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Settimo posto per Tavano e l’Italia a Doha è la migliore di sempre

  • Francesco Bruyere
  • Doha
  • Laura Di Toma
  • Asya Tavano,

Si è piazzata al settimo posto Asya Tavano, dopo aver sovvertito i pronostici della categoria +78 kg nella settima giornata dei campionati del mondo a Doha. La ventenne udinese, infatti, dopo la vittoria per ippon su Jia Tsen Tasi (Taipei), ha sconfitto anche la francese Romane Dicko, bronzo olimpico a Tokyo, campionessa del mondo uscente e numero uno del ranking. Una vittoria che esprime il grande potenziale della Tavano, che poi ha ottenuto un’altra vittoria sulla kazaka Kamila Berlikash, per cedere poi il passo nei quarti di finale alla cinese Shiyan Xu. È stata poi la brasiliana Beatriz Souza, numero 5 al mondo, ad interrompere nei recuperi la corsa della Tavano.

20230513 ATavano 13“Oggi -ha detto invece Asya Tavano- primo mondiale, ero un po’ in ansia questa mattina però mi sentivo molto bene e penso che questa sia una delle migliori gare che ho fatto, anche se sono arrivata settima”.

“Quello di oggi è sicuramente un grande risultato -ha detto il capoallenatore della squadra femminile Francesco Bruyere riferendosi alla gara di Asya Tavano- ed è frutto di tanto lavoro, di una ragazza che ha grandi potenzialità e si dedica notte e giorno al miglioramento. Non le abbiamo messo pressione perché l’obiettivo è l’Olimpiade e sono sicuro che il grande risultato non tarderà ad arrivare”.

“Il primo campionato del mondo con medaglie importanti è stato quello del 1991 con due medaglie d’oro ed una di bronzo -ha detto Laura Di Toma- e quindi il dato numerico di quattro medaglie, con un quinto e due settimi posti, ottenuto a Doha è veramente importante, al di là di qualche sottolineatura evidenziata da un blog generalista. Abbiamo ancora con l’amaro in bocca, e questo significa che il risultato poteva essere migliore e lo dimostrano il quinto posto di Parlati ed i due settimi di Manzi e, oggi, Tavano”.

Domani è in programma la gara Mixed Teams, cui l’Italia non prende parte proprio per dedicare la massima attenzione alle qualificazioni individuali.

  • Tabellone di gara +100
  • Tabellone di gara +78

Bellandi è di bronzo ed è la quarta medaglia-record per l'Italia

  • Alice Bellandi
  • Giorgia Stangherlin
  • Gennaro Pirelli
  • Doha

Alice Bellandi ha conquistato la medaglia di bronzo dei 78 kg a Doha, nella sesta giornata dei campionati del mondo. Una grande gara la sua, com’è diventata ormai ogni gara disputata da Alice Bellandi, che ha affrontato questo mondiale da numero uno del ranking, dimostrando di meritarselo tutto. E lo ha dimostrato anche nella sconfitta in semifinale con Inbar Lanir, israeliana in giornata di super-grazia, che poi ha vinto il titolo. Alice Bellandi infatti, dopo aver liquidato Camila Figueroa (Per), Natascha Ausma (Ned) e Jeongyun Lee (Kor), è partita all’attacco anche di Inbar Lanir piazzando un wazari di seoi nage prima che la lancetta dei secondi completasse il primo giro e continuando poi ad attaccare per vincere. Con il senno di poi è facile dire che cosa avrebbe potuto o dovuto fare, ma Alice Bellandi è talento, è esplosività, è dinamismo… non può e forse non vuole stare ferma, la sua voglia di attaccare prevale su tutto, è la ricerca dell’ippon, sempre. E la ripaga con percentuali elevatissime. Oggi purtroppo Lanir ha avuto qualcosa di speciale, colpo d’occhio, intuizione, rapidità d’azione e Alice Bellandi, a malincuore, ha accettato la sconfitta. Ed ha subito ricaricato pile per affrontare una finale per il bronzo e giocarsela al meglio. E così è stato, al meglio ovvero attaccando dall’inizio alla fine, con la campionessa olimpica annichilita da una Alice sempre in anticipo con attacchi veri ed efficaci dai quali in qualche modo si è salvata, ma il terzo shido ha chiuso l’incontro a 30 secondi dalla fine.

"Chi sia realmente la più forte del mondo lo sappiamo tutti, così come sappiamo quanto lo sport possa essere bello e crudele allo stesso tempo e quanto proprio questo lo renda affascinante. -ha commentato Francesco Bruyere- La storia di oggi sembrava scritta, non c’erano avversarie per Alice, stava molto bene fisicamente, era lucida e concentrata e, grazie al grande lavoro svolto, aveva le idee chiare su dove mettere le mani con tutte le sue avversarie. Avrebbe dovuto combattere solo con se stessa per arrivare in cima al mondo. Purtroppo si è giocato un brutto scherzo e proprio quell’attacco istintivo e geniale che spesso le ha risolto incontri complicati oggi le è tornato indietro come un boomerang e aveva un prezzo carissimo. Possiamo sicuramente sederci e discutere del fatto che avrebbe potuto gestire l’incontro, non attaccare fino alla fine o non rialzarsi da quell’attacco andato a vuoto…ma la verità è che se avesse fatto così non sarebbe stata l’Alice spettacolare che ci ha fatto sognare e divertire fino a questo punto. Per questo non voglio parlare di errore ma rendere onore allo sport e all’atleta Israeliana che ha saputo sfruttare questa grande occasione a suo favore. Il resto è storia perché spiegarvi a parole quanto sia stato difficile per Alice trovare le forze per reagire a questo momento è impossibile, vederla risorgere in quella maniera sul tatami e trattare così la campionessa olimpica non ha prezzo e non fa altro che confermare quello di cui tutti eravamo già certi, Alice è la più forte del mondo. Come sempre un ringraziameto speciale va a tutto il gruppo sportivo delle Fiamme Gialle per l’ottimo lavoro svolto".

“E ora siamo nella storia... primo Mondiale Senior con 4 medaglie, superata Barcellona 1991”. Ha commentato subito Raffaele Toniolo.

20230512 GPirelli 5La sesta giornata degli azzurri è iniziata con un sorteggio “facile-facile”, quello dei 100 kg, che ha messo Lukas Krpalek di fronte a Gennaro Pirelli. Il campione ceko però, ha dovuto faticare, e non poco, per superare il forte napoletano che lo ha costretto ad incassare due sanzioni. E solo nel golden score è riuscito ad aggiudicarsi la vittoria con un’immobilizzazione. A questo punto purtroppo, il Mondiale di Pirelli si è concluso e questo è stato il suo commento: “Io sono uno che non pensa al sorteggio e decide se è a favore o sfavore, combatto con tutti e poi ad un mondiale, con un livello del genere li prendi tutti. Ho fatto degli errori e li ho pagati, purtroppo è andata così. Lui è molto bravo nel ne waza e purtroppo sono rimasto aperto e mi ha punito, tra virgolette”.

Al terzo incontro, dopo le vittorie ottenute su Natalie Powell (Gbr) e Vanessa Chala (Ecu), Giorgia Stangherlin è stata fermata dalla campionessa olimpica Shori Hamada (Jpn). “Oggi mi sentivo concentrata e stavo bene, ero sul pezzo -è il commento di 20230512 GStangherlin 1Giorgia Stangherlin- ed al primo turno con la Powell (12ª in ranking) ho avuto sensazioni molto positive e ho portato a casa l’incontro, così come quello successivo. Anche con Hamada è stato un buon approccio ed i primi due minuti l’ho messa in difficoltà quando la chiudevo sopra, poi ho voluto osare, solo che lei a terra è molto forte e mi ha inchiodata. Mi rimane il rammarico, perché oggi potevo arrivare ad una finale mondiale per come mi sentivo e per come ho sentito le mie avversarie. Il risultato di oggi poteva essere diverso”.

Sabato, ultima giornata delle gare individuali, è la giornata dei pesi massimi e per la squadra azzurra tutte le attenzioni sono rivolte ad Asya Tavano, in gara nei +78 kg.

->->-> DIETRO LE QUINTE...

“No, non è vero” è Alice alle spalle di Imbar Lanir che si avvicina a coach Bruyere. “No, non è vero: dimmi che non è vero”: a ripetizione, uscendo dall’area di gara tra il frastornato e l’incredulo.
Non è facile salire sul tatami con il peso di mille sguardi. Non è facile quando sei notoriamente la più forte, non è facile quando sei lì, nel giorno dell’appuntamento più importante e il tatami scotta, gli sguardi pesano, il tempo sfugge: fatica nella fatica domare questo fiume interiore. Tenersi lucidi sempre e comunque per restare protagonisti del proprio giorno non è scontato neanche se sei una fuoriserie come Alice; succede che ad essere protagoniste di queste ore sono le emozioni che da preziose alleate si trasformano in infide compagne di avventura rendendo tutto più macchinoso; succede che, sotto la spinta della pressione del qui ed ora, si possa perdere la lucidità per un istante: in questo sport un attacco sbagliato può fare la differenza tra “vivere e morire”.
“No, non è vero: dimmi che un incubo.” “E invece è così e ora andiamo avanti.” Parola di coach.
E qui che i fuoriclasse fanno la differenza, perché quando tutto si spegne, ripartire diventa l’incontro più difficile della giornata: l’incontro che solo i migliori, come Alice, sanno vincere per vincere ancora.

20230512 ABellandi 5

Un grande Christian Parlati si ferma al quinto posto a Doha

  • Christian Parlati
  • Nicholas Mungai
  • Doha

Quinto posto a Doha per un grande Christian Parlati, che dopo l’argento a Tashkent 2022 si è conquistato un’altra finale ai campionati del mondo. Questa volta per il bronzo, che purtroppo è andato al collo dello svedese Marcus Nyman. Parlati è arrivato a Doha nonostante con i postumi di un infortunio recente che aveva messo in forse la partecipazione. Ma l’intervento chirurgico ed il recupero hanno fatto il miracolo e Christian non è tipo di tirarsi indietro. “…non ho preparato al meglio questa gara -ha detto Parlati alla vigilia- però ci sarò con la testa e con il cuore che, a volte, è sicuramente meglio che esserci fisicamente”.

E testa e cuore ce li ha messi tutti, tant’è che Christian Parlati ha fatto subito capire di avere sbloccato il freno a mano e che il recente infortunio al ginocchio, per lui, non era un problema. Se n’è accorto per primo il serbo Darko Brasnjovic, che è stato letteralmente malmenato con wazari di o soto gari e poi schiacciato a terra sull’accenno di attaccare con sumi gaeshi. Meno di due minuti per chiudere la prima partita. È toccato poi al bulgaro Ivaylo Ivanov, avversario tosto, al punto che è riuscito a superare il terzo minuto di combattimento prima crollare sull’azione di Christian: wazari ed immobilizzazione. Al cubano Ivan Felipe Silva Morales è andata anche peggio, se possibile, messo giù con due azioni imprevedibili e forse anche inimmaginabili, se non per il geniale uso che fa della sua fisicità Christian Parlati. Arrivato in semifinale con Luka Maisuradze e poi nella finale per il bronzo con Marcus Nyman, Christian ha spinto sempre, ha cercato insistentemente la soluzione con il suo istinto speciale, ma il georgiano prima e lo svedese poi hanno saputo imbrigliarlo ed in qualche modo, andare a segno con il punto ed i punti decisivi.

“È stata una gara dura, che ho iniziato bene vincendo con avversari tosti -ha detto Christian Parlati- e se penso che degli ultimi 40 giorni 30 li ho passati in fisioterapia e judo l’ho fatto negli ultimi dieci giorni dico la medaglia l’avrei meritata, ma purtroppo è andata così. Sicuramente ho la conferma di essere fra i primi al mondo, ma questo quinto posto non è facile da accettare”.

20230511 NMungai 1Oggi in gara nei 90 kg anche Nicholas Mungai che si è dimostrato nuovamente all’altezza della situazione mettendo sotto l’israeliano Li Kochman con due wazri di tomoe nage e rispondendo colpo su colpo a Marcus Nyman, salvo cedere poi nel golden score per immobilizzazione.

“Non è il risultato che mi aspettavo -ha detto Nicholas Mungai- però sono riuscito a sentirmi finalmente bene fisicamente e mentalmente sul tatami, per cui sono fiducioso. Purtroppo, non sono riuscito a portare a casa il secondo incontro per una distrazione che comunque si poteva fare, per cui il rammarico ce l’ho. Quel passaggio a terra Nyman lo fa molto bene e lo sapevo, ma se la prima volta sono riuscito a controllarlo, poi però con la stanchezza del golden score alla seconda è passato. Però sono riuscito ad avere delle buone sensazioni e sono convinto di poter ottenere ancora dei buoni risultati”.

Domani, nella sesta giornata dei campionati del mondo a Doha, ad essere impegnati sui tatami saranno Alice Bellandi e Giorgia Stangherlin nei 78 kg e Gennaro Pirelli nei 100 kg.

>>> Tabellone di gara -90 kg

>>> Tabellone di gara -70 kg

-> DIETRO LE QUINTE: Un quinto posto è sempre amaro: amarissimo, soprattutto per un campione vero come Christian. Un dato è certo: Christian è e si conferma uno dei migliori atleti del mondo nella sua categoria ed è proprio la gara di oggi a darne prova. Dietro a questa giornata c’è una quaresima che parte con l’infortunio occorso due mesi fa e che arriva ad oggi lungo un percorso in cui a fare la differenza è stata una grande resilienza: di Christian e di chi gli è stato vicino.
Si può dire che la decisione di prendere effettivamente parte al Mondiale sia soltanto di pochi giorni fa, con il parere favorevole dei medici e della Direzione Tecnica Nazionale: in dubbio fino all’ultimo dopo aver subito un piccolo intervento al ginocchio destro a fine marzo, la sua preparazione è stato un capolavoro della fisioterapia. Christian è tornato sul tatami soltanto nel collegiale pre-gara dove si è testato appurando la buona condizione e le sensazioni positive in vista dell’imminente impresa: consapevole di essere ben lontano dalla preparazione ottimale, non si è tirato indietro e ha scelto di rimettersi in discussione. Il resto si è visto sul tatami dove il risultato ha il colore del legno ma la consistenza della prova ha la luce del metallo più prezioso.

Il Trofeo Italia si sdoppia-Dietro le quinte dei Mondiali a Doha

  • Trofeo Italia
  • Doha
  • Montichiari
  • Dietro le quinte
  • Rossano Stazione

Non ci sono soltanto i campionati del mondo per i judoka d’Italia che, sabato e domenica prossimi, si apprestano ad affrontare un doppio appuntamento, che è quello riservato agli Esordienti B con il Trofeo Italia. Si tratta di due date contemporanee, nelle sedi a Montichiari (Brescia) ed a Rossano Stazione (Cosenza), una scelta che è stata proposta per la prima volta quest’anno ed è stata presentata con la pubblicazione sul Programma Attività Federale (qui l’estratto).

Si informa inoltre che sulla base del numero delle atlete iscritte alla gara, il peso del secondo blocco di domenica 14 maggio verrà anticipato di un’ora (11:00-11:30) per entrambe le manifestazioni. Questa informazione è stata trasmessa ieri e ribadita oggi sull’apposito canale Telegram FIJLKAM Judo – attività Nazionale.

Antonio EspositoDietro le quinteGiovanni Esposito

Da Dietro le quinte dei campionati del mondo, a catturare l’attenzione del corrispondente a Doha è stata una storia speciale di due fratelli speciali…

“Antonio e Giovanni. È impossibile non soffermarsi sul legame che li unisce: di sangue ma anche e soprattutto come compagni di viaggio. Non è un caso che l’uno ci sia per l’altro prima durante e dopo ogni gara e anche oggi la chimica che li unisce si è resa palpabile sul tatami dove Giovanni scaldava Antonio. È un’aura singolare quella che questi fratelli emanano quando sono l’uno per l’altro, accantonando se stessi, le proprie vicende delusioni incluse: oggi non c’era la gara di ieri per Giovanni, ma la gara di oggi di Antonio. Il loro viaggio olimpico sa di famiglia vera e verace e nella concretezza del tatami questo legame si sublima nel jita kyoei quotidiano. Trovarsi fratelli è normale, scegliersi fratelli è di più: il judo è anche questo”.

Azzurri senza medaglie nella quarta dei Mondiali a Doha

  • Doha

20230510 FFavorini 1A Doha è stata la prima giornata senza conquistare medaglie per l’Italia, in questa quarta dei campionati del mondo. Dopo le gioie suscitate da Scutto, Giuffrida e Lombardo, per Flavia Favorini nei 63 kg ed Antonio Esposito negli 81 kg non è stato possibile allungare la striscia positiva. Entrambi, dopo una vittoria iniziale, si sono trovati di fronte ad avversari di altissimo livello.

Flavia Favorini ha avuto la meglio sulla statunitense Golden superandola per tre sanzioni al golden score ed è passata al turno successivo, ma la venezuelana Anriquelis Barrios, numero 8 del ranking, ha imposto il disco rosso al mondiale dell’azzurra con un harai maki komi messo a segno proprio allo scoccare dell’ultimo secondo.

Bravo è stato Antonio Esposito, certamente per la vittoria ottenuta per ippon di sode tsuri komi goshi sull’argentino Agustin Gil, ma senza dubbio anche per essere andato vicino ad un ‘colpaccio’ con Matthias Casse, belga di bronzo a Tokyo 2021 e finalista ai mondiali 2019, 2021 (quando ha vinto) e 2022. L’azzurro è riuscito ad anticipare sempre l’iniziativa del campione belga, fino a portarlo al golden score con due shido a carico. Ma il carattere e la lucidità di Casse hanno estratto dal cilindro un sasae tsuri komi ashi che ha chiuso il mondiale di Antonio. Casse è poi approdato alla sua quarta finale mondiale, terza consecutiva, mentre Clarisse Agbegnenou, ritornata a gareggiare dopo la gravidanza, ha messo al collo il suo sesto oro mondiale.

Giovedì, quinta giornata, riservata alle categorie 70 kg femminili e 90 kg maschili. Ed è proprio in quest’ultima che siamo chiamati a sostenere i nostri portacolori, Nicholas Mungai e Christian Parlati.

  • Tabellone di gara: -63 kg
  • Tabellone di gara: -81 kg

Dietro le quinte... di una finale ai Mondiali di judo a Doha

  • Manuel Lombardo
  • Da dietro le quinte...
  • Nils Stump

KUL 7412 1683652203 1683652203

A Doha siamo arrivati alla terza giornata dei campionati del mondo di judo e sul tatami della Ali Bin Hamad Al Attiyah Arena si è conclusa da poco la finale dei 73 kg fra Manuel Lombardo e Nils Stump. E non poteva mancare il punto di vista che accompagna queste giornate mondiali… da dietro le quinte

L’incontro stava andando come doveva. Stump stava calando e Manuel stava crescendo ed è qui che sono usciti i due tiri, uranage quasi a punto e il seoinage della tragedia: nettamente wazari se non fosse per la regola nata nel contesto del cosiddetto “safe-judo”.

Di cosa si tratta? L’idea della Federazione Internazionale è quella di evitare infortuni seri bandendo quei movimenti che possono mettere a rischio se stessi o i propri avversari.

È stato questo il caso: la regola vieta di impattare direttamente sul tatami con la testa durante l’esecuzione di una tecnica di proiezione: se succede, anche accidentalmente, scatta ineluttabile la squalifica.  73kg final 2 1683652250 1683652250

La regola oggi è stata applicata alla lettera, fine dei giochi.

Qui però comincia la mia polemica, perché di polemica si tratta.

Personalmente comprendo e condivido il concetto e le norme nate per il “safe-judo” ma entro certi limiti.

Le trovo inevitabili e senza troppe eccezioni nelle classi giovanili, al contrario ritengo che siano controproducenti, anacronistiche, un’ammazza-show per il mondo dei Top Players.

L’alto livello d’altronde non è per tutti, non è per i bambini, non è per gli amatori: l’alto livello è per i super atleti.

Penso che in virtù di questo le maglie del “safe-judo” nell’alto livello siano strette al punto da essere castranti, del tutto inadatte ad atleti con doti e preparazione fuori dal comune, che possono fare scelte tecnicamente e motoriamente ardue che sono tra l’altro quelle che valgono il prezzo del biglietto…

perché tutto questo è e deve essere anche un grande spettacolo.

Non così, non come oggi e mi spiace tanto: per Manuel e per il mio sport.

La sintesi perfetta l’ha fatta mia madre in un breve messaggio -ha concluso la sua analisi Alessandro Comi- lei non ha mai messo piede sul tatami, segue lo sport da appassionata e non si perde un evento del World Judo Tour: “È vero che non ci capisco però arrivo a capire che le regole di gara prevalgono sulla preparazione fisica e mentale.” Colpito e affondato.

>>> PHOTOGALLERY DELLA FINALE 73 KG

Manuel Lombardo è argento a Doha! Terza medaglia per l’Italia ed è record

  • Manuel Lombardo
  • Raffaele Toniolo
  • Doha

20230509 MLombardo 5Un grandissimo Manuel Lombardo ha conquistato la medaglia d’argento ai campionati del mondo a Doha. È la seconda volta. Dopo l’argento nei 66 kg al mondiale a Budapest nel 2021, oggi, 23 mesi dopo, Manuel è sullo stesso gradino del podio mondiale, ma nella categoria dei 73 kg. Nella quale ha saputo dimostrare la stessa autorevolezza disarmante (per gli altri) che stupì il mondo anche allora.  

Dopo tre vittorie entusiasmanti su Daniyar Shamshayev (Kaz), Akil Gjakova (Kos), Messaoud Redouane Dris (Alg) e quella su Hidayat Heydarov (Aze), ottenuta con la stessa sanzione che poi è costata la finale a Manuel, la finale con Nils Stump è stata una vera sofferenza. Lo svizzero è stato bravo a contenere Manuel, bloccando la presa principale che ha limitato la sua azione dirompente, costringendolo così a fare un incontro diverso da quello che probabilmente aveva previsto. Forse per questo, nel momento in cui Manuel ha trovato lo spazio per l’attacco ha spinto a più non posso, sentendo anche che Stump si stava sollevando. Ed era già il settimo minuto di golden score. “Ecco che ci siamo” deve aver percepito il cuore di Lombardo che, quando lo svizzero già era in fase di scarico, ha proseguito la sua traiettoria con la testa verso il tatami. Non c’era uno scopo, né tantomeno una volontà, semplicemente era l’inerzia dell’azione. Che le immagini hanno mostrato chiaramente, coerenti con le regole scritte, ma obiettivamente distanti da qualsiasi forma di buon senso.

“Oggi mi sentivo bene -ha detto Manuel- si poteva fare di più sicuramente. Non è il metallo per cui sono venuto. Perdere la finale così è veramente devastante! Quindi adesso ritorno a casa con qualche cosa in più su cui dovrò lavorare e preparerò il prossimo appuntamento”.

“Descrivere la delusione di Manuel oggi non è possibile -ha detto pochi minuti dopo l’epilogo della finale il coach azzurro Raffaele Toniolo- soprattutto perché, fino alla finale, ha fatto la gara perfetta. Io lo conosco bene e so che il lavoro, la dedizione e la famiglia lo hanno portato ad essere l'uomo e l'atleta che è. Sono certo che continuerà a lavorare sodo per migliorare e presentarsi al massimo all'appuntamento più importante. Come coach posso dire che oggi ha fatto molto bene e l'ho visto migliorato da molti punti di vista”

Dal canto suo Giovanni Esposito nei 73 kg ha superato il sudcoreano Eunkyun Lee ed è stato poi eliminato da Behruzi Khojazoda (Tjk), mentre nei 57 kg Veronica Toniolo, ha superato Altantsetseg Batsukh, mongola che gareggia per Gli Emirati Arabi Uniti ed è stata eliminata da Jessica Klimkait (Can), che ha concluso poi al terzo posto. Thauany Capanni invece, ha superato il primo turno con l’inglese Lele Nairne ed è stata sconfitta poi da Nora Gjakova, kosovara campionessa olimpica in carica. Domani è la volta dei 63 kg con Flavia Favorini e degli 81 kg che vedranno impegnato Antonio Esposito. 20230509 MLombardo 12

“Questa è la Nazionale più forte di sempre -ha aggiunto Raffaele Toniolo- e tutti i ragazzi che ne fanno parte hanno enormi possibilità. Tre medaglie ad un Mondiale non mi sembra fosse mai successo e questo è l'ennesimo record di questa Direzione Tecnica”.

>>>> Tabellone di gara: 57 kg

>>>> Tabellone di gara: 73 kg

BronzOdette! È arrivata la prima medaglia mondiale della Giuffrida

  • giuffrida
  • Bruyere
  • Doha
  • Odette
  • Francesco

20230508 OGiuffrida 3Odette Giuffrida ha conquistato la medaglia di bronzo nei 52 kg a Doha, in occasione della seconda giornata dei campionati del mondo.

Ed è una medaglia speciale per diversi motivi. Perché dopo quella di Assunta Scutto è la seconda per l’Italia in questo mondiale, ma anche perché è stata conquistata in maniera entusiasmante ed appena più avanti è proprio il coach Francesco Bruyere che lo descrive che meglio non si può. Ma è speciale soprattutto perché per Odette Giuffrida è la prima medaglia ai mondiali.

“Questa per me è senza dubbio la sua medaglia più bella, quella che mi ha emozionato più di tutte. È una medaglia simbolica fatta con la sabbia del Qatar: a guardarla da lontano si vede una bellissima spiaggia, ma a guardarla da vicino si vede che è 20230508 OGiuffrida 14composta da tantissimi granelli che rappresentano i sacrifici, i pianti, le gioie, i successi, i dubbi, le certezze, le paure e il coraggio di questa grande campionessa. Quel Seoi Nage in finale per me racconta tutta questa storia e vi assicuro che è una storia fantastica. Di quello che è successo tecnicamente oggi non voglio parlarne, vorrei solo invitarvi a vedere la gara e a gioire insieme a noi. Grazie Ody”.

Quattro le vittorie ottenute da Odette Giuffrida, nell’ordine sull’azera Valiyeva, sulla marocchina Iraoui e, dopo la sconfitta ai quarti con Reka Pupp (Hun), sull’israeliana Primo e, per il terzo posto, sulla kossovara Krasniqi. Tutte diverse le tecniche con le quali Odette ha messo a segno i punti, sempre intuizioni da campionessa vera, che sa colpire duro anche dopo lunghissimi golden score. Ed il morote seoi nage che le ha messo il bronzo al collo, su Distria Krasniqi, è da incorniciare.

L’intervista a caldo a Odette Giuffrida: “Che il primo mondiale l’abbia fatto dieci anni fa non me lo ricordo, ma so per certo che questa è la prima medaglia al mondiale che è sempre stato stregato per questioni personali. Ci tenevo talmente tanto, che mi bloccavo sempre. Oggi ero qua per una medaglia di un altro colore, però sono veramente orgogliosa per come ho reagito all’incontro perso e sono felice perché in finale ho battuto un’atleta molto forte con la quale ultimamente non riuscivo a trovare soluzioni. Adesso sono ancora in un altro modo, ma avrò il tempo per realizzare tutto, sono davvero felice e orgogliosa di me. È stata una giornata dura, soprattutto a livello psicologico dopo aver perso a un passo dalla semifinale con un’atleta con la quale avevo sempre vinto. Ed è stato difficile l’incontro di recupero perché fino poco prima di salire ero ancora con la testa sull’incontro precedente, ma poi sono salita sul tatami e ho buttato il cuore là sopra ed è quello che poi ho fatto anche in finale. A chi dedico questa medaglia? A mia nonna ed a me stessa”.

Dietro le quinte…

“Dio solo sa.” Tre parole fanno la sintesi di quanto pesa la medaglia di oggi. Tre parole ripetute tra le lacrime lungo il tragitto che l’ha portata fuori dal tatami. “Dio solo sa cosa significa questa medaglia per me”, la medaglia arrivata a 28 anni, dieci anni dopo il primo mondiale seniores. “Dio solo sa cosa c’è dentro” - cosa c’è dietro: il dietro le quinte di questa medaglia è una lunga storia fatta di resistenza e resilienza. Oggi Odette non era al top, dopo l’incontro con Pupp men che meno, eppure…. donna cocciutaggine - lo sanno bene i suoi coach, Romano ieri, Bruyere oggi - poco prima del ripescaggio si è come risvegliata ed ha risposto coi fatti a sé stessa: perché il mondiale per lei è sempre stato una gara contro se stessa, nonostante le due medaglie olimpiche, un titolo europeo e molto, molto altro. Quella di oggi non è solo una medaglia: è un enorme passo avanti, un salto umano e sportivo che forse come dice lei “Dio solo sa.”

Gran bella gara anche quella di Elios Manzi che, nei 66 kg, ha meritato un settimo posto che vale molto per il ranking ed evidenzia lo spessore di un atleta che in quest’occasione ha sconfitto il bulgaro Yanislav Gerchev, ha schiantato l’azero Orkhan Safarov, ottavo nel ranking, per arrendersi poi nei quarti con il mongolo Baskhuu Yondonperenlei e, nel recupero, con An Baul (Kor). Dal canto suo, Matteo Piras ha fatto il possibile nei 66 kg e dopo aver vinto bene con il nigeriano Ismael Alhassane, si è trovato subito con Hifumi Abe che gli ha sbarrato la strada andando poi a conquistare il suo quarto titolo mondiale.

Domani è la terza giornata e l’Italia schiera un poker di atleti con Giovanni Esposito e Manuel Lombardo nei 73 kg, Thauany Capanni e Veronica Toniolo nei 57 kg.

  • Tabellone dei 52 kg
  • Tabellone dei 66 kg

Susi Scutto! A Doha il piccolo gigante del tatami è ancora bronzo mondiale

  • Francesco Bruyere
  • Doha
  • Susi Scutto
  • Da dietro le quinte...

20230507 Scutto 1Susi Scutto ha ri-conquistato la medaglia di bronzo nei campionati del mondo di judo. Dopo il bronzo a Tashkent 2022 ecco che quella stessa medaglia ha trovato piena conferma a Doha 2023, vincendo fra l’altro in finale per il bronzo con la stessa kazaka che l’anno scorso condivise con lei il terzo posto. Ma alzi la mano chi aveva considerato la promessa di Assunta Scutto un po’ azzardata. Ebbene quel “L’anno scorso ho fatto terza e spero che quest’anno vinco il titolo” che l’azzurra ventunenne ha pronunciato alla vigilia, più che una speranza è stato un monito per le sue avversarie, attraverso il quale avrebbero potuto capire quanto Susi potesse essere consapevole e determinata. E per spiegarlo si parta pure dalla finale per il bronzo dei 48 kg con la kazaka Abiba Abuzhakynova, messa sotto al primo errore con un wazari di uchi mata che ha risposto ad un attacco, e poi portato al termine continuando a cercare la soluzione definitiva. Il suo sguardo è sempre stato lucido, concentrato e determinato, al punto che mai ha tradito il dubbio che non ci credesse e/o non ce la facesse. Assunta Scutto ce l’ha fatta, ha sconfitto Abiba Abuzhakynova e, prima di lei, la spagnola Mireia Lapuerta Comas, la slovena Marusa Stangar e, dopo la sconfitta con la giapponese Natsumi Tsunoda, che poi si è aggiudicata il titolo mondiale dei 48 kg, la napoletana ha messo sotto con doppio wazari la brasiliana Amanda Lima, approdando così alla finale per il bronzo di cui abbiamo detto. Brava Susi Scutto!

“Sono molto emozionata per questa medaglia -ha detto Assunta Scutto- ancora più emozionata rispetto quella dell’anno scorso, perchè risalire sul podio dopo 8 mesi è qualcosa di indescrivibile, una conferma del lavoro che sto facendo con Antonio Ciano e di quanto valgo. Oggi mi sentivo all’altezza di vincere il titolo… oggi ero rivestita dall’armatura di Dio e sentivo la sua potenza sopra di me, mi sentivo intoccabile. Ringrazio il mio gruppo sportivo Fiamme Gialle che mi sostengono tutti i giorni e non mi fanno mancare mai nulla dallo staff tecnico e i preparatori. Ci tenevo a ringraziare Andrea Palloni e Fabrizio e Salvatore Ferro, la nazionale e Bruyere, che mi hanno seguito in gara e la FIJLKAM che mi sta sempre vicino, la mia famiglia. Dedico la mia medaglia al mio ragazzo Kevyn Perna”.

20230507 Bruyere

“Che spettacolo ragazzi… dire che una medaglia mondiale ci va stretta sembra assurdo ma oggi è così. -è stato il commento di Francesco Bruyere mentre Susy faceva la premiazione- Susy è stata piccola e grande allo stesso tempo, è salita su quel tatami mostrando la maturità di una veterana e allo stesso tempo la spensieratezza di una giovane atleta, la grinta di un toro e un cuore grande come una casa. Oggi ha fatto tutto in maniera perfetta, un unico errore sulla perdita di posizione con la forte giapponese l’ha privata di quell’oro che si meritava, ma sono assolutamente convinto che presto arriverà anche quello. Due medaglie mondiali in 8 mesi sembrano qualcosa di impossibile, ma queste sono il frutto di un grande lavoro per il quale ci tengo a ringraziare tutto il Gruppo Sportivo delle Fiamme Gialle, i suoi allenatori, i preparatori atletici e in particolare Coach Antonio Ciano sempre presente. I miei più grandi complimenti sono per Susetta, un’incredibile atleta, campionessa di vita”.

Oggi ha gareggiato anche un’eccellente Francesca Milani che, nei 48 kg, ha ottenuto due brillanti vittorie su Virginia Aymard del Gabon, ovviamente blindata con sankaku e la belga Ellen Salens, schiantata con ashi guruma, ma non c’è stato niente da fare di fronte al tai otoshi di Wakana Koga (JPN), poi terza assieme a Scutto. E niente da fare purtroppo, anche per Angelo Pantano, fermato nei 60 kg dallo spagnolo Francisco Garrigos arrivato poi alla conquista del titolo mondiale.

Da dietro le quinte... "“Di questa ragazza ti colpisce la serenità fuori da comune. Oggi nella pausa che precede il final Block - oggi lunga, lunghissima - mi sono fermato ad osservarla camminare imperturbabile per il tatami: musica nelle orecchie (la sua, musica, quella che ti aspetteresti da chi si gode la pace a bordo oceano), passo lento, quasi marziale, sguardo oltre. L’ho vista passare all’impeto delle botte vere (le sue, quelle che però non ti aspetti da una ragazza di 1 metro e 50) nel riscaldamento, per tornare alla calma più quieta appena prima di salire sul tatami della finale. È una piccola donna speciale, che quando sale serena sul tatami è capace - in solo otto mesi - di raccogliere i risultati che si raccolgono in anni di carriera: perché è serena ma con un carattere forgiato sull’incudine della determinazione, rara quanto la sua quiete. Che donna!”

 

- TABELLONE 48

- TABELLONE 60

20230507 Milani

Doppio oro e primato per le siciliane della Judo Virtus nella A2 junior a Napoli

  • Napoli
  • Fabrizio Fantauzzo
  • Virtus

Le siciliane della Judo Virtus Villabate hanno centrato la prima coppia d’oro di questo campionato italiano juniores A2 e, nel PalaVesuvio a Napoli, sono salite sul gradino più alto del podio nella classifica per società femminili.

“Sono contento del risultato conseguito quest’oggi -ha detto il tecnico della Virtus Fabrizio Fantauzzo- ma soprattutto sono soddisfatto della prestazione delle ragazze. Il primo posto per società testimonia che il gruppo della Virtus é coeso e determinato nel raggiungere obiettivi prestigiosi attraverso un costante lavoro quotidiano. Sono ancor più contento del fatto che queste medaglie d’oro, insieme alle altre conquistate, confermano che il Judo siciliano è vivo ed ambizioso. Un grazie ai tecnici, Davide e Vincenzo, che hanno seguito i ragazzi in gara”.

Queste le campionesse d’Italia A2 2023: Giusy Analfitano (Ischia Judo, 44), Elena Storione (Ippon Club Messina, 48), Chiara Antonina Dispenza (Judo Virtus, 52), Sara Cardella (Airon Judo 90, 57), Dounia Slimani (Fitness Nuova Florida, 63), Sofia Manca (La Palestra Taranto, 70), Cinzia Caponetto (Judo Virtus, 78), Lucia Magli (San Mamolo Bologna, +78). Classifica Società: 1. Judo Virtus Villabate, 20; 2. Budo Semmon Gakko Genova, 16; 3. Fitness Nuova Florida, 14

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