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Latina ed i migliori Master d'Italia insieme nel ricordo di Renato Argano

  • master
  • Latina
  • Renato Argano
  • Elio Paparello
  • Judo Fondi

Latina si è bardata a festa per il Campionato Italiano Master, Memorial “Renato Argano”. Ed i master hanno apprezzato, 145 atleti di 88 club si sono messi d’impegno, e questa festa, l’hanno fatta brillare. Tutto è andato nel migliore dei modi, dal ritorno a Latina di un’importante manifestazione di judo, al doveroso ricordo di un Maestro che del judo a Latina ha fatto la storia, alla competizione vera e propria, per arrivare al delicato tocco di classe ‘culturale’ che ha regalato al movimento una cornice rara e prestigiosa quale è stato il Museo Cambellotti, sede delle premiazioni che, la sera di sabato, hanno preceduto le gare. La classifica per società ha premiato il Judo Fondi, club di Elio Paparello che, a sua volta, è stato riconosciuto ‘migliore atleta della gara’. “Non me ne voglia nessuno – ha detto Armando Argano, il figlio di Renato – ma Elio oggi è il migliore anche se è arrivato secondo, e sono certo che chiunque al posto mio avrebbe scelto allo stesso modo”. Qualche sorpresa nelle classifiche si è verificata, ma la gara, come è stato detto in apertura, è stata davvero una festa per tutti. “Bel judo e belle finali, grande rispetto tra atleti – ha detto Giuseppe Macrì, responsabile dei Master - bello il momento del randori con i bambini e il momento delle foto, alla ricerca di parenti e amici, che immortalassero quell'attimo. Che bella organizzazione: in effetti ineccepibile, hanno creduto in questa gara, dalle autorità locali, alla Federazione e tutto questo grazie anche alla parte nascosta, che sono i collaboratori e i volontari. Questa sinergia, ha permesso che tutto ciò funzionasse, molto commenti positivi dei partecipanti, sicuramente dovremmo limare alcune cose, ma sicuramente, i master che hanno partecipato a questa due giorni di Latina, 1° Campionato Italiano Master, potranno dire io c'ero”.

Classifiche complete

F2-3

57: 1) Alessandra Damario (Area Nuoto Torino), 2) Manuela Tadini (Mestre 2001), 3) Andretta Bertone (Marmar Trino)

63: 1) Debora Lascialfari (Kodokan S.Angelo), 2) Ilenia Paoletti (Budokan Bologna), 3) Elisabetta Brandini (Judo Kwai Amiatino), 4) Roberta Caiani (Judo Fondi)

+63: 1) Cristina Magini (Judo Kwai Amiatino), 2) Valentina Lenzini (Kuroki Tarcento)

F4_5_6_7

57: 1) Cristina Marsili (Judo Fornaci), 2) Enrica Cattai (Kodokan Vittorio Veneto), 3) Sandra Trogu (Karalis Juddo) e Diana Arrigoni (Judo Domodossola)

63: 1) Maha Aida Guemati (Judo Conegliano), 2) Angela Tassi (Center Parma), 3) Rosanna Dellaccio (Judo Pavia)

+63: 1) Carla De Almeida Prado (Mushin Roma), 2) Monica Stragliotto (Juo Caldogno), 3) Aurora Calamo (Yubikai Roma), 4) Nadia Cocco (Karalis Judo)

M2_3

66: 1) Ivan Peristi (Judo Gardena), 2) Fabio Brocchieri (Judo Amisaniano), 3) Gianni La Piccirella (Judo Treviso) e Massimo Inzillo (Accademia Torino)

73: 1) Lincoln Han (Kodokan Caserta), 2) Mirco Ramacciotti (Ren Shu Kan Lucca), 3) Paolo Midiri (Talenti Roma) e Mitja Seffino (Kuma Treviso)

81: 1) Andrea Dimattia (Budosan Milano), 2) Markus Valersi (Judo Laives), 3) Lorenzo Giovinettino (Judo Piombino) e Lorenzo Gambogi (Village Ravenna)

90: 1) Angelo Vitale (Pielle Caserta), 2) Mauro Pelorosso (Village Ravenna), 3) Oscar Niccacci (Judo Deruta) e Emiliano Giuliani (Sparatcus Latina)

+90: 1) Francesco Iannone (Kyohan Simmi Bari), 2) Massimo Laurenzi (Syonen Dan Milano), 3) Massimo Silipo (Accademia Torino), 4) Giovanni Prezzi (Judo Laives)

M4_5

66: 1) Andrea Leobono (Jitakyoei Milano), 2) Maurizio Troiano (Kodokan Caserta), 3) Stefano Masala (Judo Torres) e Pietro Ferraro (Yama Arashi Savona)

73: 1) Gabriele Verona (Ren Shu Kan Lucca), 2) Carmine Cirino (Pielle Caserta), 3) Francesco Deserventi (Judo Novi) e Francesco Tisi (Tisi Juddo Team)

81: 1) Fernando Marverti (Ronin Kai Verona), 2) Giampaolo Polenta (Preneste Roma), 3) Valerio Romeo (Cus Siena) e Luca Spadini (Juddo Rosignano)

90: 1) Stefano Pressello (Mushin Roma), 2) Stefano Temporal (Judokay Gemona), 3) Maurizio Imbrogno (Cus Cosenza) e Armando Vettori (Yama Arashi Savona)

+90: 1) Antonello Aliano (Athletic Center Roma), 2) Giuliano Casco (Kuroki Tarcento), 3) Giovanni Romano (Judo Fondi), 4) Dino Walter Sotto Corona (Yama Arashi Savona)

M6_7

66: 1) Arturo Esposito (Phoenix Gym Roma), 2) Giuliano Rossi (Judo Fornaci), 3) Cristiano Masella (Karalis Judo), 4) Giuseppe Saccu (Judo Club Torres)

73: 1) Silvio Lilli (Il Gabbiano), 2) Elio Paparello (Judo Fondi), 3) Cristoforo Maganetti (Sankaku Como), 4) Marco Forzano (Yama Arashi Savona)

81: 1) Paolo Monaco (Dynamics Club Roma), 2) Fabio Santini (Universo), 3) Giovanni Dell’Omo Judo Shakiro), 4) Fabio Acerbi (Talenti 1987)

90: 1) Stefano Bani (Athletic Firenze), 2) Massimo Fiori (GdF Como), 3) Ernesto Vagnoni (Ok Arezzo), 4) Alessandro Cossutti (Dlf Yama Arashi Udine)

+90: 1) Andrea Ricaldone (Vado Ligure), 2) Enrico Shaurli (Kuroki Tarcento), 3) Antonio Vitanza (Airon Judo 90)

Società: 1) Judo Fondi, 27, 2) Karalis Judo Cagliari, 27, 3) Judo Kuroki Tarcento, 26

Latina è pronta per i 148 protagonisti dei Tricolori Master

  • master
  • Latina
  • PalaBianchini
  • Renato Argano

Latina è pronta per l’appuntamento tricolore dedicato ai Master italiani. Sono 145 gli atleti che si sono qualificati alla prova di domenica nel PalaBianchini, 88 le società rappresentate in una manifestazione che riaccende i riflettori sul judo nazionale a 40 anni di distanza o poco più, dal campionato italiano juniores e da un’Italia-Germania Est a squadre che Latina accolse fra il 1976 ed il 1978. Un evento per la città di Latina, ma soprattutto un motivo d’orgoglio e di emozione per l’intero movimento del judo pontino, che coglie l’occasione per ricordare il Maestro Renato Argano, fondatore del Samurai Latina nel 1966 e figura storica del judo non solo pontino, scomparso il 5 luglio scorso. Fulcro dell’organizzazione è Elio Paparello, allievo prediletto del Maestro Argano che, a fronte dell’impegno logistico, non rinuncia all’impegno agonistico e salirà a combattere sullo stesso tatami che ha allestito ed alla fine, dovrà smontare. Sabato, come già annunciato, si terranno le premiazioni dei master che si sono distinti nell’ambito del circuito nazionale, ma saranno premiati anche due giovanissime ragazze, Aurelia Venditto (Latina) e Gaia Stella (Sermoneta) che, ai recenti Tricolori U15 hanno riportato al judo pontino due titoli italiani che mancavano da tempo. La cerimonia si svolgerà nel più importante museo della città di Latina, intestato a Guido Cambellotti, uno fra i più importanti pittori italiani del primo 900. Domenica infine, le gare con 145 protagonisti.

A Guangzhou per un Masters-show, Guido: “Vedo Tonaki su Bilodid”

  • Guangzhou
  • World Masters
  • Luigi Guido

L’appuntamento è riservato ai primi sedici atleti della classifica mondiale per ciascuna delle 14 categorie di peso, 7 maschili e 7 femminili. Nel Guangzhou World Masters in programma sabato e domenica quindi, per i migliori atleti al mondo in questo momento, la gara nel Guangzhou Gymnasium assegnerà a chi si classificherà al primo posto 1800 punti (il mondiale ne assegna 2000, un Grand Slam 1000) ed un premio di 9mila dollari. Le nazioni rappresentate sono 53 con 234 atleti e, fra questi, non ci sono italiani. “Purtroppo nessun italiano presente – ammette Luigi Guido, responsabile delle squadre nazionali - anche se devo dire che l’obiettivo del 2019 era di portare un buon numero di atleti intorno al 25° posto, dato che a fine 2018 siamo con la maggior parte degli atleti lontani da posizioni qualificanti. Con alcuni atleti siamo arrivati vicini ai top 16, ma non siamo entrati. Non è fondamentale in questo momento, ma il prossimo anno il punteggio assegnato potrebbe fare la differenza, a quel punto sarà importante esserci. A prescindere dai conteggi di qualificazione olimpica, il Master Top 16 è competizione di prestigio, la definirei come ‘gara spettacolo’, pertanto mi auguro di assistere ad uno show judoistico di eccellenza, con importanti contenuti tecnici ed agonistici. Chi potrebbero essere i protagonisti? Nelle categorie leggere i giapponesi faranno la differenza, secondo me Tonaki ribadirà la sua leadership a scapito della giovane Bilodid, negli 81 kg quoto Khalmurzaev, nei 90 kg la sfida è fra Sherazadishvili ed Igolnikov, nei 100 kg vedo Fonseca, Paltchik, Ilyasov e negli oltre 100 kg Tushishvili, Grol, Krpalek. Nei 70 kg è molto equilibrata, mentre nei 78 kg quoto le olandesi, ed oltre la Ortiz”. Le gare Top 16 saranno trasmesse anche su SportItalia dalle 0.30 alle 2.30 di sabato e domenica dalle 19 alle 21.

Laura Di Toma: “Il 2018? Tante cose da sistemare, ma tante vanno bene”

  • Laura Di Toma,
  • 2018

Ostia, 12 dicembre 2018 - Tre titoli mondiali juniores prima di tutto, ma nel 2018 del judo italiano c’è stato tanto altro ancora, ed in tutte le classi d’età. Dai cadetti ai senior, dai veterani ai kata, in tutte le competizioni ai più alti livelli. C’è da esserne fieri ed orgogliosi, sicuramente soddisfatti. E consapevoli che c’è sempre ed ancora tanto da fare, consapevoli di non essere mai arrivati, consapevoli di voler migliorare sempre ed ancora. È questo, in sintesi, il filo del ragionamento fatto da Laura Di Toma, Grande Donna del Judo Italiano e Team Manager delle squadre nazionali.
“I risultati agonistici che le nostre rappresentative nazionali hanno ottenuto quest’anno sono stati eccellenti, - ha detto con convinzione Laura Di Toma - così come sono stati eccellenti i risultati internazionali ottenuti dagli atleti che hanno partecipato all’attività autonomamente. Dai Cadetti con gli Eyof e gli Yog, gli Europei ed i Mondiali, con il grande lavoro dei tecnici di Società, un lavoro che viene svolto da sempre, società piccole o grandi che siano, con il supporto delle famiglie, non solo morale, per far fare ai ragazzi quell’intensa attività nazionale ed internazionale che ormai è imprescindibile. Sempre seguiti e preparati nei collegiali dalla CNAG ed accompagnati nelle varie European Cup, Europei e Mondiali. E non faccio nomi, non per evitare di dimenticarne qualcuno, non è certo un’eventuale dimenticanza fra le citazioni che toglie valore ad un atleta, ma perché esprimo con convinzione l’importanza di non dimenticarsi mai della base e di quelli che sono indietro.
E penso quanto questo sia importante proprio nel ricordare l’importanza delle medaglie conquistate agli Europei senior, una gioia che mancava da tempo, alle Continental Open, nei Grand Prix e nei Grand Slam. Tutto questo accade perché il lavoro delle Società, dei Gruppi Sportivi è fatto con cura, attenzione, tanta passione e, naturalmente, perché la Direzione Tecnica Nazionale è sinergica, Kyoshi Murakami, Dario Romano, Luigi Guido, i tecnici Francesco Bruyere e Roberto Meloni, continuamente impegnati a seguire e sostenere i ragazzi in tutte le competizioni del mondo, svolgono un lavoro quotidiano non semplice e faticoso.
Un discorso diverso lo riservo agli Junior che già lavorano con i Senior e partecipano anche alle gare Senior. I risultati ottenuti agli Europei ed ai Mondiali sono stati veramente eccezionali e valorizzano, ovviamente, il lavoro, la fatica, la determinazione degli atleti, ma anche dalla collaborazione, più o meno esplicita, delle Società di appartenenza con le nuove Società, i Gruppi Sportivi, ed il lavoro in Nazionale e con il Maestro Murakami, che ha imposto un durissimo lavoro negli allenamenti del primo Progetto Tokyo.
Salvatore Ferro e Luca Poeta sono stati sempre presenti in tutti gli allenamenti nei collegiali degli Junior e hanno portato un contributo fondamentale. Nelle classi cadetti e juniores, legate dall’eccellente coordinamento di Raffaele Toniolo, sono a disposizione numerosi atleti con potenzialità enormi, ed è doveroso non disperdere nulla questo potenziale e continuare a lavorare in sinergia, parola magica che deve rimanere un obiettivo-collante fra le società di appartenenza e la Nazionale. Certo si può, si deve pensare ad una commissione per gli Junior che favorisca queste sinergie. Ma questo compito si ferma alle cose fatte in questi 12 mesi del 2018, per quanto riguarda le cose da fare i confronti sono costanti e, lo posso assicurare, nessuno si distrae e si impegna al massimo delle sue possibilità. Come fa chiunque. Certo, sono tante le cose da sistemare, ma sono tante anche quelle che vanno bene. Ciascuno poi è libero di scegliere quali guardare”.
Il 2019 è l’anno cruciale, quello in cui si chiarisce il quadro delle sensazioni e delle possibilità, quello in cui si inizia a distinguere fra un ‘ce la può fare’ ed un ‘ce la potrebbe fare’. Ma la lezione di tre bravi ragazzi che, nel dicembre di tre anni fa, si misero a correre a perdifiato nella classifica mondiale nessuno l’ha dimenticata. E se ci hanno creduto loro…

Ciao Gianfranco Marchello, uomo di sport ed amico di tutti

  • Lutto
  • Marchello
  • Gianfranco

“Papà… Ritirare oggi, al posto tuo, quel premio così importante quanto meritato è stato per me un grande onore ma nello stesso tempo un grande dispiacere”. Martedì scorso, il 6 dicembre, Alessio Marchello ha ritirato la Stella d’Oro al Merito Sportivo del Coni per conto del padre Gianfranco. Gianfranco Marchello se n’è andato questa notte e, con lui, la grande famiglia della Fijlkam ha perso un altro grand’uomo di valore. Aveva compiuto 61 anni qualche settimana fa, essendo nato a Lizzanello in provincia di Lecce il 21 novembre 1957, Gianfranco Marchello è stato apprezzatissimo coordinatore dei presidenti di giuria, brillando in particolare perchè “sempre gentilissimo, di un’educazione rara, curioso, colto e con un sorriso coinvolgente”, come recita uno dei numerosissimi messaggi di cordoglio che si stanno susseguendo. Maestro di judo, 5° dan, Gianfranco Marchello uscì dall’Accademia nel 1989, dal 2000 faceva parte della Consulta del settore Judo della Puglia, nel 2005 fondò il Judo Club Olimpia Lizzanello. Alla moglie Pia, ai figli Chiara ed Alessio, ai parenti tutti vanno i sentimenti di raccoglimento e cordoglio da parte della Fijlkam.

Addio Michele Monti, campione gentile

  • Michele Monti
  • Lutto

Ci ha lasciati Michele Monti, toscanaccio sensibile e gentile che ha vissuto il judo in maniera totale. Aveva 48 anni. Michele è stato uno dei grandi del judo italiano, una carriera che da atleta è culminata con la medaglia di bronzo al campionato del mondo a Parigi nel 1997 ed arrivare poi alla finale per il terzo posto anche nel 2003 ad Osaka. È stato una colonna portante della squadra maschile campione d’Europa nel 2001 a Madrid. I riscontri della sua capacità sono stati moltissimi e non solo da atleta, ma anche da tecnico, percorso che ha sviluppato prima nell’ambito delle Fiamme Gialle, ma anche successivamente. Anche in questi anni, dopo essere stato aggredito dalla malattia, è stato capace di reagire e rispondere alle diverse chiamate per tenere stage e lezioni. Sembrava aver superato anche la battaglia più dura, ma nei mesi scorsi la malattia si era ripresentata con delle rare ed improvvise crisi epilettiche. L’ultima, qualche giorno fa, gli ha fatto perdere i sensi. È stato ricoverato e dopo tre giorni è spirato senza riprendere conoscenza. Ai famigliari va il sentimento di cordoglio della famiglia federale. I funerali si dovrebbero svolgere martedì a Rosignano Marittimo, dove nacque il 5 giugno 1970.

Stage Nazionale di kata, proficuo week end nel Centro olimpico

  • ostia
  • kata
  • Stage Nazionale
  • Raduno

Si è concluso nel Centro Olimpico a Ostia lo Stage Nazionale di Kata e Raduno delle Nazionali che, nella giornata di sabato ha raccolto Docenti Federali ed Arbitri in aula magna per illustrare l’attività ed i risultati ottenuti nel 2018 e, successivamente, le modifiche al regolamento arbitrale che saranno applicate a partire dal 2019. Poi sul tatami sono state analizzate le tecniche che nell’ambito delle più recenti competizioni hanno evidenziato una maggiore incidenza di errori, sviluppando conseguentemente le modalità esecutive più opportune per una corretta interpretazione. Nella seconda giornata invece, si è svolto il raduno delle Nazionali e congiuntamente con Arbitri e Docenti sono state visionate e corrette le coppie presenti, comunicando gli aspetti tecnici sui quali intervenire.

All’Italia U21 il Trofeo Riviera del Corallo ad Alghero

  • Alghero
  • Riviera del Corallo
  • Salvatore Ferro

L’Italia juniores ha conquistato ad Alghero il Trofeo internazionale a squadre Riviera del Corallo. Alla manifestazione, organizzata dalla Società Sportiva Arti Marziali Sardegna, hanno partecipato le rappresentative nazionali di Romania, Serbia, Ungheria, Italia e la selezione regionale della Sardegna. Il team azzurro affidato alla guida di Salvatore Ferro è stato composto da Luigi Brudetti (66), Alessandro Magnani (73), Kenny Bedel (81), Gennaro Pirelli (90), Lorenzo Agro Sylvain (+90) e si è imposto nettamente in tutti e quattro gli incontri disputati, cedendo un punto in tutta la gara soltanto alla Serbia, che si è classificata al secondo posto. Al terzo posto l’Ungheria, quarta la Sardegna e quinta la Romania. Soddisfatti gli organizzatori e soddisfatto il coach azzurro anche per lo stage tecnico che, assieme alle altre rappresentative, si è svolto la domenica.

Azzurri soddisfatti, Giappone ok, domani si torna a casa “Grande esperienza!”

Stanchi, ma soddisfatti. Ed i sorrisi disegnati sui volti di tutta la squadra azzurra al termine dell’ultimo allenamento in Giappone, consentono di comprendere bene sia la stanchezza che la soddisfazione. Sorride anche Francesca Milani ed è il presupposto migliore per un recupero il più rapido possibile. Oggi si parte, sabato gli azzurri saranno nuovamente a casa. “Sono felice di aver fatto questa esperienza – ha detto Odette Giuffrida – l’allenamento è stato davvero tosto, anche perché quest’università a Yamanashi è la più forte, hanno vinto da poco il quinto titolo universitario consecutivo. Tre ore di judo al giorno, uchi komi, nage komi, randori, è stato tutto intenso, impegnativo e mi ha permesso di aggiungere cose nuove al bagaglio tecnico. Ora a casa, per me fino a Parigi. Sono felice perché questo è un gruppo molto unito”. “È stata un’esperienza molto positiva – è stato invece il commento di Matteo Marconcini – e sono davvero contento per com’è andata. Sono state tre settimane lunghe ed è stato difficile, soprattutto per me che sono il più ‘grande’ del gruppo, stare lontano da casa. Una cosa che mi è sempre più impegnativa, tuttavia abbiamo svolto un ottimo lavoro, fatto tantissimi ‘randori’ e siamo sulla strada giusta per raggiungere i prossimi obiettivi”. “Questo ritiro in Giappone ci ha aiutato a crescere moltissimo – ha detto Carola Paissoni - Abbiamo avuto l’opportunità di lavorare con la squadra femminile di Yamanashi, ragazze forti dal punto vista judoistico, mentale e umano. Ogni allenamento, preparato con i tecnici, ci ha aiutato ad aggiungere quel mattoncino in più che, sono certa, farà la differenza. Non c’è stato allenamento in cui non abbia imparato moltissimo. Ottima preparazione per un 2019 ormai alle porte. Grazie Giappone!”. “È stato duro e difficile per l'intensità degli allenamenti, ma sicuramente torniamo a casa con un bagaglio molto arricchito – è stata l’osservazione di Giorgia Stangherlin - Sono felice del lavoro che abbiamo svolto e di essermi confrontata con queste ragazze. Ora si torna a casa e si continua a lavorare”. “Dopo 18 giorni torniamo a casa – ha detto Biagio D’Angelo - sono stanco, ma consapevole dell’ottimo lavoro fatto. È stata una bella esperienza, che sicuramente darà i suoi frutti in futuro”. “Un ritiro in Giappone è sempre una esperienza particolare – ha detto Matteo Medves - Formativa, stancante, divertente. È un mix di emozioni e spunti tecnici che, ogni volta, ti fa crescere un po’. Rientro in Italia con spunti su cui ragionare e situazioni da correggere, ma di sicuro più maturo di qualche settimana fa. Ora sicuramente un po’ di riposo per poi ripartire più forte di prima”. C’è stata anche una gara a squadre a coronare la proficua permanenza nella terra del Sol Levante, una sfida amichevole per i padroni di casa dello Yamanashi, che si sono confrontati con una squadra composta da sei azzurri e tre sloveni. Il mixed-team europeo ha vinto per 5 a 4 con le vittorie di Manuel Lombardo, Giovanni Esposito, Leonardo Casaglia, Christian Parlati e Adrian Gomboc.

Fiamme Gialle a Bucarest per la Champions e l’Europa League

  • Bucarest
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20181203 FFGG MFVenerdì a Bucarest è in programma la Champions League, di fatto la serie A del campionato d’Europa per club. A rappresentare l’Italia ci sono le ragazze delle Fiamme Gialle, promosse in seguito al terzo posto ottenuto l’anno scorso a Wuppertal. Si tratta di Francesca Giorda e Giulia Pierucci (52), Martina Lo Giudice e Miriam Boi (57), Edwige Gwend e Nadia Simeoli (63), Alice Bellandi (70), Assunta Galeone e Valeria Ferrari (+70), guidate da coach Ylenia Scapin. “La gara a squadre è per noi molto sentita – ha detto Assunta Galeone, il capitano della squadra - In ogni occasione abbiamo sempre dato tutto per il club. Questo è stato un anno lungo, ed ognuna di noi ha cumulato una dose di stanchezza e qualche infortunio, ma l’impegno e la volontà supereranno qualsiasi ostacolo! Daremo il massimo come sempre e se son rose, fioriranno. Inoltre la presenza della squadra maschile in Europa League sarà un valore aggiunto per il supporto reciproco che ci sapremo dare”. Otto le squadre in corsa per il titolo, oltre le Fiamme Gialle ci sono Flam 91 e Pontault-Combault (Fra), Yawara Neva (Rus), Galatasaray (Tur), Valencia (Esp), Dinamo Cluj-Napoca (Rou) e le croate del Vinkovci, con le quale sono iscritte anche Rosalba Forciniti e Maria Centracchio. Sabato (maschile) e domenica (femminile) invece, saliranno sui tatami della Ghermanescu Polyvalent Hall le squadre dell’Europa League ed il team delle Fiamme Gialle è in lizza assieme ad altre dieci squadre, ben 3 francesi (Blanc Mesnil, Flam 91, Sucy), Golden Gori (Geo), Ratiborets e Krasnodar (Rus), Usk Praga (Cze), Leipzig (Ger), Csm-Csu Pitesti (Rou), Kinezis (Srb). Capitanati da Antonio Ciano, che si è messo al servizio della squadra nei 90 kg per completare l’organico ed accentuarne la competitività, i ragazzi delle Fiamme Gialle sono Elios Manzi (66), Emanuele Bruno e Gabriele Sulli (73), Andrea Gismondo (81), Antonio Ciano (90), Andres Felipe Moreno e Vincenzo D’Arco (+90). “Anche se io non combatterò – ha detto con rammarico Vincenzo D’Arco - ho provato in tutti i modi a recuperare l’infortunio alla mano patito nel Grand Prix in Olanda, ma non riuscirò a salire sul tatami e mi spiace moltissimo. Ma sarò pronto in gennaio”.

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