ha deciso di dire basta dopo un incontro con Shamilov, al Grand Prix a The Hague nel 2017. “Quindi sia nel mio caso che nel tuo è stata colpa di Shamilov” scherza Arsen. La conversazione continua così finchè Elio mi chiede di ringraziare Arsen, “dopo tanti anni passati in giro per il mondo, senza mai fermarsi, è bello sedersi e fare due chiacchiere, vorrei ringraziarlo perché tra noi c’è stato molto rispetto, sempre”, io traduco, Arsen conferma e ribadisce “Sì, è vero! E anch’io ringrazio Elio, il rispetto è sempre la prima cosa, sia dentro che fuori dal tatami, questo è il judo”. Traduco, lascio parlare e osservo, testimone di uno scambio tranquillo e amichevole, forse una prima volta anche per loro. Due personalità diverse, ma sotto la corazza, le stesse emozioni. Elio è vulcanico, allenatore delle Fiamme Oro da poco, Arsen tanto riservato quanto generoso, già da qualche anno allena i cadetti della nazionale russa. Due avversari leali e ora due coach giovani e motivati. Il futuro di questo sport sembra essere in ottime mani.

(fonte:https://www.fijlkam.it/fvg/ )

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