CIO: revisione sui principi di qualificazione olimpica
Martedì, 21 aprile 2020 – Nei giorni scorsi il CIO ha fatto sapere di aver apportato una serie di modifiche al Sistema di Principi di Qualificazione a Tokyo 2020. Modifiche necessarie vista la pandemia di Covid-19 in corso e la conseguente scelta delle nuove date olimpiche.
Specifichiamo subito che i Principi di Qualificazione sono il riferimento per tutti i sistemi di qualificazione, regolati e stabiliti dalle Federazioni Internazionali, ognuna nel suo sport o disciplina. Questi sistemi consistono nell’insieme di regole, procedure e criteri per la partecipazione ai Giochi Olimpici.
Di seguito, i punti chiave della suddetta revisione ai Principi di Qualificazione, approvati dal CIO nel luglio 2017 e ora rivisti.
Per quanto riguarda il periodo di qualificazione, la sua estensione era inevitabile. Il 29 giugno 2021 è la nuova scadenza finale, termine ultimo, per portare un atleta a Tokyo. Il termine ultimo per le iscrizioni sportive è stato invece spostato al 5 luglio 2021, mentre i sistemi di qualificazione delle singole Federazioni Internazionali verranno visionate e finalizzate il prima possibile.
Per quanto riguarda l’assegnazione delle quote, gli atleti che hanno già ne hanno già ottenuta una la manterranno, nonostante il rinvio. Il 57% del totale delle quote sono già state assegnate e ne mancano circa 5.000. I Comitati Olimpici Nazionali, che selezionano alcuni atleti e ottengono per loro una quota di partecipazione, mantengono tale diritto.
Il principio che dovrà guidare le Federazioni Internazionali è quello di rispettare, il più possibile, i metodi e i percorsi dei sistemi di qualificazione originali, cercando dunque di mantenere lo stesso numero di eventi previsti prima delle cancellazioni e sospensioni necessarie.
Lo scenario delle qualificazioni basate sul Ranking è molto delicato ed il CIO ha deciso di lasciare piena discrezionalità alle Federazioni Internazionali nel definire le nuove scadenze e i nuovi percorsi delle classifiche. Un buon equilibrio, consiglia comunque il CIO, può essere trovato fra il proteggere gli atleti che erano molto vicini alla qualificazione in base alle scadenze del 2020 e, insieme, l’assicurare la partecipazione dei migliori atleti, permettendo di continuare il percorso nel 2021.
Le Federazioni Internazionali sono inoltre invitate a confrontarsi con le rispettive Federazioni Nazionali per giungere a una decisione giusta e trasparente.
In ultima analisi, i criteri di eleggibilità. Nel rispetto del principio per cui gli atleti già qualificati sono a tutti gli effetti confermati, è possibile per le Federazioni Internazionali estendere l’età massima. Dunque, chi era eleggibile nel 2020 lo sarà anche nel 2021, a meno che questo non comporti un rischio per la salute dell’atleta. Per quanto riguarda l’età minima, essa verrà abbassata e chi non era eleggibile a luglio 2020 lo sarà invece a luglio 2021.
Il CIO ci tiene a ricordare che la salute degli atleti deve essere il principio guida nella calendarizzazione degli eventi di qualificazione da recuperare. Esorta, dunque, a confermare tali eventi soltanto una volta che gli effetti del Covid-19 siano accertati e controllabili.
Amarcord Loriga: Nerone, il più olimpionico degli Italiani
Roma 18 aprile 2020 Riprende oggi un appuntamento fisso con le storie raccontate da un grande amico della FIJLKAM, il giornalista Vanni Lòriga, uno dei massimi esperti di sport in Italia. Racconterà per inostri appassionati lettori dei campioni olimpici delle nostre discipline, ma anche le curiosità e gli aneddoti di personaggi famosi e a volte insospettabilmente legati ai nostri sport.
Questa è la prima puntata, buona lettura!
Come tutti sanno i Giochi Olimpici 2020 sono rinviati al prossimo anno e sono state già rese note le date di svolgimento delle gare. Si ricorda sempre che è la prima volta che una edizione dei Giochi non si disputa nell’anno olimpico. Il che è vero per i Giochi moderni ma esiste un interessante precedente in quelli antichi.
La 211a edizione, che avrebbe dovuto svolgersi nel 65 d.C. , si tenne invece nel 67 dopo Cristo. Chi lo decise? Semplicemente l’imperatore Claudio Cesare Augusto Germanico, al secolo Nerone.
L’Imperatore si era regolarmente iscritto a quei Giochi e si stava trasferendo in Grecia quando, giunto a Benevento, gli giunse voce che a Roma i Senatori stavano tramando contro di lui. Dietrofront, rientro nella Capitale e Giochi rinviati di due anni.
Nerone fu il dominatore di quelle Olimpiadi affermandosi in sei gare, molte delle quali da lui inventate. Alle stranissime corse di cavalli aggiunse le gare per drammaturghi e citaredi. E di cetre lui se ne intendeva.
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Lucio Domizio Enobarbo , il vero nome originario di Nerone, è quindi l'Italiano (era nativo di Anzio) ad aver vinto sei titoli in una sola edizione olimpica, superando Nedo Nadi che per cinque volte si affermò in quelli moderni del 1920.
Nei Giochi disputati nella antica Olimpia il lottatore più volte vittorioso fu Milone da Crotone, ben sette titoli ma in edizioni differenti fra cui una giovanile.
Quanto agli sport che interessano la nostra Federazione va ricordato che il vincitore del pancrazio in quella Olimpiade “neroniana” fu Xenodamo di Antiochia. Ma il più famoso dei pancrazisti antichi fu Polidamante da Scotus, lo cita Platone ne “La Repubblica” raccontando il confronto tra Socrate ed il sofista Trasimaco il quale asseriva che la “Giustia"è ciò che giova al più forte. Socrate gli fece osservare come notoriamente il più forte di quei tempi fosse il pancrazista Polidamante al quale giovava la carne di bue. Conclusione inevitabile: la Giustizia altro non è che la carne bovina...
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Di Polidamante, che aveva vinto i Giochi della 93a Olimpiade, parla anche Pausania. La sua incredibile forza (fra l'altro uccise a mani nude un leone) fu apprezzata da Dario il Grande. Alle sue dipendenze affrontò disarmato i tre più validi soldati armati della guardia imperiale: superfluo precisare che li fece fuori tutti...
Preso atto che per oltre un anno non potremo trattare dei Giochi Moderni, getteremo ulteriori sguardi su quelli antichi.
…segue…
Didascalie:
In copertina: Nerone
1. Milone da Crotone
2. Platone
3. Socrate
Clic, la foto racconta...
Roma, 17 aprile 2020 - Siamo a Tampere, in Finlandia, ed è il 2006. Luca Valdesi è appena stato incoronato campione del mondo per la seconda volta. Replica esatta di ciò che accadeva soltanto due anni prima a Monterrey, in Messico.
In questo abbraccio vediamo Andrea Valdesi, il padre di Luca che lo ha cresciuto come uomo e come sportivo, anche lui maestro di karate.
Andrea, orgoglioso e presente, lo seguiva ovunque e a sue spese. Non importava che le gare fossero in Messico, piuttosto che in Europa, in Brasile o in Giappone: il papà di Luca Valdesi c’era sempre.
È un abbraccio liberatorio. Per tutti i sacrifici e gli allenamenti, per la cura dei particolari e dei minimi dettagli che tanto caratterizzano il kata. Un abbraccio liberatorio, dunque, e uno sfogo. Uno sfogo pieno di gioia che, oltre alla tensione e alle pressioni dello sport, racconta l’amore fra un padre ed un figlio.
Andrea, stretto tra le braccia del figlio, entrambi avvolti da una rassicurante bandiera italiana, si lascia andare alla contemplazione dell’energia di Luca, con gli occhi chiusi, in un abbraccio che libera e giustifica i sacrifici dei grandi atleti e dei grandi campioni.
La foto è di Emanuele Di Feliciantonio, fotografo ufficiale FIJLKAM.
La mancata Olimpiade del 1944: Londra batte Roma 20 a 11
Roma 16 aprile 2020 Pubblichiamo oggi un nuovo avvincente racconto storico narrato dall’arch. Livio Toschi, nella sua veste di storico della FIJLKAM. Buona lettura!
In due precedenti articoli ho sinteticamente raccontato le vicende che spinsero il CIO ad assegnare la XII Olimpiade a Tokyo, che dovette rinunciarvi in seguito alla decisione presa dal governo nipponico il 16 luglio 1938. L’arduo compito toccò quindi a Helsinki. Nemmeno un anno dopo fu necessario assegnare la XIII Olimpiade.
Dal 5 al 10 giugno 1939 il CIO si riunì a Londra e l’argomento principale all’ordine del giorno fu la scelta della sede per i Giochi del 1944. Vennero presentate le candidature di Atene, Detroit, Losanna, Roma e Londra. È curioso trovare Detroit tra le città candidate. Il Comitato Organizzatore era formato dalle case automobilistiche General Motors, Ford e Crysler. La Camera di commercio di Detroit si dichiarò pronta a mettere a disposizione degli organizzatori una somma di 300 milioni sia per l’organizzazione dei Giochi, sia per la costruzione di uno stadio da 110.000 posti e di un villaggio olimpico.
Assieme a tutta la stampa nazionale anche il CONI nel 1939 sostenne la candidatura della Città Eterna pubblicando un opuscolo intitolato, come nel 1935, Roma Olimpiaca. Alla sessione di Londra la nostra causa fu perorata dal conte Alberto Bonacossa, membro della Commissione Esecutiva del CIO, e va pure ricordato che l’Italia schierava ben tre delegati: Bonacossa, Paolo Thaon de Revel e Giorgio Vaccaro. Inoltre, il 21 aprile 1942, Roma avrebbe inaugurato l’Esposizione Universale, definita “Olimpiade della Civiltà”: un bel viatico per ottenere anche i Giochi del 1944.
Tuttavia, il 9 giugno 1939, Londra ebbe la meglio su Roma con 20 voti contro 11. La delusione italiana fu notevole e l’insuccesso contro la “perfida Albione” va certamente ascritto alla nostra aggressiva politica internazionale, che ci aveva spinti a occupare l’Albania in aprile e a stringere il Patto d’Acciaio con Hitler il 22 maggio. Quale magra consolazione l’Olimpiade invernale venne assegnata a Cortina d’Ampezzo, che prevalse su Montreal e Oslo. All’inizio di settembre, tuttavia, ebbe inizio la seconda guerra mondiale e pertanto anche i Giochi del 1944 furono annullati, ma Londra si rifece nel 1948. Solo molti anni più tardi, invece, Roma (nel 1960) e Tokyo (nel 1964) riuscirono a ospitare la XVII e la XVIII Olimpiade.
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Non possiamo dimenticare, però, che Roma ha inanellato un’incredibile serie di fallimenti quale candidata ai Giochi: dopo aver rinunciato all’Olimpiade del 1908, non ricevette il sostegno del governo per quella del 1920, fu superata da Parigi nel 1924 e da Berlino nel 1936, rinunciò all’Olimpiade del 1940 e venne sconfitta da Londra per quella del 1944. Infine, dopo l’indimenticabile esperienza del 1960, fummo battuti da Atene per i Giochi del 2004 e ci siamo chiamati fuori da quelli del 2020 e 2024.
Molti, a causa della rinuncia del 1940 e del recente rinvio al 2021, hanno scritto che le Olimpiadi sono maledette per il Giappone! E per noi, allora?
Didascalie:
In Copertina: La copertina di Roma Olimpiaca
1. Il Villaggio Olimpico progettato per l’Olimpiade 1944 a Roma
2. Il manifesto dell’Esposizione Universale di Roma 1942 (E42)
3. Il conte Henri de Baillet-Latour, presidente del CIO dal 1925 al 1942
Lotta al Covid-19: la UWW dona le mascherine
Roma, 14 aprile 2020 – La United World Wrestling, nella persona del presidente Nenad Lalovic, e la Chinese Wrestling Federation hanno donato mascherine mediche, molto utili nella prevenzione e nella lotta contro la pandemia di Covid-19, ad alcuni centri di allenamento e federazioni nazionali, tra cui quella italiana. La FIJLKAM ha ringraziato calorosamente per il bel gesto di solidarietà.
Gli auguri del Presidente Falcone: "la storia ci insegna che dopo una Caporetto c’è sempre una Vittorio Veneto"
Cari Amici,
non è passato molto tempo dal mio precedente editoriale eppure molte cose sono accadute.
Il trasformarsi dell’epidemia di covid-19 in pandemia ha bloccato quasi completamente ogni attività umana mentre ha fermato del tutto l’attività sportiva nel mondo. I Giochi Olimpici di Tokyo sono stati posticipati di un anno, per la prima volta nella loro storia e tutti noi stiamo vivendo un periodo di grande incertezza.
Accanto all’ansia per il futuro incerto dei nostri atleti di alto livello c’è un mondo, il nostro mondo fatto di piccole e grandi realtà associative, che sta giustamente vivendo con grande preoccupazione l’evolversi degli eventi, dal momento che questa “vita sospesa” porta con sé grandi difficoltà, anche a livello di sopravvivenza.
Il blocco totale delle attività sportive e motorie svolte nelle palestre e voluto dal Governo a tutela della salute pubblica è condivisibile ed è oltremodo necessario per poter fronteggiare con speranza di risultato positivo il grande pericolo che incombe sulla salute di noi tutti. Purtroppo il rovescio della medaglia è la grande crisi economica che porta con sé, crisi che si inizia a sentire in modo forte soprattutto nelle realtà più piccole.
Ho incontrato in videoconferenza tutte le Strutture Territoriali condividendo strategie e percorsi che sono stati recepiti dai Consigli di Settore nel Comunicato n. 12 del 6 aprile scorso.
Nel prossimo Consiglio Federale adotteremo, inoltre, delle misure che riguardano la revisione delle quote di affiliazione del 2021 e della cancellazione delle quote di iscrizione alle Finali Nazionali dei Campionati Italiani 2020, misure peraltro già da me anticipate nell’intervista pubblicata sul sito della Gazzetta dello Sport. Inoltre, come concordato con le rispettive Commissioni Nazionali Insegnanti tecnici, sarà ratificato dal Consiglio Federale l’accordo di collaborazione con la Scuola dello Sport per la realizzazione dei Corsi on line (parte generale) e dei Corsi regionali per Aspiranti Allenatori di 1° livello, oltre che dei Corsi Nazionali di 2°, 3° e 4° livello nonché dei Corsi Regionali obbligatori.
Su richiesta del CONI abbiamo svolto una rilevazione presso le nostre ASD con l’obiettivo di raccogliere una serie di informazioni e dati utili a definire l’entità delle ricadute economici e sociali dell’emergenza in atto sul tessuto associativo. Ringrazio le tante Associazioni Sportive ed i Comitati Regionali che hanno risposto alla nostra iniziativa. Il Presidente Malagò - e colgo qui l’occasione per ringraziarlo per l’appassionato lavoro che sta svolgendo quale figura di raccordo fra il mondo dello sport e il Ministro Spadafora - ha trasmesso al Governo tutti i dati e i numeri inviati dalle FFSSNN al riguardo.
Il Governo ha messo in campo recentemente le prime risorse importanti che posso così riassumere:
- i collaboratori sportivi titolari di un rapporto di collaborazione con le ASD iscritte al Registro del CONI possono chiedere un bonus di 600 euro attraverso la piattaforma on line di Sporte e Salute. Lo stanziamento del Governo è di 50 milioni di euro;
- tutte le ASD appartenenti al mondo sportivo sono state equiparate alle piccole e medie imprese, con la possibilità di accedere al Fondo istituito presso il Credito Sportivo con un importo di 100 milioni di euro a tasso zero.
Come ho già detto recentemente nella citata intervista, ribadisco che gli interventi governativi vanno nella giusta direzione, ma sono insufficienti e limitati. Ho inviato il 23 marzo al Presidente Malagò una lettera nella quale suggerivo alcune proposte tese a salvaguardare quelle ASD che hanno in locazione impianti o strutture private e che non possono far fronte ai costi di affitto in assenza di ricavi. Ho condiviso con altri Presidenti Federali delle proposte emendative al Decreto “Cura Italia” contenenti idee e progetti per sostenere e supportare il nostro movimento sportivo.
Auspico che le Autorità di Governo ed il Ministro Spadafora, al quale va il mio compiacimento per la disponibilità e l’impegno profuso per i provvedimenti ad oggi emanati, adottino, anche sulla base delle indicazioni contenute nelle citate proposte, con un prossimo Decreto nuovi e più incisivi interventi. Contributi o finanziamenti sarebbero ovviamente molto graditi, ma in alternativa si rileverebbero assolutamente necessarie decise misure di sostegno alle ASD attraverso agevolazioni fiscali o altre forme di supporto (quale, ad esempio, la riduzione delle bollette energetiche) che possano accompagnare una celere ripresa dell’attività.
Nel frattempo siamo massimamente impegnati a dare supporto alle nostre Società Sportive con le quali, voglio sottolineare, i rapporti reciproci non si sono mai interrotti. Infatti la Segreteria Federale non ha mai smesso di lavorare e sta operando in modalità smart working essendo – come tutti ben sappiamo – il Centro Olimpico chiuso. Colgo qui l’occasione per ringraziare tutti i funzionari che con la massima disponibilità stanno operando dalle proprie abitazioni per far si che le varie attività federali non subiscano ripercussioni negative.
E per rendere ancora più fattivo il nostro supporto a tutte le realtà sportive del nostro mondo abbiamo realizzato una piattaforma web dedicata e accessibile dalla home del sito federale che è già visibile online ed è denominata “FIJKAM Cares”. Si tratta di una sorta di sportello informativo per tutto il mondo FIJLKAM e consente di accedere tempestivamente ai diversi documenti normativi approfondendone i riflessi per il sistema sportivo. Inoltre in “FIJLKAM Cares” si trova la modulistica predisposta in collaborazione con i nostri consulenti legali e fiscali ed è attiva una sezione con le FAQ ritenute di maggiore interesse per la nostra grande famiglia federale.
Cari amici,
la situazione è difficile e di non breve soluzione, ma noi non dobbiamo lasciarci sopraffare dalla gravità del momento. Dobbiamo continuare a nutrire la nostra creatività e il nostro entusiasmo e mantenere viva la passione per le discipline federali che tanto amiamo. Pertanto vi invito ad interagire in “FIJKAM Cares” che sarà anche uno spazio di incontro virtuale, una piazza elettronica dove condividere le tante iniziative svolte nelle nostre realtà territoriali.
Concludo questo mio breve intervento rassicurandovi del fatto che la Federazione e il Consiglio, che ringrazio per la sua fattiva attività e supporto, stanno facendo del proprio meglio per reagire a questa crisi e per superarla nel modo migliore possibile.
Vi esorto a non mollare e a sentirvi Comunità perché noi siamo una Comunità e chiamare noi stessi “Famiglia FIJLKAM” non è solo un modo di dire retorico. E non dimentichiamo che la storia ci insegna che dopo una Caporetto c’è sempre una Vittorio Veneto.
Vi auguro una Santa Pasqua rammentandovi che il vero significato della Pasqua è la rinascita e pertanto prepariamoci ad accogliere questo messaggio rivoluzionario della nostra religione e a predisporci ad essa.
Domenico Falcone
Delibere d'urgenza per i procedimenti di giustizia sportiva
Roma, 10 aprile 2020 – Viste le disposizioni contenute nel D.L. 23 dello scorso 8 aprile, la Federazione, con Delibera d'Urgenza (link) del Presidente Federale nr. 8 2020, ha disposto di prorogare all'11 maggio 2020 la sospensione dei termini relativi ai procedimenti di Giustizia Sportiva.
LIVE - Aggiornamenti sul Coronavirus
Roma, 9 aprile 2020 - Tutti gli aggiornamenti circa le misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
- Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana 8 aprile 2020
- Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 aprile 2020
- Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 marzo 2020
- Compendio provvedimenti Coronavirus per Sistema Sportivo 2020
- Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana 25 marzo 2020
- Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 marzo 2020
- Ordinanza del Ministero della Salute e del Ministero dell'Interno 22 marzo 2020
- Ordinanza del Ministero della Salute 20 marzo 2020
- Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020
- Quadro sinottico delle_misure contenute nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
- Domande Frequenti DPCM 9 marzo 2020
- ORDINANZA REGIONE LAZIO 9 marzo 2020
- DECRETO PRESIDENTE CONSIGLIO DEI MINISTRI 9 marzo 2020
- ORDINANZA REGIONE LAZIO 8 marzo 2020
- DECRETO PRESIDENTE CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 marzo 2020
- Circolare 65/2020 - Consiglio di settore Lotta - 06 marzo 2020
- Circolare 64/2020 - Consiglio di settore Karate - 05 marzo 2020
- Circolare 63/2020 - Consiglio di Settore Judo - 04 marzo 2020
- DECRETO PRESIDENTE CONSIGLIO DEI MINISTRI 4 marzo 2020
- COMUNICATO URGENTE SU APPLICAZIONE ART. 2 DPCM 1 MARZO 2020
- Applicazione art.2 DPCM 1 marzo 2020
- SUGGERIMENTI PER LA PRATICA SPORTIVA DEI NOSTRI ATLETI
- Leggi e altri atti normativi
- Comunicazione del ministero della Pubblica Amministrazione
- Comunicato del Ministero dell'Istruzione
- ORDINANZE REGIONI 25 febbraio 2020
- DECRETO PRESIDENTE CONSIGLIO DEI MINISTRI 25 febbraio 2020
- DPCM e Decreti Legge 23 febbraio e 24 febbraio 2020
- Chiarimenti applicativi ordinanza Regione Veneto 23 febbraio 2020
- Chiarimenti applicativi ordinanza Emilia Romagna 23 febbraio 2020
- FAQ Ordinanza FVG COVID19 "Coronavirus" 23 febbraio 2020
Clicca qui per la comunicazione del Presidente della Giunta Ordinanza della Regione Liguria
- Di seguito la comunicazione del Ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, in merito alle misure urgenti per fronteggiare e contenere in modo particolarmente incisivo i casi di contagio da Coronavirus. LINK DOCUMENTO
La mancata Olimpiade di Tokyo 1940 2ª parte
Roma 9 aprile 2020 Pubblichiamo oggi la seconda parte di un avvincente racconto storico narrato dall’arch. Livio Toschi, nella sua veste di storico della FIJLKAM: quella delle Olimpiadi di Tokyo del 1940, accuratamente programmate ma non svolte a causa della Seconda Guerra Mondiale (oltre che quelle del 1944).
Sarà interessante scoprire una delle storie meno raccontate, ma al contempo meglio documentate delle Olimpiadi che non furono.
Buona lettura!
Abbiamo concluso il precedente articolo parlando dell’ultimo messaggio di Pierre de Coubertin. Il barone non fu mai “profeta in patria” e, sentendosi incompreso, abbandonò la Francia per un volontario esilio nell’eremo della villa Mon Repos a Losanna. Emulo di Scipione l’Africano («Ingrata patria, non avrai le mie ossa»), volle che il suo corpo fosse sepolto nel cimitero di Bois de Vaux a Losanna e il suo cuore, custodito in un’urna, nella stele eretta ad Olimpia nel 1927 in memoria della rinascita dei Giochi.
Dal 10 al 18 marzo 1938 si tenne al Cairo la XXXVIII Sessione del CIO: in verità, dopo l’inaugurazione di re Faruk al Teatro dell’Opera, le sedute si svolsero su un battello in navigazione lungo il corso del Nilo. Si decise, fra l’altro, di procrastinare di un mese l’Olimpiade estiva del 1940 (sabato 21 settembre – domenica 6 ottobre) e di fissare quella invernale a Sapporo dal 3 al 14 febbraio 1940. Conclusi i lavori del CIO al Cairo, alcuni congressisti si recarono a Olimpia, dove il 26 marzo si svolse la cerimonia della tumulazione del cuore di De Coubertin.

Duramente impegnato nella guerra con la Cina, il 16 luglio 1938 il Giappone dovette rinunciare ai Giochi, ma pubblicò ugualmente, nel 1940, un Rapporto del Comitato Organizzatore sui lavori preparatori per i Giochi della XII Olimpiade a Tokyo. Da questo Rapporto e dagli articoli comparsi sui quotidiani sportivi Il Littoriale e La Gazzetta dello Sport abbiamo ricavato molte preziose informazioni.
Per quanto riguarda gli impianti sportivi, oltre a quelli nel parco Meiji presso il tempio shintoista dove riposano l’imperatore Mutsuhito e sua moglie, erano già disponibili la Patinoire a Shibaura per la scherma e il Ryogoku Kokugikan a Honjo per il pugilato, la lotta e il sollevamento pesi. Furono progettati ex novo il velodromo a Shibaura, il poligono di tiro a Murayama, l’ippodromo a Setagaya, il campo di regate a Toda, il porto per le gare di vela a Yokohama, il palazzo dello sport (o Kishi Memorial Gymnasium) a Kanda per le gare di basket e ginnastica. Inoltre, sul campo di golf a Komazawa, si decise di costruire lo Stadio Olimpico per 100.000 spettatori e lo Stadio del Nuoto per 28.000, separati da una piazza per le cerimonie (26.400 mq), dominata da una torre monumentale. Alle spalle dei due stadi si voleva edificare il Villaggio Olimpico, con quelli collegato attraverso dei sottopassaggi.
La Commissione per la Propaganda aveva già scelto il logo (di Taiji Takamoto) e il manifesto, affidato al prof. Sanzo Wada dopo che l’apposito concorso non aveva soddisfatto appieno. Da maggio 1937 ad agosto 1938 furono pubblicati 16 numeri del mensile Olympic News in inglese, francese, tedesco e spagnolo.
La fiaccola olimpica da Atene sarebbe giunta via mare in Siria, passando poi per numerosi paesi e importanti città (Bagdad, Teheran, Kabul, Pechino, ecc.). Una volta arrivata dalla Corea al porto di Moji, a nord-est di Fukuoka, i tedofori l’avrebbero portata fino a Tokyo.
Allo scopo d’invogliare le varie nazioni alla trasferta in Estremo Oriente, il Giappone assicurò un credito di un milione e mezzo di yen a 3.000 dirigenti e atleti, limitando inoltre il costo per il soggiorno nel villaggio olimpico a un dollaro e mezzo giornaliero, pasti compresi. Erano pure previste riduzioni che avrebbero dimezzato le spese di viaggio. Per trasportare i partecipanti ai Giochi la maggiore compagnia di navigazione nipponica, la Yusen Kaisha, s’impegnò a costruire appositamente tre navi da 16.500 tonnellate ciascuna.
Se nel 1936 a Berlino furono donate delle piantine di quercia ai vincitori, a Tokyo si pensò di consegnare ai vincitori una spada e alle vincitrici uno specchio. Va sottolineato il grande valore simbolico di questi oggetti, che insieme alla gemma costituiscono le insegne imperiali del Giappone (Sanshu no Jingi o i Tre sacri tesori) e rappresentano il valore (la spada, che si chiama Kusanagi), la saggezza (lo specchio Yata no Kagami) e la benevolenza (la gemma Yasakani no Magatama). Secondo la leggenda questi oggetti furono portati sulla terra da Ninigi-no-Mikoto quando la nonna, la dea del sole Amaterasu, lo inviò a pacificare e riunire il Giappone. Divennero perciò il simbolo della divinità dell’imperatore, considerato il discendente di Amaterasu e come tale legittimato a governare il Paese. Il nipote di Ninigi, Jimmu Tenno, diede inizio alla dinastia imperiale (11 febbraio 660 a.C.).
Pochi giorni dopo la rinuncia di Tokyo, consultati per telegramma i vari membri del CIO, il conte Baillet-Latour assegnò quindi i Giochi estivi a Helsinki. Tuttavia l’invasione sovietica della Finlandia nel novembre 1939 paralizzò i preparativi per lo svolgimento dell’Olimpiade. Helsinki tentò comunque fino all’ultimo di allestire i Giochi, specie dopo la pace conclusa con l’URSS il 12 marzo 1940, ma sotto l’incalzare della guerra non c’era più tempo per cavalleresche dispute sportive: nell’aprile 1940 anche la Finlandia dovette rimettere il mandato al CIO.


Didascalie
In copertina Il logo dei Giochi di Tokyo 1940 (di Taiji Takamoto)
1. Lo Stadio Olimpico e lo Stadio del Nuoto. Sullo sfondo s’intravede il Villaggio Olimpico
2. Una riunione del Comitato Organizzatore. Alla sinistra di Jigoro Kano siede il principe Iyesato Tokugawa, presidente del Comitato
3. Il manifesto dei Giochi di Tokyo 1940 (di Sanzo Wada)
4. Il logo dei Giochi di Helsinki 1940
Cura Italia: indennità per collaboratori sportivi, emanato il decreto attuativo
🔘 Possono richiedere l’indennità i titolari di rapporti di collaborazione, già in essere alla data del 23 febbraio 2020 e ancora pendenti al 17 marzo 2020, data di entrata in vigore del Decreto Legge “Cura Italia”. È inoltre espressamente prevista una una priorità per i collaboratori sportivi che nel periodo d’imposta 2019 non abbiano percepito compensi superiori a 10.000 euro complessivi.
🔘 Possono accedere all’indennità i lavoratori titolari di un rapporto di collaborazione ai sensi dell’art. 67, comma 1, lettera m), del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 che possiedano i seguenti requisiti:
🔸1. - non devono rientrare nell’ambito di applicazione dell’art. 27 del Decreto Legge “Cura Italia”;
🔸2. - non devono aver percepito altro reddito da lavoro per il mese di marzo 2020;
🔸3. - non devono aver percepito, nel mese di marzo 2020, il Reddito di Cittadinanza;
🔸4. - non possono cumulare l’indennità con le altre prestazioni e indennità di cui agli articoli 19, 20, 21, 22, 27, 28, 29, 30, 38 e 44 del Decreto Legge “Cura Italia”.
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La procedura prevede tre fasi:
🔹la prenotazione: per prenotarsi è necessario inviare un SMS con il proprio Codice Fiscale al numero che sarà disponibile da martedì 7 aprile su www.sportesalute.eu, (leggi qui l’informativa relativa alla privacy). Dopo aver inviato l’SMS, si riceverà un codice di prenotazione e l’indicazione del giorno e della fascia oraria in cui sarà possibile compilare la domanda sulla piattaforma;
🔹l’accreditamento: per accreditarsi è necessario disporre di un proprio indirizzo mail, del proprio Codice Fiscale e del codice di prenotazione ricevuto a seguito dell’invio dell’SMS;
🔹la compilazione e l’invio della domanda: subito dopo l’accreditamento, sarà possibile accedere alla piattaforma, compilare la domanda, allegare i documenti e procedere con l’invio.
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🔺caricare sul tuo computer, tablet o telefono il pdf dei documenti che andranno allegati (documento identità, contratto di collaborazione o lettera di incarico o prova dell’avvenuto pagamento della mensilità febbraio 2020);
🔺avere a disposizione i tuoi dati essenziali, tra cui: Codice Fiscale, recapiti di posta elettronica e telefonici, residenza e IBAN per l’accredito della somma;
🔺disporre dei dati relativi alla tua collaborazione sportiva, tra cui: nominativo delle parti contraenti, decorrenza, durata, compenso e tipologia della prestazione;
🔺conoscere l’ammontare complessivo dei compensi sportivi ricevuti nel periodo d’imposta 2019;
🔺accertarti che il rapporto di collaborazione per cui intendi presentare la domanda di indennità rientri, ai sensi dell’art. 2 del Decreto Ministeriale, nell’ambito di cui all’art. 67, comma 1, lettera m), del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e che sia presso Federazioni Sportive Nazionali, Enti di Promozione Sportiva, Discipline Sportive Associate, oppure presso Società e Associazioni Sportive Dilettantistiche;
🔺verificare che sussistano tutti gli altri requisiti di legge richiesti (esempio: non avere diritto a percepire altro reddito da lavoro per il mese di marzo 2020, non essere pensionato, non essere co.co.co iscritto alla gestione separata INPS, non essere percettore del Reddito di Cittadinanza, etc.);
🔺disporre del codice fiscale o della Partita Iva della Associazione/Società/Organismo Sportivo per cui si presta la collaborazione;
🔺 verificare, se collabori con un’Associazione o una Società Sportiva Dilettantistica, che sia iscritta al Registro del CONI;
🔺verificare, se collabori con una Federazione Sportiva Nazionale, una Disciplina Sportiva Associata o un Ente di Promozione Sportiva, che sia riconosciuto dal CONI.
L’indennità sarà erogata direttamente da Sport e Salute sul conto corrente indicato dal richiedente in fase di presentazione della domanda. Le indennità saranno erogate sino a concorrenza del fondo di 50 milioni di euro riconosciuti alla Società per l’erogazione delle indennità.
➡️ Alcune altre risposte, apparentemente semplici ma necessarie perché oggetto di domande molto ricorrenti:
🔺con il codice fiscale, puoi presentare una sola domanda
🔺se sei titolare di più di un rapporto di collaborazione, puoi presentare la domanda con riferimento ad un solo contratto: premurati di accertare che la ASD/SSD sia iscritta al Registro del Coni
🔺per verificare l'iscrizione al Registro del Coni dell'associazione o società sportiva dilettantistica e per conoscere il codice fiscale dell'associazione o società sportiva puoi consultare il Registro presente sul sito del Coni
🔺possono presentare domanda solo i titolari dei rapporti di collaborazione con i soggetti previsti dalla norma di legge: Federazioni sportive nazionali, Enti di promozione sportiva, Disciplina sportive Associate, associazioni o società sportive dilettantistiche iscritte al Registro alla data del 17 marzo 2020
🔺è necessario caricare il contratto o la lettera d'incarico; in alternativa, è possibile produrre la quietanza di avvenuto pagamento del mese di febbraio 2020
🔺per quel che riguarda i compensi percepiti nel 2019: la norma si riferisce ai compensi sportivi e in sede di compilazione della domanda l'ammontare sarà oggetto di un'autocertificazione
Nota di servizio: il nuovo sito appena messo online è "in propagazione", il che significa che qualcuno potrebbe non vederlo corretamente. In questo caso questo è l'indirizzo alternativo: https://t.me/SporteSalute




