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Medves eliminato ad Abu Dhabi, ora inizia "l'attesa per Fabio Basile”

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Ostia, 26 ottobre 2017. L’iraniano Ghassem Nourizadeh ha superato Matteo Medves e la prima giornata per la squadra azzurra impegnata nel Grand Slam ad Abu Dhabi si è conclusa dunque ai sedicesimi di finale dei 66 kg. “Matteo ha fatto un incontro sotto tono, modalità che solitamente non lo caratterizza. – è stato il commento del coach azzurro Francesco Bruyere - La gara era al suo livello ed è un peccato buttare occasioni del genere.  Abbiamo concluso poco fa l’allenamento con i ragazzi che combatteranno domani ed il clima è buono, il sorteggio è stato abbastanza favorevole e speriamo che sappiano sfruttarlo al meglio. C'è molta attesa per il cambio di categoria di Fabio – ha concluso Bruyere - ma lui trasmette sicurezza come al solito ed è contagioso, sono certo che farà bene”. Domani sono attesi alla prova Edwige Gwend nei 63 kg, che se la vedrà con l’uzbeka Mukhayyo Ibragimova, Fabio Basile che affronterà Alexander Turner (Usa) nei 73 kg, Antonio Esposito negli 81 kg che affronterà il primo turno con Morales Martinatto (Arg).

Risultati Day 1

48: 1) Irina Dolgova (Rus); 2) Milica Nikolic (Srb); 3) Paula Pareto (Arg) e Otgontsetseg Galbadrakh (Kaz)

52: 1) Charline Van Snick (Bel); 2) Erika Miranda (Bra); 3) Gili Cohen (Isr) e Alexandra-Larisa Florian (Rou)

60: 1) Robert Mshvidobadze (Rus); 2) Felipe Kitadai (Bra); 3) Francisco Garrigos (Esp) e Sharafuddin Lutfillaev (Uzb)

66: 1) Tal Flicker (Isr); 2) Nijat Shikhalizada (Aze); 3) Abdula Abdulzhalilov (Rus) e Vazha Margvelashvili (Geo)

Medves eliminato ad Abu Dhabi, ora inizia "l'attesa per Fabio Basile”

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Ostia, 26 ottobre 2017. L’iraniano Ghassem Nourizadeh ha superato Matteo Medves e la prima giornata per la squadra azzurra impegnata nel Grand Slam ad Abu Dhabi si è conclusa dunque ai sedicesimi di finale dei 66 kg. “Matteo ha fatto un incontro sotto tono, modalità che solitamente non lo caratterizza. – è stato il commento del coach azzurro Francesco Bruyere - La gara era al suo livello ed è un peccato buttare occasioni del genere.  Abbiamo concluso poco fa l’allenamento con i ragazzi che combatteranno domani ed il clima è buono, il sorteggio è stato abbastanza favorevole e speriamo che sappiano sfruttarlo al meglio. C'è molta attesa per il cambio di categoria di Fabio – ha concluso Bruyere - ma lui trasmette sicurezza come al solito ed è contagioso, sono certo che farà bene”. Domani sono attesi alla prova Edwige Gwend nei 63 kg, che se la vedrà con l’uzbeka Mukhayyo Ibragimova, Fabio Basile che affronterà Alexander Turner (Usa) nei 73 kg, Antonio Esposito negli 81 kg che avrà il primo turno con Morales Martinatto (Arg).

Risultati Day 1

48: 1) Irina Dolgova (Rus); 2) Milica Nikolic (Srb); 3) Paula Pareto (Arg) e Otgontsetseg Galbadrakh (Kaz)

52: 1) Charline Van Snick (Bel); 2) Erika Miranda (Bra); 3) Gili Cohen (Isr) e Alexandra-Larisa Florian (Rou)

60: 1) Robert Mshvidobadze (Rus); 2) Felipe Kitadai (Bra); 3) Francisco Garrigos (Esp) e Sharafuddin Lutfillaev (Uzb)

66: 1) Tal Flicker (Isr); 2) Nijat Shikhalizada (Aze); 3) Abdula Abdulzhalilov (Rus) e Vazha Margvelashvili (Geo)

Incidente stradale, frattura del malleolo per Marconcini

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Incidente stradale, frattura del malleolo per Marconcini

Roma, 25 ottobre 2017. Matteo Marconcini ha fratturato il malleolo del piede destro dopo essere stato centrato da una macchina mentre viaggiava con il suo scooter. È accaduto ieri pomeriggio a Roma e questa mattina il vicecampione del mondo si sottoporrà ad ulteriori esami radiografici per la valutazione definitiva e, molto probabilmente, all’intervento chirurgico. “Come sto? Sto male! – ha detto Matteo Marconcini - devo operarmi per l’ennesima volta… malleolo fratturato… una macchina maledetta che non si è fermata ad uno stop ed è entrata nella strada che percorrevo io, prendendomi in pieno sulla gamba destra. Dopo tre spalle, un ginocchio, tendine del pollice ancora rotto e la pubalgia in atto, ora c’è anche il malleolo!”. “Ho sentito il Segretario ed il Presidente, lo staff medico federale è a completa disposizione, così come quello del Centro Sportivo Carabinieri - ha detto Luigi Guido, responsabile nel Centro Sportivo CC e tecnico federale – stamattina facciamo gli approfondimenti, quindi la valutazione definitiva, ma credo sarà necessario l’intervento”.

Mondiali U21 a squadre, ancora Giappone. L’Italia cede al Kazakistan, ma c’è

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Mondiali U21 a squadre, ancora Giappone. L’Italia cede al Kazakistan, ma c’è

Zagabria, 22 ottobre 2017. Il Giappone si è dovuto accontentare di una sola medaglia d’oro nell’ultima giornata del campionato del mondo juniores a Zagabria. Dopo averne conquistate due al giorno per quattro giorni, nella quinta giornata è stata messa in palio soltanto quella della gara a squadre mista. Ed il Giappone l’ha vinta. Olanda seconda, Russia e Germania terze. L’Italia si è battuta con il Kazakistan, ha dato prova di solidità e di equilibrio, ma è uscita sconfitta, 5 a 3. Nei 48 kg Alessia Ritieni ha incassato shime waza da Navatbek, ma Angelo Pantano ha rimesso subito il conto in parità con un seoi nage a Shamshadin. Valeva ippon, ma la statistica registra la vittoria per la squalifica del kazako, che d’istinto ha messo la testa a terra con la speranza di salvarsi. Anita Cantini fa la stessa cosa subito dopo nei 57 kg ed il punto lo porta a casa Karchayeva. Nei 73 kg è battaglia fra Leonardo Casaglia e Didar Khamza, la spunta il kazako per waza ari di seoi nage. Alice Bellandi riporta sotto l’Italia con il punto nei 70 kg infliggendo un waza ari di seoi nage a Kadirbekova e Andrea Fusco riacciuffa il pareggio subito dopo immobilizzando Maidan nei 90 kg. Bravissimo l’azzurro a proseguire l’azione di gaeshi, valutata waza ari (non è stato indicato a favore di chi ed il tabellone non l’ha segnato), inchiodando il kazako a terra. Nulla da fare purtroppo sia per Calagreti con Berlikash (gaeshi e osae komi), che Agro Sylvan con Zhabborov (shime waza). “L’incontro con il Kazakistan era alla nostra portata – ha detto Raffaele Toniolo - purtroppo i nostri atleti lo hanno affrontato troppo contratti e non sono riusciti ad esprimere il loro valore. Peccato perché è stata una buona occasione per poterlo dimostrare”. “Oggi ho avuto la mia piccola rivincita vincendo l’incontro con il kazako Shamshadin – è stato il commento di Angelo Pantano - questa sarebbe potuta essere l’occasione per riscattare la pessima prestazione individuale, ma nella team competition si esaltano valori oltre l’individualità. È un’esperienza che ti vede coinvolto nella sfida a 360° stando ad un palmo di distanza dal tatami anche quando combattono gli altri membri della squadra. Torno a casa con nuovi stimoli e idee per migliorare”. “Dopo la grande delusione nella gara individuale sono contenta che mi è stata data la possibilità di combattere nella gara a squadre – ha detto Alice Bellandi - anche se ci siamo fermati al primo turno contro il Kazakistan. Non è stato facile rimettersi in gioco subito dopo l’inattesa sconfitta nell’individuale, ma era necessario reagire e ripartire con il piede giusto. Sono riuscita a portare a casa il punto e prendermi così una piccola rivincita, per me un nuovo inizio”. “Siamo molto amareggiati come squadra per non poter essere andati avanti in questa competizione. – ha commentato Andrea Fusco - Mi è dispiaciuto disputare un solo incontro quest’oggi, mi sentivo in forma ed avrei voluto mettermi alla prova anche con altri atleti”.

Zagabria applaude il mondiale del Giappone, l’Italia si prepara per il Kazakistan

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Zagabria applaude il mondiale del Giappone, l’Italia si prepara per il Kazakistan

Zagabria, 21 ottobre 2017. È stata una giornata in cui gli azzurri non sono stati impegnati direttamente, la quarta del campionato del mondo juniores a Zagabria ed è stata anche l’ultima per quanto riguarda il torneo individuale. Un’opportunità per fare il punto e recuperare le energie per la gara a squadre di domenica, che li vedrà impegnati al primo turno con il Kazakistan. “Le gare individuali si sono concluse con 3 atleti nel blocco finale – è stata l’analisi di Raffaele Toniolo – e la medaglia di Parlati ha rotto il digiuno che durava da due edizioni, ma si sarebbe potuto ottenere un bottino maggiore, sia commettendo qualche errore in meno, ma anche se la finale di Lombardo fosse stata arbitrata in maniera aderente al regolamento. Sinceramente è difficile spiegare perché succedono certe cose, ma siamo certi che anche questi episodi ci daranno l’energia per lavorare ancora di più e meglio in futuro. Molti di questi atleti saranno ancore juniores anche nel 2018, ma anche per quelli che passeranno nella classe seniores credo ci saranno delle soddisfazioni da raccogliere”. Un commento particolare è quello di un altro coach azzurro, Raffaele Parlati: “Gara di altissimo livello – ha detto il tecnico napoletano e padre di Christian - i nostri ragazzi si sono espressi tutti al massimo delle loro possibilità. Siamo ovviamente un pò dispiaciuti per come è stata condotta la finale di Lombardo che, come del resto tutti avete potuto notare, meritava la medaglia di  bronzo. Inoltre ci tengo a sottolineare la bella prestazione di Salvatore D'Arco e, per quanto riguarda Christian, l’appuntamento con l’oro è solo rimandato”. La cavalcata per la medaglia di bronzo di Christian Parlati, è stata seguita però da un coach diverso dal padre e cioè da Luca Poeta, che è anche coach nel gruppo sportivo di appartenza: “Il livello della gara, come previsto, è stato molto alto – ha detto Luca Poeta - infatti tra i partecipanti c’erano molti atleti già medagliati a Grand Prix e Grand Slam. I nostri atleti hanno dato il massimo, nonostante la comprensibile pressione emotiva. Ritengo ci sia ancora poca chiarezza nella valutazione del waza-ari e sugli shido, com’è accaduto ad esempio nella finale di Manuel, mentre sono molto felice per la medaglia di Christian che, oltre ad essere meritata, arricchisce anche il medagliere delle Fiamme Oro!”. La giornata è rimasta sulla traccia delle precedenti, con il Giappone che ha fatto incetta di medaglie. Ne ha vinte altre due d’oro ed in tutto sono state otto, due al giorno! L’esatta metà di quelle messe in palio dal campionato del mondo.

F – 78: 1) Shiyu Umezu (Jpn); 2) Teresa Zenker (Ger); 3) Marina Bukreeva (Rus) e Patricia Sampaio (Por); +78: 1) Akira Sone (Jpn); 2) Hikaru Kodama (Jpn); 3) Eliannis Aguilar (Cub) e Beatriz Souza (Bra)

M – 100: 1) Zelym Kotsoiev (Aze); 2) Arman Adamian (Rus); 3) Temur Rakhimov (Tjk) e Takaya Yamaguchi (Jpn); +100: 1) Inal Tasoev (Rus); 2) Stephan Hegyi (Aut); 3) Daigo Kagawa (Jpn) ed Enej Marinic (Slo)

A Zagabria l’Italia ritorna sul podio mondiale, Christian Parlati è bronzo

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A Zagabria l’Italia ritorna sul podio mondiale, Christian Parlati è bronzo

Zagabria, 20 ottobre 2017. Grande gara di Christian Parlati e per l’Italia è finalmente arrivata l’attesa medaglia, ad interrompere un digiuno sofferto per due lunghe edizioni, le precedenti del 2014 e 2015. La medaglia di bronzo degli 81 kg nel campionato del mondo juniores a Zagabria è andata dunque al collo del diciannovenne Christian Parlati, napoletano come Antonio Esposito, che finalmente ha potuto consegnare idealmente il testimone dell’ultima medaglia vinta nel 2013 a Lubiana, laureandolo campione del mondo. Il primo in assoluto per il judo italiano maschile. Una prodezza è stata anche quella di Christian a Zagabria che un mese dopo il terzo posto ottenuto agli Europei U21 a Maribor, ha replicato ai Mondiali con un percorso eccezionale, vittoria sul giapponese Tomokiyo, poi su Reijntjens (Olanda) e Cherkai (Ucraina). Semifinale persa con il belga Casse, che poi ha vinto l’oro, ma nella sfida per il terzo posto Christian non ha concesso nulla al britannico Mcwatt, piazzando waza ari a trenta secondi dal termine. “Sono contento di questo risultato anche se speravo in una finale tutta italiana – ha detto Parlati - è la gara che aspettavo da tutto l'anno, e  nonostante un brutto sorteggio ho portato la medaglia a casa. Voglio dedicare questa medaglia alla mia famiglia, ringraziare le Fiamme Oro e la Nippon che mi sostengono sempre, senza dimenticare un ringraziamento al Dream Team”. La finale tutta italiana sarebbe dovuta essere con Salvatore D’Arco che, dopo due vittorie con Vidmar (Slo) e Alves (Por) è stato sconfitto da Tepkaev (Rus), andando ai recuperi. Avesse superato Mcwatt (Gbr) sarebbe stato ‘derby azzurro’ per il bronzo, D’Arco invece si è piazzato settimo. Nei 70 kg, dopo una vittoria sia Alice Bellandi che Martina Esposito sono state sconfitte al secondo turno, rispettivamente da Samardzic (Bih) e Polleres (Aut), che si sono poi classificate seconda e terza. “Grande medaglia di Christian che ci fa dimenticare la delusione di ieri – il commento di Raffaele Toniolo - Christian ha combattuto alla grande fin dal primo incontro e, anche se negli ultimi due incontri si è contratto, è riuscito a salire sul podio. Bella gara anche quella di Salvatore che si è fermato al settimo posto. Domani sarà la vigilia della gara a squadre, che affronteremo al meglio”. Sabato infatti, non ci sono azzurri in gara nelle categorie più pesanti (100, +100, 78, +78), il team si prepara dunque all’appuntamento a squadre miste di domenica.

F – 63: 1) Honoka Araki (Jpn); 2) Sanne Vermeer (Ned); 3) Clemence Eme (Fra) e Lubjana Piovesana (Gbr); 70: 1) Giovanna Scoccimarro (Ger); 2) Aleksandra Samardzic (Bih); 3) Michaela Polleres (Aut) e Gabriella Willems (Bel)

M – 81: 1) Matthias Casse (Bel); 2) Turpal Tepkaev (Rus); 3) Tim Gramkow (Ger) e Christian Parlati (Ita); 90: 1) Goki Tajima (Jpn); 2) Robert Florentino (Dom); 3) Koshi Nagai (Jpn) e Eduard Trippel (Ger)

20171020 Parlati bronzo02

Maledetto golden score! Lombardo quinto al Mondiale a Zagabria

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Maledetto golden score! Lombardo quinto al Mondiale a Zagabria

Zagabria, 19 ottobre 2017. Quinto posto mondiale per Manuel Lombardo. A Zagabria, nella seconda giornata del campionato del mondo juniores, il quinto posto nei 66 kg è arrivato dopo 5 minuti e 30 secondi di golden score con Bagrati Niniashvili, georgiano diciannovenne, già secondo ai mondiali cadetti a Sarajevo 2015. È stato il sesto incontro per Manuel Lombardo, dopo le vittorie su Moteki (Jpn), Khojasteh (Iri), Sagyngaliuly (Kaz), la sconfitta con Shturbabin (Uzb), anche in questo caso maturata al golden score e un’altra vittoria, la quarta, ottenuta sull’olandese Twan Van der Werff. Lombardo e Niniashvili hanno concluso i primi 4 minuti senza punteggi e con due penalità a carico dell’azzurro. Fin troppo facile comprendere che, fosse stato capace, il georgiano avrebbe potuto chiudere la partita con una serie di attacchi o con una prevalenza anche latente, ma non è riuscito ad esprimersi in questo senso. Anzi, è stato Lombardo che ha messo pressione al match e gli ‘shido’ sono stati assegnati a Niniashvili, dopo un minuto il primo e cinquanta secondi più tardi l’altro. Poi, altri 3 minuti e 40” senza che l’equilibrio venisse alterato da qualcosa di apprezzabile, ma un ultimo attacco del georgiano, per quanto isolato e parato da Lombardo, ha stabilito chi dei due doveva salire sul podio. Si sono battuti anche gli altri azzurri in gara, in particolare Leonardo Casaglia che, nei 73 kg, ha vinto con l’australiano Leishman ed il sudcoreano Ahn, prima di cedere al fenomeno azero, Hidayet Heydarov. Un incontro l’hanno vinto anche Simona Pollera nei 52 kg su Lau (Hkg) e Giovanna Fusco nei 57 kg su Nascimento (Bra), mentre per Gabriele Sulli (66), Giovanni Esposito (73), Annarita Campese (52) e Anita Cantini (57) sono stati fermati al primo ostacolo. Quattro gli azzurri in gara venerdì, terza giornata e sono Alice Bellandi, Martina Esposito (70), Salvatore D’Arco, Christian Parlati (81).

F – 52: 1) Uta Abe (Jpn); 2) Chishima Maeda (Jpn); 3) Nazakat Azizova (Aze) e Cleonia Raciu (Rou); 57: 1) Haruka Funakubo (Jpn); 2) Enkhriilen Lkhagvatogoo (Mgl); 3) Jisu Kim (Kor) e Mina Libeer (Bel)

M – 66: 1) Daniel Cargnin (Bra); 2) Artyom Shturbabin (Uzb); 3) Somon Makhmadbekov (Tjk) e Bagrati Niniashvili (Geo); 73: 1) Hidayat Heydarov (Aze); 2) Bilal Ciloglu (Tur); 3) Tato Grigalashvili (Geo) e Didar Khamza (Kaz)

Sconfitte mondiali per gli azzurri a Zagabria, ma ‘domani sarà diverso’

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Sconfitte mondiali per gli azzurri a Zagabria, ma ‘domani sarà diverso’

Zagabria, 18 ottobre 2017. Ambizioni e speranze, pur legittime, si sono spente troppo presto a Zagabria, nella prima giornata del Campionato del mondo juniores. Cinque gli azzurrini saliti sul tatami, Andrea Carlino e Mattia Martelloni nei 55 kg, Biagio D’Angelo e Angelo Pantano nei 60 kg, Alessia Ritieni nei 48 kg, un solo combattimento vinto, nonostante tutti, nessuno escluso, abbiano dato il meglio e si siano battuti senza risparmio. “Oggi i ragazzi hanno dato il massimo – è la conferma del coach Raffaele Toniolo - ma non sono riusciti a raccogliere i risultati. Avversari ostici e l’importanza dell’evento hanno contribuito a bloccare le loro potenzialità, siamo convinti tuttavia che domani sarà diverso”. Questi invece, sono i commenti dei ragazzi, Andrea Carlino: “La gara è andata male, all’inizio dell’incontro ho sbagliato a scoprirmi con una serie di attacchi che l’uzbeko è riuscito a sfruttare a suo favore e non sono più riuscito a recuperare. Ora continuo ad allenarmi e guardo verso altri obiettivi”. Mattia Martelloni: “Purtroppo la gara è andata male, ho perso il primo incontro per 2 shido a 1 dopo 2 minuti di golden score... L'obiettivo per oggi era ambizioso, ma la mancata esperienza in campo mondiale non mi ha di certo aiutato, comunque sono al primo anno juniores e già essere al mondiale in mezzo a questi campioni è una grande soddisfazione. Da domani ripartiremo e cercheremo di migliorare giorno per giorno in vista dei prossimi appuntamenti sportivi”. Biagio D’Angelo: “Per me, sicuramente poteva andare meglio, purtroppo sono uscito al primo con un bielorusso molto ostico, da questa sconfitta ne trarrò dei benefici, da domani, se non da stasera ricomincerò ad allenarmi più forte di prima”. Angelo Pantano: “Sono arrivato a Zagabria pronto ad affrontare questa importante competizione, consapevole che il mio percorso da juniores si concluderà in questo palazzetto. Questa mattina mi sentivo in forma, ma purtroppo questo non è bastato a superare il mio avversario. Nei prossimi giorni farò il tifo per i miei compagni di squadra e con loro, domenica, affronterò la “team competition” mista. Non vedo l’ora di risentire il tatami sotto i piedi e rifarmi dalla pessima prestazione individuale. Voglio, comunque, ringraziare la mia famiglia e tutti coloro che mi seguono ogni giorno in questo percorso”. Alessia Ritieni: “Mi dispiace molto per oggi, ero in forma e concentrata, sono salita con la convinzione di poter fare bene. Purtroppo al secondo incontro non ho avuto la scaltrezza di evitare l’azione a terra e sono rimasta incastrata in leva. Peccato, continuerò a lavorare intensamente in vista dei prossimi obiettivi lasciandomi alle spalle questa esperienza”. Giovedì, seconda giornata, sono addirittura otto gli azzurri in gara, due per ciascuna categoria, Annarita Campese, Simona Pollera (52), Anita Cantini, Giovanna Fusco (57), Manuel Lombardo, Gabriele Sulli (66), Leonardo Casaglia, Giovanni Esposito (73).

F - 44: 1) Nina Kuboi (Jpn); 2) Abiba Abuzhakynova (Kaz); 3) Kristina Bulgakova (Rus) e Lois Petit (Fra); 48: 1) Amber Gersjes (Ned); 2) Laura Martinez Abelenda (Esp); 3) Melissa Hurtado Munoz (Cub) e Marusa Stangar (Slo)

M – 55: 1) Jaba Papinashvili (Geo); 2) Natig Gurbanli (Aze); 3) Unubold Lkhagvajamts (Mgl) e Bauyrzhan Narbayev (Kaz); 60: 1) Taigo Sugimoto (Jpn); 2) Karamat Huseynov (Aze); 3) Amarbold Jagvaraldorj (Mgl) e Genki Koga (Jpn)

Via ai Mondiali Junior a Zagabria, subito 5 azzurri sul tatami

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Via ai Mondiali Junior a Zagabria, subito 5 azzurri sul tatami

Zagabria, 17 ottobre 2017. Cinquecentonovanta atleti da ottantatre nazioni si sfideranno, a partire dalle 10 di domani, mercoledì 18, sui tatami nella Sport Hall ‘Dom Sportova’ a Zagabria per conquistare il titolo di campione del mondo juniores. La squadra azzurra è solida, coesa e motivata e si batterà, come sempre, al meglio per mettere al collo quella medaglia che è mancata nelle ultime due edizioni, ma che in altre dieci occasioni (su venti disputate a partire dal 1974) ha saputo regalare grandi gioie ed emozioni. La squadra, seguita dal guidata dal DTN Kyoshi Murakami, Raffaele Toniolo, Dario Romano, Francesco Bruyere, Luca Poeta, Raffaele Parlati è composta da Alessia Ritieni (48), Annarita Campese, Simona Pollera (52), Anita Cantini, Giovanna Fusco (57), Alice Bellandi, Martina Esposito (70), Andrea Carlino, Mattia Martelloni (55), Biagio D’Angelo, Angelo Pantano (60), Manuel Lombardo, Gabriele Sulli (66), Leonardo Casaglia, Giovanni Esposito (73), Salvatore D’Arco, Christian Parlati (81) e, per la gara a squadre, Annalisa Calagreti (+78), Andrea Fusco (90), Lorenzo Agro Sylvan (+100). Le gare, con inizio alle 10, e final block alle 16, seguiranno questo programma,

Mercoledì: 44, 48 F, 55, 60 M

Giovedì: 52, 57 F, 66, 73 M

Venerdì: 63, 70 F, 81, 90 M

Sabato: 78, +78 F, 100, +100 M

Domenica: gara a squadre miste

Sorteggio: http://www.ippon.org/wc_jun2017.php

Mondiali Junior, in 20 a Zagabria con l’obiettivo sulla 14esima medaglia

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Mondiali Junior, in 20 a Zagabria con l’obiettivo sulla 14esima medaglia

Ostia, 13 ottobre 2017. Prende il via mercoledì prossimo a Zagabria il 21° campionato del mondo juniores, che registra la partecipazione di 87 nazioni con 634 atleti. La rappresentativa azzurra, guidata dal DTN Kyoshi Murakami, Raffaele Toniolo, Dario Romano, Francesco Bruyere, Luca Poeta, Raffaele Parlati è composta da 20 atleti, 17 disputeranno le gare individuali, altri 3 saranno impiegati nella gara a squadre. Si tratta di Alessia Ritieni (48), Annarita Campese, Simona Pollera (52), Anita Cantini, Giovanna Fusco (57), Alice Bellandi, Martina Esposito (70), Andrea Carlino, Mattia Martelloni (55), Biagio D’Angelo, Angelo Pantano (60), Manuel Lombardo, Gabriele Sulli (66), Leonardo Casaglia, Giovanni Esposito (73), Salvatore D’Arco, Christian Parlati (81) e, per la gara a squadre, Annalisa Calagreti (+78), Andrea Fusco (90), Lorenzo Agro Sylvan (+100). Analisi e considerazioni di Raffaele Toniolo, presidente CNAG: “Ci apprestiamo a vivere un’altra edizione del Mondiale Juniores, questa volta a Zagabria dal 18 al 22 ottobre e l’Italia sarà presente con 10 atleti nel settore maschile (squadra completa) e 7 atlete, ma parteciperemo anche alla gara a squadre che quest’anno, come ai Mondiali Cadetti e Seniores, sarà mista con 8 categorie di peso (48, 57, 70, +70 femminili e 60, 73, 90, +90 maschili). Il Mondiale Juniores è la gara più dura dopo quello Seniores, in particolare quando si disputa in Europa il livello della gara è davvero altissimo. Dalla prima edizione del 1974 a Rio de Janeiro se ne sono succedute altre 19 e questa di Zagabria è la XXI. Solo dal 1990 il Mondiale Juniores è stato aperto anche alla classe femminile, ed è proprio da quell’edizione che si svolge con regolarità ogni 2 anni fino al 2008 e poi, dal 2009, tutti gli anni con l’eccezione di quello olimpico, proprio come il Mondiale Seniores. Nelle 20 edizioni disputate, l’Italia ha conquistato almeno una medaglia in 10 edizioni, ma solo 3 volte è riuscita a portare a casa due medaglie, nel 2000 con Meloni (argento) e Bianchessi (argento), nel 2010 con Basile (bronzo) e Bombara (bronzo) e nel 2013 con Esposito (oro) e Giuffrida (bronzo). L’edizione più ricca riferendosi al medagliere per nazioni, fu quella del 2013, mentre in totale il medagliere azzurro complessivo conta 13 medaglie (1-5-7) e l’unico ad aver vinto il titolo è Antonio Esposito, a Lubiana nel 2013. Quel giorno s’infranse un taboo: primo titolo mondiale maschile per l’Italia. Nessuno c’era ancora riuscito, in nessuna classe e ricordo ancora l’emozione di un felicissimo Presidente Pellicone nella telefonata che mi fece mentre eravamo al controllo antidoping. Dei 12 atleti atleti che hanno vinto una medaglia al Mondiale Juniores (Di Guida ne ha vinte due) ben 8 (Gamba, Burgatta, Scapin, Maddaloni, Meloni, Bianchessi, Basile, Giuffrida) hanno poi partecipato ad un’Olimpiade e 5 di questi (Gamba, Scapin, Maddaloni, Basile, Giuffrida) hanno conquistato almeno una medaglia olimpica, con Gamba, Maddaloni, Basile hanno vinto addirittura l’oro. Sono dati questi, che lasciano intendere chiaramente quanto un risultato da junior possa poi convertirsi in una grande carriera. Nel 2010 ad Agadir c’erano anche Basile e Giuffrida, entrambi cadetti, ma già in grado di gareggiare nella classe superiore e per Odette fu una delle prime gare importanti a 52. Il sorteggio non fu benevolo e la mise di fronte al primo turno alla giappponese che poi vinse il titolo facendo tutti ippon. Odette fu l’unica che la impegnò duramente ed il combattimento arrivò fino in fondo. Ma con il recupero ai quarti, la gara della nostra campionessa si era conclusa. La giornata di Fabio invece, fu esaltante, fece ippon fantastici e da cadetto salì sul podio del Mondiale juniores. Le ultime due edizioni (2014 e 2015) si sono concluse senza medaglie per i nostri colori, ma a Zagabria tutti i nostri ragazzi sono in grado di interrompere questo digiuno e regalarci grandi soddisfazioni”. Le sensazioni dello Staff Tecnico, Francesco Bruyere: “Il Campionato del Mondo Junior è di sicuro l’obiettivo della stagione per questa classe d’età per lo Staff Tecnico è un’importante opportunità per analizzare e valutare gli atleti che potenzialmente potranno intraprendere il percorso di qualificazione per Tokyo 2020. All’Olimpiade mancano ancora 3 anni, ma gli atleti che oggi gareggiano in questa rassegna iridata sono quelli che avranno l’età giusta per eccellere nel futuro prossimo. Il livello di questo Mondiale Juniores è decisamente elevato, considerata la presenza di atleti del calibro di Hidayat Heydarov (AZE), Uta Abe (JPN), Genki Koga (JPN), Daria Bilodid (UKR), e altri atleti che si sono già affermati nelle più importanti competizioni senior. A Zagabria saranno impegnati i migliori giovani, atleti che hanno ottenuto importanti risultati nelle gare di preparazione e che stanno seguendo, assieme alla squadra senior ed altri giovani, un percorso di costruzione con finalità Olimpica. Un percorso che, dopo il periodo di competizione è iniziato con la trasferta in Giappone in luglio, per proseguire poi ad Ostia e Bardonecchia, prima del Mondiale seniores. Agli Europei Juniores competitività e livello dei nostri è stato positivo, anche se i risultati non rispecchiato le qualità effettive degli atleti, ed è per questo che ci affacciamo al mondiale con buone prospettive e ottime sensazioni. Tecnicamente e fisicamente siamo pronti, il Campionato del Mondo è una competizione difficile da affrontare, ma sempre con la massima determinazione”.

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