Europei U23 a Podgorica per 15 atleti, Galeone al Mondiale Open a Marrakesh
Ostia, 7 novembre 2017. È in partenza per Podgorica, in Montenegro, la squadra italiana di judo che, da venerdì 10 a domenica 12 novembre, parteciperà al Campionato d’Europa U23. La squadra guidata da Laura Di Toma con Roberto Meloni (coach) e Roberto Zanghi (fisio) è composta da 15 atleti, Elisa Adrasti (48), Giulia Pierucci e Francesca Giorda (52), Giulia Caggiano e Miriam Boi (57), Nadia Simeoli (63), Giorgia Stangherlin (78), Eleonora Geri (+78), Stefano Monticone (60), Samuele Fascinato e Luigi Brudetti (66), Andrea Gismondo (73), Andrea Fusco e Lorenzo Rigano (90), Davide Pozzi (100). “La direzione tecnica ha condiviso l’idea di estendere l’opportunità a questi atleti – ha detto il coach Luigi Guido - rispetto quelli che già hanno disputato Europei e Mondiali junior, tenendo conto soprattutto che questi, assieme ad altri, partiranno per un intenso periodo di allenamento in Giappone”. Assunta Galeone invece, è in partenza per Marrakesh dove, sabato e domenica si disputa il campionato del mondo Open. Sedici le atlete in gara ed Assunta, che sarà accompagnata da squadra Valeria Ferrari e Diego Cressi, è pronta a vivere un’altra esperienza speciale “A prescindere dal risultato, sarà una bella esperienza che affronto con la spensieratezza maturata. Forse voglio solo una sfida, ma fine a se stessa. Una sfida dalla quale non cerco altro che adrenalina… una scarica di adrenalina che, per adesso, solo una competizione come questa mi può dare”.
Trofeo Italia, la prova ‘Sankaku’ va all’Akiyama Settimo
Bergamo, 5 novembre 2017. L’Akiyama Settimo Torinese si è aggiudicato la prova bergamasca del Trofeo Italia Esordienti B con il primo posto nella classifica generale delle Società. I tabelloni di gara e le classifiche complete sono pubblicate come di consueto nell’area dedicata.
M
40: 1) Valerio Accogli, 2) Alessandro Polmo, 3) Nicolò Busia e Antonio Polmo
45: 1) F. Petruzzelli, 2) Davide Berghi, 3) Lopez Barroso e Manuel Misoaga
50: 1) Cristian Miceli, 2) Niccolò Mangino, 3) Gabriele Belviso e Alessandro Bellini
55: 1) Vincenzo Skenderi, 2) Samuele Gaita, 3) Marco Battino e Samuele Muratore
60: 1) Leonardo Piccolo, 2) Vincenzo Pelligra, 3) Simone Aversa e Francesco Bottaini
66: 1) Edoardo Fanelli, 2) Paolo Faccio, 3) Enrico Signorini e Davide De Berti
73: 1) Dario Praiotto, 2) Raffaele Verdirame, 3) Mattia Scanu e Francesco Camerani
81: 1) Riccardo Giaconi, 2) Dumitru Razvan, 3) Antonio Ciallella e Francesco Manfrè
+81: 1) Francesco Costanzo, 2) Ludovico Urbani, 3) Stefano Manenti e Massimiliano Testa
F
40: 1) Miriam Leone, 2) Lucrezia Tantardini, 3) Chiara Antonia Dispenza e Sara Sanetti
44: 1) Carlotta Parrinello, 2) Micaela Sciacovelli, 3) Asia Avanzato e Elisa Ronzoni
48: 1) Chiara Zuccaro, 2) Giulia Carnà, 3) Martina Ghislanzoni e Cindy Passochiuso
52: 1) Veronica Toniolo, 2) Carlotta Sinisi, 3) Letizia Grivet Chin e Agnese Zucco
57: 1) Giulia Frosoni, 2) Sara Corbo, 3) Laura Costa e Emilia Simeoli
63: 1) Alice Bevilacqua, 2) Aurora Berbatti, 3) Alissa Schirone e Andreea Stan
70: 1) Emma Petrolo, 2) Matilda Sbalchiero, 3) Cecilia Corini e Danila Trotta
+70: 1) Claudia Maria Tarba, 2) Tiziana Marini, 3) Maria Daniela Podda e Angelica Zanesco
Intervento riuscito, Odette Giuffrida ‘felice per aver rimesso a posto la spalla’
Ostia, 4 novembre 2017. L’intervento chirurgico alla spalla sinistra di Odette Giuffrida è perfettamente riuscio ed ora, per riprendere l’attività, bisogna attendere quattro mesi. “Mi sono infortunata a Bardonecchia, una settimana prima del mondiale – ha detto Odette Giuffrida - ma non sembrava così grave ed anch’io non ho aiutato, perché la mia motivazione era talmente forte che neanche sentivo dolore, risonanza e radiografie hanno dato risultati che non erano così evidenti. Dopo il mondiale sono stata un po’ in vacanza, ma quando sono ritornata la spalla era ancora dolente e così ho voluto approfondire, qualcosa non mi quadrava e, finalmente, abbiamo capito che era necessario l’intervento chirurgico, cui mi sono sottoposta martedì scorso (31 ottobre), per risolvere il problema a cercine e capolungo del bicipite. Adesso sono come nuova – ha concluso la Giuffrida - e fra quattro mesi dovrei ricominciare, speriamo! La cosa che mi rende più triste è che dovrò saltare gare che mi stanno particolarmente a cuore come il Grand Slam a Tokio e Parigi, poi l’Open a Roma, che sono gare che mi emozionano sempre. Ma sono davvero felice per aver rimesso a posto questa spalla, mi dava davvero tanto fastidio ed ora posso ricominciare anche meglio di prima!”.
Operato il malleolo di Matteo Marconcini, ora 30 giorni senza caricare
Roma, 31 ottobre 2017. È stato eseguito ieri sera l’intervento di ricostruzione del malleolo destro di Matteo Marconcini, fratturato nell’incidente stradale della settimana scorsa, quando fu colpito da un’automobile mentre circolava a Roma con il suo scooter. L’intervento alla caviglia del vicecampione del mondo degli 81 kg è iniziato verso le 17.30 e si è prolungato per diverse ore in quanto si è rivelato più complicato del previsto. “La frattura riscontrata – ha detto Luigi Guido, responsabile del Centro Sportivo Carabinieri - è pluriframmentaria del malleolo tibiale destro. L’intervento si è rivelato un po’ più complesso del previsto, proprio perché i frammenti erano veramente tanti e non è stato possibile usare una vite, ma è stato ricostruito il malleolo con fili interni e cerchiaggio, che poi andrà tolto. È andato tutto bene, ora Matteo deve stare trenta giorni senza appoggiare il piede a terra, poi lentamente inizierà a rimodulare il carico. I tempi di recupero dunque, si allungano un po’ rispetto la precedente previsione”.
D’Arco è d’oro a Malaga, bronzo per Ferrari, Geri, Carollo, Pozzi
Ostia, 29 ottobre 2017. Primo posto di Vincenzo D’Arco a Malaga, nell’European Cup senior che per la prima volta l’ha visto affermarsi a livello internazionale nei +100 kg. Tre le vittorie che hanno portato sul gradino più alto del podio il 27enne napoletano seguito da Ylenia Scapin, ottenute sul francese Medeuf, il lituano Mecajus ed in finale, sullo spagnolo Angel Parra. Dopo l’assoluto a Parma nel 2016, a Malaga è stata la seconda esperienza per Vincenzo D’Arco nei +100 kg. Risultato: due primi posti. Quattro terzi posti invece, sono quelli che Valeria Ferrari nei 78 kg, Eleonora Geri nei +78 kg, Massimiliano Carollo negli 81 kg, Davide Pozzi nei 100 kg, hanno portato in dote al medagliere italiano e che, complessivamente, è valso il quarto posto alle spalle di Francia, Sud Korea e Olanda.
A Capodistria 3 argento e 2 bronzo, l’Italia U18 sale a quota 14 medaglie, più di tutti
Ostia, 29 ottobre 2017. Le medaglie conquistate dai cadetti italiani a Capodistria sono state 14, in quanto alle nove di ieri se ne sono aggiunte altre cinque oggi. Nella seconda giornata dell’European Cadet Cup infatti, lo score degli U18 italiani è stato di tre secondi posti ed altri due terzi. Un risultato pregevole, maturato con le prove di Fabiana Bergamelli, 2^ nei 57 kg, Michele Valeri, 2° negli 81 kg, Erica Simonetti, 2^ nei +70 kg, Irene Pedrotti, 3^ nei 63 kg e Asya Tavano, 3^ nei +70 kg. E se l’Italia viene dopo Azerbaigian, Croazia, Ucraina e Germania nel medagliere qualitativo, i cadetti italiani hanno meritato il primo posto per il numero più alto di medaglie vinte, 14 appunto, precedendo la Slovenia, seconda con 9.
Bronzo spagnolo per Boi e Meloni a Malaga
Ostia, 28 ottobre 2017. Miriam Boi ed Augusto Meloni hanno ottenuto il terzo posto a Malaga, in occasione dell’European Cup Senior con 317 atleti di 28 nazioni. Tre le vittorie che hanno consentito a Miriam Boi di salire sul terzo gradino del podio nei 57 kg, su Sappho Coban (Ger), Emilie Amaron (Sui) e, dopo essere uscita sconfitta in semifinale da Lola Benarroche (Fra), su Martina Lo Giudice, in una finale tutta italiana. Un’altra sfida tutta italiana è stata quella affrontata da Augusto Meloni nei recuperi dei 73 kg con Emanuele Bruno. L’ha vinta Meloni che poi si è aggiudicato il terzo posto superando il tedesco Hamsat Isaev. Precedentemente aveva vinto nell’ordine su Sanchez Fernandez (Esp) e Puechel (Ger), dopo la sconfitta da Ramirez (Esp), ha superato ancora il francese Chausson.
Quinto posto al Grand Slam per un ‘Grand Giuliano’ ad Abu Dhabi
Abu Dhabi, 28 ottobre 2017. Giuliano Loporchio si è classificato al quinto posto nel Grand Slam ad Abu Dhabi. Il percorso affrontato per approdare alla semifinale dei 100 kg è sufficiente a raccontare il valore della prestazione del 25enne pugliese, ippon a Johannes Frey (Ger), al golden score con Varlam Liparteliani (Geo) e ancora ippon con l’israeliano Peter Paltchik. Poi due russi, prima Bilalov e poi Denisov, hanno lasciato Giuliano Loporchio giù dal podio, ma la certificazione di qualità non può essere messa in discussione. “Purtroppo chiudo l’ultima gara dell’anno con tanta amarezza – ha detto Giuliano - perché sono consapevole che oggi mi sono battuto con i più forti e me la sono giocata con tutti. Sarebbe potuta andare meglio, ma questa è solo una tappa verso l’obiettivo, per il quale sto lavorando duramente. Dalla delusione di oggi troverò la forza per la prossima occasione”. Un buon incontro è stato anche quello disputato da Nicholas Mungai nei 90 kg, nonostante la vittoria abbia premiato Mihail Marchitan (Uae). “Grande gara di Giuliano – ha riassunto il coach Francesco Bruyere - ha un’ottima posizione, deve solo avere più fiducia nelle sue capacità e prendere sicurezza negli attacchi, poi può battere chiunque e oggi lo ha dimostrato. Nel complesso la trasferta è stata ricca e proficua, e ci lascia ottime prospettive per i prossimi impegni”. Interessante l’episodio che si è verificato nella finale dei 100 kg: azione di shime waza di Nikiforov su Bilalov, che determina la resa anche bloccando la gamba del russo. Ippon annunciato, verifica: ippon annullato. Motivo: non è più possibile bloccare la gamba nell’azione di shime waza (lo fece anche Basile a Rio con Shikhalizada). L’aggiornamento al regolamento è stato comunicato in tutte le riunioni tecniche più recenti e sarà pubblicato nell’imminente riedizione del booklet. Vedi al minuto 3:50 del VIDEO
90: 1) Nikoloz Sherazadishvili (Esp), 2) Beka Gviniashvili (Geo), 3) Mammadali Mehdiyev (Aze) e Zachary Burt (Can); 100: 1) Niiaz Bilalov (Rus), 2) Toma Nikiforov (Bel), 3) Peter Paltchik (Isr) e Kirill Denisov (Rus); +100: 1) Cyrille Maret (Fra), 2) Maciej Sarnacki (Pol), 3) Anton Krivobokov (Rus) e Or Sasson (Isr); 78: 1) Natalie Powell (Gbr), 2) Marhinde Verkerk (Ned), 3) Mayra Aguiar (Bra) e Guusje Steenhuis (Ned); +78: 1) Tessie Savelkouls (Ned), Iryna Kindzerska (Aze), 3) Beatriz Sousa (Bra) e Marie Suelen Altheman (Bra)
Sara Lisciani prima a Capodistria, nove medaglie nell’European Cup Cadetti
Ostia, 28 ottobre 2017. Un primo, tre secondi e cinque terzi posti! Ben nove le medaglie per l’Italia a Capodistria in occasione della prima giornata dell’European Cadet Cup in Slovenia, alla quale partecipano 230 atleti di 17 nazioni. Numerosissimi gli italiani in gara, 63, più di tutte le altre nazioni, Slovenia compresa, ma per un risultato che ha trovato riscontro nel primo posto di Sara Lisciani (48), i secondi posti di Alessia Tedeschi (52), Michele Schiraldi (55), Cristiano Grimaudo (66) ed i terzi posti di Carlotta Avanzato (48), Silvia Giuseppa Drago (44), Aris Manzi (55), Michele Ronzoni (60) e Leonardo Valeriani (60).
Finalmente regina, Gwend d’oro nel Grand Slam ad Abu Dhabi. Basile quinto
Roma, 27 ottobre 2017 - Finalmente prima! Ad Abu Dhabi Edwige Gwend è ritornata alla vittoria centrando il primo posto dei 63 chilogrammi nel Grand Slam degli Emirati Arabi Uniti. Un risultato di rilievo per l’azzurra 27enne che, nonostante un palmares ricco e prestigioso, ultimamente è rimasta troppo spesso ai piedi del podio: il suo ultimo primo posto a livello internazionale risale all’ottobre 2015 nel Grand Prix a Tashkent. Finalmente ad Abu Dhabi è arrivata la prima vittoria in un Grand Slam. Con quattro vittorie, sull’uzbeka Ibragimova, la canadese Burt, l’austriaca Unterwurzacher e, in finale, al golden score ha chiuso per una sanzione con la britannica Renshall. Più che vittoria scaccia crisi, la si deve chiamare scaccia tabù. Il primo Grand Slam nei 73 chilogrammi di Fabio Basile si è concluso invece con un quinto posto bello e significativo. Podio sfiorato, ma grande prestazione nella quale Fabio si è messo in gioco con tutte le sue qualità, che sono tante, pagando il giusto e prevedibile tributo alla categoria superiore. Nonostante la difficoltà del cambio di categoria, sensibile sul piano della potenza, Fabio ha disputato cinque incontri vincendone tre, con Turner (USA), Lee (KOR) e Macias (SWE). Lo hanno sconfitto Ganbaatar (MGL) e Butbul (ISR). La gara di Antonio Esposito negli 81 chilogrammi si è interrotta nel modo peggiore: dopo la vittoria sull’argentino Morales Martinatto si è procurato un infortunio al ginocchio destro affrontando il mongolo Otgonbaatar. Domani sono attesi alla prova Nicholas Mungai (90) e Giuliano Loporchio (100). “Non ci sono troppe parole da spendere per Edwige, perché quando combatte così, lucida e concentrata, è un problema per tutto il mondo – ha commentato il coach Francesco Bruyere - in finale ha gestito tatticamente bene un incontro scomodo con un avversaria ostica, ma senza mai andare in difficoltà. Davvero molto bene. Fabio ovviamente, e come ci aspettavamo, ha sofferto la fisicità degli avversari. A questi livelli pochi chili in più fanno la differenza, deve costruirsi e lavorare ancora per trovare la sua dimensione in questa categoria. Ma tirando le somme ha provato sempre ad attaccare, ha battuto il numero 6 della ranking e ha disputato una finale in un Grand Slam come prima uscita, non male direi. Antonio purtroppo ha subìto un infortunio al collaterale interno del ginocchio su un contrattacco del mongolo al golden score. Un peccato perché oggi stava bene e sono sicuro che sarebbe arrivato in fondo anche lui. Aspettiamo di tornare in Italia per gli accertamenti necessari e intanto speriamo che non sia nulla di grave”. “Sono abbastanza soddisfatto di questa gara – ha detto Fabio Basile – tengo anche conto che ho deciso il cambio di categoria poche settimane fa e mi sono confrontato subito con alcuni fra i migliori al mondo. È stata una prova ardua, ma sono contento anche perché ho battuto degli avversari di alto spessore, come lo svedese Macias, che è uno dei big della categoria (sesto nella WRL, ndr), penso che la strada sia quella giusta, anche se c’è sempre tanto da fare e tanto da imparare. Sì, sono felice e senza rimpianti!”.





