Scutto si ripete! È terza a Budapest nell’Hungary Masters
Assunta Scutto l’ha rifatto, ed è salita nuovamente sul podio dei Masters! Poco più di sette mesi dopo il terzo posto a Gerusalemme, la ventuenne napoletana ha conquistato la medaglia di bronzo anche all’Hungary Masters a Budapest.
E con lei l’Italia ha ottenuto anche tre settimi posti con Veronica Toniolo nei 57 kg e con Elio Manzi e Matteo Piras nei 66 kg.
Niente male per la prima giornata di gare nella Laszlo Papp Arena.
Straordinaria come sempre la gara di Assunta Scutto nei 48 kg, iniziata con la vittoria sulla cinese Zongying Guo dopo aver passato il primo turno come testa di serie numero uno. Un wazari della mongola Baasankhuu Bavuudorj ha costretto Scutto ai recuperi, nei quali si è imposta con due wazari su Catarina Costa (Por) ed un wazari su Milica Nikolic (Srb)
Nei 57 kg Veronica Toniolo ha vinto sulla cinese Qi Cai e sulla georgiana Eteri Liparteliani, prima di cedere il passo ad Haruka Funakubo (Jon) nei quarti ed a Daria Bilodid (Ukr) nel recupero.
Due vittorie significative anche quelle di Elios Manzi nei 66 kg, che ha avuto la meglio su Yashar Najafov (Aze) e su David Garcia Torne (Esp), per cedere poi a Denis Vieru (Mda) e, nel recupero, a Erkhembayar Battogtokh (Mgl). Vittorie eccellenti anche quelle ottenute da Matteo Piras nei 66 kg, che ha tolto di mezzo Tal Flicker (Isr) e Walide Khyar (Fra), per fermarsi poi di fronte ad An Baul (Kor) e, nel recupero, a Narmandakh Bayanmunkh (Uae).
Giornata storta invece per Odette Giuffrida che, nei 52 kg, dopo la vittoria su Kelly Deguchi (Can), è stata ‘beffata’ dal tempismo della cinese Yeqing Zhu che, sull’attacco dell’azzurra, ha colto il tempo giusto per evitare e schiacciare: wazari. Ed in meno di un minuto è risultato impossibile ogni tentativo di recupero. Subito fuori nei 52 kg anche Giulia Carna, superata dall’azera Gultaj Mammadaliyeva con un wazari messo a segno dopo il primo minuto. Niente da fare nemmeno per Thauany David Capanni Dias
nei 57 kg che, opposta alla campionessa olimpica a Tokyo Nora Gjakova, è stata sconfitta per una leva al braccio. Nei 60 kg Angelo Pantano è stato eliminato dal sode tsuri komi goshi di Ryuju Nagayama, che poi è stato il vincitore della categoria, mentre Francesca Milani ha ceduto per wazari nel golden score con la kazaka Tynbayeva.
Domani in gara soltanto tre azzurri con Giovanni Esposito e Manuel Lombardo nei 73 kg ed Antonio Esposito negli 81 kg.
I commenti
Assunta Scutto: “È una soddisfazione perché io non pretendo mai nulla dalle gare, ovviamente sono venuta qui per vincere e l’incontro dei quarti mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca. è stato difficile riprendermi e salire per i ripescaggi però penso che per diventare un campione si devono affrontare anche queste cose e quindi sono soddisfatta perché sono riuscita ad andare avanti e vincere i ripescaggi e prendermi la medaglia. Perché me la meritavo e quindi l’ho presa. Il mio obiettivo è quello di diventare la più forte di tutte, perché il mio sogno è quello di vincere le Olimpiadi e quindi devo per forza diventare la più forte. Questa seconda medaglia al Masters mi fa capire che sono sulla buona strada per andare alle Olimpiadi, comunque confermarsi sempre nel blocco delle finali vuol dire che sei sempre fra i cinque più forti al mondo e ti dà una speranza di poter portare una medaglia anche alle Olimpiadi, quindi sono contenta. Con questo risultato dovrei diventare la prima al mondo e se è davvero così sono soddisfatta per essere la numero uno del ranking mondiale. Volevo ringraziare il mio club di appartenenza Fiamme Gialle e la FIJLKAM per avermi supportato in questo periodo concedendomi di essere seguita dal mio coach Antonio Ciano sulla sedia, ovviamente un grazie immenso a tutto lo staff Nazionale che mi ha supportata vivamente anche oggi. Ringrazio Dio per il meraviglioso piano che ha riservato per me e di avermi dato la forza di non mollare e andare avanti anche oggi! Dedico la medaglia alla mia famiglia che mi ha seguita da casa e al mio ragazzo presente oggi in gara!”.
Veronica Toniolo: “Se due settimane fa mi avessero detto che avrei combattuto così ci avrei messo la firma sopra, ad oggi dico che avrei potuto fare ancora qualcosa in più. È stato un periodo difficile, pieno di ostacoli che non mi trovavo davanti da un po’. Assolutamente neanche al 60% fisicamente mi sono ritrovata a fare una delle gare più difficili che ci siano, dimostrando a me stessa ancora una volta quando è importante la testa a questi livelli. Mi dispiace veramente tanto perché per come si erano messe le cose e per come stavo combattendo si poteva raccogliere di più e sicuramente arrivare a fare la finale 3-5. Rimane però quello che ho detto all’inizio e quindi sono contenta per come ho saputo reagire alla gara e a questo brutto periodo ma soprattutto ancora più fiduciosa delle mie capacità e di quello che potrò fare in futuro”.
Elios Manzi: “L’emozione prevalente per questo settimo posto è l’ottimismo… sono contento, perché sento che sto crescendo sempre di più e sto migliorando su alcune mie lacune. Andrà sempre meglio, sono sulla strada giusta”.
Matteo Piras: “L’emozione prevalente per questo settimo posto è la consapevolezza”.
Francesco Bruyere: “Oggi Susy stava davvero bene e si è visto fin dall’inizio. Una sola distrazione nell’incontro con la mongola, che stava gestendo nel migliore dei modi dimostrando superiorità le ha bloccato la strada per la finale. È stata molto brava a ritrovarsi per affrontare i recuperi e la finale contro due avversarie molto ostiche che in passato l’avevano battuta, lucida e concentrata ha fatto tutto perfettamente e ha regolato i conti. Due medaglie mondiali e due al master sono tanta tanta roba, infiniti complimenti a lei e al suo gruppo sportivo delle Fiamme Gialle. Per le altre ragazze è stata una giornata particolare in cui il risultato, a mio avviso, non rispecchia i valori visti in campo; sicuramente il master è una gara complicatissima, ma avremmo potuto ottenere molto di più. Stavano tutte bene e abbiamo perso incontri assolutamente dominati a causa di alcuni episodi singoli e differenti che non mi sento neanche di chiamare errori, lavoreremo comunque per migliorare ancora. Infine, faccio i complimenti a Veronica per questo settimo posto, pur non nelle migliori condizioni ha lottato con il grande carattere che la contraddistingue giocandocela alla pari con le migliori al mondo”.
Raffaele Parlati: “Una giornata che può sembrare, leggendo i risultati, non molto positiva, ma facendo invece un'analisi su quello che realmente hanno fatto i ragazzi è una giornata che mi lascia con la consapevolezza che tutti siano sulla giusta strada”.
>>> RISULTATI 1ª GIORNATA <<<
Da venerdì a Budapest Hungary Masters per 16 azzurri
È partito oggi il primo gruppo della squadra azzurra che, a partire da venerdì sarà impegnata a Budapest per l’Hungary Masters 2023. Un Master per il quale ben 18 azzurri si sono conquistati le credenziali di accesso, corrispondenti ad un punteggio tra i migliori 36 atleti al mondo in ciascuna categoria di peso. Due infortuni purtroppo, hanno cancellato dall’elenco dei partenti Martina Esposito e Giorgia Stangherlin, che stanno completando il completo recupero per rimettersi in corsa al più presto. Saranno pertanto sedici gli atleti in gara, così suddivisi per singola giornata.
Venerdì 4
F -48: Assunta Scutto, Francesca Milani
F -52 kg: Odette Giuffrida, Giulia Carna
F -57 kg: Veronica Toniolo, Thauany David Capanni Dias
M -60 kg: Angelo Pantano
M -66 kg: Elio Manzi, Matteo Piras
Sabato 5
F -63 kg
F -70 kg
M -73 kg: Giovanni Esposito, Manuel Lombardo
M -81 kg: Antonio Esposito
Domenica 6
F -78 kg: Alice Bellandi
F +78 kg: Asya Tavano
M -90 kg: Christian Parlati
M -100 Kg: Gennaro Pirelli
M +100 kg
La delegazione è completata dal team-official Massimiliano Benucci, i tecnici Raffaele Parlati, Raffaele Toniolo, Francesco Bruyere, Corrado Bongiorno, Alessandro Comi, il Direttore Tecnico Laura Di Toma, i dottori Stefano Bonagura e Angelo Angi e l’arbitro Roberta Chyurlia.
“La squadra femminile è in ottime condizioni -ha detto Francesco Bruyere- sicuramente il caldo di questo ultimo mese non ha giovato agli allenamenti, ma abbiamo comunque svolto un ottimo lavoro di avvicinamento alla gara e come sempre ci faremo trovare pronti. Il master è la gara che insieme al mondale si sente di più durante l’anno, i migliori del mondo si danno battaglia in un evento spettacolare a cui già poter partecipare è motivo di orgoglio; ovviamente alla nostra squadra partecipare non basta, noi andiamo per vincere. Un pensiero a Martina Esposito ed a Giorgia Stangherlin che non potranno partecipare a causa degli infortuni subiti, ma stanno recuperando velocemente e rientreranno a breve”.
“Ci presentiamo a questo Master con ben 8 uomini qualificati -ha commentato a sua volta Raffaele Parlati- ciò a dimostrazione che il judo italiano è ormai stabilmente ai vertici mondiali. La condizione generale della squadra è buona, c'è qualcuno che è ancora reduce dai postumi di infortunio, ma in linea di massima sono tutti pronti e fortemente motivati. Tutti hanno possibilità di medaglia ma come sempre preferisco non fare previsioni”.
Universiade a Chengdu l’Italia è quinta con entrambe le squadre
L’Italia a squadre si è classificata al quinto posto sia con la squadra maschile che con quella femminile. È questo il risultato di un’altra giornata a Chengdu, la quarta per il judo alle Universiadi, ed un’altra giornata intensa di orgoglio, soddisfazioni e, purtroppo, anche tanto rammarico. Ricostruiamo il report dei tecnici Gianni Maman e Massimo Parlati che da inizio gara hanno trasmesso telegraficamente informazioni ed emozioni, che riportiamo quindi in ordine temporale
L’Italia maschile e l’Italia femminile hanno vinto il primo incontro, rispettivamente con Algeria e Stati Uniti, 3-0 e 2-0…. Adesso ottavo di finale maschile fra Italia rd Uzbekistan e quarto di finale femminile fra Italia e Germania.
Pedrotti purtroppo si è infortunata e quindi la squadra femminile combatterà in tre.
Sull’infortunio di Pedrotti i tecnici precisano che aveva già male al gomito, ieri con la tedesca nei quarti di finale ha subito una leva, ma ha battuto dopo due minuti; quindi, il gomito è molto stirato… niente di grave! Però non riesce a combattere.
L’Italia maschile perde con l’Uzbekistan 1 a 3, con il punto fatto da Mella e attende la perdente fra Azerbaijan e Francia.
L’Italia batte la Francia 3 a 2, vincono Mella, Bedel, Accogli, mentre l’Italia donne in tre contro cinque vince il recupero con l’Uzbekistan: 3 a 2. Favolose! E siamo in finale per il bronzo con entrambe le squadre.
Niente! Tre contro cinque, la squadra femminile perde il primo incontro. Dopo essere andata sotto di wazari, Kenia recupera e poi ne fa un altro. Lo valutano, ci assegnano la vittoria, ma poi interviene il supervisor… e cancella tutto!! E Kenia subisce wazari a un minuto dalla fine. E la nostra finale, a quel punto, per noi si è chiusa. Avevano tre match point e se la sono vista brutta. Siamo usciti con onore, unica squadra a disputare una finale in tre, tutte le altre erano complete!!
Adesso tocca ai maschi con la Korea…
Niente altro quinto posto! Ma se con le donne abbiamo avuto un handicap numerico, con gli uomini la finale è stata tutta in salita perché la conduzione arbitrale è stata quantomeno discutibile. Dopo che D’angelo ha vinto il primo incontro in modo spettacolare al golden Score, Mella ha
ceduto al suo rivale coreano per strangolamento, non prima però di aver messo a segno, secondo noi, almeno due wazari… nemmeno considerati però dal supervisor. È il turno di Bedel che, dopo un avvio difficile sulle prese, subisce wazari. Da qui si apre un altro incontro, in cui Kenny rincorre per tre minuti il suo avversario, mettendo a segno una serie infinita di attacchi pericolosi e, dopo due sanzioni al coreano, questi effettua un chiaro falso attacco. Ma non considerano nemmeno questo! Ci fermiamo qui, orgogliosi dei nostri giovani leoni, che si sono battuti contro tutto e tutti.
Classifiche quarta giornata
Maschile: 1. Giappone, 2. Uzbekistan, 3. Rep. Korea e Azerbaijan, 5. Italia
Femminile: 1. Giappone, 2. Germani, 3. Brasile e Rep. Korea, 5. Italia
Simonetti quinta a Chengdu e domani l’Universiade è a squadre
Erica Simonetti ha lottato per la medaglia di bronzo dei +78 kg a a Chengdu, nella terza giornata di queste Universiadi cinesi, ma si è dovuta accontentare del quinto posto. Anche Valerio Accogli si è battuto alla grande nei 100 kg, ma la sconfitta agli ottavi per uno shido in più del mongolo Gonchigsuren Batkhuyag, terzo alla fine, gli è costata l’eliminazione. È andata così oggi, nonostante l’inizio della giornata promettesse bene con la vittoria di Daniele Accogli sul peruviano Luis German Paucar Rojas per wazari di tai otoshi ed immobilizzazione, seguita da quella di Erica Simonetti sull’algerina Yousra Mechebbek, tre shido. A quel punto Accogli ha affrontato il mongolo in un incontro così sintetizzato dal tecnico Gianni Maman: “Accogli ha dominato il mongolo numero 9 al mondo per 2 min e mezzo. Poi il mongolo lo ha pescato con bellissimo sasae e lo ha immobilizzato a terra… purtroppo sono gli ottavi e quindi siamo fuori”. Subito dopo è stato il turno di Erica Simonetti che, nei quarti, ha affrontato la sudcoreana Park Saetbyeal ed anche in questo caso è stato uno shido a fare la differenza: 3 a 2 ed è passata la coreana. Recuperata, Simonetti ha saltato il primo recupero a causa dell’infortunio precedente della francese Marchand e quindi è in finale per il terzo posto. Di fronte alla mongola Nominzul Dambadarjaa, la Simonetti si trova subito sotto per due sanzioni, che i coach Maman e Parlati hanno definito ingenerose, ma alle Universiadi non c’è possibilità di rivedere o sostenere alcunché. Si accetta tutto, errori compresi. In ogni caso la mongola incalza e Simonetti soffre il ritmo, arriva il terzo shido e questa volta è legittimo. Vale il quinto posto. 
“La gara di oggi non è andata come volevo -è il laconico commento di Erica Simonetti- vediamo come va la gara a squadre”.
Domani quindi, la quarta giornata è riservata alle gare a squadre, maschile e femminile, con il sorteggio che ha riservato all’Italia maschile (Biagio D’Angelo, Edoardo Mella, Kenny Komi Bedel, Daniele Accogli) la vincente fra Turchia-Algeria ed alle azzurre (Kenya Perna, Flavia Favorini, Irene Pedrotti, Erica Simonetti) gli Stati Uniti.
I risultati della terza giornata
90 kg: 1. Roland Goz (Hun), 2. Han Juyeop (Kor), 3. Kazuki Nakanishi (Jpn) e Markus van Dijk (Ned)
100: 1. Falk Petersilka (Ger), 2. Kalanikaito Green (Jpn), 3. Gonchigsuren Batkhuyag (Mgl) e Bekarys Saduakas (Kaz)
+100 kg: 1. Kim Minjong (Kor), 2. Yuta Nakamura (Jpn), 3. Irakli Demetrashvili (Geo) e Kacper Szczurowski (Pol)
78 kg: 1. Mizuki Sugimura (Jpn), 2. Lee Yunseon (Kor), 3. Raffaela Regina Igl (Ger) e Erdenet-Od Batbayar (Mgl)
+78 kg: 1. Jia Chundi (Chn), 2. Park Saetbyeol (Kor), 3. Nominzul Dambadarjaa (Mgl) e Agatha Martins Silva (Bra), 5. Erica Simonetti (Ita) 
Universiadi di bronzo per Irene Pedrotti, quinti Favorini e Bedel
È arrivata la medaglia per l’Italia universitaria nel JianYian cultural and sport center Gymnasium a Chengdu ed è la medaglia di bronzo che ha premiato la bella gara di Irene Pedrotti per il terzo posto nei 70 kg ai Giochi Mondiali Universitari. E poco è mancato che le medaglie per la squadra azzurra fossero addirittura tre, ma per Flavia Favorini nei 63 kg e Kenny Komi Bedel negli 81 kg è rimasto alla fine soltanto il quinto posto, mentre Edoardo Mella ha concluso la sua gara con il settimo posto nei 73 kg.
Con l’ippon alla mongola Sarantsetseg Lkhgvadulam è iniziato il percorso nei 70 kg di Irene Pedrotti che, nel turno successivo ha trovato il disco rosso e ad imporglielo è stata la tedesca Samira Bock con ippon nel golden score. Recuperata, la Pedrotti si è imposta per ippon sulla statunitense Isabella Alexandra Garriga, accedendo così alla finale per il terzo posto. Irene Pedrotti ha quindi conquistato la medaglia di bronzo superando (hansoku) la francese Clemence Andrea Eme.
“Sono soddisfatta per la medaglia -ha detto Irene Pedrotti- anche se un po’ di rammarico per i quarti di finale ce l’ho ancora. Mi sentivo bene dal primo giorno che siamo arrivati, ho respirato subito una bellissima atmosfera. Dedico questa medaglia all’Accademia Torino che da un anno a questa parte mi sta crescendo quotidianamente nel migliore dei modi. Ringrazio i coach della nazionale che mi hanno seguito in modo impeccabile e tutti coloro che mi sostengono ogni giorno”.
“Potremmo dire che oggi è andata bene -ha detto il coach Gianni Maman d’intesa con Massimo Parlati- perché Irene ha colto una bellissima medaglia di bronzo, ed invece siamo un po’ delusi, perché abbiamo disputato 3 finali per il bronzo e ne abbiamo portata a casa solo una, anche se sembra positivo arrivare lì e conquistare una medaglia con quel tifo pazzesco e quell’adrenalina che ti spinge anche oltre, chiaro che vorremmo averle vinte tutte quindi non siamo felicissimi. Complimenti, comunque, a tutti e 4 i ragazzi di oggi che hanno incontrato atleti molto forti, addirittura potevamo cogliere qualcosa di più con Irene perché nei quarti sono stati veramente scandalosi con l’arbitraggio, meritava di vincere ampiamente”.

Quinto posto di Flavia Favorini nei 63 kg, ottenuto con le vittorie sulla ceka Vera Zemanova, hansoku make al golden score, sulla kazaka Esmigul Kuyulova, ippon al golden score e, dopo la sconfitta in semifinale con la giapponese Kirari Yamaguchi è arrivata anche la sconfitta nella finale per il bronzo vinta per ippon in ne waza dalla tedesca Agatha Schmidt.
Quinto posto per Kenny Komi Bedel negli 81 kg che ha iniziato la sua gara tre vittorie di fila, wazari e ippon sull’ucraino Mykhailo Svidrak, ippon sul ceko Masko Mikulas e poi con il wazari sul georgiano Zaur Dvalashvili ha meritato l’accesso alla semifinale. Ma questa volta, benchè in vantaggio di wazari Bedel è stato sconfitto dall’uzbeco Nurbek Murtozoev e poi, anche nella finale per il terzo posto dal francese Arnaud Landja Aregba.
Settimo posto nei 73 kg per Edoardo Mella che al primo turno ha superato l’uzbeco Javokhirbek Saparov; quindi, ha avuto la meglio con un wazari al golden score sul brasiliano Gabriel Faclao Lira. Nei quarti è arrivata la sconfitta con il terzo shido nel golden score che ha premiato l’azero Rashid Mammadaliyev e poi è stato il kazako Askar Narkulov a lasciare Mella al settimo posto mettendo a segno un wazari nel golden score.
Domani, terza giornata, per la squadra azzurra è il momento di Daniele Accogli (100) ed Erica Simonetti (+78).
Risultati seconda giornata
73 kg: 1. Tatsuki Ishihara (Jpn), 2. Rashid Mammadaliyev (Aze), 3. Uranbayar Odgerel (Mgl) e Askar Narkulov (Kaz)
81 kg: 1. Yoshito Hojo (Jpn), 2. Nurbek Murtozoev (Uzb), 3. Arnaud Landja Aregba (Fra) e Zaur Dvalashvili (Geo), 5. Kenny Komi Bedel (Ita)
63 kg: 1. Kirari Yamaguchi (Jpn), 2. Agathe Marie Devitry (Fra), 3. Nadiah Talitha Krachten (Ned) e Agatha Schmidt (Ger), 5. Flavia Favorini (Ita)
70 kg: 1. Mayu Honda (Jpn), 2. Samira Bock (Ger), 3. Gioia Nora Vetterli (Sui) e Irene Pedrotti (Ita)
Azzurrini sconfitti a squadre! De Crescenzo: EYOF esperienza bellissima
Con la vittoria della squadra mista della Turchia, 4 a 2 all’Azerbaijan, si è conclusa anche quest’edizione slovena degli European Youth Olympic Festival a Maribor. Sulla terza piazza del podio sono salite Georgia e quell’Ucraina che ha interrotto il percorso dell’Italia.
Ucraina troppo forte per gli azzurrini, che sono stati messi sotto con un secco 0-4 nel primo turno dell’EYOF Mixed Teams. Elena Storione, Thomas Palillo, Martina Capezzuto e Leonardo Copat, questi gli atleti saliti sul tatami di Maribor assieme a Cinzia Caponetto e Luigi Barbero, che non
hanno nemmeno potuto combattere, hanno cercato tutti decisamente il punto. Per un motivo o per l’altro però, il punto è sempre andato dall’altra parte.
Nei 48 kg l’ucraina Marharyta Miroshnichenko ha messo a segno wazari sull’attacco di seoi nage di Elena Storione e poi è riuscita anche a concludere in juji gatame.
Nei 60 kg Thomas Palillo è stato penalizzato tre volte con Danylo Kravchenko, mentre nei 63 kg Martina Capezzuto ha ceduto il punto a Kristina Opanasenko per un wazari di uchi mata. Niente da fare anche per Leonardo Copat che, negli 81 kg, è stato costretto ad incassare un wazari di gaeshi da Artur Amirian nonostante la caduta fosse evidentemente priva dei 90 gradi previsti. A completare la beffa è arrivata successivamente la non assegnazione di wazari ad un bel o uchi gari di Copat, privo a sua volta dei 90 gradi, ma meritevole tanto quanto il wazari subito.
“Questa é stata la mia prima gara a squadre -ha detto Leonardo Copat- e nonostante il risultato, sono contento di avervi partecipato. È tutta esperienza di cui faccio tesoro per ricominciare a lavorare e a migliorare e per questo ringrazio la nazionale ed i tecnici per avermi dato questa possibilità”.
“Purtroppo, non è andata come speravo -ha detto Thomas Palillo- ma sono molto soddisfatto del lavoro fatto per arrivare qui. La squadra è stata molto unita e ognuno ha dato il massimo. Sono felice di aver vissuto questa esperienza e adesso torno ad allenarmi con nuovi obiettivi”.
“Non ho partecipato alla gara a squadre -ha detto Martina De Crescenzo- ma ho tifato e sostenuto i miei compagni. Fare gli Eyof è stato bellissimo, ho conosciuto tantissime persone, fatto nuove amicizie e nonostante i differenti sport praticati si è creato un grande spirito di squadra”.
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Via alle Universiadi a Chengdu ed è subito un gran Giappone
Lasciate alle spalle le emozioni della spettacolare cerimonia di apertura i Giochi Mondiali Universitari hanno iniziato ad occupare i campi delle gare nelle numerose discipline sportive impegnate. La prima giornata delle gare di
judo nel JianYian cultural and sport center Gymnasium a Chengdu ci consegna dunque il report azzurro dei due coach azzurri Gianni Maman e Massimo Parlati, che recita: “purtroppo il sorteggio ci ha opposti ad avversari veramente ostici. Kenya Perna è partita troppo contratta e ha subito subito la prepotenza fisica della forte azera Mammadaliyeva, Biagio D’Angelo invece ha fatto un bellissimo incontro con il giapponese Hattori che quest’anno si è piazzato secondo al Grande Slam a Tokyo ed oggi ha poi vinto l’oro. Purtroppo, al golden score ha subito un wazari dubbio, ma è stato capace di mettere in grossissima difficoltà il nipponico!”.
Domenica, nella seconda giornata di gare, sono attesi alla prova Edoardo Mella (73), Kenny Komi Bedel (81), Flavia Favorini (63), Irene Pedrotti (70).
Le classifiche della prima giornata
48 kg: 1. Hikari Yoshioka (Jpn), 2. Amber Anneke Maria Gersjes (Ned), 3. Oh Yeonju (KOr) e Leyla Aliyeva (Aze)
52 kg: 1. Hibiki Shiraishi (Jpn), 2. Jang Seyun (Kor), 3. Annika Wurfel (Ger) e Roza Gyertyas (Hun)
57 kg: 1. Mimi Huh (Kor), 2. Akari Omori (Jpn), 3. Najla Roxanne Martha Fawaz (Fra) e Yamini Mourya (Ind)
60 kg: 1. Taiki Nakamura (Jpn), 2. Yung-wei Yang (Tpe), 3. Jeon Seungbeon (Kor) e Kamoliddin Bakhtiyorov (Uzb)
66 kg: 1. Shinsei Hattori (Jpn), 2. Radu Izvoreanu (Mda), 3. Yashar Najafov (Aze) e Sunggat Zhubatkan (Kaz)
Caponetto e Barbero settimi nella quarta giornata EYOF a Maribor
Giornata numero 4 agli EYOF a Maribor e per la squadra azzurra guidata da Francesca Campanini e Massimiliano Pasca si contano due settimi posti ottenuti da Cinzia Caponetto nei +70 kg e da Luigi Barbero nei 90 kg. 
Cinzia Caponetto ha messo a segno due vittorie, entrambe per ippon con juji gatame, al primo turno con la slovena Maja Music e nel recupero con la greca Ilektra-Evangelia Mitakidou, ma è stata fermata prima dall’estone Emma-Melis Aktas e, nel recupero per accedere alla finale per il terzo posto, dalla ceka Marie Kosnarova.
Analogo il percorso fatto da Luigi Barbero che ha iniziato la gara con la vittoria per wazari di seoi nage sul polacco Oskar Krzynowek e, dopo la sconfitta incassata dallo spagnolo Antonio Aixel Ramirez Perez, ha superato per ippon di immobilizzazione il turco Faith Dursun. È stato poi lo svedese Emil Jabiyev a chiudere la gara dell’azzurrino con juji gatame.
Una vittoria, ippon di tai otoshi, l’ha ottenuta anche Davide Graziosi nei +90 kg nell’incontro di apertura con l’olandese Kelvin De Haan, ma poi è stato fermato due volte da Stefan Kovinic (Mne) e da Marek-Adrian Masak (Est).
“È una giornata non troppo positiva per i nostri ragazzi -è il commento dei due coach azzurri, Francesca Campanini e Massimiliano Pasca- oggi abbiamo ottenuto due settimi posti e domani, nella gara a squadre abbiamo un sorteggio non buonissimo, l’Ucraina è avversaria tosta, ma la voglia di riscatto dei nostri ragazzi potrebbe segnare la differenza. Noi ci crediamo”.
“Sono contenta di aver fatto questa esperienza. -ha detto Cinzia Caponetto- È stata una bella esperienza, ma anche importate per la mia crescita. Ringrazio Fabrizio Marco e tutti coloro che mi seguono ogni giorno e ringrazio i tecnici della nazionale che mi hanno seguita in questa nuova esperienza”.
Azzurrini a bocca asciutta nella terza giornata EYOF a Maribor
Sono rimasti a bocca asciutta gli azzurrini nella terza giornata di gare a Maribor e, almeno per il momento, nel medagliere dell’Italia rimane l’argento di Emiliano Lattanzi nei 55 kg ed il bronzo di Elena Storione nei 48 kg.
“In questa terza giornata di gara in cui la nazionale è impegnata agli Eyof -hanno commentato i responsabili azzurri Francesca Campanini e Massimiliano Pasca- nonostante i ragazzi abbiano dato tutto loro stessi, siamo rimasti lontani dal podio.
Aspettiamo la giornata di domani contando di essere più performanti”.
Nei 73 kg Salvatore Mazzola è stato sconfitto dall’austriaco Michael Proell per tre sanzioni, l’ultima assegnata al settimo minuto del golden score, mentre negli 81 kg Leonardo Copat ha pagato la ricerca del corpo a corpo con il lussemburghese Micha Welter, ed entrambi non sono stati recuperati. Una vittoria invece l’ha ottenuta nei 57 kg Martina Capezzuto, che al golden score ha avuto la meglio sulla polacca Zuzanna Kolakowska ed è stata poi sconfitta nei quarti dalla tedesca Odalis Santiago-Santana e nei recuperi dall’olandese Celine Kleijmeer.
Domani, venerdì 28, terza giornata di gare con le categorie più pesanti e tre azzurrini sul tatami: Cinzia Caponetto (+70), Luigi Barbero (90), Davide Graziosi (+90).
Un saluto dell’ambasciatore a Chengdu prima dell’Universiade
La rappresentativa universitaria azzurra è arrivata a Chengdu ed al termine di un viaggio che può essere definitivo impegnativo, si appresta a svolgere tutti i passaggi necessari per prepararsi alle gare dei Giochi Mondiali Universitari che inizieranno
sabato 29 luglio.
“Il ritrovo alla partenza era stato fissato alle ore 17:00 a Fiumicino -ha raccontato Gianni Maman, coach della squadra assieme a Massimo Parlati- con la partenza da Roma alle ore 20:55 ed arrivo alle ore 9:30, ora italiana a Pechino. Quindi abbiamo fatto uno scalo di 2 ore, 30 minuti dei quali in treno per raggiungere il terminal per Chengdu. A quel punto siamo partiti alle 16:30 da Pechino ed arrivati a Chengdu alle 21, con 1 ora di ritardo in quanto il maltempo aveva impedito l’autorizzazione all’atterraggio. Dopo una ventina di giri sopra l’aeroporto, un’altra ora di viaggio per raggiungere il villaggio olimpico! Insomma, siamo arrivati alle 23 che, tolte le 6 ore di fuso, fanno le 5 del pomeriggio per un conto totale di 25 ore di viaggio”.
Oggi primi allenamenti sul tatami e poi, oltre a chi deve fare il calo peso, si dovranno consegnare i judogi per l’applicazione dei backnumber dell’Universiade, mentre Massimo Parlati e Gianni Maman hanno appuntamento con l’ambasciatore Massimo Ambrosetti per il saluto alla delegazione azzurra.
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